MISFATTI E PROSPETTIVE DI UN “MASSONE ANOMALO” L’espansionismo del guerrafondaio Erdogan

2 – I confratelli massoni di Erdogan

Al centro, il leader turco Erdogan. Tutto intorno i suoi confratelli massoni nella Ur-Lodge “Hathor Pentalpha”.

Al centro, il leader turco Erdogan. Tutto intorno i suoi confratelli massoni nella Ur-Lodge “Hathor Pentalpha”.

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Nella prima puntata di questa inchiesta sul terrorista guerrafondaio Erdogan, abbiamo delineato il ruolo delle superlogge massoniche transnazionali (Ur-Lodges) nel cercare di costruire un Nuovo Ordine Mondiale, e in particolare il ruolo della superloggia “Hathor Pentalpha”, fondata nel 1996 da Bush Senior. Chi vuole, può leggerla o rileggerla cliccando qui.

Eravamo arrivati al momento dell’iniziazione a questa loggia del leader turco Erdogan. Ecco come questo evento viene descritto dal massone Gioele Magaldi, nel già da noi ampiamente citato libro “Massoni, società a responsabilità illimitata – La scoperta delle Ur-Lodges”:

“… il turco Recep Tayyip Erdogan, che possiamo considerare a cavallo tra Medio Oriente e Vecchio continente. Per inciso, il massone anomalo Erdogan volle essere iniziato tra i figli della vedova (cioè i massoni, ndr) della “Hathor” proprio per avere più carte prospettiche sul piano interno rispetto ai suoi avversari politico-militari…” legati ad altre Ur-Lodges.

Ho sottolineato il “volle essere iniziato” per evidenziare che, nel caso di Erdogan, non si è trattato di una iniziazione partita su iniziativa della Ur-Lodge, ma di ingresso avvenuto a seguito di insistita pressione da parte dello stesso Erdogan, che era già massone. Dunque, una manovra a puro scopo di potere, funzionale ad una crescita del suo ruolo personale nello scacchiere del Medio Oriente. Peraltro, si trova in queste pagine anche un cenno al ruolo di Erdogan nella vicenda-Isis, che viene confermato come partecipe, cinico e ambiguo, conferma esatta, del resto, di come egli è apparso a chiunque abbia seguito le vicende politico-militari internazionali di questi ultimi anni in Medio Oriente:

“… Da ultimo, un fatto per nulla trascurabile. E cioè il ruolo ambiguo e cinico che, rispetto all’avanzata delle truppe dell’Isis/Isil nei territori del cosiddetto Kurdistan iracheno ai confini di Siria e Turchia, sta interpretando un altro massone di rilievo della “Hathor Pentalpha”, ovvero Recep Tayyip Erdogan”.

Massone di rilievo”, dunque, si badi bene, e non l’ultimo arrivato. Un pezzo grosso della massoneria criminale internazionale, il nostro Erdogan. Con un ruolo “ambiguo e cinico”, che indica chiaramente complicità fattive coi terroristi dell’Isis. Complicità peraltro note, e manifestatesi in più occasioni e con diverse modalità. Ma questo lo vedremo in altre puntate.

Il libro di Gioele Magaldi è uscito nel 2014, e chiunque abbia seguito anche superficialmente i fatti di cronaca internazionale, non avrà potuto che avere conferma dell’ambiguità e del cinismo di Erdogan, da allora al giorno d’oggi.

Ma, per avere un’idea più precisa delle personalità di rilievo facenti parte di questa Ur-Lodges ultra reazionaria, cioè dei “confratelli massoni” più illustri di Erdogan, ecco un elenco di alcuni affiliati, della sola zona mediorientale:

Alla Hathor Pentalpha, nel 2000, si affiliarono:

  • il sultano dell’Oman Qàbùs bin Sa’ìd al-Sa’ìd con diversi notabili omaniti,

  • l’emiro del Bahrein Hamad bin ‘Isà al-Khalìfah e alcuni suoi stretti parenti e/o collaboratori,

  • i principi sauditi della dinastia regnante in Arabia Abdallah ibn ‘Abdelaziz al-Saud, Salman bin Abdelaziz al-Saud, Muqrin bin Abdelaziz al-Saud, Khaled al-Faisal, Nawwaf bin Abdelaziz al-Saud, Mutaib bin Abdelaziz al-Saud, Muhammad bin Nayyef bin Abdelaziz al-Saud,

  • gli iraniani Ali Akbar Hashemi Rafsanani, Mohammad Momen, Gholam-Hossein Mohseni Eje’i, Heydar Moslehi, Mahmoud Alavi, Valiollah Seif,

  • l’emiro del Qatar Hamad bin Khalifah al-Thani,

  • gli israeliani Ariel Sharon, David Klein, Stanley Fisher, Moshe Ya’alon,

  • e tanti altri… ”.

Si noti che i confratelli iraniani qui citati sono al momento attuale fuori da posti di governo in Iran. A tutti questi nomi illustri di confratelli massoni di Erdogan, vanno aggiunti naturalmente molti europei, tra cui Sarkoszy (assassino di Gheddafi e bombardatore della Libia), Tony Blair (alleato di Bush nel genocidio iracheno), e tanti altri in tutto il mondo.

Da questa lista, si evince chiaramente, a conferma di quanto abbiamo sottolineato nella puntata precedente, che la Ur-Lodge in questione, come del resto tutte le altre, non rappresenta affatto una emanazione della CIA o di un governo, USA o altri, ma piuttosto un potere altro e superiore, che, al contrario, è capace di infiltrare e indirizzare l’operato di governi e servizi segreti, così come di settori di eserciti o di eserciti al completo, per i propri fini. Ad esempio, un agente della CIA che fosse affiliato a questa, come ad altre, Ur-Lodges, si trova dunque a dover obbedire in primis alla superloggia massonica, e solo in maniera eventuale e subordinata alla CIA stessa.

IL RUOLO DEL FRATELLO MASSONE BIN LADEN

Anche il noto terrorista Osama Bin Laden, massone fin dal 1979, iniziato da Brieszninsky alla Ur-Lodge “Three Eyes” (la superloggia di Rockfeller, Soros, appunto Briesznisky, Kissinger, Agnelli, e, tra gli altri, il nostro Presidente della Repubblica Emerito, Napolitano…) fin dal 1979, è divenuto poi confratello di Erdogan nella “Hathor Pentalpha”. Ecco come viene descritto il periodo in questione:

“… Bin Laden, sia nella fase dal 1979 al 1988, sia dal 1988 ai primi anni Novanta, quando fu fondata ed implementata di concerto con noi la struttura denominata Al Qaeda, era funzionale alle strategie della “Three Eyes” prima, e della triarchia con la “Edmund Burke” e la “White Eagle” poi. Cioè, prima si era prestato a una lotta militare in Afghanistan, in funzione antisovietica. Poi era divenuto protagonista di una rappresentazione simbolica studiata ad arte, dove il suo terrorismo islamico integralista svolgeva su scala internazionale lo stesso ruolo di destabilizzazione/stabilizzazione incarnato negli anni Settanta e Ottanta dai terrorismi rossi e neri di ambito nazionale. A partire dal 1996, e poi in modo sempre più strutturato dal 2000-2001 in avanti, Osama Bin Laden e Al Qaeda vengono strappati al nostro controllo e ingaggiati dalle nuove Ur-Lodges egemoni, la Hathor Pentalpha e la Geburah (una superloggia alleata), per recitare in un nuovo copione. Una sceneggiatura che ha bisogno della figura mitologica e sfuggente del nemico pubblico numero uno e del suo virtualmente ubiquo potenziale terroristico, per realizzare un Nuovo Ordine Mondiale in cui la sicurezza collettiva interna venga anteposta alle libertà civili tradizionali e ai consueti controlli democratici…”.

LA LIBERAZIONE DEL “FRATELLO CALIFFO”

Anche il “califfo” dell’Isis, Abu Bakr al-Baghdadi, fa parte della meravigliosa lista di confratelli massoni di Erdogan.

“… quello che si è autoproclamato califfo di un nuovo Stato islamico a vocazione imperiale e globale, offerto alla percezione mondiale con il nome di Isis e anche quello di Isil, Islamic State of Iraq and the Levant, nel 2009 fu affiliato in segreto alla Hathor Pentalpha e poi miracolosamente e improvvisamente liberato dal campo iracheno di prigionia antiterroristica di Camp Bucca, dov’era detenuto sin dal 2004…”.

A seguire, esplodono le cosiddette “primavere arabe”, che ingannano persino i settori massonici progressisti, i quali all’inizio hanno supportato in vari modi queste proteste, salvo poi rendersi conto che non scaturivano da autentiche rivendicazioni popolari, ma che invece nascondevano tutt’altro disegno:

Un disegno macchiavellico, spregiudicato e guerrafondaio. Che lasciava trapelare all’esterno il volto feroce dell’integralismo islamico di Al Qaeda e di altre sigle terroristiche… Se, dopo i primi anni di affabulazione manipolatoria seguiti allo shock dell’11 settembre 2001, la narrazione huntingtoniana dello scontro delle civiltà applicata alla guerra al terrorismo islamico negli anni 2001-2005 era apparsa in tutta la sua inconsistenza e fallacia, adesso serviva un nemico meno evanescente e fantomatico di Osama Bin Laden e soci. I terroristi astratti che potevano colpire una tantum e poi sonnecchiare per anni non facevano più paura a nessuno. Ora serviva un nemico più strutturato, spietato e terribile, apparentemente inarrestabile nella sua prospezione antioccidentale in Medio Oriente e altrove. Qualcuno che rinnovasse le minacce del terrorismo ubiquo, che può colpire ovunque e in qualsiasi momento, a Roma come a Madrid, Bruxelles, Amsterdam, Londra, New York, eccetera. Ma anche qualcuno che, con perizia hollywoodiana, instillasse nelle plebi televisive di tutto il mondo l’orrore quotidiano delle sue campagne militari vittoriose, delle decapitazioni e dei proclami fondamentalisti contro la civiltà occidentale e persino contro la civiltà tout court, in nome di un Islàm di maniera che corrispondeva alla perfezione alla caricatura che ne avevano fatto gli epigoni più scriteriati del già scriteriato, in vecchiaia, fratello Samuel Huntington…”.

Ecco qui, il disegno è proprio quello di dare al mondo un’immagine il più orribile possibile dell’Islàm e dei musulmani, ai fini, come si è spiegato nella puntata precedente, di separare questa civiltà dalle altre. E di questo disegno, spero si sia capito, Erdogan è stato complice del tutto consapevole fin dall’inizio, intendendo trarne un ruolo da protagonista per sé, e per la Turchia quello di “stato-guida” del mondo islamico. L’attentato dell’11 settembre 2001 negli USA, che è ormai noto essersi trattato di operazione “interna” americana, dunque una di quelle operazioni false flag (falsa bandiera) cioè compiute sotto una “bandiera” diversa da quella effettiva (in questo caso, Al Qaeda e Bin Laden, che si prestavano a recitare la parte dei musulmani cattivi), messo in atto dalla “Hathor Pentalpha”, è infatti avvenuto circa un anno dopo l’affiliazione di Erdogan alla stessa. Erdogan, dunque, è stato totalmente e scientemente complice dell’operazione terrorista, anche se non coinvolto personalmente. Infatti, proprio nel 2001, dopo essere uscito dal carcere, dove era entrato a seguito di una condanna per incitamento all’odio religioso, Erdogan fonda il “Partito per la Giustizia e per lo Sviluppo (AKP). Con gli aiuti dei nuovi “confratelli”, che lo aiutano in maniera decisiva per avere la meglio sui militari e sul resto delle forze politiche, arriva in brevissimo tempo (solo due anni!) al governo del suo paese.

E nel 2003, appena arrivato al governo della Turchia, confermò il suo feeling totale con la NATO, dando il permesso di sorvolo aereo agli aerei americani che andarono a bombardare l’Iraq, sotto la guida del suo confratello massone Bush.

Ma il bello, nella “carriera” criminale di Erdogan, doveva ancora venire.

2 – continua.