Istigava all’odio contro i musulmani

La condanna del giornalista francese. E poi, un titolo menzognero

Il giornalista e saggista francese Eric Zemmour.

Il giornalista e saggista francese Eric Zemmour.

 

Éric Zemmour, nato a Montreuil il 31 agosto 1958, è un saggista e giornalista francese.

Citato in un tribunale francese dalle associazioni anti-razziste SOS Racisme e Licra, è stato condannato al pagamento di tremila euro di multa per “istigazione all’odio nei confronti dei musulmani“.

Il logo della LICRA, associazione internazionale contro il razzismo e l'antisemitismo.

Il logo della LICRA, associazione internazionale contro il razzismo e l’antisemitismo.

 

In un’intervista al Corriere della Sera, rilasciata più di un anno fa, avrebbe, tra le altre, pronunciato le seguenti frasi:

“… i musulmani hanno un loro codice civile, è il Corano. Vivono tra di loro, nelle periferie. I francesi sono stati costretti ad andarsene…”

e

“… Io penso che stiamo andando verso il caos. Questa situazione di popolo nel popolo, di musulmani dentro i francesi, ci porterà al caos e alla guerra civile. Milioni di persone vivono qui, in Francia, e non vogliono vivere alla francese…”.

Le sottolineature sono dello scrivente.

Il logo di SOS RACISME, associazione francese contro il razzismo.

Il logo di SOS RACISME, associazione francese contro il razzismo.

 

GIUSTIFICAZIONI IPOCRITE – Ora, da questo tipo di giornalista, apparentemente sempre con l’elmetto in testa per combattere le sue “battaglie di civiltà” a colpi di menzogne contro l’Islàm e i musulmani, ci si aspetterebbe che, di fronte alla prospettiva di una condanna, per di più solo pecuniaria, tirasse dritto con un minimo di dignità, magari cogliendo l’occasione per ribadire le proprie opinioni. E invece no: cerca sempre di arrampicarsi su tutti gli specchi possibili e immaginabili, piangendo le classiche lacrime di coccodrillo. Nel caso in questione, ha cercato di sostenere che intendeva riferirsi a un gruppo circoscritto, che sarebbero i musulmani delle periferie delle grandi città francesi, “che si organizzano e che sono in via di secessione”. Questo, nonostante non fosse la prima volta che il succitato facesse questo tipo di dichiarazioni, sempre chiaramente rivolte a tutti i musulmani in generale e all’Islàm come religione in quanto tale; tanto da aver provocato la presa di distanza da lui da parte di molti suoi colleghi.

IL MAGISTRATO NON CI CASCA – IDDIO ha voluto che stavolta si trovasse di fronte un magistrato serio, il procuratore Annabelle Philippe, la quale ha definito le dichiarazioni di Zemmour “stigmatizzanti”, “senza sfumature”, che mirano “l’insieme della comunità musulmana”. Secondo la Philippe, le dichiarazioni di Zemmour, definito, tra l’altro, in maniera inequivocabile come “recidivo”, hanno “per obiettivo principale quello di opporre i musulmani ai francesi”. Ed è chiaro poi qual’è lo scopo finale: “Ci si può domandare se non abbia per caso come obiettivo quello di crearla questa guerra civile, di far di tutto affinché possa scoppiare”.

Il Procuratore francese Annabelle Philippe.

Il Procuratore francese Annabelle Philippe.

 

Il giornalista dovrà risarcire delle spese sostenute anche le due associazioni che lo hanno portato davanti al giudice, Sos Racisme e Licra.

Sabrina Goldman, avvocato della Licra, ha affermato che la sentenza “riconosce ancora una volta che Eric Zemmour è un propagatore d’odio”.

Sabrina Goldman, avvocato della Licra.

Sabrina Goldman, avvocato della Licra.

 

Dominique Sopo, presidente di Sos Racisme, più che soddisfatto per il verdetto del Tribunale correzionale perché “la libertà d’espressione non è la libertà di propagare l’odio”.

Dominique Sopo, Presidente di SOS RACISME.

Dominique Sopo, Presidente di SOS RACISME.

 

Fin dallo scorso anno, dopo l’intervista al Corriere della Sera, alcuni suoi colleghi giornalisti avevano emesso un comunicato per prendere le distanze da lui.

POCHE RIGHE DI COMMENTO – Il problema vero, a parte le menzogne pure e semplici, come quella che i francesi sarebbero stati “costretti ad andarsene” (figuriamoci!), e quella che i musulmani delle periferie francesi sarebbero “sulla via della secessione” (bum!), sta nel cosiddetto “vivere alla francese”, che i musulmani rifiuterebbero.

E quale sarebbe questo benedetto (si fa per dire) “vivere alla francese”? In cosa consisterebbe? Forse, nell’andare di notte al night club con spogliarello annesso, dove si balla e si ascolta musica, dove si bevono alcolici (quando va bene), e dove circola droga a più non posso (quando va meno bene)? O forse, per le donne, nell’andare in giro con le parti anatomiche bene in vista, per la delizia di tutti indistintamente gli uomini? E questo modo di condursi, sarebbe un obbligo per tutti?

Ma la Francia (come l’Italia, e come tutti i paesi del cosiddetto “occidente”, dove si fanno ragionamenti analoghi) non era un paese dove regnano la “libertà” e la “democrazia”? E la “democrazia” e la “libertà” non dovrebbero prevedere, fatti salvi i diritti degli altri, la possibilità di ciascuno di condurre la propria esistenza secondo i dettami delle proprie convinzioni, comprese quelle religiose?

Non sarà che invece, più semplicemente, in questo sobrio vivere dei musulmani, sia pure espresso in maniera spesso grezza e appena abbozzata, gli amici di Satana vedono una alternativa pericolosa?

Ai lettori, speriamo non “posteri”, l’ardua sentenza.

BORGONOVO & COMPANY – Ma Zemmour ha estimatori e sodali in tutto il mondo dei media.

Francesco Borgonovo, giornalista di "Libero", autore dell'articolo citato qui sotto..

Francesco Borgonovo, giornalista di “Libero”, autore dell’articolo citato qui sotto..

 

Uno di questi è Francesco Borgonovo, che vomita più o meno quotidianamente il suo odio anti-islàmico sul quotidano “Libero“, cosa che ha trovato modo di fare anche sabato 19 dicembre, in un articolo che è menzognero fin dal titolo: “Condannato a non parlare più di musulmani“. Il titolo, posto sotto un minaccioso “ALLARME ISLAM” che campeggia in alto nella pagina, è già menzognero di per sè, perchè il giornalista non è stato affatto “condannato a non parlare più di musulmani“, ma è stato semplicemente condannato a pagare una multa per aver incitato all’odio contro tutti i musulmani.

Il titolo dell'articolo pubblicato sul quotidiano "Libero" del 19 dicembre 2015..

Il titolo dell’articolo pubblicato sul quotidiano “Libero” del 19 dicembre 2015..

 

Ma a questi “giornalisti” non interessa usare le parole in maniera precisa. In questo evidentemente, sono degli ottimi allievi di Oriana Fallaci, maestra di menzogna, di manipolazione e di odio anti-islàmico, che costoro citano e santificano un giorno sì e uno no, e che hanno elevato addirittura al rango di “profetessa”.

La scrittrice-spazzatura Oriana Fallaci.

La scrittrice-spazzatura Oriana Fallaci.

 

La quale Fallaci ebbe a dire una volta:

“Non ho mai cercato la verità.
La verità non mi ha mai interessato”.

Appunto.