In Siria, un cristiano eletto Presidente del Parlamento

E i media censurano

Hammoudeh Youssef Sabbagh, cristiano, è il nuovo Presidente del Parlamento di Siria.

Hammoudeh Youssef Sabbagh, cristiano, è il nuovo Presidente del Parlamento di Siria.

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Il giorno giovedì 28 settembre scorso, con 193 voti a favore (su 252), il cristiano Hammoudeh Sabbagh è stato nominato Presidente del Parlamento siriano.

Sabbagh è un giurista, è membro del partito Baath (partito, come è noto, aconfessionale e laico, che propugna il pan-arabismo, cioè l’unione di tutti i popoli di lingua araba).

Ha 59 anni, ed è originario della provincia di al-Hasaka, nell’estremo nordest del Paese, dove in passato è stato vicegovernatore, ed è entrato nel parlamento di Damasco con le elezioni del 2012.

Il Presidente del Parlamento siriano, Hamoudeh Sabbagh, subito dopo il suo insediamento.

Il Presidente del Parlamento siriano, Hamoudeh Sabbagh, subito dopo il suo insediamento.

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Nel Parlamento siriano siedono numerosi cristiani, esponenti della locale comunità: è cristiano infatti il 10% della popolazione, che è in maggioranza musulmana.

In passato, già un altro cristiano, Fares el-Khoury, di confessione protestante, aveva ricoperto la stessa carica, addirittura in tre periodi. Dapprima, per due volte, tra il 1936 e il ’39 e tra il 1943 e il ’44, durante il protettorato francese prima della seconda guerra mondiale (1920-1946); e poi, una terza volta, dopo la proclamazione d’indipendenza della Siria, tra il 1947 e il 1949.

Il siriano cristiano Faris al-Khoury (1877-1962). Oltre a ricoprire la carica di Presidente del Parlamento siriano in tre diverse occasioni, fu anche due volte Primo Ministro. La prima volta, dal 14/10/1944 al 1/10/1945, e la seconda volta dal 3/11/1954 al 13/02/1955.

Il siriano cristiano Faris al-Khoury (1877-1962). Oltre a ricoprire la carica di Presidente del Parlamento siriano in tre diverse occasioni, fu anche due volte Primo Ministro. La prima volta, dal 14/10/1944 al 1/10/1945, e la seconda volta dal 3/11/1954 al 13/02/1955.

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Sabbagh, tra l’altro, prende il posto di Hadiyeh Khalaf Abbas, a sua volta prima donna a guidare il parlamento siriano. Rimossa lo scorso luglio con voto unanime dei deputati, che la accusavano di comportamenti non democratici, Hadiyeh era stata la prima donna ad essere eletta – per acclamazione – presidente dell’Assemblea del Popolo, il 6 giugno 2016. È stata poi costretta a dimettersi il 20 luglio scorso.

Hadiyeh Khalaf Abbas, Presidente del Parlamento siriano per circa un anno.

Hadiyeh Khalaf Abbas, Presidente del Parlamento siriano per circa un anno.

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Il Parlamento siriano è composto da 250 seggi e ogni legislatura dura, di regola, 4 anni. Il sistema politico siriano è assimilabile a quello a partito unico: 167 seggi sono garantiti ai membri del Fronte nazionale progressista il cui perno è il partito Baath. Esistono anche partiti minori, ma tutti aderiscono al Fronte in posizione subordinata rispetto al Baath.

Il Parlamento siriano è monocamerale. Si può notare, in questa foto risalente a prima dell’elezione del nuovo Presidente, come la composizione del parlamento sia assolutamente varia e non uniforme. Si vedono infatti, individuabili già dall’abbigliamento, uomini vestiti con abiti tradizionali islamici, uomini in occidentalissime giacche e cravatte, donne velate e donne non velate.

Il Parlamento siriano è monocamerale. Si può notare, in questa foto risalente a prima dell’elezione del nuovo Presidente, come la composizione del parlamento sia assolutamente varia e non uniforme. Si vedono infatti, individuabili già dall’abbigliamento, uomini vestiti con abiti tradizionali islamici, uomini in occidentalissime giacche e cravatte, donne velate e donne non velate.

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Da un punto di vista etnico, i siriani sono per il 90% arabi, per il 9% curdi, e per l’1% armeni.

La società siriana è anche un mosaico di religioni diverse che convivono fianco a fianco da secoli. I musulmani sunniti sono la maggioranza, poi vi sono gli sciiti e gli alauiti (come la famiglia Asad), i drusi e i cristiani. Questi ultimi sono suddivisi in 11 comunità di diverse confessioni, ortodossi e cattolici di diversi riti. Queste diverse connotazioni cristiane, è bene ricordarlo, esistono semplicemente perché, in territorio islamico, esse hanno potuto sopravvivere tranquillamente senza essere perseguitate per la loro religione, a differenza di quanto accadeva sia sotto i cristiani bizantini sia sotto i cattolici romani. Le statistiche prima dell’attuale guerra ci parlavano di una popolazione di più di 22 milioni di abitanti, di cui i cristiani erano circa l’8%, dunque intorno al milione e mezzo di fedeli.

Ecco la situazione politico-sociale-religiosa della Siria, da quando è al potere Bashar al-Asad, così come ce la descrive monsignor Giuseppe Nazzaro, Vicario Apostolico emerito di Aleppo:

Bachar inizia ad allentare le redini, il popolo comincia a respirare, la Siria ad aprirsi all’occidente. Il benessere entra nel paese: tutti ne usufruiscono; il turismo aumenta continuamente; la gente viaggia all’estero con facilità. Le fabbriche lavorano, il Commercio si sviluppa. Gli stranieri vengono ad investire in Siria. Tutte le comunità etniche sono libere di esercitare la propria religione.

Tutte le anime che compongono il popolo siriano : Sunniti, Alawiti, Cristiani, Sciiti ed altri, vivono in pace tra loro, sono associati nel commercio; nelle differenti relazioni sociali non vi è distinzione tra gli appartenenti ad un gruppo o l’altro. Nello stesso Governo vi sono almeno tre Ministri cristiani, non esiste pregiudizio alcuno per la nomina di un Direttore di Banca cristiano, nell’esercito i più alti gradi sono accessibili a tutti. Ogni comunità è libera di praticare pubblicamente il proprio credo, per esempio noi cristiani non solo non abbiamo mai avuto problemi nelle chiese ma si era liberi anche di fare le nostre processioni per le strade della città.

Per le festività maggiori, per noi Natale e Pasqua, per l’Islam la festa della fine del Ramadan e quella del Sacrificio, ci scambiavamo gli auguri liberamente, gli islamici venivano da noi e noi andavamo da loro. Le visite di cortesia tra famiglie musulmane e cristiane erano molto frequenti senza alcun pregiudizio. Tutti si sentivano a casa propria, tutti erano siriani, figli di una stessa patria anche se con tradizioni storiche diverse”.

Monsignor Giuseppe Nazzaro, Vicario Apostolico emerito di Aleppo.

Monsignor Giuseppe Nazzaro, Vicario Apostolico emerito di Aleppo.

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Come si vede, basta studiare il mondo islamico, così com’è DA SECOLI, per capire che la tolleranza religiosa è da sempre una situazione NORMALE in queste popolazioni.

Mentre sappiamo che il cosiddetto “Occidente cristiano” ha tutta un’altra storia.

E si vede dunque con chiarezza che l’Occidente deve imparare la tolleranza religiosa dal mondo islamico.

Ah, dimenticavo: di tutto quello che ho scritto, sui mass-media nazionali e internazionali voi, naturalmente, NON AVETE NE’ LETTO NE’ VISTO NE’ ASCOLTATO NULLA.