LETTERA APERTA A GIANFRANCO AMATO

Mario Adinolfi e la disintegrazione del movimento del “Family Day”

L’Imam della Moschea di Segrate, Ali Abu Shwaima, mentre presenta la conferenza di Gianfranco Amato sul gender.

L’Imam della Moschea di Segrate, Ali Abu Shwaima, mentre presenta la conferenza di Gianfranco Amato sul gender.

.

Caro Gianfranco,

Come almeno spero tu sappia, qualche giorno fa mi sono autosospeso dal Popolo della Famiglia, di cui posseggo tuttora la tessera per tutto il 2017.

Ti avevo già espresso le mie forti perplessità sugli scritti più recenti di Mario Adinolfi, che scivolavano sempre di più verso un anti-islamismo di bassissima lega, fin dal suo annuncio, a maggio, della prossima pubblicazione di un suo libro contro la religione islamica.

Da allora c’è stato un crescendo di livore anti-islamico, sfociato nelle sue esternazioni più recenti, che definiscono “falsa e violenta” la religione islamica tutta (non quindi gli estremisti o i terroristi), il Profeta Muhàmmad, che Iddio lo benedica e l’abbia in gloria, come un uomo che passava il tempo a tagliare la testa alla gente, infiorando, si fa per dire, il tutto con un invito ai musulmani a convertirsi. Tralascio l’infame corredo di menzogne, insulti, e diffamazioni contro la mia persona (si è inventato persino una mia minaccia di morte a lui e alla sua famiglia!) da parte dello stesso Adinolfi, tutte cose di cui risponderà in tribunale, se Iddio vuole.

Tu sai molto bene, e te lo dissi fin da maggio, che questa NON E’ mai stata, finora, la linea politica ufficiale del Popolo della Famiglia, che è costituita da un sunto della Dottrina Sociale della Chiesa, dove non si fa cenno ad alcuna crociata né contro l’Islàm né contro altre religioni, e da ripetute affermazioni di tutti sulla a-confessionalità del movimento stesso.

A-confessionalità che, peraltro, era stata LA CARATTERISTICA E LA NOVITA’ PIU’ PROROMPENTE, anche se troppo poco valorizzata anche dagli stessi organizzatori, del movimento denominato “Family Day”, alle manifestazioni del quale, come è noto, avevano partecipato, oltre ai cattolici e a cristiani di confessioni diverse, rabbini, imam musulmani, e rappresentanti delle altre religioni e del mondo laico. Ecco qui un articolo, del “Secolo d’Italia” (!) dove si parla di “applausi per il delegato musulmano”.

L’imam della moschea di Centocelle, partecipante ed intervenuto sul palco al Family Day.

L’imam della moschea di Centocelle, partecipante ed intervenuto sul palco al Family Day.

.

Era dunque ovvio che questa a-confessionalità venisse conservata in toto, al momento di portare le istanze di quel movimento dentro un progetto politico che potesse entrare nelle istituzioni.

L’Imam della moschea di Segrate, Ali Abu Shwaima, con Gianfranco Amato.

L’Imam della moschea di Segrate, Ali Abu Shwaima, con Gianfranco Amato.

.

Dunque, questo anti-islamismo è una novità assoluta per il PDF. Lo sai bene tu, che per primo hai fatto una conferenza sul gender in una moschea, con annessa presentazione del Popolo della Famiglia, cosa che nemmeno nella stragrande maggioranza di parrocchie e circoli culturali ti è stato permesso di fare. E che ti sei adoperato per cercare di organizzarne altre.

Lo sai bene tu, che hai letto per un bel po’ di tempo, nelle tue conferenze, ogni sera, quasi per intero, un articolo da me pubblicato su www.civiltaislamica.it , sul problema del famoso “Gioco del Rispetto” nelle scuole di Trieste, un gioco che introduceva l’insegnamento gender in una scuola materna.

Adesso, Mario Adinolfi ha impresso questa sterzata ignobile alla linea politica del PDF. E io so molto bene che tu non la pensi affatto così. Per motivi che mi sfuggono, ma che spero abbiano consistenza, hai deciso di non intervenire ora nella questione. Forse pensi di farlo nelle prossime occasioni di riunione del movimento. Non voglio giudicare questo tuo attendismo, chi vivrà vedrà.

Quello che è chiaro è che è giunto il momento della chiarezza.

Mario Adinolfi è stato chiaro. Dai suoi scritti degli ultimi mesi si evince una chiara forzatura sui temi Islàm, terrorismo, e financo immigrazione, e questi temi stanno ormai oscurando i temi storici del movimento: la lotta contro il gender, contro l’aborto, contro l’eutanasia, ecc. Emblematico il caso Charlie. Un bambino viene SOPPRESSO (un venerdì alle ore 15,00, questo dovrebbe dirti qualcosa) da un’istituzione statale britannica CONTRO IL PARERE DEI GENITORI. Era l’occasione per cominciare una battaglia cosmica, un’occasione per unificare molta gente dalle religioni e convinzioni più disparate, un’occasione unica per cominciare quell’opera di ricostituzione di un tessuto sociale solidale, un embrione della futura nuova società, da far crescere contro e fuori dalle grinfie della massoneria satanista internazionale.

Invece, Mario ha scelto di andare in tutt’altra direzione. Forse per meschini calcoli elettorali: visti i risultati deludenti delle ultime elezioni, soprattutto se paragonati agli sforzi fatti (la città di Verona, l’unica dove si è ottenuto un buon successo, è una città dove tu sei andato, per conferenze o spettacoli, se non sbaglio più di cinquanta volte: con tutto il rispetto per i militanti che hanno profuso un impegno ammirevole, la mia modesta opinione è che quello è stato più che altro il risultato della tua semina in tutti questi anni), deve aver pensato che l’unico modo per avere più voti fosse quello di alzare i toni anti-islamici e anti-immigrazione, rubandoli agli altri concorrenti di zona centro-destra, e raccogliendo il peggio del peggio dell’estremismo e dell’ignoranza che si può raccattare in giro da quelle parti, compresi gli altri gruppuscoli extraparlamentari tipo Forza Nuova. In questo modo, forse, pensa gli sia più facile entrare in Parlamento.

Ora, indipendentemente dal fatto che l’impresa riesca o no (ho seri dubbi a proposito), ed a parte le pur ovvie considerazioni etiche e morali che si impongono di fronte a una scelta simile, è evidente a chiunque abbia un minimo di raziocinio e di conoscenza della società italiana, che quella è una strada che non porta da nessuna parte. Nella migliore delle ipotesi, si assisterebbe alla nascita di un minuscolo partito di ultra-tradizionalisti cattolici, senza alcun futuro.

Come ben sai. Sei stato tu stesso, più di una volta, a sottolineare che percorrere quella strada “non ha nessun senso”.

O forse, più probabilmente, il tutto è frutto di accurate macchinazioni dei soliti noti, di cui Mario Adinolfi è strumento consapevole o inconsapevole, che hanno l’obbiettivo di portare la gente del Family Day verso il razzismo, la xenofobia, l’anti-islamismo più becero, con l’eterno obiettivo del potere: “divide et impera”. Del resto, l’obiettivo di sfasciare il popolo del Family Day è già da tempo perfettamente riuscito. E di questo, non possiamo certo dare la colpa a Massimo Gandolfini, il vero leader del Movimento del Family Day, che non si è mai palesato né come xenofobo, né come razzista, né come anti-islamico. E a cui devo anche chiedere scusa, perché per un po’ di tempo ho pensato che il responsabile del crac fosse lui. Mi sbagliavo. L’ “intruso”, come lo ha definito Gandolfini, era in realtà Mario Adinolfi, che del resto questa fama ha anche in ambienti della destra parlamentare italiana.

Caro Gianfranco, che fare ora?

Non sarebbero affari miei, perché io sono ormai fuori. Ma voglio solo dare il mio ultimo contributo a quelle persone intelligenti e di buona volontà che ci sono nel PDF, mettendo la mia esperienza e le mie riflessioni a loro disposizione, nell’eventualità che qualcuno possa in qualche modo far tesoro di queste esperienze per costruire qualcosa di nuovo.

Gianfranco Amato e Massimo Abdul Haqq Zucchi, nella Moschea di Segrate.

Gianfranco Amato e Massimo Abdul Haqq Zucchi, nella Moschea di Segrate.

.

Perché, caro Gianfranco, a mio modesto parere, il Popolo della Famiglia è politicamente già morto. Ha preso una strada che, se pur gli farà guadagnare qualche voto in più (cosa nientaffatto scontata) gli alienerà le simpatie e l’interesse della pressochè totalità degli italiani per il prossimo millennio.

Molto probabilmente, stai pensando di cercare di salvare il salvabile, magari ricucendo o rattoppando il rattoppabile, inserendo qualche proposizione correttiva in qualche documento… ma è tardi, purtroppo. Mentre tu andavi in giro per l’Italia cercando di fare cultura, Mario Adinolfi si è costruito un piccolo esercito di soldatini legati a filo doppio, che hanno dimostrato di seguirlo anche nei repentini e insensati cambiamenti di linea politica, come nulla fosse, come automi, senza batter ciglio. Devono fare carriera.

Li ho conosciuti, sai, molto bene, questi militanti. C’è una minoranza di persone ragionevoli, con cui si può parlare, disinteressate. E ho notato che, laddove viene lasciata la possibilità di dialogare tranquillamente, si intravedono squarci di potenzialità di crescita politica e culturale, anche come gruppo. Ma c’è una minoranza di persone aggressive, ignoranti, presuntuose e prepotenti che hanno quasi sempre la meglio. Ogni qual volta si arrivava a condividere delle idee, il dibattito veniva stoppato, con le motivazioni più risibili.

A mio parere, dunque, a meno che Mario Adinolfi non faccia una marcia indietro totale (cosa che ritengo altamente improbabile) non vedo come tu possa rimanere lì dentro.

A mio parere, il tuo rimanere lì dentro macchierebbe la tua persona, perché i dirigenti, visti da fuori, sono indivuduati come il duo Adinolfi-Amato (anche se, non tutti lo hanno notato, i media hanno una buona empatia con Mario, mentre con te mi pare non ne abbiano alcuna: un motivo ci deve essere, e non credo sia il sex-appeal).

A mio parere, la tua uscita riaprirebbe ottime prospettive per il Movimento del Family Day. Per ricominciare da capo, su basi veramente popolari, solidaristiche, a-confessionali, per la vita, per la famiglia. CON I RELIGIOSI, FUORI DALLE RELIGIONI.

Che è poi, in tutto e per tutto, come ben sai, la strada indicata da Papa Francesco. Papa Francesco, che invece è mal tollerato, quando non apertamente criticato, da quelli del PDF. Una strada che va presa in blocco. PERCHE’ NON CI SONO ALTRE STRADE DA PERCORRERE, e questo, presumibilmente, per un bel po’ di tempo.

Ma qualsiasi cosa farai, dovrà essere fatto CON CHIAREZZA, CON LINEARITA’, CON COMPRENSIBILITA’ E SEMPLICITA’, SENZA POLITICHESE.

Tutto qui, caro Gianfranco. Anche se ci sarebbe da scriverci un libro, su tutto questo, e non basterebbe.

Io, con questa esperienza, credo proprio di aver chiuso definitivamente con la politica attiva, a meno di prossimi sconvolgimenti allo stato attuale inimmaginabili. Questo è un paese dove, se dai fastidio, certa gente, non avendo argomenti per contrastarti, ti rinfaccia il passato, anche se è un passato lontanissimo. E’ un paese dove c’è gente che ti marchia, che ti diffama, che ingigantisce i tuoi peccati, e censura e manipola le cose buone che fai. E dove le persone oneste sono indifese. Un paese dove non vince il più bravo, “ma il più furbo di sicuro”, come dice una canzone degli Stadio. Un paese da giocatori di poker, abituati a recitare, a fingere, a bluffare. Un paese di coprofili, come li chiama Papa Francesco. Amanti degli escrementi, di cui Mario Adinolfi è il miglior rappresentante. “Tutto è falso, e il falso è tutto”, dice una bellissima canzone di Giorgio Gaber e Pier Paolo Pasolini. Non è il mio mondo. Non è un mondo adatto ad un sognatore ferocemente all’inseguimento della Verità e della Giustizia, come me. Come sono sempre stato, fin da ragazzo, con tutti gli errori che ho fatto. Ma la mia, piena zeppa di sbagli e soprattutto di ingenuità, è stata sempre una ricerca della Verità e della Giustizia.

Torno alla mia famiglia, alle mie letture e ai miei scritti, cercando, nel mio piccolissimo, di mettere in pratica quello che è il significato del mio nome da musulmano: ‘ABDUL HAQQ, che significa SERVITORE DELLA VERITA’. VERITA’ che, nell’insegnamento islamico, è uno dei 99 bellissimi nomi d’IDDIO.

Sono certo che, tu che mi conosci, non prenderai queste mie come prediche o indicazioni, ma piuttosto come, semplicemente, pensieri che un amico ti ha rivolto, fraternamente, col cuore in mano. E che mette a tua disposizione.

Che IDDIO ti guidi e ti illumini, caro Gianfranco.

POST SCRIPTUM 1 – Mario Adinolfi e la coprofilia selettiva. Una cosa che sono riuscito a fare, in uno dei periodi movimentati della mia vita, è essere pestato a sangue dai cristiani. Eh già. Era il 2003, Adel Smith partecipava a un dibattito presso l’emittente televisiva Telenovo, e io lo accompagnavo, ed ero dietro le quinte. Ad un certo punto, fanno irruzione una trentina di teppistelli di Forza Nuova, nota benemerita associazione di tradizionalisti cattolici, ed al grido di “talebani”, “propaganda islamica”, “propaganda al terrorismo”, e facendo mostra di una bella bandiera con croce celtica, ci aggredirono, pestandoci. Smith se la cavò con quasi nulla, io ebbi una dozzina di punti di sutura allo zigomo, perché qualcuno di loro aveva in dote un pugno di ferro.

Questo sono io, subito dopo il pestaggio.

Questo sono io, subito dopo il pestaggio.

.

All’uscita, rivendicarono l’atto con espressioni squisitamente letterarie, tipo “merde”, “lo abbiamo fatto a Lepanto”, “lo rifaremo ancora”. Il giorno dopo, in un’intervista, il loro capo, Roberto Fiore (mi risulta sia ancora lui il capo) disse, tra l’altro, “Rivendichiamo l’azione”. Che dire, trenta contro due, un’azione che ricorda il coraggio dei crociati! Puoi gustarti il video dell’aggressione, eccolo qui. Un caso senza precedenti all’epoca, un’interruzione di una trasmissione televisiva in diretta, con annesso pestaggio, che il procuratore Papalia definì giustamente “di una gravità inimmaginabile”. Ci sarebbe stato da parlarne per mesi, dopo due giorni era già tutto sparito dai media. Dopo qualche anno, furono tutti condannati. Ma sono ricorsi in appello, e dopo QUATTORDICI ANNI l’appello non è ancora stato fissato. Per fortuna che è gente “contro il sistema”! Ma il nostro Marione Adinolfi si è guardato bene dal ricordare, assieme alla “battaglia per togliere il crocifisso dalle scuole” (non era così, noi avevamo chiesto di poter mettere un versetto del Corano accanto al crocifisso, in nome della laicità dello stato), questa aggressione, subita da musulmani partecipanti ad un democratico dibattito televisivo, da parte di una teppaglia di estremisti cattolici. Ed è giusto così, la cosa si attaglia perfettamente al personaggio. Non solamente un mero coprofilo, cioè un amante degli escrementi (come dice Papa Francesco), ma un coprofilo selettivo: seleziona solo gli escrementi che gli fanno comodo.

POST SCRIPTUM 2 – L’anti-islamico Povia. A proposito, di consiglio caldamente di non accompagnarti più con Povia. Dopo aver scritto canzoni molto belle (avevo persino comperato il suo ultimo cd, ad uno dei tuoi spettacoli assieme a lui, perché trovavo i testi molto stimolanti), improvvisamente, anche lui (ma guarda la combinazione!) si è convertito alla più becera e volgare propaganda anti-islamica. L’ultima canzone che ha scritto, “IMMIGRAZIA” mi pare che si chiami, è cosa assolutamente ignobile, che, tra le tante amenità, ricicla la menzogna degli immigrati che tolgono il lavoro agli italiani, e contiene anche una brutta allusione offensiva all’Islàm, fatta peraltro di soppiatto, con un sorriso idiota, balbettando un versaccio. Molto più onesto quell’infame menzognero di Magdi “Cristiano” Allam: almeno, lui, nemico dell’Islàm lo è da sempre, e lo dichiara apertamente da sempre.

POST SCRIPTUM 3 – Un umile messaggio a Costanza Miriano e a Silvana De Mari. Queste, che non conosco personalmente, sono due fra le intellettuali più interessanti del mondo cattolico, che pensavo seriamente di cominciare a far conoscere al mondo musulmano, organizzando delle conferenze, e dei dibattiti. Della prima, ho letto “Sposati e sii sottomessa”, poi ho comperato “Sposala, e muori per lei”, e “Quando eravamo femmine”. Della seconda, che mi ha chiesto recentemente l’amicizia su Facebook, che sono stato felice di darle, ho seguito alcune conferenze su you-tube, una assieme a te. Non ho letto nulla di lei, purtroppo, ma mi dicono che scrive dei bellissimi libri per bambini, e immaginavo di organizzare qualcosa anche con lei. Ne avevamo fatto cenno, nell’ultimo nostro incontro. Con loro due, come con altri, esisterebbero prospettive di lavoro e di iniziative praticamente sterminate, nel mondo musulmano, tutte da costruire. Purtroppo, esiste anche per loro il pericolo che si lascino invischiare nell’adinolfismo, nell’anti-islamismo più volgare, nel finto tradizionalismo avverso a Papa Francesco, nella cultura dell’odio. Per quel poco che conta, le invito a riflettere meglio sull’Islàm, in maniera indipendente e non per mezzo magari di polemisti cattolici medievali o che si rifanno a questi. Scopriranno che il sistema dei valori etico-morali dell’Islàm, è praticamente identico a quello cattolico. Le loro intelligenze dovrebbero essere patrimonio di TUTTO il popolo, e non messe al servizio di squallidi e oscuri interessi di estremismi pericolosi.