I 5 Stelle vogliono distruggere la famiglia

E i musulmani non devono votarli mai più

Il neo-sindaco di Torino, Chiara Appendino, in testa al corteo “Gay Pride”, in prima fila per “l’orgoglio omosessuale”. Al suo fianco, Anna Rossomando e Stefano Lo Russo del PD.

Il neo-sindaco di Torino, Chiara Appendino, in testa al corteo “Gay Pride”, in prima fila per “l’orgoglio omosessuale”. Al suo fianco, Anna Rossomando e Stefano Lo Russo del PD.

 

HANNO GETTATO LA MASCHERA – Se qualche musulmano aveva qualche dubbio, penso che ormai non abbia più motivo per averne alcuno.

Il nuovo sindaco di Torino, Chiara Appendino, ha fatto capire subito, al di là sul fumo negli occhi costituito dai programmi più o meno fantascientifici, e falsamente moralizzatori, qual è l’OBBIETTIVO PRIMARIO del Movimento Cinque Stelle: DISTRUGGERE LA FAMIGLIA, quella naturale, in cui ogni bambino/a che nasce ha DIRITTO AD AVERE UN PAPA’ E UNA MAMMA, per costruire una società fatta di meri individui, isolati e dunque manipolabili e manovrabili. In vista del NUOVO ORDINE MONDIALE, che dovrebbe sostituire i popoli e le nazioni, con sullo sfondo una popolazione senza più morale né credo, in cui la procreazione sarà regolata dalla pratica dell’utero in affitto, che non è difficile pensare possa essere, un domani, resa gratuita, e magari accompagnata da un rigido controllo numerico e qualitativo delle nascite, in perfetto stile malthusiano ed eugenetico.

Non si spiega perché, altrimenti, la PRIMA uscita pubblica della Appendino sia stata la partecipazione al cosiddetto “Gay Pride”, oscena manifestazione omosessualista che ormai dilaga in tutte le città italiane.

Ma non basta. Se qualcuno poteva ancora nutrire qualche dubbio, avrà avuto il quadro schiarito definitivamente dal PRIMO atto amministrativo del nuovo sindaco: la istituzione dell’Assessorato alle “FAMIGLIE” (al plurale), con a capo il nuovo assessore, Marco Alessandro Giusta, che è il presidente dell’associazione “Arcigay – Torino”, il cui programma non lascia adito a dubbi: si va dall’introduzione in tutta la modulistica comunale dei termini “genitore 1” e “genitore 2” al posto di “padre” e “madre”, dalle modifiche ai regolamenti comunali per estendere diritti alle coppie omosessuali all’inserimento nello Statuto comunale del concetto di famiglia omogenitoriale, dalla delibera quadro per garantire i diritti delle persone Lgbt contro la discriminazione nelle aziende partecipate dal Comune alla sensibilizzazione dei Servizi sociali su questo tema, fino all’avvio di un programma di co-housing finalizzato a sostenere la solidarietà intergenerazionale della popolazione Lgbt. Giusta vuole infine spazi comunali gratuiti durante tutto l’anno per iniziative contro (parole sue) “l’omo-lesbo-bi-trans-fobia e violenza di genere”.

 

Il nuovo “assessore alle “famiglie”, presidente dell’Arcigay di Torino, Marco Alessandro Giusta.

Il nuovo “assessore alle “famiglie”, presidente dell’Arcigay di Torino, Marco Alessandro Giusta.

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LA FAMIGLIA “NON E’ NATURALE”! – Dunque, il Comune di Torino ha intenzione evidente di ABOLIRE LA FAMIGLIA, di fatto, puramente e semplicemente. Del resto, le intenzioni erano già implicitamente condensate in una dichiarazione di alcuni giorni fa, laddove il Giusta affermava che “la famiglia non ha nulla di naturale”. Più chiari di così!

REAZIONI – Una reazione importante e chiara, pur se caratterizzata da notevole moderazione nel linguaggio, è venuta dall’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, in un breve articolo apparso su “La Stampa”, dove si leggeva tra l’altro:

«non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie neppure remote per le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia» (Citazione da “Amoris Laetitia” del pontefice Francesco, AL, 250-251). Anche per queste ragioni non possiamo condividere, nel linguaggio e nel metodo, lo stile con cui si sta affrontando il tema di una generica equiparazione tra la famiglia e altre forme, pure legittime, di unioni civili nella nostra città”.

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L’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia.

L’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia.

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Vi è stata poi la reazione di Monica Canalis, esponente della minoranza cattolica del PD torinese, che ha protestato contro l’equiparazione della famiglia naturale alle altre tipologie di unione civile.

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Monica Canalis, della minoranza cattolica del PD.

Monica Canalis, della minoranza cattolica del PD.

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IL POPOLO DELLA FAMIGLIA IN PIAZZA – Contro “l’operazione famiglie”, sabato 16 luglio si è tenuta a Torino, in Piazza Palazzo di Città, di fronte all’edificio del Comune, una manifestazione sit-in organizzata dal Popolo della Famiglia. I partecipanti hanno dimostrato anche con il bavaglio sulla bocca, ad indicare il fatto che i pareri e le iniziative di chi si oppone a questa politica distruttrice delle famiglie sono sempre censurati.

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Un momento del sit-in. Il primo sulla destra è lo scrivente di questo articolo, anche lui col bavaglio.

Un momento del sit-in. Il primo sulla destra è lo scrivente di questo articolo, anche lui col bavaglio.

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Non è mancata una specie di “apparizione” quasi incredibile: nel bel mezzo della manifestazione, è uscita dal Comune una bella coppia di sposi, appena maritati, che è stata accolta da applausi calorosi, e da grida come “evviva gli sposi”, “viva la famiglia”, “auguri di tanti figli”, e che si è lasciata fotografare in mezzo al gruppo dei manifestanti. La “casualità” di questa cosa è da escludere: infatti, come si sa, “non si muove foglia che IDDIO non voglia”.

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La coppia di sposi in mezzo ai manifestanti.

La coppia di sposi in mezzo ai manifestanti.

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Dalla lettura di questo articolo, i musulmani devono trarre due considerazioni molto chiare ed altrettanto ineluttabili:

  1. Il Movimento Cinque Stelle rappresenta la punta avanzata del progetto massonico di distruzione della famiglia, e dunque non può essere votato IN NESSUNA OCCASIONE;

  2. In questo momento, l’unica opposizione politica, popolare e visibile a quel progetto è rappresentata dal Popolo della Famiglia, che, ricordiamo, è un movimento aconfessionale, e che dunque i musulmani devono sforzarsi di aiutare, coadiuvare e sostenere in tutti i modi possibili, sia finanziariamente che fisicamente.

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Foto finale dei partecipanti al sit-in. Una bella festa di famiglie.

Foto finale dei partecipanti al sit-in. Una bella festa di famiglie.

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Dice il Sublime Corano:

Loro complottano, e IDDIO complotta.
E i complotti d’IDDIO
sono quelli che vanno a buon fine”.

 Per chi volesse leggere un resoconto onesto e dettagliato della manifestazione, può leggere qui.