MISFATTI E PROSPETTIVE DI UN “MASSONE ANOMALO” L’espansionismo del guerrafondaio Erdogan

1 – Il ruolo della Turchia nel progetto massonico pentalphiano

Il leader turco Erdogan.

Il leader turco Erdogan.

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Da un po’ di tempo, dopo un primo periodo in cui si è dedicato alla scalata al potere, il leader turco Erdogan sta assumendo un ruolo decisamente interventista nel medioriente, dopo aver consolidato il suo potere anche per mezzo di numerosissimi arresti di suoi oppositori, veri o presunti,.

Ma questo ruolo non se lo è ritagliato e costruito solo grazie alle sue pur notevoli capacità, bensì gli è stato sostanzialmente assegnato (a lui come persona, ma anche al suo paese in quanto nazione, la Turchia), da circoli massonici internazionali molto potenti. In particolare, dalla Ur-Lodge (Super Loggia transnazionale) massonica “Hathor Pentalpha”.

IL VERO POTERE E’ MASSONE” – E’ la massoneria che ha, ma soprattutto gestisce, il potere, praticamente ovunque, o quasi. Ma il vero potere, quello decisivo, quello che si esercita a livello mondiale e internazionale, ha scavalcato da molto tempo le logge massoniche locali, o nazionali, per spostarsi e strutturarsi a livello sovranazionale: non sono più le logge quindi, quelle che contano veramente, ma le superlogge.

Le “Ur Lodges” massoniche sono, a detta del massone Gioele Magaldi,

“… superlogge che nascono costitutivamente su base cosmopolita e vocazione identitaria e operativa sovranazionale. Queste superlogge, da quando sono nate, hanno affiliato sempre e soltanto i più eminenti e ragguardevoli membri della massoneria ordinaria che si sono trovati così nella preziosa condizione di muoversi con disinvoltura in entrambi gli ambienti e di disporre dei migliori strumenti dell’uno e dell’altro circuito per conseguire le loro finalità. Aggiungiamoci l’iniziazione ex-novo di donne e uomini profani ma di particolare prestigio politico, economico-finanziario, mediatico, ecclesiale, intellettuale, artistico, eccetera…”.

Il libro del massone Gioele Magaldi, che porta per la prima volta alla conoscenza del grande pubblico l’esistenza delle superlogge transnazionali massoniche.

Il libro del massone Gioele Magaldi, che porta per la prima volta alla conoscenza del grande pubblico l’esistenza delle superlogge transnazionali massoniche.

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Quindi, oltre a presumibili interessi di tipo esoterico, è evidente come in cima a tutti gli interessi di questi signori, ci sia il potere. Non si spiega infatti diversamente l’iniziazione “ex-novo”, cioè di persone che non abbiano esperito il normale iter iniziatico massonico, di persone influenti in tutti i rami decisivi della società.

Le Ur-Lodge si dividono in due correnti principali: quelle “conservatrici”, e quelle “progressiste”. Metto tra virgolette questi termini perché possono valere come convenzioni approssimative, a patto di non assegnare a questi termini valore definitivo e/o esatto. Per di più, nel corso degli anni sono state costituite superlogge che si sono, almeno nelle intenzioni, volute collocare come “mediatrici” o “di compromesso” fra le due principali correnti di pensiero. Dunque, se è vero che esiste una progettualità che mira a costruire un “Governo Mondiale”, è anche vero che vi sono progetti diversi, e spesso molto conflittuali tra loro. E conflittuali significa che questi conflitti possono generare, e hanno infatti generato, catastrofici conflitti mondiali, con milioni e milioni di vittime.

La prima Ur-Lodge risale al 1849, ed è la progressista “Thomas Paine”.

Il Mahatma Gandhi era un affiliato alla Ur-Lodge progressista “Thomas Paine”

Il Mahatma Gandhi era un affiliato alla Ur-Lodge progressista “Thomas Paine”

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Quel che interessa ora, è rilevare come tutta la storia degli ultimi quasi due secoli sia stata decisa da queste superlogge, a volte in guerra coi rispettivi schieramenti, a volte in periodi di “pax massonica”.

Per la gran parte del tempo, lo scontro si è avuto tra una concezione più “democratica” della società, da una parte, e una concezione più aristocratica, dall’altra, con quest’ultima, dagli anni Sessanta-Settanta in poi, decisamente vincente.

A partire dagli ultimissimi anni Novanta, si è andato costituendo un gruppo di persone, che hanno rotto con l’ala neoaristocratica, in senso però ancora più estremista: nasce così la Ur-Lodge “Hathor Pentalpha”. Che si costituisce fin dall’inizio con un pacchetto ideologico-programmatico ben preciso, che ha un autore ed un manifesto ideologico facilmente individuabile.

George H. W. Bush, presidente USA dal 1989 al 1993 condusse la prima guerra della coalizione-USA contro l’Iraq, nel 1991. E’ stato il fondatore, con altri, della superloggia massonica “Hathor Pentalpha”, responsabile di tutto il terrorismo nel mondo dall’11 settembre 2001, compreso, in poi.

George H. W. Bush, presidente USA dal 1989 al 1993 condusse la prima guerra della coalizione-USA contro l’Iraq, nel 1991. E’ stato il fondatore, con altri, della superloggia massonica “Hathor Pentalpha”, responsabile di tutto il terrorismo nel mondo dall’11 settembre 2001, compreso, in poi.

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HUNTINGTON E LO “SCONTRO DELLE CIVILTA’” – Nel 1996 uscì un libro che è passato alla storia. S’intitolava “The clash of civilizations and the remaking of world order”, e lo scrittore era Samuel Huntington, docente accademico e studioso di politica estera. Dopo un suo articolo del 1993, che suscitò numerose critiche e interesse, sia in senso negativo che positivo, il libro ebbe un successo planetario, tanto che, a tutt’oggi, è considerato un classico del pensiero neoaristocratico, anche dai detrattori.

Il libro di Samuel Huntington, un vero e proprio manifesto programmatico della Ur-Lodge “Hathor Pentalpha”, origine di guerre e terrorismo in tutto il mondo

Il libro di Samuel Huntington, un vero e proprio manifesto programmatico della Ur-Lodge “Hathor Pentalpha”, origine di guerre e terrorismo in tutto il mondo

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La tesi di questo libro divide il pianeta, dopo il crollo del muro di Berlino, in nove aree stabilite come culturalmente omogenee, chiamate per brevità “civiltà”:

  • Civiltà occidentale (USA, Europa, Australia…)

  • Civiltà latino-americana

  • Civiltà africana

  • Civiltà islamica

  • Civiltà sinica (Cina e affini)

  • Civiltà indù

  • Civiltà ortodossa (Russia e affini)

  • Civiltà buddista

  • Civiltà giapponese.

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Huntington sosteneva che fosse opportuno mantenere queste civiltà sostanzialmente definite e separate, pur se collaboranti, all’interno di un futuro Nuovo Ordine Mondiale.

Naturalmente, lui guardava innanzitutto a quello che per lui è l’interesse dell’Occidente, in special modo degli USA, e da quel punto vista, secondo lui la politica USA avrebbe dovuto essere di collaborazione e influenza con le altre civiltà, ad eccezione di quella islamica e di quella sinica, da tenere a bada e contrastare in ogni tentativo di espansione socio-economico culturale.

Un mondo diviso, in sostanza il contrario di una umanità multietnica e multiculturale. Con gli USA che devono tenere unita a sé a tutti i costi l’Europa, e che devono tenere lontani l’Islàm e la Cina.

“… Al livello generale, o macrolivello, la frattura principale è fra l’Occidente e gli altri, con i conflitti più intensi destinati a scoppiare tra le società musulmane e asiatiche da un lato, e quella occidentale dall’altro. Gli scontri più pericolosi del futuro nasceranno probabilmente dall’interazione tra l’arroganza occidentale, l’intolleranza islamica e l’intraprendenza sinica.”.

Questa avversione profonda verso l’Islàm, e la contemporanea avversione, altrettanto e forse ancor più profonda, verso la Cina, furono comprese subito (fin dal 1994, cioè quando il libro di Huntington non era ancora uscito!) alla perfezione dal leader libico Gheddafi, che conseguentemente auspicò una vera e propria alleanza dei musulmani con la Cina:

Nuovo Ordine Mondiale significa che ebrei e cristiani controllano i musulmani, e se possono far questo, domani domineranno il confucianesimo e le altre religioni in India, Cina e Giappone… Ciò che cristiani ed ebrei vanno oggi affermando è questo: dopo aver distrutto il comunismo, ora l’Occidente deve distruggere l’islamismo e il confucianesimo… Noi ci schieriamo dalla parte del confucianesimo, e alleandoci ad esso e combattendo al suo fianco in un unico fronte internazionale elimineremo il nostro nemico comune. E dunque noi, in quanto musulmani, sosterremo la Cina nella sua lotta contro il nostro comune nemico… Auspichiamo la vittoria della Cina…”.

Ovviamente, non si tratta qui di questionare la giustezza o meno della impostazione di Huntington, ma di sottolinearne le applicazioni che ne sono state fatte in seguito, e soprattutto da chi, e come.

Per ora, sottolineo solo come, riguardo all’Islàm, Huntington sbagli di grosso le sue valutazioni, dando valore solo agli storici, o presunti tali, che vedono i rapporti storici tra Islàm e Occidente esclusivamente come conflittuali, mentre ignora del tutto i contributi di numerosi studiosi insigni, cito fra tutti l’italiano Franco Cardini, che invece sottolineano come, accanto a periodi di scontro bellico, vi siano stati anche lunghi periodi di pace, e anche di floridi scambi sia economici che culturali.

Oltre a questa grave errata valutazione della storia, si nota anche una sua conoscenza della religione islamica quantomeno lacunosa, allorché, essendo ignorante in materia, attribuisce, prendendo spunto dalla realtà della religione cristiana, carattere missionario anche a quella islamica:

“… Entrambe, infine, sono religioni a forte vocazione missionaria, convinte che i propri adepti abbiano l’obbligo di convertire i non credenti all’unica vera fede…”.

Ora, senza fare un discorso sulle conquiste, che ci porterebbe lontano, voglio solo sottolineare che, a differenza delle conquiste cristiane, che hanno portato, oltre a dei veri e propri genocidi in qualche caso, alla sparizione di ogni altra religione, comprese le cosiddette “eresie”, le conquiste islamiche hanno lasciato in vita le altre religioni, conferendo anzi loro lo status di religioni protette, e questo in ottemperanza a ben precisi precetti coranici, che vietano costrizioni di qualsiasi tipo in materia religiosa.

Dunque, questo presupposto falso, non so dire quanto in buona fede, porta Huntington a creare l’immagine artificiosa (si ricordi sempre che lui ha cominciato a scrivere queste cose nel 1993, quando ancora non si era avuta la stagione degli attentati terroristici “di matrice islamica”) dell’Islàm come minaccia per l’Occidente.

Per quel che più interessa noi europei, c’è un legame stretto, secondo Huntington, tra il contrasto all’Islàm e l’Unione europea, e l’unione-alleanza di questa con l’Occidente egemonizzato dagli USA:

Nello scontro di civiltà in atto, Europa e America sono destinate a restare unite o a perire”.

Questo, nell’applicazione che ne farà la massoneria succitata, vorrà dire che Europa e America vanno tenute insieme con le buone o con le cattive. Cioè, anche usando il terrorismo come metodo politico di “convincimento” (tutti gli attentati compiuti in Europa avevano ed hanno questo obbiettivo, cioè quello di creare una pressione sui governi dei paesi colpiti dal terrorismo, per influenzarne o modificarne gli indirizzi politici, oltre a quello di fomentare nell’opinione pubblica l’odio contro la religione islamica).

E riguardo ai rapporti con l’Islam, si rispolvera addirittura l’espressione “guerra fredda” del periodo 1945-1990; e lo si dice sottoscrivendo appieno le parole dello studioso inglese Barry Buzan:

“… una Guerra fredda contro l’Islàm aiuterebbe a rafforzare enormemente l’identità europea in un’epoca cruciale del processo di costruzione del processo di costruzione dell’Unione europea… potrebbe benissimo esistere in Occidente una vasta comunità disposta non solo a promuovere una Guerra fredda con l’Islàm, ma ad adottare strategie politiche volte ad incoraggiarla.”.

Ora, è chiaro a tutti che degli attentati terroristici che fanno strage (solamente) di civili, rivendicati da presunti stati islamici o organizzazioni islamiche, instillando nelle masse l’odio anti-islamico, facilitano molto la promozione di questa “Guerra Fredda” contro l’Islàm.

GLI STATI-GUIDA E IL MONDO ISLAMICO

Ma, come abbiamo già accennato, il disegno di Huntington, nonostante auspichi che l’Occidente mantenga una superiorità soprattutto tecnologica e militare sul resto del mondo, non si risolve affatto in una dittatura planetaria dell’Occidente stesso, ma prefigura invece una situazione in cui ogni civiltà si governi da sé, in spirito di non contaminazione con le altre civiltà, ma ognuna in sostanziale separazione e distinzione dalle altre.

Questo perché egli ritiene che una penetrazione solamente parziale della civiltà occidentale, che egli ritiene comunque superiore alle altre, all’interno delle altre civiltà, sia dannosa all’agognato Nuovo Ordine Mondiale. Dunque, se è da evitare il contaminare la civiltà occidentale con elementi di altre civiltà, viene paventato anche il movimento in senso opposto:

“… Viceversa, una volta inoculato in un’altra società, il virus occidentale è difficile da espungere. Non è letale ma permane nell’organismo; il paziente sopravvive, ma non guarisce mai. I leader politici possono fare la storia, ma non possono sfuggirvi. Producono paesi in bilico, non creano società occidentali. Infettano il proprio paese con una schizofrenia culturale che finisce col diventarne l’elemento costante e caratterizzante”.

Dunque, questa visione potrebbe essere definita come separatismo, in contrapposizione all’universalismo, che invece concepisce e auspica le culture di tutto il mondo in continua, pacifica, contaminazione reciproca e reciproco arricchimento e miglioramento, e dunque avvicinamento. E Huntington riassume il suo punto di vista molto efficacemente, nelle ultime pagine del suo libro, in due righe fulminanti:

In un mondo a più civiltà, l’unica strada costruttiva è rinunciare all’universalismo, accettare la diversità e cercare le comunanze”.

È dunque, questo immaginato da Huntington, un mondo multiculturale, ma fatto di società monoculturali, perché un governo mondiale monoculturale è da lui giudicato non realizzabile:

Un mondo multiculturale è inevitabile perché l’impero planetario è qualcosa di inconcepibile… La sicurezza del mondo richiede l’accettazione del pluralismo culturale su scala mondiale”.

E questo pluralismo funzionerà così:

Il mondo sarà ordinato per civiltà, o non lo sarà affatto. Al suo interno, gli stati guida delle diverse civiltà prendono il posto delle superpotenze, si ergono a tutori dell’ordine all’interno delle rispettive civiltà nonché, mediante negoziati con altri stati guida, nei rapporti tra esse”.

Ma perché, anziché combattere la conflittualità, bisogna accentuarla?

La conflittualità è universale. Odiare è umano. Per potersi definire e per trovare le opportune motivazioni, l’uomo ha bisogno di nemici: concorrenti in affari, avversari in qualsiasi tipo di competizione, rivali in politica…”.

Non si poteva essere più chiari: ci vuole un nemico, per cementare l’unità europea, e questo nemico è l’Islàm (con la Cina sullo sfondo, e con la Russia che ora è un nemico, in quanto Putin è giudicato “non consono” al progetto del Nuovo Ordine Mondiale). Bisogna capire, però, che queste convinzioni teoriche si sono poi tramutate in attentati terroristici, che fungono benissimo agli scopi suesposti. E naturalmente, questo tipo di progetto ha come perno principale il progettare e favorire tutto ciò che possa contribuire ad esasperare le differenze tra le civiltà, allo scopo di tenerle separate.

L’attentato al locale “Bataclan” di Parigi, dove furono massacrate più di cento persone, il giorno 13 dicembre del 2015. Abbiamo scritto un approfondimento sui retroscena massonici dell’attentato: http://www.civiltaislamica.it/terrorismo/templari-2/ .

L’attentato al locale “Bataclan” di Parigi, dove furono massacrate più di cento persone, il giorno 13 dicembre del 2015. Abbiamo scritto un approfondimento sui retroscena massonici dell’attentato: http://www.civiltaislamica.it/terrorismo/templari-2/ .

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Ma è stato poi chiaro che il metodo da seguire, verso questo mondo “separatista”, è quello di accentuare il più possibile le diversità (specialmente nei confronti di Cina e Islàm), con tutti i mezzi possibili e immaginabili. Compreso il terrorismo. Ed arriviamo così agli “stati-guida”.

In conseguenza di ciò, infatti Huntington giunge infine a teorizzare la necessità della formazione, laddove già non esistano, di stati che svolgano, all’interno di un “nuovo Ordine Mondiale” prefigurato come abbiamo illustrato, il ruolo di guida della civiltà cui appartengono.

Lo scrittore Samuel Huntington (1927-2008), autore del libro “Lo scontro delle civiltà e il Nuovo Ordine Mondiale”.

Lo scrittore Samuel Huntington (1927-2008), autore del libro “Lo scontro delle civiltà e il Nuovo Ordine Mondiale”.

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Rimanendo al mondo islamico, dopo aver passato in rassegna i paesi musulmani più importanti, ed averli scartati per motivi diversi, il nostro Samuel individua il paese giusto per fungere da stato-guida in questo modello, per le sue caratteristiche economico-geografiche, di popolazione e di storia: la Turchia. Eccone le motivazioni, con un interessante, ma solo apparentemente contraddittorio, invito ai turchi ad abbandonare il laicismo di matrice ataturkiana:

La Turchia possiede la storia, la popolazione, il livello medio di sviluppo economico, la coesione nazionale, la tradizione e la competenza militare necessari a fungere da stato-guida dell’Islàm… (ma) fino a quando la Turchia continuerà a proclamarsi uno stato laico, la leadership dell’Islàm le sarà preclusa. Cosa accadrebbe, tuttavia, se la Turchia mutasse la propria identità? Prima o poi, potrebbe decidersi ad abbandonare il proprio frustrante e umiliante ruolo di mendicante che implora di essere ammesso in Occidente e riappropriarsi del ben più prestigioso ruolo storico di principale interlocutore islamico e antagonista dell’Occidente… Tra i paesi musulmani, la Turchia è l’unica che possa vantare profondi legami storici con i musulmani dei Balcani, del Medio Oriente, del Nord Africa e dell’Asia centrale. Presumibilmente la Turchia potrebbe “fare come il Sudafrica”: abbandonare il proprio secolarismo in quanto estraneo alla propria natura, così come il Sudafrica ha abbandonato l’apartheid, trasformandosi così da stato paria a stato guida della propria civiltà. Avendo provato il meglio e il peggio dell’Occidente con il cristianesimo e l’apartheid, il Sudafrica è particolarmente qualificato ad assumere il ruolo di stato-leader dell’Africa. Avendo sperimentato il meglio e il peggio dell’Occidente in materia di secolarismo e democrazia, la Turchia potrebbe essere altrettanto qualificata al ruolo di leader dell’Islàm. Perché ciò possa accadere, tuttavia, la Turchia dovrebbe ripudiare l’eredità di Ataturk in modo ancor più deciso di quanto la Russia abbia ripudiato quella di Lenin. Avrebbe altresì bisogno di un leader del calibro di Ataturk, un uomo in grado di conquistare la legittimità religiosa e politica necessaria per trasformare la Turchia da un paese in bilico in uno stato guida”.

Certo, fa impressione leggere da un super neoaristocratico di destra americano, che non ha alcuna simpatia per l’Islàm, la perorazione della causa di uno stato-guida per l’Islàm, addirittura con tanto di augurio di trovare un leader “del calibro di Ataturk”! Ma proprio qui sta l’essenza del progetto di Huntington: per garantire l’ “ordine” da lui sognato, le diverse civiltà vanno “ordinate” assegnando, dove tale ruolo non c’è, uno stato-guida per ciascuna. Ovviamente, questi stati-guida devono essere rispettosi dell’ordine che si andrà a costituire. Il “patto” sta nel fatto di mandare al potere una persona contigua con questo progetto, e ricompensarla, oltre agli ovvi privilegi connaturati all’esercizio del potere, coll’alleanza garantita a chi assume coscientemente questo ruolo. Deve essere chiaro, cioè, che tutto avviene nell’ambito di reciproci patti. In poche parole, “ti mandiamo al potere, e diamo alla Turchia il ruolo di stato-leader dell’Islàm, ma tu in cambio garantisci fedeltà al progetto, tua e di chi ti succederà al potere”. Ingegnoso, ma chiarissimo.

Ma questo, sarà chiaro più avanti.

Intanto, entra in gioco il nostro Erdogan.

Infatti, il ramo più estremista e più terrorista della massoneria reazionaria e neo-aristocratica, sceglierà, fin dagli ultimissimi anni Novanta, la Turchia, e in particolare il massone Erdogan, come “guide” della civiltà dell’Islàm.

Nel 2000, il “massone anomalo” (così lo definisce Gioele Magaldi) Recep Tayyip Erdogan, viene affiliato alla Ur-Lodge massonica “Hathor Pentalpha”, responsabile di praticamente tutto il terrorismo nel mondo, dall’attentato alle Torri Gemelle fino ad oggi.

A seguito di sua insistita richiesta.

  1. continua.