PREGHIAMO PER CHARLIE, LOTTIAMO PER CHARLIE, SALVIAMO CHARLIE

È in gioco, molto semplicemente, l’umanità

Il piccolo Charlie Gard.

Il piccolo Charlie Gard.

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Vogliono uccidere un bambino.

Charlie Gard, età dieci mesi, soffre di una malattia rarissime e gravissima, per la quale a tutt’oggi non esiste terapia. Vive con due tubicini, che gli garantiscono la ventilazione e la nutrizione, altrimenti morirebbe soffocato.

I genitori del piccolo Charlie.

I genitori del piccolo Charlie.

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Non gli vengono somministrati medicinali, in quanto attualmente non ne esistono. C’è quindi da dire una cosa importante: non è in pericolo di vita, e la sua vita non dipende da farmaci. Quello che gli viene somministrato sono la respirazione e la nutrizione, e un trattamento moderato di analgesici, per lenire il dolore. Il bambino non è immobile, stringe le dita della madre, muove le labbra, succhia.

Un sunto della vicenda potete leggerlo qui.

 La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (contro le sue stesse leggi) ha stabilito che al bimbo vadano cessati sia la ventilazione sia la nutrizione.

Una vera e propria condanna a morte. E questo CONTRO IL VOLERE DEI GENITORI, cui è stata negata anche la possibilità, finora, di portare Charlie all’estero per sottoporlo ad una cura sperimentale.

Una brillante e sintetica esposizione del problema, la dobbiamo al Cardinale Sgreccia.

Il cardinale Elio Sgreccia, uno dei maggiori bioeticisti a livello mondiale, già presidente della Pontificia Accademia per la Vita.

Il cardinale Elio Sgreccia, uno dei maggiori bioeticisti a livello mondiale, già presidente della Pontificia Accademia per la Vita.

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La potete leggere qui.

Anche Gianfranco Amato, Presidente dei Giuristi della Vita e Segretario Nazionale e Garante del movimento politico “Popolo della Famiglia”, ha scritto un ottimo post sulla vicenda, ricordando, molto opportunamente, le analogie con la eugenetica nazista.

Gianfranco Amato, Presidente dei Giuristi per la Vita, e Segretario Nazionale e Garante del movimento politico “Popolo della Famiglia”.

Gianfranco Amato, Presidente dei Giuristi per la Vita, e Segretario Nazionale e Garante del movimento politico “Popolo della Famiglia”.

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La leggerete qui.

Che valga la pena comunque tentare una cura, sia pur sperimentale, lo dimostra il caso di Emanuele Campostrini, di Massarosa (Lucca). Soffre della stessa malattia di Charlie, ha nove anni, ha molti problemi, ma è vivo e va anche a scuola.

Emanuele Campostrini, detto “Mele” con i genitori.

Emanuele Campostrini, detto “Mele” con i genitori.

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Per chi vuole leggere la storia, legga qui.

APPELLO A TUTTE E A TUTTI

Concludo facendo un invito ed un appello a tutte le donne e a tutti gli uomini di buona volontà, ma soprattutto alle musulmane e ai musulmane, che non sono abituate/i a mobilitazioni di questo tipo su questi argomenti. E questa è purtroppo responsabilità grave di tutti i dirigenti delle associazioni islamiche, e anche degli imam delle moschee e delle sale di preghiera. Bisogna cambiare rotta.

Una manifestazione per il diritto dei genitori a non assistere impotenti alla condanna a morte del proprio figlio. L’ “esercito di Charlie” si sta mobilitando in tutto il mondo.

Una manifestazione per il diritto dei genitori a non assistere impotenti alla condanna a morte del proprio figlio. L’ “esercito di Charlie” si sta mobilitando in tutto il mondo.

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PREGHIAMO IDDIO (facciamo du’a ogni volta che abbiamo un minuto libero) che voglia salvare la vita al piccolo Charlie, che possa avere l’opportunità di vivere sentendo l’affetto dei propri genitori, fino al termine da IDDIO stesso stabilito, quando arriverà il momento di raggiungere il paradiso.

LOTTIAMO PER CHARLIE, oltre che con la preghiera, partecipando a tutte le manifestazioni che si stanno svolgendo da giorni in tutta Italia, organizzate soprattutto dagli amici cristiani, come sit-in e veglie di preghiera. I musulmani possono e debbono partecipare, sia pregando con du’a (invocazioni), sia leggendo dei brani del Corano (a bassa voce, come di solito si fa nelle veglie di preghiera). Questo può essere un momento importante di lotta e preghiera, che ci può e ci deve trovare affiancati ai cristiani, con i quali condividiamo un pressochè identico sistema di valori, imperniato sulla sacralità di ogni vita umana e sulla necessità e insostituibilità dell’istituzione della famiglia così come IDDIO l’ha creata, cioè composta da uomo e donna.

SALVIAMO L’UMANITÀ. Salvare Charlie, non vuol dire solamente salvare Charlie, ma vuol dire salvare tutta l’umanità. Salvarla da questa “ideologia dello scarto” come l’ha genialmente definita Papa Francesco, che certi oscuri circoli massonici vorrebbero imporre al genere umano. Una vera e propria dottrina della morte, di nazista memoria, che prevede la soppressione pura e semplice di chi “non serve più” alla società, perché è diventato un peso. Ma nessun essere umano può, né deve, mai essere considerato un peso. Per di più decidendo chi deve vivere e che deve morire, e sopra e contro il parere dei genitori.

Dobbiamo lottare contro tutto questo. Il caso del piccolo Charlie, sia che vivrà poco sia che vivrà molto, deve diventare l’inizio di una nuova presa di coscienza di tutti, che unisca tutti al di là delle differenze di religione e di etnia. Un nuovo inizio, di costruzione di una nuova consapevolezza veramente popolare.

Contro la cultura della morte.

Contro il binomio potere-denaro.

Per la vita, per ogni vita.

E RICORDATE, CHE DOMANI POTREBBE TOCCARE A VOI, A UN VOSTRO FAMILIARE, A VOSTRO FIGLIO.

E non smettiamo di ricordare, specialmente in queste ore e in questi giorni, questo brano del Sublime Corano:

E chi avrà ucciso una creatura umana…
sarà come avesse ucciso l’umanità intera
e chi avrà salvato una creatura umana
sarà come avesse salvato l’umanità intera.”

 Per chi voglia essere aggiornato su tutte le iniziative organizzate per Charlie, ecco un link.

Una veglia di preghiera svoltasi a Cantù.

Una veglia di preghiera svoltasi a Cantù.