LETTERA APERTA AI MILITANTI E SIMPATIZZANTI DEL “POPOLO DELLA FAMIGLIA”

Sulle dimissioni di un tesserato musulmano deluso

Il presidente de “Il Popolo della Famiglia”, Mario Adinolfi.

Il presidente de “Il Popolo della Famiglia”, Mario Adinolfi.

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LE BUFALE DI MARIO ADINOLFI – Il giorno 20 agosto scorso, Mario Adinolfi, presidente del partito politico “Popolo della Famiglia” ha scritto, tra le altre, queste parole:

Donald Trump venuto a conoscenza dei fatti di Barcellona ha reagito a modo suo, con un tweet in cui ha ricordato il generale Pershing, il più onorato generale della storia militare americana, che vinse la prima guerra mondiale e allevò il trittico di generali che vinse la seconda: Marshall, Patton, Eisenhower. Nel 1911 Pershing era di stanza nelle Filippine, dove gli americani venivano fatti oggetto di continui assalti da parte degli islamici radicali. Pershing ne fece arrestare cinquanta, fece scavare loro la fossa, fece sparare a cinquanta maiali e poi intingendo i proiettili nel sangue di maiale fece uccidere quarantanove dei cinquanta arrestati, liberandone uno affinché andasse a raccontare ai compagni quel che era accaduto. Per quattro decenni non si registrarono più assalti di fondamentalisti islamici nelle Filippine.

Non credo, lo voglio dire subito, che l’evocazione del metodo Pershing sia utile, ma di certo indica una strada. Una strada sbagliata? D’accordo, una strada sbagliata. Ma bisogna indicarne una alternativa…”

E via proseguendo e delirando…

La storia è, ovviamente, una bufala.

Ho sentito subito puzza di bruciato sentendo parlare di “islamici radicali” e “fondamentalisti islamici nelle Filippine” nel 1911 (sic!). Trattasi di una scemenza vera e propria, in quanto chiunque conosca un minimo sindacale di storia contemporanea non può non sapere che quello che viene denominato “fondamentalismo islamico” ha origine, a voler andar lontani, agli anni Cinquanta-Sessanta, con la decadenza prima e la crisi poi del nasserismo e dei nazionalismi (panarabismo). Alla fine dell’800 inizio del 900, epoca della guerra americana contro le Filippine, il fondamentalismo islamico, molto semplicemente, non esisteva. I combattenti musulmani (concentrati nel sud) erano semplicemente dei partigiani del proprio paese, e combattevano contro lo straniero esattamente come i cattolici, per liberare la patria dai nuovi invasori americani, dopo aver combattuto contro i precedenti invasori, gli spagnoli.

La popolazione musulmana era quella che risultava più ostica da sconfiggere, ma non si trattava di fondamentalismo islamico.

La storia dei proiettili e del sangue di maiale, poi, è del tutto fasulla.

James R. Arnold, autore del libro ‘Moro War”, ha avuto modo di dichiarare che si tratta “di un mito ripetuto più volte che però non ha fondo di verità“.

Si tratta di una bufala vera e propria, dovuta, nientemeno, che a una specie di Catena di S. Antonio (!) messa in giro dopo l’11 settembre 2001.

La bufala è stata ben illustrata da Andrea Marinelli sul Corriere della Sera.

Chi vuole, può leggerla qui.

Tra l’altro, la guerra si concluse con la secolarizzazione della chiesa cattolica, con annessi e connessi: sequestri di beni, cessazione di franchigie e benefici, ecc… Non è male, per uno come che si definisce cattolico, esaltare il ridimensionamento dei cattolici filippini ad opera degli americani. Ah dimenticavo: le stime delle vittime della guerra, in gran parte civili, vanno da un minimo accertato di 34.000 ad un milione. Ed erano in gran parte cattolici. Ma non importa: viva gli Americani!

E anche le ultime parole, tipo “l’ho detto ma non lo volevo dire”, danno l’idea di quanto il personaggio Mario Adinolfi sia caduto in basso.

Del resto, già nei giorni precedenti costui si era espresso in termini gravemente menzogneri e offensivi nei confronti dell’Islàm e dei musulmani.

IL PARTITO A-CONFESSIONALE CHE NON C’E’ PIU’ – Una grossa delusione, per me.

Ho creduto fin dall’inizio al progetto “Popolo della Famiglia”.

Si presentava come un movimento che faceva dei valori della vita e della famiglia punti non negoziabili di un’azione politica che si dichiarava contro e fuori gli attuali schieramenti politici, e che si dichiarava “a-confessionale”.

Fu questo che mi attrasse, e mi iscrissi. L’entusiasmo era alto, intravedevo la possibilità di realizzare finalmente quello che da tempo immaginavo si potesse e dovesse fare, un’alleanza tra tutte le persone delle diverse fedi religiose, capace di attrarre sui temi etici anche molti atei e molti credenti “tiepidi”.

Scrissi alcuni articoli sul sito www.civiltaislamica.it di incoraggiamento e promozione del movimento. Chi vuole può rileggerseli qui e qui .

E ho poi addirittura scritto una recensione di un libro di Amato e Mangiarotti su Giussani, la potete leggere qui .

Ed ho partecipato, nei limiti del mio tempo disponibile, a qualche importante iniziativa.

La più significativa è stata senza dubbio l’organizzazione della conferenza di Gianfranco Amato, segretario generale del “Popolo della Famiglia”, sul tema del gender, presso la Moschea di Segrate, la prima di Gianfranco in una moschea. Nello stesso sito, potrete trovare il video di quella conferenza, diviso in tre parti. Esperienza che, purtroppo, sarà difficile possa ripetersi.

Mario Adinolfi ha infatti impresso una svolta anti-islamica alla linea del partito. Non si parla più di eutanasia, gender, unioni gay. Adesso, la priorità è combattere l’Islàm e i musulmani. Peraltro, con l’uso sistematico e spesso anche ridicolo (se non fosse tutto abbastanza tragico) di bufale, menzogne, distorsioni, manipolazioni decisamente impressionante.

La svolta è abbastanza brusca, anche se probabilmente covava da un po’.

Quello che si profila, nel panorama politico dell’imminente autunno, è un emergere di un bel “fronte dell’odio”, targato Cinque Stelle e Salvini. Ed è in arrivo, in affiancamento a questo, con la scusa dei “dubia”, un attacco concertato contro Papa Francesco e la Chiesa Cattolica attuale, e Adinolfi vuole recitare la parte del cattolico ultra-tradizionalista. Ha annunciato l’uscita di un suo libro per il 20 settembre, che si preannuncia sostanzialmente un libro (l’ennesimo) contro l’Islàm, con il pretesto di un fantascientifico ritorno a una non meglio identificata cristianità o cattolicità. E la data del 20 settembre (che non è ovviamente casuale, essendo la ricorrenza della breccia di Porta Pia), rimanda, come la recente candidatura di Adinolfi, nelle ultime amministrative, a Ventotene, a un “ribaltamento” dello stato laico uscito dal Risorgimento. E si accosta, in maniera quantomeno inquietante, alle date di molti degli attentati terroristici recenti: ad esempio, in Francia, il 14 luglio, ricorrenza della presa della Bastiglia. Un percorso fatto di odio, che non costruisce nulla, e che non porterà a nulla.

Tutto questo, se vi si associa l’accondiscendenza totale di Adinolfi rispetto alle versioni ufficiali degli attentati terroristici (dall’11 settembre fino ad oggi, non ha MAI avuto alcun dubbio sulle panzane mainstream, a cominciare dall’aereo che si sarebbe schiantato sul Pentagono: le foto che mostrano trattarsi di un missile o di un drone, sono in rete da pochi giorni dopo l’attentato, e da sole smentiscono la versione ufficiale), ci pone di fronte a un bivio: o Adinolfi è un cretino (e non lo è) oppure decide scientemente di stare dalla parte della menzogna.

E con questo chiudo con Adinolfi, ricordando solo che sarà mia premura, se IDDIO vorrà darmi forza e salute, di smontare tutte le sue menzogne contro l’Islàm e i musulmani. Ci sarà da scrivere per un anno.

AI MILITANTI DEL PDF – I militanti, nella grande maggioranza, sembrano seguire pedissequamente questa linea, nei commenti non ho notato nessuna minima opposizione. Eppure, nei dibattiti su Facebook e nella chat del PDF, sembrava ci fosse un certo numero di persone ragionevoli, anche se in minoranza. Ora, sembrano spariti, con qualcuno che ha cambiato atteggiamento da un giorno all’altro. Ridicoli soldatini senza dignità. Ammiro molto di più gli anti-islamici incalliti, che non hanno mai nascosto di esserlo. Almeno non sono ipocriti.

A tutti i militanti, faccio presente che questa linea politica non può portare affatto dove dice di voler portare. Anche se questa linea “tradizionalista” riuscisse a ottenere un qualche minimo successo elettorale (cosa su cui è lecito dubitare: è vero che DIO può tutto, ma puntare su miracolosi e improvvisi ritorni di religiosità, in un paese dove le chiese sono sempre più vuote, e per di più si vogliono rimandare a casa gli immigrati, che sono in maggioranza cristiani, e che sono gli unici che in parte le stanno ripopolando, non ha alcun senso logico), non ha comunque nessuna possibilità di successi reali nella società. Perdipiù, la massoneria bushista, che sta dietro al terrorismo e che tenta di influenzare le forze politiche in senso xenofobo, oltre che anti-islamico, vede come collante del mondo occidentale, in particolare Europa e USA, l’individualismo. Dunque, per i “tradizionalisti cattolici”, o presunti tali, non può esserci altra fine che quella dei limoni: spremuti e poi buttati via. Per chi vuole accertarsene, si legga “Lo scontro delle civiltà” di Samuel Huntington, affiliato alla Ur-Lodge “Hathor Pentalpha” assieme ai neocon americani, agli israeliani, ai sauditi, e ad alcuni europei come Sarkoszy, Tony Bair, Marcello Pera, Antonio Martino, ed altri. Dunque, proseguirà il cammino dell’occidente verso la creazione dell’individuo schiavo. Eliminati, nelle intenzioni, i musulmani, un po’ duri da addomesticare totalmente, sarà tutto più facile.

A GIANFRANCO AMATO – A Gianfranco Amato ribadisco la mia stima, che è peraltro reciproca, visto che mi ha fatto l’onore di scrivere la prefazione del mio libro su Papa Francesco, “Comandante Bergoglio – Papa Francesco visto da un musulmano italiano”. Il libro, pur essendo un avvenimento in sé, visto che è la prima volta al mondo e nella storia, che io sappia, che un musulmano scrive un libro di sostanziale apologia di un papa, e che era stato pensato anche come supporto alla linea a-confessionale del PDF, è stato completamente ignorato da dirigenti e militanti del partito. Nella chat interna, composta da circa 130 persone, ho ricevuto solo due brevi accenni di assenso e complimentazioni.

So bene che Gianfranco Amato non la pensa affatto come Adinolfi, ed anche nei suoi recenti scritti, pur rivolgendosi ai cristiani indicando loro la via, assolutamente legittima e auspicabile, di un ritorno alla religione e alla famiglia, con annessa procreazione di figli, non è mai scaduto ad alcuna offesa nei confronti dell’Islàm e dei musulmani. A lui l’arduo compito di cercare riportare il partito all’indirizzo iniziale. Non so se ci riuscirà. Il compito mi pare arduo, se non del tutto impossibile, soprattutto perché i veri movimenti vengono da “dietro le quinte” e non da Adinolfi. Gianfranco deve però prendere una posizione pubblica chiara, che smentisca il nuovo andazzo, altrimenti rischia di rendersi complice di qualcosa di terribile e ignobile, a cominciare dalla guerra contro Papa Francesco.

IO – Io, accanto ad uno come Mario Adinolfi, non posso più stare. E’ una questione di dignità, visto che la carriera politica non mi ha mai interessato, ringraziando IDDIO.

Mi autosospendo dunque dal PDF. Sono ancora tesserato per tutto il 2017, come sono ancora abbonato a “La Croce Quotidiano”, ma se non ci saranno cambiamenti clamorosi, non rinnoverò l’iscrizione per il 2018 al PDF, né l’abbonamento al quotidiano on-line.

A quelli del PDF che vorranno continuare l’amicizia su Facebook, faccio l’invito a discutere con moderazione, se vogliono. A quelli che pensano di continuare la strada adolfiana, fatta di insulti e di menzogne, dico di perdermi di vista. E se possono farmi un piacere, mi togliessero subito l’amicizia, mi risparmiano una fatica.