Nasce “Il popolo della famiglia”

Un nuovo soggetto politico. Molto interessante

Il logo del nuovo soggetto politico “IL POPOLO DELLA FAMIGLIA”. Il nome, l’immagine, e soprattutto la sovrascritta “NO GENDER NELLE SCUOLE” sono senz’altro azzeccati e da noi totalmente condivisibili.

Il logo del nuovo soggetto politico “IL POPOLO DELLA FAMIGLIA”. Il nome, l’immagine, e soprattutto la sovrascritta “NO GENDER NELLE SCUOLE” sono senz’altro azzeccati e da noi totalmente condivisibili.

 

E’ nato un nuovo soggetto politico.

L’iniziativa è partita dall’avvocato Gianfranco Amato, protagonista di numerosissime conferenze contro l’ideologia gender in tutta Italia, che ne è il Segretario, e da Mario Adinolfi, responsabile del sito cattolico www.lacrocequotidiano.it , autore del bel libricino “Voglio la mamma”, e portavoce, anche per mezzo di molte apparizioni in TV, del punto di vista di tutti gli italiani che pensano che i bambini abbiano diritto, innanzitutto, ad avere un papà ed una mamma, così come prevedono le leggi naturali create da IDDIO ONNIPOTENTE.

L’avvocato Gianfranco Amato.

L’avvocato Gianfranco Amato.

 

Troviamo questa iniziativa la più interessante e rilevante, dal punto di vista politico generale, degli ultimi trenta-quarant’anni. E giudichiamo e speriamo possa avere effetti profondi, in senso positivo, su tutta la società italiana.

Le considerazioni che seguono sono improntate all’incoraggiamento dell’iniziativa, e le minuscole osservazioni che proponiamo vanno intese in senso totalmente ed esclusivamente costruttivo, e non vogliono in alcun modo essere ostative né ultimative.

Mario Adinolfi, in una locandina di una conferenza contro l’utero in affitto.

Mario Adinolfi, in una locandina di una conferenza contro l’utero in affitto.

 

Il programma, come spiega Amato, è imperniato sul Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica, e chi vuole può leggerlo qui:

Il programma del Popolo della Famiglia: 26 punti di orientamento.

Nelle stesse pagine, i nostri lettori potranno leggere altri articoli di presentazione dell’iniziativa.

Abbiamo letto i 26 punti basati sulla Dottrina Sociale succitata, e devo dire che li troviamo pienamente condivisibili, salvo per una sola parola, quella del “divorzio”, messa accanto ad altre molto più “pesanti” come “aborto”, “eutanasia”, e “stepchild adoption”. Comprensibile, come comprensibile, venendo da cattolici ferventi, il desiderio di mettere il crocifisso in tutte le scuole. Va però tenuto presente che, a mio modestissimo parere, vanno tenuti in secondo piano, tutti quegli argomenti che possano in qualche maniera dividere il Popolo della Famiglia in formazione. Oltre ai cittadini di altre religioni, infatti, le tematiche indicate interessano necessariamente anche un numero non quantificabile, ma sicuramente per niente trascurabile, di cittadini atei, o agnostici, o credenti non praticanti, o credenti distratti.

Le nostre argomentazioni (usiamo la prima persona plurale perchè gli argomenti succitati li sentiamo del tutto nostri), infatti, hanno ormai come supporto, NELLA TOTALITA’ DEI CASI, serie e definitive basi scientifiche, che rendono il ricorso ad argomenti di tipo religioso del tutto superfluo o quasi, se non nel campo più specificamente emotivo. Il che porta, di per sé, ad allargare considerevolmente la potenziale base elettorale.

Mario Adinolfi in una locandina di una presentazione del suo libro “Voglio la mamma”.

Mario Adinolfi in una locandina di una presentazione del suo libro “Voglio la mamma”.

 

Per quanto riguarda poi le tematiche più prettamente religiose, si può senz’altro perfettamente comprendere l’insistenza dei cattolici sull’importanza di non far sparire dalle scuole tradizioni importanti come il Natale, il presepe, o la Pasqua, e non ci mettiamo a obbiettare su questo. Ma riteniamo più importante e unificante, per fare un esempio molto pratico e ancor più pressante, una lotta nazionale contro ricorrenze decisamente sataniche come quella di Halloween, con tutti gli annessi e i connessi, che si insinuano molto capziosamente nella psiche dei nostri bambini/e, e che vanno dilagando da anni, e sempre di più, nelle scuole di ogni ordine e grado.

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Così come importante sarebbe una iniziativa nazionale contro l’insegnamento delle dottrine evoluzioniste darwiniane nelle scuole, laddove è ormai ampiamente provato come queste siano scientificamente fasulle, ed insinuino nella psiche dei nostri figli un corto-circuito tra l’insegnamento religioso ricevuto, che parla di CREAZIONE dell’universo da parte di DIO, e queste dottrine anti-scientifiche che vengono loro propinate a scuola, che parlano di EVOLUZIONE. E non è certo un caso che, anche all’interno di splendidi documentari sulla natura che vediamo in TV (e che ci mostrano in maniera lampante, e sempre più netta grazie alle moderne tecnologie, che permettono delle riprese ad alta definizione di animali piccolissimi, la perfezione della CREAZIONE DI DIO, che è tutt’altra cosa rispetto alla misera capacità umana di assemblare, nella migliore delle ipotesi, quello che già c’è), vi sia alla fine sempre, immancabilmente un richiamo alla teoria darwiniana (come tutto si sarebbe meravigliosamente “evoluto” da sé!). Ed anche questo è un discorso che interessa anche i non religiosi, perlomeno tutti coloro che si affidano alla ragione, e non all’emotività indotta da media interessati.

La teoria evoluzionista di Darwin è antiscientifica, oltre che anti-islamica ed anti-religiosa in generale, quindi profondamente diseducativa per i nostri figli/e. Va combattuta.

La teoria evoluzionista di Darwin è antiscientifica, oltre che anti-islamica ed anti-religiosa in generale, quindi profondamente diseducativa per i nostri figli/e. Va combattuta.

 

Abbiamo volutamente indicato all’inizio questo paio di piccole osservazioni critiche, per togliere, per così dire, subito la briciola (perché il fastidio è molto più piccolo di quello di un sassolino) dalla scarpa, e venire subito al sodo, che da parte nostra si traduce in appoggio entusiasta.

La copertina del libro “Gender (d) istruzione”, di Gianfranco Amato, contro la satanica ideologia gender.

La copertina del libro “Gender (d) istruzione”, di Gianfranco Amato, contro l’ideologia gender.

 

I cattolici, che hanno il DIRITTO-DOVERE di assumersi la responsabilità della guida, della direzione, e dell’organizzazione di questo movimento, avranno, ne sono sicuro, IDDIO volendo, la capacità, l’intelligenza e la lungimiranza, da una parte di saper allargare sempre di più la base del consenso POPOLARE a questa nobile causa, e dall’altra l’intelligenza e la forza di tenere forte sui punti principali del progetto, specialmente quelli relativi al diritto dei genitori di educare i figli secondo le proprie convinzioni, alla lotta contro l’ideologia gender e a tutte le derive simili, alla lotta contro le unioni civili e la stepchild adoption, contro l’aborto, contro l’utero in affitto, e contro il gioco d’azzardo, riguardo al quale, ad esempio, la nostra opinione è che la proibizione su Internet debba essere solo il primo passo verso l’abolizione totale di tutte le forme di gioco d’azzardo, questo cancro che divora economicamente e moralmente ogni anno migliaia di famiglie italiane.

Avremo modo, IDDIO volendo, di tornare spesso su questo argomento, ritenendo nostro dovere islàmico mettercela tutta per impedire quella che Adinolfi chiama, giustamente, la deriva del nostro paese “verso il nulla”.

Per l’intanto, invitiamo tutte le musulmane e tutti i musulmani a seguire il movimento, a incoraggiarlo e sostenerlo in tutti i modi possibili e immaginabili. Ricordando loro questa ayah del Sublime Corano:

O voi che credete,
preservate voi stessi e le vostre famiglie dal fuoco!”.

Il fuoco è ovviamente quello dell’Inferno, e spetta a tutti i credenti che non ottemperano al loro dovere islamico di difendere i propri familiari da tutte le influenze nocive, come l’ideologia gender, la festa di “Halloween”, e tutte le nefandezze simili, che vengono propinate ai nostri bambini, anche nelle scuole; i musulmani hanno di conseguenza il dovere di appoggiare e sostenere tutti coloro che si contrappongono a tali diavolerie, e di contrastare chi invece tali diavolerie appoggia, o lascia colpevolmente proliferare.

I nostri rappresentanti più accreditati partecipano, giustamente e da anni, a tutte le iniziative di dialogo fra le religioni (cito ad esempio il FORUM DELLE RELIGIONI), ma dette iniziative, doverose, e che hanno prodotto numerosi incontri e scambi di conoscenze reciproche, non hanno avuto la risonanza e la visibilità mediatica che avrebbero meritato. Il POPOLO DELLA FAMIGLIA offre l’occasione di fare insieme qualcosa di molto concreto, su tutti gli argomenti su cui ci troviamo d’accordo. E non mi pare siano pochi. I musulmani hanno molti più argomenti in comune coi cattolici del POPOLO DELLA FAMIGLIA, che con la sinistra sfasciafamiglie, o con la destra xenofoba e anti-islamica.

Una locandina di un incontro del “Forum delle Religioni” svoltosi a Milano..

Una locandina di un incontro del “Forum delle Religioni” svoltosi a Milano.

 

Allo stesso tempo, diciamo ad Amato e ad Adinolfi che si sono assunti una responsabilità enorme, ma che questo gli fa onore, e dovranno soprattutto ricordare che le direttive principali hanno da essere:

  1. Non cedere di un millimetro sui principi di cui sopra, ma piuttosto radicalizzarli sempre più; questi principi NON POSSONO ESSERE IN ALCUN MODO NEGOZIABILI, e non possono e non devono essere suscettibili di compromessi di alcun tipo, in quanto concernono le basi primarie della salute dell’individuo e della società.

  2. Evitare come la peste divisioni e scissioni, a meno che non siano basati su argomenti centrali. In questi casi invece, andranno allontanati coloro che presenteranno tendenza ad ammorbidire le tematiche di cui sopra, o a prestarsi a compromessi di qualsivoglia tipologia.

Si tratta di salvare i nostri figli PER SALVARE L’ITALIA DI DOMANI.

Da parte nostra preghiamo IDDIO che voglia tenere sempre UNITI tutti coloro che appoggiano quest’iniziativa.

Essa può rappresentare la prima importante pietra per la ricostruzione del nostro consesso umano. Non si può tornare indietro, né indietreggiare. Sotto, c’è l’Inferno.

Non possiamo concludere che con un incoraggiamento ad Amato e Adinolfi:

FORZA! FORZA! FORZA!

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