Satana non viene dall’Islàm

Lettera aperta a Maurizio Blondet

Stimato Maurizio Blondet,
sono un musulmano italiano, ritornato all’Islàm circa 25 anni fa. Essendo persona che legge molto, non ho potuto fare a meno di leggere sempre tutti i suoi libri, escluso l’ultimo.

Li trovo tutti importanti e centrati, mi sono stati utilissimi, e tuttora, mi capita di consigliare a tutti i suoi “11 settembre 2001 – Colpo di stato negli USA” e quel capolavoro sul darwinismo che è “La disfatta evoluzionista”, e altri. E, IDDIO volendo, ne faremo prima possibile delle recensioni sul nostro sito. Per l’intanto, soprattutto per il coraggio che mostra nel cercare sempre la verità, le dico grazie.

Naturalmente, seguo il suo blog, di cui abbiamo ripreso alcuni articoli e parte di articoli, e sono dunque felicissimo di cogliere l’occasione di un commento al suo recente post, che merita sia la nostra citazione sia un adeguato commento, per poterla salutare cordialmente.

Come è nel suo stile, oltre all’indiscutibile talento nel saper informare, anche quest’ultimo suo articolo trasuda di sincerità, di sincera voglia di capire, di bontà d’animo, e quindi meritava una risposta altrettanto accorata. Le considerazioni che seguiranno da parte mia, che talora vanno nel senso di una correzione, sono da intendersi come umile contributo alla verità, come dev’essere l’atteggiamento di tutti coloro che, pur convinti delle proprie opinioni, posseggono quella famosa “buona volontà” che forma lo spirito costruttivo.

COMINCIAMO DALL’EGITTO – Già il semplice fatto che si presenti, in una TV egiziana, cioè di un paese composto al 90% di musulmani, un ex-musulmano che si scagli contro l’Islàm, dovrebbe far riflettere su che tipo di regime ci sia oggi in Egitto. Dove al comando c’è attualmente un boia, che ha tempo fa inaugurato la sua presa del potere ammazzando, in un sol giorno, PIU’ DI DUEMILA PERSONE, che manifestavano pacificamente contro il golpe. Perché golpe è stato, quello che ha portato al potere Al-Sissi, e che ha spodestato un governo, quello dei Fratelli Musulmani, che era arrivato al potere senza brogli, con elezioni regolari, certificate come tali da osservatori di tutto il mondo, e sulle quali non è mai stato sollevato alcun dubbio, e che è stato spodestato, dopo poco tempo, apparentemente, perché era un governo… “inefficiente”!

Come ha osservato giustamente Massimo Fini, in sostanziale solitudine, che gli fa onore, nel panorama desolante del “giornalismo” italiano, se ogni governo “inefficiente” dovesse essere spodestato con golpe e con annesse migliaia di vittime e decine di migliaia di prigionieri politici, cosa dovrebbe succedere in Italia, dove la ”inefficienza” (se proprio vogliamo sbrigativamente definirla così) è cronica?

Peraltro, in quel breve governo dei “terribili” Fratelli Musulmani, non c’erano state violenze particolari causate dal regime (non ne aveva del resto alcun interesse), né contro i cristiani copti, né contro i partiti laici, che peraltro hanno avuto modo, in tutta libertà, di organizzare raccolte di firme contro il governo regolarmente eletto, e via dicendo.

Chiudiamo con l’Egitto dicendo che è noto come il colpo di stato che ha portato all’instaurazione del regime del boia Al-Sissi è stato finanziato con 8 MILIARDI DI DOLLARI dall’Arabia Saudita, e altri finanziamenti non hanno mai smesso di arrivare, a conferma di un legame ininterrotto, fino al recente annunciato progetto comune di costruire un ponte sul Sinai per unire i due paesi. Dunque, i sauditi, che dovrebbero essere “musulmani puri e ortodossi” sono stati decisivi nel defenestrare un governo che si definiva altrettanto “puro e ortodosso”, come quello di Al-Morsi, e sono tuttora decisivi nel mantenere al governo al-Sissi, che la prima cosa che ha detto andando al potere è (sintetizzando) che l’Islàm deve cambiare. Apparentemente, qualcosa non torna.

E, prima di passare all’Arabia Saudita, vorrei tranquillizzarla: i “Fratelli Musulmani” non “stermineranno gli ultimi cristiani copti” come paventa lei. E’ importante che i cristiani capiscano una volta per tutte, e per bene, due cose, molto importanti:

  1. i musulmani non conoscono il concetto di “sterminio” indiscriminato, di nessuno (ad esempio, è tassativamente vietata, e sempre, l’uccisione di donne e bambini) ed infatti non l’hanno storicamente mai applicato (e non mi si tiri fuori il terrorismo di gruppi come “Boko Haram” e simili, visto che sa meglio di me che si tratta, come sempre, di creature occidentali), mentre invece lo sterminio è praticamente ordinato nella Bibbia, almeno in alcuni passi, come questo: “Và dunque, e colpisci Amalek, e vota allo sterminio quanto gli appartiene, non lasciarti prendere da compassione per lui, ma uccidi uomini e donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini… (I Samuele, 15, 3).

  2. i musulmani devono rispettare, e rispettano, le minoranze cristiane ed ebree (dhimmi) come comunità protette, i cui membri, una volta pagata la jiziah (che è una tassa ad personam (testatico) non legata al reddito, quantitativamente modesta, al punto che i commercianti cristiani ed ebrei si sono sempre arricchiti più dei musulmani nelle terre d’Islàm, in quanto non dovevano prestare, ad esempio, il servizio militare) hanno diritto, oltre ad avere protezione, a praticare la propria religione, e addirittura ad avere dei propri tribunali! E i musulmani, nell’applicare tali disposizioni, lo fanno non perché siano casualmente brave persone, ma perché tutto ciò è ordinato dal Corano; e sono tanto brave persone in quanto applicano i precetti coranici. E l’applicazione di tali precetti coranici, in millequattrocento anni, ha consentito il formarsi di un substrato psicologico tale, per cui la convivenza con fedeli di altre religioni è sentita dai musulmani come cosa del tutto ovvia e naturale, mentre per i cristiani è una novità storica.

L’esistenza delle minoranze religiose è dunque anzitutto prevista, e poi di conseguenza regolata, dal Corano. Trattasi di precetto chiaro, più volte ripetuto, che tutti i musulmani conoscono, e che tutti i musulmani osservano. E la storia lo dimostra. Dunque, anche se un “musulmano” malintenzionato volesse comportarsi diversamente, tutti saprebbero subito trattarsi di comportamento non-islamico.

Lo stesso non si può dire della religione ebraica, che non riconosce Gesù e Muhàmmad, e della religione cristiana, che non riconosce Muhàmmad; la radice profonda della differenza nel diverso modo, nella storia, di vedere le minoranze religiose, sta qui, ed è importante capirla: nelle scritture ritenute sacre dai cristiani e dagli ebrei, i musulmani, semplicemente, non esistono. Per i cristiani, ad esempio, i diversamente credenti, nella migliore delle ipotesi, sono persone da convertire, mentre per i musulmani i cristiani esistono con la loro propria religione, hanno diritto ad avere vita dignitosa come tutti, e non vanno convertiti a forza, perché, come dice il Sublime Corano,

Non v’è costrizione nella religione”.

Ecco perché non vedrete mai i musulmani andare a predicare casa per casa, per cercare di convertire il prossimo, come fanno ad esempio i Testimoni di Geova. Anche perché, secondo il Sublime Corano, la fede religiosa di una persona non è dovuta al proprio libero arbitrio, che secondo la dottrina islamica non esiste, ma dipende esclusivamente dalla volontà del Supremo. Che è già stata scritta.

E IDDIO solo ci giudicherà, tutti, il Giorno del Giudizio.

ARABIA SAUDITA – Sono comprensibili e in gran parte condivisibili, caro Blondet, le sue osservazioni sulla casta saudita al potere, e sugli osceni sfarzi delle monarchie petrolifere. Si pensi che nell’Islàm, agli uomini è proibito indossare anelli d’oro, si figuri andare in giro con automobili placcate d’oro! Il problema è che i musulmani queste cose le sanno benissimo, e anche chi va al pellegrinaggio (al-Hagg) a Makka, quando ci riesce, lo fa, per usare un’espressione famosa di Montanelli, turandosi il naso. Si compie il dovere religioso, e si coglie l’opportunità comunque eccezionale in relazione all’atmosfera decisamente unica che permea quei luoghi, e le persone che si incontrano in quei luoghi, in quei momenti, e in relazione alla ricompensa promessa da ALLAH. Ma, per il problema di cui sopra, le critiche si possono fare solo quando si è all’estero, e gli stessi esponenti religiosi sauditi più eminenti sono strettamente controllati, e non possono esprimersi in totale libertà nei confronti dei governanti. E questo, è bene sottolinearlo, laddove la dottrina islamica prevede espressamente la libertà d’opinione, e prevede restrizioni e punizioni solo in caso di vilipendio della religione, bestemmia e calunnia.

Va fatta comunque una precisazione rispetto alla cosiddetta “ideologia wahhabita” che dominerebbe i governanti succitati. Questa espressione è del tutto occidentale, pressochè sconosciuta ai musulmani, e se intende sottolineare un presunto esagerato rigorismo religioso, bisogna dire prima di tutto che è un “rigorismo” solo parziale, che riguarda alcuni aspetti della dottrina e non altri, come ad esempio quelli legati alla solidarietà umana e fra musulmani, che nell’Islàm sono invece OBBLIGATORI e non suscettibili di opzionismo alcuno. Quindi, se un governante col petrodollaro, potendolo fare, non aiuta i poveri e i bisognosi, e non si fa carico delle loro sofferenze cercando di risolverle, si pone fuori dall’Islàm.

Il migliore esempio è stato il Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria, che, pur potendone avere, non si è mai concesso né lussi né sfarzi, e conduceva una vita dignitosa ma modesta, e spesso materialmente poverissima. Poi, aggiungo che l’uso di quel termine getta ombre ingiuste su di un uomo, ‘Abd al-Wahhàb, da cui deriva il termine inventato dall’orientalistica occidentale, che era invece di una religiosità e moralità assolute, che non aveva nulla a che vedere coi suoi presunti/supposti epigoni, e a tal proposito chi vuole si può leggere il nostro articolo a lui dedicato. Per leggerlo cliccate qui.

IL RUOLO DELLA MASSONERIA – Il riferimento alle monarchie dei petrodollari mi offre il destro per sottolineare come il ruolo della Massoneria sia stato importante nell’influenzare il corso della storia del mondo islamico (come già quella del mondo cristiano, come lei sa meglio di me), ed anche il colpevole lassismo dei musulmani nel non difendere adeguatamente la propria ortodossia religiosa. Mi limito qui a citare alcune righe tratte dal libro “Massoni – La scoperta delle UR-LODGES”, editore Chiarelettere (pp.gg. 536-537), dove si parla delle affiliazioni alla famigerata e sanguinaria Loggia “Hathor Pentalpha”, fondata tra gli altri da Bush padre, e a cui dobbiamo la progettazione e l’esecuzione del false flag dell’11 settembre 2001; tale super-loggia internazionale sarebbe la principale responsabile dell’attuale “terza guerra mondiale… a pezzi”, come l’ha molto intelligentemente definita il pontefice cattolico Francesco. Eccovi un elenco che parla da solo:

Alla HATHOR, nel 2000, si affiliarono il sultano dell’Oman Qàbùs bin Sa’ìd Al Sa’ìd con diversi notabili omaniti, l’emiro del Bahrein Hamad bin ‘Isà Al Khalìfa (dal 2002 divenuto re) e alcuni suoi stretti parenti e/o collaboratori, i principi sauditi della dinastia regnante in Arabia Abd Allah ibn ‘Abd al-‘Azìz Al Sa’ùd, Salmàn bin ‘Abd al-‘Azìz Al Sa’ùd, Muqrin ibn ‘Abd al-‘Azìz Al Sa’ùd, Khalid al-Faysal, Nawwaf ibn ‘Abd al-‘Azìz Al Sa’ùd, Mutaib ibn ‘Abd al-‘Azìz Al Sa’ùd, Muhàmmad ibn Nayef ibn ‘Abd al-‘Azìz Al Sa’ùd, gli iraniani ‘Ali Akbar Hashemi Rafsanjàni, Muhammad Momen, Gholam-Hossein Mohseni-Eje’i, Heydar Moslehi, Mahmod Alavi, Valiollah Seif, l’emiro del Qatar Hamad bin Khalifa Al Thani, gli israeliani Ariel Sharon, David Klein, Stanley Fisher, Moshe Ya’alon, e altri…”

Bella compagnia, vero? Questo, per dire che i musulmani, intesi come popolo, hanno senza dubbio le loro colpe nel non aver saputo difendere la propria religione, anche con lo scegliere governanti appropriati, ma hanno come attenuante l’aver avuto a che fare con forze contrarie potentissime, che hanno potuto ottenere dei risultati soprattutto servendosi di “infiltrazioni” del tipo di cui sopra, impossibili da combattere perché la loro azione non è visibile, e ci si rende conto di certe cose, a volte, anche decenni dopo.

E poi, nulla accade senza il permesso d’IDDIO. “Non si muove foglia che DIO non voglia”.

HASAN AS-SABAH E GLI ASSASSINI – Il suo cenno al “Vecchio della Montagna”, Hàsan as-Sabàh, ci dà l’occasione per offrire importanti spunti di riflessione sull’eresia sciita, e sulle sue diverse ramificazioni. Più di tutte le considerazioni che si possono e debbono fare a proposito, ma che richiedono lo spazio necessario, propongo qui un brano del libro dello studioso Bernard Lewis, “Gli Assassini”, che parla da solo.

Il diciassettesimo giorno del mese di Ramadàn, anniversario della morte di Alì, dell’anno 559 (8 agosto 1164)… , Hàsan ordinò di erigere nel cortile di Alamut un pulpito… Poiché il pulpito era rivolto ad ovest la gente riunitasi offriva le proprie spalle alla Mecca … indossando abiti bianchi e un turbante bianco… disse: – L’Imàm dei nostri giorni vi manda la sua benedizione e la sua pietà… Egli vi libera dal peso delle Leggi Sacre e vi porta la Resurrezione… Quindi, essendo stata preparata una tavolata, invitò la folla a festeggiare e a rompere il digiuno unendosi a lui nel banchetto – ”.

Qui si danno le spalle alla Mecca, e si mangia durante il Ramadàn, dunque non solo si esce dall’Islàm, ma si compie l’azione esattamente contraria al precetto, quindi si tratta di evidente inversione satanica. Questo, per dire che poi il fatto che questo diavolo ordinasse ai suoi adepti, più o meno drogati con hashish e libagioni varie (da hashashiin deriva l’italiano assassini), di compiere, oltre ad assassinii di governatori sunniti fedeli al Califfo, anche il suicidio, che è espressamente vietato nell’Islàm, non può stupire più di tanto. Ma si può sapere cosa c’entra l’Islàm?

Dunque, le do pienamente ragione quando dice “tutto ciò non è satanico?”: certamente, è satanico PERCHE’ NON E’ ISLAMICO, o meglio ESATTAMENTE CONTRARIO ALL’ISLAM!

Possiamo poi solo qui accennare a un argomento che approfondiremo al più presto, IDDIO volendo: il Vecchio aveva stretto amicizia ed alleanza con i Templari…

A seguire, fra i commenti al suo articolo, c’è quello di tal Jafar, che sciorina una serie impressionante di falsità, a partire da quella secondo cui Omar, il secondo Califfo dell’Islàm, che IDDIO sia soddisfatto di lui, avrebbe ucciso Fatimah, la figlia del Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria! E poi avrebbe continuato tranquillamente a governare! Una cosa che, prima di essere falsa, ed infatti assente da tutti i libri di storia, è anche del tutto illogica! Ma l’ho voluta citare perché è sintomatica del modo di procedere degli eretici: queste assurdità, infatti, possono solo essere sussurrate a voce in qualche riunione riservata, essendo, oltre che inventate di sana pianta, funzionali solamente a creare odio e soprattutto DIVISIONE FRA I CREDENTI.

I GIOVANI TERRORISTI – Dopo questo, va detto che, quando le stragi terroristiche vengono effettivamente portate a termine da persone che sembrano essere, più che altro dai loro nomi, “musulmani” (perché in molti di questi attentati terroristi è più che lecito supporre che anche la cosiddetta manovalanza non fosse “musulmana”), si tratta spesso di persone non praticanti, e dunque non musulmane: il concetto di “musulmano non praticante” è, come ci ripete spesso lo Sheykh ‘Abdurrahmàn Pasquini, obbiettivamente da rifiutare, in quanto l’Islàm non è, a rigor di termini, una “religione” come occidentalmente inteso, nel senso di una tendenza spirituale più o meno praticata, ma piuttosto un “codice di comportamento” che riguarda tutti gli aspetti della vita umana, da quelli strettamente rituali, a quelli sociali, a quelli economici; ed è un tutt’uno, che non può essere né “non praticato”, né “praticato a pezzi”: chi osserva il codice è dentro, gli altri sono fuori, fatto salvo che poi esistono trasgressioni gravi e trasgressioni meno gravi. Per fare un esempio pratico: anche ammesso (e non lo è) che fosse lecito concepire queste orribili stragi come un “jihàd”, bisognerebbe prima… chiedere il permesso al padre! Senza il permesso del padre, infatti, non si può partire per nessun “jihàd”, ed infatti tutti i genitori di questi ragazzi, che sono stati intervistati, hanno dichiarato che non sapevano nulla delle tendenze terroristiche dei figli, e che se lo avessero saputo glielo avrebbero impedito. Il Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria, diceva che

La contentezza di ALLAH si trova nella contentezza del padre, e il malcontento di ALLAH è legato al malcontento del padre”.

Diversamente, anche se in qualche maniera “praticanti”, si tratta di persone mentalmente instabili, oppure cadute chissà come in trappole tipicamente americo-sioniste, ipnosi o lavaggi del cervello tipo MK ULTRA oppure MONARCH.

Dunque, siamo non solo in un campo che è del tutto estraneo all’Islàm, ma piuttosto decisamente ed irriducibilmente ANTI-ISLAMICO.

Per chi ha poi avuto occasione di conoscere, nella vita di tutti i giorni, dei musulmani, anche i più ignoranti, non avrà potuto fare a meno di constatare che sostanzialmente non conoscono un sentimento come l’odio.

COMBATTUTI DA SEMPRE – La realtà storica è che l’Islàm ortodosso è stato combattuto sempre, spesso più dalle eresie che dai nemici esterni, ed ha dovuto sempre DIFENDERSI. E i nemici, interni come le eresie, ed esterni come Lawrence d’Arabia (agente britannico che ha lavorato per la distruzione dell’impero ottomano) e via proseguendo, hanno contribuito all’indebolirsi della coscienza della necessità dell’ortodossia nelle masse musulmane. In questo senso, le varie Massonerie hanno lavorato bene.

REGIMI SANGUINARI – Qui in Occidente, facendo un discorso riguardante i regimi dei paesi arabi, e magari in Italia, che quando si parla di dittatura si pensa a Mussolini e alla sua decina, o poco più, di condannati a morte in 22 anni di governo, non si ha la minima idea di cosa siano le dittature arabe, la cui brutalità estrema si fa fatica persino a descrivere. Una volta, un amico mi raccontò che, ai tempi del boia Mubàrak, per terrorizzare l’opposizione islamica, sgherri del regime facevano irruzione, ad esempio, dentro una scolaresca femminile, sceglievano una ragazza, e la violentavano a turno, davanti a tutti. Come monito. E questa può essere un’immagine efficace per descrivere la situazione, che era quella che voleva umiliare il più possibile i credenti musulmani, dunque l’Islàm, proprio per mezzo dell’atto più odioso, più barbaro, e più inconcepibile per un credente musulmano: quello dello strupro. Stupro che invece, come avrò modo di approfondire presto, IDDIO volendo, non è del tutto estraneo alle “tradizioni” occidentali.

Per dare un riferimento recentissimo, un amico mi ha raccontato di un caso avvenuto in un centro islamico del nord Italia. Un ragazzo, parlando con dei suoi amici, si trovò a dire che lui aveva sempre appoggiato Al-Morsi, e dopo poco più di un’ora ricevette una telefonata dall’Egitto, dove un suo parente gli diceva di stare attento perché girava la voce che lui aveva detto di simpatizzare per Al-Morsi, e giravano proprio le stesse parole che lui aveva usato nella conversazione!

In special modo, riguardo al ricorso frequente alla tortura, venuto alla ribalta di recente in seguito al caso Regeni, segnalo un’intervista del quotidiano “l’Avvenire” del 10-04-2016 al portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury, il quale paragona l’Egitto di oggi all’attuale Messico: nel solo 2015 “sono stati segnalati oltre 1.100 casi di torture, di cui 500 con esito mortale”; e, aggiungo io, le vittime non sono certamente i cristiani copti, che non danno alcun fastidio al regime.

IL CASO ALGERIA – E tutti i paesi a maggioranza musulmana, ma specialmente i paesi arabi, pur con differenze di intensità a seconda dei periodi storici, hanno conosciuto o conoscono regimi simili. Bisogna tener presente che, per decenni, sono state perseguitate, e spesso lo sono ancora, persone che avevano il solo torto di andare in moschea. Chi non voleva aver guai, doveva andare in moschea il meno possibile.

Che senso ha chiamare questi paesi “paesi islamici”? Cosa si intende con “islamici”?

Ricordo brevemente il caso Algeria, da molti dimenticato. In Algeria, anni ’90, si svolsero regolari elezioni democratiche, e furono vinte dal partito islamico, il FIS (Fronte Islamico di Salvezza). La popolazione, come in tutto il mondo islamico, aveva giudicato fallimentare l’indirizzo laico impresso dalla Massoneria per mezzo del cosiddetto “panarabismo”, e voleva svoltare. Ma tale svolta non poteva naturalmente essere accettata da queste cricche sataniche, ci fu un colpo di stato, poi un altro, e la cosiddetta “guerra civile”. Dove i cosiddetti “terroristi islamici” erano in gran parte membri dell’esercito e dei servizi segreti, che si travestivano da terroristi persino usando barbe finte, andavano scannando e uccidendo per tutti i villaggi e le circoscrizioni algerine… che aveva votato in massa per il FIS! Per fortuna che erano “musulmani”!

LA SOLUZIONE – Dal punto di vista culturale, la cosa doverosa da fare, per i combattenti della cultura come noi, è non stancarsi mai di favorire la conoscenza, lo studio, di tutto, ma soprattutto, e soprattutto da parte nostra, dell’ortodossia islàmica. L’Islàm, quello vero, non può MAI essere un pericolo per tutte le persone per bene.

CONCLUSIONE (spero provvisoria) – Ci sarebbe molto altro da dire, e credo che questo debba essere solo un contributo all’interno di altri per approfondire le conoscenze di tutti, in special modo all’interno del rapporto tra cristiani e musulmani. Da parte nostra, recentemente, abbiamo dedicato un articolo all’iniziativa “POPOLO DELLA FAMIGLIA”, ad esempio, perché pensiamo di avere in comune con i cristiani molte più cose di quante ci possano dividere.

Lo potete leggere qui.

Nel rimandare a quello, nel rinnovarle il mio appoggio al suo blog, e nell’augurarle salute e lucidità per molti anni a venire, concludo col citare un vecchio slogan, da me gridato spesso ai tempi delle mie giovanili esperienze “sinistresche”, e che io oggi riadatto così:

10 – 100 – 1000
Maurizio Blondet!