Come si fabbricano terroristi ”islamici”

In Canada, stavolta il trucco non è riuscito

John Nuttall et Amanda Korody, incastrati dall'FBI.

John Nuttall et Amanda Korody, incastrati dall’FBI.

 

Stavolta, è andata male ai complottatori servi di Satana.

In Canada, due “convertiti all’Islàm”, un uomo e una donna in realtà mentalmente ritardati, oltre che indigenti e tossicodipendenti, sono stati arrestati qualche tempo fa per aver progettato un attentato ad una sinagoga ebraica, progettando di uccidere anche bambini ebrei (Un couple projetait de tuer des enfants juifs, selon la police canadienne). Gli avvocati della coppia invece sostengono che i due sono stati plagiati da infiltrati della Gendarmeria Canadese.

Mark Jette e Marilyn Sanford, avvocati della coppia di "terroristi islamici", durante una conferenza stampa di fronte al Tribunale di Vancouver.

Mark Jette e Marilyn Sanford, avvocati della coppia di “terroristi islamici”, durante una conferenza stampa di fronte al Tribunale di Vancouver.

 

Ora, si scopre che in realtà che la coppia è stata “radicalizzata” per bene da… agenti dell’FBI (Man Convicted of Bomb Plot in Canada May Have Been Radicalized by Spy Agency). Ai due sono stati forniti anche soldi, cellulari, sigarette, e aiuti negli spostamenti, oltre che lezioni ed istruzioni per costruire bombe artigianali. Dovevano anche mettere in piedi un attentato dinamitardo al Parlamento della Columbia Britannica. L’operazione è durata almeno quattro mesi. Gli era stata anche promessa una nuova vita tranquilla, con nuova identità e passaporti falsi.

Il "terrorista artigianale" John Nuttall.

Il “terrorista artigianale” John Nuttall.

 

Adesso, si ammettono “manipolazioni” (Terror trial suspect developmentally delayed, police admit). Le autorità sono in serie difficoltà, e tentano in tutti i modi di insabbiare e mettere a tacere il tutto. Si sono inventati persino, il 5 gennaio scorso, una “udienza privata” in Tribunale!

Circa un anno fa, un caso analogo (ormai se ne contano a decine). Viene arrestato un ragazzo dell’Ohio, Christopher Cornell, “convertito” all’Islàm anche lui, accusato di aver progettato un attentato, stavolta a Capitol Hill, Washington. 

Christopher Cornell, "terrorista islamico" fabbricato dall'FBI.

Christopher Cornell, “terrorista islamico” fabbricato dall’FBI.

 

Ma il padre del ragazzo accusa l’FBI: “Mio figlio mi diceva che andava in moschea, ma in realtà frequentava un agente dell’FBI. Sono quelli dell’FBI che gli hanno dato i soldi. Lo hanno incastrato” (Dad Accuses FBI of Setting Up ‘Mommy’s Boy’ Son in Bomb Plot).

John Cornell Sr., padre di Christopher, accusa l'FBI di aver plagiato e usato suo figlio.

John Cornell Sr., padre di Christopher, accusa l’FBI di aver plagiato e usato suo figlio.

 

Tutto ciò ci insegna, ma dovrebbe insegnare soprattutto ai “giornalisti” di mestiere, che queste operazioni

- sono sempre preparate meticolosamente, e non dagli attentatori, ma da chi li fabbrica, e dunque questa preparazione dura del tempo, e ci vuole tempo anche se si vuol creare l’effetto dell’attentato “artigianale” e “improvvisato”;

- in casi come questo, e ne sono accaduti molti con queste modalità, se non identiche molto simili, l’obbiettivo è instillare nell’opinione pubblica la sensazione che il nemico può essere anche il vicino di casa, anche il “cane sciolto” non necessariamente legato ad un’organizzazzione, ma che può scatenare il suo odio in ogni momento, e contro chiunque. Tutti i cittadini devono convincersi di essere circondati da orde di musulmani pazzi, assetati di sangue, pronti a uccidere chiunque. Ma, perchè tutto questo abbia un effetto reale sull’opinione pubblica, c’è bisogno della complicità totale ed assidua dei “giornalisti”, senza la quale tutti questi complotti non sarebbero neanche immaginabili.

Il rapporto dell'FBI su Chiristopher Cornell. La storia fu ripresa da molti media. In Italia, tra gli altri, dal settimanale "Panorama", che dipingeva il ritratto del ragazzo apparentemente tranquillo, tutto casa e famiglia, e che invece si era rivelato un "mostro".

Il rapporto dell’FBI su Chiristopher Cornell. La storia fu ripresa da molti media. In Italia, tra gli altri, dal settimanale “Panorama”, che dipingeva il ritratto del ragazzo apparentemente tranquillo, tutto casa e famiglia, e che invece si era rivelato un “mostro”.

 

Chi ne vuole un esempio, può dare un’occhiata ad un servizio pubblicato all’epoca da “Panorama”. Cliccare qui: Lo jihadista ragazzino che voleva far saltare Capitol Hill .

Del resto, come abbiamo già detto, siamo nella “Terza Guerra Mondiale… a pezzi“, come ha detto il pontefice cattolico Francesco. E IDDIO solo sa quanto durerà.

Però, come sempre, chi non si accontenta delle favolette dei media di regime, e ha intelligenza e volontà di verità, riesce almeno a squarciare in qualche modo il velo delle menzogne.

Un vecchio proverbio infatti dice : “Il Diavolo fà la pentola, ma dimentica il coperchio“. Dunque, non può esistere il “complotto perfetto”.

Anzi, come dice il Sublime Corano:

“…Essi tramano, e anche ALLAH trama,
e le trame di ALLAH sono quelle
che vanno a buon fine…”