Israele aiuta l’ISIS

E il "califfo" non c'è più

Un'immagine eloquente.

Un’immagine eloquente.

 

La storia “califfato-ISIS” (o meglio, la storia del califfo impostore), che abbiamo ben inquadrato in alcuni nostri precedenti articoli, si arricchisce, da una parte, di nuove conoscenze, e, dall’altra, pare arrivata ad una svolta.

Il "califfo" con al polso il Rolex...

Il “califfo” con al polso il Rolex…

 

Un generale israeliano, Yussi Elon Shahak, catturato dalle milizie sciite in Iraq, e lì ancora tenuto prigioniero, avrebbe dichiarato che:

“C’è una forte cooperazione tra il Mossàd (il Servizio Segreto Israeliano) e gli alti comandi militari dell’ISIS… ci sono consiglieri israeliani che aiutano l’Organizzazione (l’ISIS) nel tracciare piani strategici e militari, e la guidano sul campo di battaglia”.

Per chi voglia leggere l’originale, clicchi qui.

Tra le altre notizie, arriva anche la conferma che il califfo impostore, chiamato “Abu Bakr al-Baghdàdi”, in realtà ebreo di nome Shimon Eliot, affiliato dagli americo-sionisti alla super-loggia massonica “Hathor Pentalpha” (la stessa dei Bush) in un carcere in Iraq, e poi liberato per diventare “califfo”, sarebbe morto ucciso in combattimento.

In alto, il presunto cadavere di "Abu Bakr al-Baghdàdi", alias Shimon Eliot.

In alto, il presunto cadavere di “Abu Bakr al-Baghdàdi”, alias Shimon Eliot.

 

Evidentemente, ormai, oltre a non servire più, avrebbe potuto, una volta catturato vivo, raccontare un sacco di belle cosette…

Nel frattempo, è intervenuta la Russia, il cui presidente Putin è massone affiliato alla super-loggia “Golden Eurasia”, con intervento militare massiccio, e relativi bombardamenti con relative numerose vittime civili, dichiaratamente per difendere il proprio alleato Asad.

Putin incontra Netanyahu.

Putin incontra Netanyahu.

 

Il tutto, in accordo con Israele, la cui posizione fino a poco fa era che Asad dovesse rimanere dov’è, mentre ora dichiara di non essere nè favorevole nè contrario alla destituzione del tiranno siriano. Stanno evidentemente trattando per stabilire chi mettere, eventualmente, al suo posto.

Del resto è noto a chiunque conosca un minimo di storia che il primo capo di governo a riconoscere Israele, dopo la dichiarazione del 1948, fu… Stalin.

Il titolo di questo libro può sembrare un pò forzato, ma i documenti storici che contiene parlano chiaro...

Il titolo di questo libro può sembrare un pò forzato, ma i documenti storici che contiene parlano. chiaro…

 

In questi “duelli” fra massoni di (apparenti) diverse tendenze, l’unica cosa certa è l’intangibiltà del “regno” sionista sulla zona.

A scapito, e sacrificio, della popolazione musulmana.

Che IDDIO maledica i nemici dell’Islàm e dei musulmani.