Annulliamo la scheda!

Ballottaggi del 19 giugno

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 Lo scorso sabato 11 Giugno, a Roma, c’è stata l’assemblea nazionale del Popolo della Famiglia. C’è stata l’analisi del voto del primo turno delle aministrative, e la decisione in merito ai ballottaggi.

Il risultato del PDF, 1,07% a livello nazionale, è molto buono considerando che questo nuovo soggetto politico è nato poche settimane fa. Ed incoraggia decisamente a proseguire con più determinazione.

Si è deciso, a maggioranza, di annullare la scheda ai ballottaggi.

L’Assemblea Nazionale del Popolo della Famiglia, a Roma.

L’Assemblea Nazionale del Popolo della Famiglia, a Roma.

Dunque, l’indicazione che diamo ai musulmani è di annullare la scheda. Il PDF è l’unica realtà politica che mette in primo piano, contemporaneamente, i valori della famiglia e della solidarietà, e non è il caso di fare scelte miopi come “bisogna votare il meno peggio”: non dimentichiamo che la legge sulle unioni civili è stata votata col concorso di tutti i partiti, e dunque non vi è alcun motivo di dare il nostro voto a chicchessia. E’ molto meglio che i signori della casta sappiano che noi siamo altro, cioè siamo il popolo.

A tal proposito, segnaliamo un bell’articolo di Fabio Torriero su www.amicidelpopolodellafamiglia.it , di cui riportiamo una frase particolarmente significativa, che consigliamo a tutti di imparare a memoria:

Dobbiamo rompere lo schema Robespierre: non cattolicesimo contro Islam, guerre di religione con la scusa dell’Isis o dei migranti, ma identità religiose alleate contro il laicismo, per la nuova integrazione di qualità, basata sul primato della Casa che accoglie, e la nuova cittadinanza.”

Consigliamo la lettura integrale dell’articolo, cliccando qui.

Il giornalista Fabio Torriero.

Il giornalista Fabio Torriero.

Un altro bel post da leggere è quello di Mario Adinolfi, che potete leggere qui.

Mario Adinolfi, Presidente del Popolo della Famiglia.

Mario Adinolfi, Presidente del Popolo della Famiglia.

Nel frattempo, sull’onda dell’attentato a Orlando, è arrivato l’oscuramento del profilo Facebook del Popolo della Famiglia, su richiesta della lobby omosessuale. Durato qualche giorno, è stato poi rimosso, e il logo del PDF è tornato al suo posto.

Immagine tratta dal profilo Facebook del Popolo della Famiglia.

Immagine tratta dal profilo Facebook del Popolo della Famiglia.

La notizia è stata censurata del tutto, ad esclusione della trasmissione radio “La Zanzara”, e di un articolo apparso su www.lastampa.it , che riportiamo integralmente qui sotto, in quanto in seguito è stato del tutto cancellato:

Il Grande Fratello profetizzato da George Orwell è già qui, e si chiama Facebook. Ieri qualcuno ha segnalato e imposto l’oscuramento sul popolarissimo social del simbolo del “Popolo della Famiglia”, l’organizzazione politica creata da Mario Adinolfi, bestia nera, vittima e il bersaglio dei gruppi di pressione e degli attivisti LGBT, omosessuali. Fra l’altro alcuni sono arrivati ad attribuirgli qualche responsabilità (indiretta, per fortuna) anche per la strage di Orlando, fino a quando non è emerso che il criminale assassino aveva da anni tendenze e frequentazioni omosessuali.

Da quello che siamo venuti a sapere, è stato individuato come “omofobo” il simbolo del Pdf a causa della scritta “No gender nelle scuole”. Ci scrive Mario Adinolfi, a cui abbiamo chiesto qualche lume: “Non posso usare neanche Messenger. e gli Lgbt hanno segnalato in massa il simbolo del Pdf, tra l’altro bloccando per sempre la mia possibilità di usarlo come foto profilo. Dovessi ripubblicarlo, mi sarebbe bloccato il profilo per sempre”. Ora su Facebook chi frequenta il sito vede di tutto. Al limite (e qualche volta anche oltre) la pornografia, insulti, malvagità, pettegolezzi e scemenze di ogni genere. Bloccare un’immagine [come il simbolo del Popolo della Famiglia, ndr] la dice lunga sul grado di follia del mondo in cui stiamo vivendo. Oltre che sul livello di ideologizzazione a cui sono sottoposti i cosiddetti “amministratori” con potere di censura del social network.

E vogliamo parlare del silenzio che accompagna, sui grandi giornali anch’essi lietamente proni ai dettami del nuovo MinCulPop, fatti come questo? Perché sono immobili le penne degli scandalizzati per vocazione e professione?”

 Abbiamo avuto poi notizia di minacce ad un prete che ha avuto il torto di dichiarare il suo sostegno alle motivazioni del PDF. Potete leggere qui l’articolo di Gianfranco Amato.

Il cartello affisso da don Ottorino Baronio contro la legge sulle unioni civili, a Vicomoscano (Cremona).

Il cartello affisso da don Ottorino Baronio contro la legge sulle unioni civili, a Vicomoscano (Cremona).

I nemici ci sono, si fanno sentire, e non sono affatto contenti del risultato del PDF.

Ragione di più, dunque: ANNULLIAMO LA SCHEDA!