Il Papa: “Difendiamoci dal gender. Insha’Allah”

E noi cominciamo con una lettera alle scuole

Papa Francesco a Tbilisi, mentre pronuncia il discorso sul matrimonio.

Papa Francesco a Tbilisi, mentre pronuncia il discorso sul matrimonio.

.

LA GUERRA MONDIALE – L’ha fatta grossa ancora una volta, Papa Francesco. Dopo essere intervenuto molte volte contro la teoria del gender, venendo sempre censurato o confinato in due righe, durante un incontro con i fedeli a Tbilisi, in Georgia, all’interno di un discorso in cui sottolineava la centralità del matrimonio TRA UOMO E DONNA, ha attaccato la teoria del gender, definendola “grande nemico”. E sottolineando come sia in atto una “guerra mondiale contro il matrimonio”.

E ha ripetuto il concetto alla fine, laddove definiva i suoi consigli per mantenere e salvaguardare il matrimonio, chiarendo che il “primo degli antidoti” (vale a dire, prima dei consigli inerenti alla vita privata di tutte le coppie) debba essere quello di “difendersi dalle colonizzazioni ideologiche”. Dunque, un esplicito incitamento a lottare contro il gender. Ha cioè voluto far capire che “difendersi” (che è una cosa che non si può mettere in atto se non lottando) è dovere primario di tutti coloro che abbiano a cuore l’integrità morale della famiglia. Ed è un dovere che viene prima dei doveri inerenti ai problemi interni ad ogni singola famiglia. Ed anche la parola “colonizzazione ideologica” non è usata a caso: indica infatti, contemporaneamente, sia un’ideologia che viene “da fuori”, cioè estranea, aliena, sia una volontà di controllare e dominare.

Per vedere il filmato, e soprattutto ascoltare quelle parole, cliccate qui.

Papa Francesco mentre indica il primo degli “antidoti” per le famiglie, in questa guerra mondiale contro il matrimonio: “difendersi dalle colonizzazioni ideologiche”.

Papa Francesco mentre indica il primo degli “antidoti” per le famiglie, in questa guerra mondiale contro il matrimonio: “difendersi dalle colonizzazioni ideologiche”.

 .

LA REAZIONE DEI MEDIA – La notizia sarebbe da titoloni. Invece, non potendola ignorare come avrebbero voluto, i media tendono a neutralizzarla, mettendola in terzo o quarto o quinto o decimo piano, rispetto a notizie notoriamente più pressanti, come il referendum che si terrà a dicembre, le battute di Renzi, i problemi del neo-sindaco Raggi a Roma.

La copertina del quotidiano “La Repubblica”.

La copertina del quotidiano “La Repubblica”.

.

È poi del tutto assente nei giornali “di sinistra” (L’Unità e Il Manifesto) e “di destra” (Libero e, in parte, La Verità: ma non erano giornali “per la difesa della famiglia”?). E pensare che ce ne sarebbe per innescare un dibatto di mesi. Invece, sostanziale censura. Parziale, da parte dei giornali filo-governativi, pressochè totale o totale, dagli altri. I media non approvano. Buon segno.

La copertina del quotidiano “Libero”: ma non supportava i valori della famiglia?

La copertina del quotidiano “Libero”: ma non supportava i valori della famiglia?

.

IN SHA’A’LLAH – Sempre ieri, ad una domanda del patriarca iracheno se fosse venuto in visita nel suo paese, il Pontefice ha risposto dicendo IN SHA’A’LLAH (SE IDDIO VUOLE). Ora, anche se è vero che questa è un’espressione usata anche dai cristiani di lingua araba, è famosa soprattutto per esser molto usata dai musulmani, che l’adoperano spessissimo ogni giorno, per obbedire a un precetto del Sublime Corano, che dice:

Non dite “farò questo o quello”,
senza aggiungere “se IDDIO vuole”.

Papa Francesco dunque, senza dubbio, ha usato quest’espressione anche come ennesima dimostrazione di stima e rispetto verso l’Islàm, e lo dimostra il fatto che era, in quel momento, un’affermazione non necessaria e fuori contesto. Parole dal significato fortissimo, che ai musulmani che ne hanno avuto notizia hanno generato profonda impressione.

E naturalmente, queste parole sono state, se possibile, censurate ancor di più.

Ha fatto eccezione il nuovo quotidiano nazionale “La Verità”, diretto da Maurizio Belpietro. E ci viene subito da segnalare una battuta che circola sul web: “Belpietro che dirige un giornale titolato La Verità equivale ad una pornostar che scrive un trattato sulla castità”!

La copertina del quotidiano “La Verità”. L’espressione “IN SHA’A’LLAH” usata dal pontefice sarebbe “uno sfregio ai cristiani che vivono nei paesi islamici”. L’espressione “sfregio” indica ignoranza totale del fatto che quella frase è comunemente usata anche dai cristiani di lingua araba. Dunque è impossibile definirla “uno sfregio”. A meno di non essere in malafede.

La copertina del quotidiano “La Verità”. L’espressione “IN SHA’A’LLAH” usata dal pontefice sarebbe “uno sfregio ai cristiani che vivono nei paesi islamici”. L’espressione “sfregio” indica ignoranza totale del fatto che quella frase è comunemente usata anche dai cristiani di lingua araba. Dunque è impossibile definirla “uno sfregio”. A meno di non essere in malafede.

.

E infatti, questo quotidiano fa quasi sparire il problema gender, per sottolineare la “gravità” di questa frase del pontefice, al sentire la quale i cristiani avrebbero sentito “i brividi lungo la schiena”!

Chi vuol leggere tal delirio, clicchi qui.

Il tutto dimostra, definitivamente, due cose: la cosiddetta “sinistra” è agli antipodi della visione etica del pontefice, e su questo terreno lo oscura del tutto, perché non è funzionale all’opera disgregatrice della famiglia messa in opera dai soliti noti, mentre si degna di citarlo quando invita alla misericordia, soprattutto verso gli immigrati (fidando che questa posizione contribuisca a dividere ulteriormente la società).

La prima pagina del quotidiano “L’Unità”. Papa Francesco non esiste.

La prima pagina del quotidiano “L’Unità”. Papa Francesco non esiste.

.

La cosiddetta “destra”, non potendolo oscurare completamente per non perdere la faccia di fronte ai propri elettori, lo censura, o lo minimizza su questi temi, semplicemente perché non è anti-islamico. Dunque non funzionale ai progetti di guerra tra religioni, sempre ad opera dei soliti noti, cioè la massoneria satanica internazionale. Dimostrazione definitiva che i cosiddetti “temi etici”, per la destra italiana, sono solo uno specchietto per le allodole, trappole per attirare un certo tipo di elettori, i cui voti vengono poi usati per altri scopi.

La copertina del quotidiano “Il Giornale”. C’è la foto del Papa, ma il titolo dell’articolo è più piccolo dell’intervento di Magdi “Cristiano” Allam sul “pericolo” islamico (anche demograficamente).

La copertina del quotidiano “Il Giornale”. C’è la foto del Papa, ma il titolo dell’articolo è più piccolo dell’intervento di Magdi “Cristiano” Allam sul “pericolo” islamico (anche demograficamente).

.

UNA PRIMA RISPOSTA – Una prima risposta all’indicazione di Papa Francesco, che noi consigliamo a tutti, anche per sfruttare l’onda emotiva generata da queste sue dichiarazioni, è quella, valida per tutti i genitori, di consegnare alle scuole una lettera che diffida i dirigenti scolastici a inserire all’interno degli orari di scuola insegnamenti o attività che comprendano la dottrina del gender, o comunque li invita a consultare per tempo i genitori stessi, in base anche alla Costituzione Italiana, che prevede il diritto dei genitori ad educare i figli secondo le proprie convinzioni.

Ecco qui sotto un fac-simile della lettera, che va ovviamente personalizzata:

Al dirigente scolastico dell’istituto __________________

Premesso che in molti istituti su territorio nazionale sono portati avanti programmi che prevedono “la decostruzione degli stereotipi di genere”;

Considerato che per mezzo di tale espressione spesso si allude all’insegnamento dei principi della c.d. “ideologia gender”, una forma di pensiero priva di fondate basi scientifiche che tuttavia si sta diffondendo anche nel nostro Paese e che mira sostanzialmente a qualificare il genere sessuale non già sulla base della fisiologia della persona ma sul presupposto psicologico e culturale che ciascuno deve poter liberamente scegliere il proprio genere a prescindere dal dato fisico e naturale;

Considerato che tale ideologia porta a gravi e dannosi effetti specialmente per i bambini e i giovani che ne subiscano l’indottrinamento;

Considerato che la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo all’art. 26 stabilisce che: «I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli”; e che l’Art. 2, Convenzione Europea sulla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo recita: «Lo Stato, nel campo dell’insegnamento, deve rispettare il diritto dei genitori di provvedere secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche»;

e infine che l’Art. 30 della nostra Costituzione ribadisce che: «E’ dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli»;

TANTO PREMESSO E CONSIDERATO

Con la presente chiediamo formalmente di essere preventivamente informati con ogni dettaglio del tipo di contenuti culturali o educativi che si intendano somministrare sotto la voce “decostruzione degli stereotipi di genere”, o sotto voce similare, quali siano le persone incaricate di tali insegnamenti, quali siano i testi di riferimento, quali siano le presunte basi scientifiche di tale insegnamento e quali siano le misure assicurate da codesto Istituto per garantire il rispetto del preminente diritto all’educazione della prole che spetta ai genitori anche avendo riguardo alle convinzioni religiose e filosofiche.

Qualora tali insegnamenti avessero inizio prima di aver ricevuto tali dettagliate informazioni ovvero qualora in ogni caso ritenessimo che l’ideologia gender venga propinata ai nostri figli senza alcuna base scientifica e senza adeguato contraddittorio ci riserviamo il diritto di pretendere l’esclusione dei nostri figli da tale insegnamento, senza alcuna penalizzazione per i medesimi né dal punto di vista curricolare né ai fini della valutazione.

Ci mettiamo fin d’ora a disposizione di codesto Istituto per un dialogo franco e costruttivo nell’ottica di una adeguata e migliorata alleanza educativa tra le famiglie e la scuola.

Data _____________ Firma___________________________

Potete allegare a questa lettera anche questo bel disegno qui sotto, preparato dall’associazione “Manif pour tous”. Rende bene l’idea, e male non fa.

 image353