Manifesto

Per la ricostruzione e riorganizzazione della comunità islamica italiana

I musulmani italiani per la costruzione di una società a misura d’uomo.

I musulmani italiani per la costruzione di una società a misura d’uomo.

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Nel nome d’IDDIO, il Clemente, il Misericordioso

Si sono recentemente abbozzate delle proposte per individuare una piattaforma che possa costituire una base per la costruzione di un organismo rappresentativo unitario dei musulmani italiani.

Idea e intenzioni paiono a prima vista interessanti, e dunque il sottoscritto mette sul piatto le proprie considerazioni sull’argomento, con alcune proposte pratiche. ll semplice accenno alla necessità di un organismo rappresentativo unitario, precipita in atmosfera politica, per cui qualsiasi idea si possa avere sull’argomento, non può prescindere da un’analisi della situazione politica attuale, nazionale ed internazionale.

Come abbiamo spiegato nel nostro post precedente, i leader dei paesi dell’area geopolitica identificata come “mondo islamico” sono, non da oggi, totalmente invischiati in realtà politico-economiche, le quali perseguono interessi e obiettivi di carattere sostanzialmente privato, che nulla hanno a che vedere con l’ISLAM . Chi non avesse ancora letto il post precedente, sarebbe bene che, per maggiori informazioni, lo faccia cliccando qui.

La prima conseguenza di quanto ivi illustrato è che la costituenda organizzazione di musulmani italiani autoctoni si auto-finanzi per la realizzazione dei suoi scopi istituzionali per principio avvalendosi di aiuti, appoggi e sostegni provenienti esclusivamente dagli associati, non accettando aiuti, appoggi e sostegni di qualsivoglia natura da parte di organizzazioni straniere, e questo per mantenere il più possibile puro e genuino il corpo della comunità dei musulmani italiani, chiudendo così la porta a possibili interferenze, essendo noto che “chi paga l’orchestra, comanda la musica”. In altre parole andranno dunque, innanzitutto, rifiutate e scartate da parte della costituenda organizzazione proposte di finanziamento da parte di organizzazioni di propaganda religiosa appartenenti a Stati dell’area geo-politica identificata genericamente come “mondo islamico”. È questo – a nostro avviso – l’unico modo per porre una prima pietra identitaria alla costituenda realtà associativa nazionale italiana sul territorio della Repubblica, laddove, peraltro, esistono già comunità religiose nazionali straniere sotto la sigla “islamiche”.

Potranno inoltre essere membri effettivi esclusivamente cittadini italiani musulmani titolari di diritti politici attivi e passivi con tre generazioni di ascendenti dei due genitori di lingua italiana, ma potrà essere membro anche chi di origine non italiana, e tuttavia cittadino della Repubblica, abbia ufficialmente rinunciato alla cittadinanza d’origine, onde il pre-requisito indispensabile per assumere cariche dirigenziali di qualsiasi tipo all’interno della comunità, sia quella di possedere LA SOLA CITTADINANZA ITALIANA.

A nostro avviso, solo dei musulmani che siano, almeno formalmente, italiani al 100%, possono presentarsi di fronte alle istituzioni della Repubblica Italiana, essendo in tal modo in grado di far valere, con ragioni inoppugnabili, i diritti che la Costituzione riconosce non solo ai propri cittadini, ma a tutti i soggetti presenti sul territorio della Repubblica, in special modo quelli relativi alla libertà di praticare la propria religione, al pari di tutti gli altri.

Ed è solo su queste basi che, di pari passo con la costruzione di un organismo realmente rappresentativo, può cominciare l’edificazione di una comunità islamica, a sua volta fondamento primario per l’edificazione di una società veramente umana.

L’organismo in questione deve avere un orientamento dottrinale ben preciso e delineato, da cui non si dovrà in alcun modo deviare: l’ortodossia sunnita (Ahl as-Sunna ua al Giama’a, Gente della Sunna e del Consenso).

I RAPPORTI CON LE ALTRE RELIGIONI – Una comunità organizzata in siffatto modo, potrà più agevolmente, e con più autorità e sicurezza, stabilire rapporti di stretta collaborazione, e sempre più spesso di “lotta comune”, con le altre confessioni religiose del nostro paese, con particolare riferimento ai cattolici. Di fronte all’attacco portato sempre più a fondo contro qualsiasi ipotesi di società umana basata sul creato da DIO (si pensi all’aborto, al gender, ecc.) è questa ormai una necessità assoluta.

UN’OCCASIONE DA NON SPRECARE – Dunque, approfittiamo di queste recenti e interessanti proposte per porre basi solide, su cui costruire il nostro futuro, e quello dei nostri figli, IDDIO volendo.

E che DIO ci illumini tutti.