Sul conflitto Islàm‑occidente

Un articolo di Paolo Franceschetti

066
Introduzione

di Abu Ismail Morselli

Il nostro sito è imperniato sulla fornitura ai lettori di cultura “diversa”, non nel senso della pura sovversione, ma nel senso della rivoluzione culturale islàmica positiva.

Siamo convinti che l’Occidente (il cui stile di vita e i cui principi hanno ormai conquistato quasi tutto il mondo, escluso in parte quello islàmico, o che si pretenderebbe islàmico, per cui possiamo tranquillamente affermare che non esiste più un “Oriente” profondamente alieno all’Occidente), se vuole salvarsi, deve abbracciare l’Islàm.

E’ possibile, secondo noi, un’umanità diversa e migliore, a patto che abbia come base l’Islàm.

Ora, il messaggio veicolato normalmente dai media occidentali vuol far credere, da una parte, che, in sostanza, l’Islàm sia un insieme di regole barbare, incivili, e soprattutto “arretrate”, tali da costituire un pericolo di regresso per l’umanità. E noi ci sforziamo e ci sforzeremo, IDDIO volendo, di mostrare che la realtà ci evidenzia, a ben vedere, l’esatto contrario.

La seconda parte della menzogna consiste nel tentare di insinuare l’islamofobia, vale a dire la paura verso tutto ciò che è islàmico, insinuando che l’Islàm e i musulmani sarebbero un pericolo militare, che starebbero per combatterci, che vorrebbero invaderci, e quant’altro.

Pubblichiamo qui di seguito, integralmente, un articolo dell’avvocato Paolo Franceschetti, che abbiamo letto sul suo blog.

A parte qualche piccolo particolare su cui abbiamo opinione diversa, si tratta di parole da noi condivise pressochè del tutto, soprattutto nell’impostazione generale, e che denotano correttezza e onestà intellettuale.

A Paolo Franceschetti, che non conosciamo, tutta la nostra stima.

067

mercoledì 3 febbraio 2010

ISLAM
E OCCIDENTE

Le probabili ragioni
di un conflitto inesistente.

(tratto dal blog “paolofranceschetti.blogspot.it” )

Paolo Franceschetti

  1. Il tassello che manca. 
  2. I conti che non tornano nel presunto conflitto tra Oriente e Occidente. 
  3. Il tassello mancante: il problema della finanza islamica.

Il tassello

Qualche giorno fa parlavo con Simone, un ragazzo di un liceo che mi ha invitato a parlare in un istituto di Sondrio.
Confrontandoci su alcuni temi di carattere generale, mi dice che lui ed alcuni coetanei hanno capito che il sistema è marcio e la cultura ufficiale è un’immensa presa in giro, ma… gli manca sempre qualche tassello. Non capiscono dove è il problema reale spesso.

In altre parole, spesso si percepisce che alcuni eventi sono una presa per il culo (ad esempio l’11 settembre, la finta dialettica tra destra e sinistra, alcuni fatti di cronaca), ma non si riesce a individuare la ragione di queste operazioni di depistaggio.

A diciotto anni io non capivo nulla, ed ero ben lontano dal grado di consapevolezza e maturità che questo giovane dimostrava. Fu verso i 25 anni però che smisi di leggere e di informarmi, perché avevo capito che l’informazione era una presa in giro, e mi mancavano troppi tasselli per capire chi fosse il burattinaio e perché muovesse certi fili, con i personaggi che si muovevano come i pupazzi di un teatrino che periodicamente ripetevano sempre le stesse scene (la maggioranza approva la finanziaria, l’opposizione la boccia; i magistrati arrestano un politico, la magistratura è politicizzata; uno stato estero starnutisce, lo starnuto è antiamericano e occorre invadere il paese canaglia che starnutisce; un politico locale viene colto con le mani nella marmellata, l’opposizione chiede le dimissioni, per poi essere beccata qualche tempo dopo con gli stessi identici atteggiamenti, ecc…).

Alcuni tasselli poi, piano piano, con gli anni, occupandomi di vicende quali “il mostro di firenze”, massoneria, ecc… e poteri occulti in generale, sono andati a posto.

Ma per tante, troppe vicende, mancano ancora molti tasselli.

Una delle questioni che mi ha sempre incuriosito, senza mai capirci un’acca, è quella dello scontro tra Islam e Occidente, questione che porta con sé problemi come la (cosiddetta) guerra al terrorismo, la questione israelo-palestinese, le guerre in Iraq, Afghanistan, Iran, ecc…

I media ci riportano continue notizie di islamici terroristi che vengono beccati dalla nostra efficientissima polizia che sventa attentati come se niente fosse. Islamici che si uccidono pur di fare la guerra agli infedeli, immolandosi solo per poi poter scopare con decine di vergini una volta morti. Insomma, dei pazzi.
Quando c’è stata l’invasione dell’Iraq, le tv ci mostravano immagini di islamici festanti che bruciavano la bandiera americana.
E poi c’è questo benedetto 11 settembre. Da una caverna dell’Afghanistan, Bin Laden, avendo in odio l’America, avrebbe organizzato un attentato alle Torri gemelle, per quale motivo non si sa. E’ un terrorista, odia l’America, questa è la spiegazione.
Poi c’è Oriana Fallaci, che con il suo “La rabbia e l’orgoglio” ci ha descritto un mondo arabo intollerante verso le donne, retrogrado, fatto di arabi che conquisteranno l’Occidente con “le pance delle nostre donne”.
E Paolo Barnard che ha scritto il libro “Perché ci odiano” spiegando il motivo dell’odio islamico verso gli occidentali.
Poi c’è la questione israelo-palestinese, con gli israeliani che rivendicano il loro diritto ad una terra, e danno degli assassini ai palestinesi, mentre dal canto loro i palestinesi dicono che sono gli israeliani gli assassini, i quali non rispettando i limiti imposti dall’ONU hanno deciso di prendersi arbitrariamente una fetta di territorio in più.

060

I conti che non tornano.

Ecco uno dei quadri che, a rifletterci bene, non torna. Dove si capisce che ci hanno raccontato una marea di balle.
Vediamo cosa non torna.

Primo. Non torna che tutti gli islamici ci odiano. Basta andare in giro per le città, e incontrare gli islamici, sempre gentili, premurosi, silenziosi.
L’odio c’è nelle parole di Bush, di Borghezio, di Bossi, di noi italiani. Ma raramente si sente parlare di fenomeni di intolleranza al contrario.

Poi, se ci si riflette bene, non si capisce il perché di questo odio verso gli islamici e non verso i cinesi.
E’ vero che anche i cinesi sono un popolo calmo e tranquillo, ma è anche altrettanto vero che i cinesi stanno distruggendo la nostra economia invadendoci di prodotti a basso costo, sfruttando una manodopera mal pagata e che vive in condizioni talvolta disumane sul nostro territorio.
Al contrario gli islamici aprono negozi di artigianato arabo, Kebab, pizzerie, pagando le tasse e peraltro offrendo in genere prodotti alternativi ai nostri, e non direttamente concorrenziali.
In altre parole, la sensazione è che i media spingano l’acceleratore creando un pericolo islamico inesistente, e trascurando quello cinese, che è molto nascosto, ma proprio per questo più pericoloso e subdolo di quello islamico.
Mi è rimasto impresso un documento che chiunque può trovare su internet; è l’appello della massoneria siciliana alla massoneria americana, un grido che suona quasi disperato, una richiesta di aiuto inascoltata, che mette in guardia dal pericolo cinese, non da quello islamico:

link: Gran Loggia di Sicilia

Si tratta di un documento per certi versi importantissimo, per la fonte da cui proviene, particolarmente attendibile, e per i contenuti.

Inoltre è evidente che l’11 settembre è stata una banale scusa per attaccare un paese che non c’entrava nulla col terrorismo, cioè l’Iraq, e che anche il problema dell’Afghanistan è una montatura, perché è chiaro a tutti che all’America non gliene frega nulla di smantellare la dittatura e far volare gli aquiloni a Kabul, ma vogliono solo imporre la loro autorità.

D’altronde, se l’Iraq era uno stato canaglia perché Saddam aveva massacrato non ricordo quanti sciiti, ci sarebbe da chiedersi perché anche la Cina non è nell’elenco, dato che è un regime totalitario che spesso ha fatto un bagno di sangue (ricordiamo Tienanmen, o il popolo Tibetano, solo per fare due esempi).

Ma la più clamorosa presa in giro, palese a chiunque abbia più di un neurone nel cervello, è quella della guerra al terrorismo.
Ricapitolando, secondo la bizzarra ricostruzione delle fonti ufficiali, siccome l’11 settembre sarebbe stato provocato da terroristi islamici, si è fatta la guerra all’Iraq e all’Afghanistan. La spiegazione è una follia, perché il terrorismo è un fenomeno interno ai singoli paesi, ed è chiaro a tutti che attaccando dei paesi mediorientali l’odio tra civiltà aumenta, anziché diminuire, e il terrorismo non può che aumentare.
Senza contare che la guerra in Iraq ha fatto oltre un milione di morti, in data di oggi; e ci vorrebbero centinaia di fatti come l’11 settembre per fare un bagno di sangue di pari portata.
La geniale mossa di dichiarare guerra all’Iraq è stata intelligente più o meno come se, per risolvere il problema del mostro di Firenze, si fosse buttata una bomba atomica su Firenze.

L’altra colossale panzana su cui per anni non ho capito un’acca è la questione israeliana, dove non si capisce se è nato prima l’uovo o la gallina, se sia vero che i palestinesi negano il diritto di Israele di avere una patria, o se sia vero che gli israeliani commettono atrocità innominabili in danno dei palestinesi.
Ad andare a fondo della questione si scopre che hanno ragione entrambi, e che il vero problema è che qualcuno, in quella zona, ha voluto creare un focolaio di guerra permanente, volendo (giustamente) dare una patria ad un popolo perseguitato terribilmente nei secoli, ma per farlo ha impiantato chirurgicamente uno Stato (quello di Israele), in zone palestinesi, senza consultare i palestinesi.

Un’altra cosa che non torna è la questione religiosa. Da noi è diffuso il concetto che gli islamici siano intolleranti e vogliano sottomettere tutto l’Occidente ma chiunque abbia un minimo di dimestichezza con le religioni mondiali capisce che questo è falso per tre ragioni.

Primo. Perché l’Islam, come religione, ha lo stesso ceppo di quella ebraica e musulmana, riconoscendo anche le figure di Gesù e della Madonna (anche se, ovviamente, per l’islamico Gesù è solo un profeta, e non il figlio di Dio perno dell’intera religione Cristiana). Peraltro essi riconoscono anche il Vangelo e la Torah come libri di ispirazione divina ed è difficile pensare che una religione che riconosce Cristo come profeta sia per forza di cose, tutta, inevitabilmente violenta e intollerante.

Secondo. Anche il Talmud in alcuni passi prescrive di uccidere i non Ebrei1 e di sottomettere il mondo al giudaismo; ed è senz’altro a questa dottrina che si rifà una certa parte della massoneria. D’altronde anche il Cattolicesimo porta con sé una dottrina che, se interpretata male, si presta a fini di violenza e sopraffazione, e non a caso in nome del Cattolicesimo si sono commessi eccidi di intere popolazioni da far impallidire il ricordo dell’olocausto; infatti, il Cattolico è in genere convinto di essere l’unico depositario della verità, e quindi è in nome di questa convinzione che si è spesso, in passato, fatta guerra agli eretici, ed è in nome di questa convinzione (anche se non lo si dice espressamente) che si benedicono i soldati che partono per il fronte a massacrare inermi popolazioni non cattoliche, ed è sempre in nome di questa convinzione che si permette a Bush di dire che “Dio vuole la guerra all’Iraq”. E nessun Papa si è mai dato pena di smentire queste deliranti affermazioni, che nel ventesimo secolo sono ancora considerate come normali.

Quindi, a chi la religione, per un verso o per altro, la mastica da tempo, e ha conosciuto le intolleranze sia dei cattolici che dei buddisti, che degli atei, viene il sospetto che questa del fondamentalismo islamico sia una balla colossale.
In altre parole, viene il sospetto che è vero, ci siano alcuni pazzi che si fanno ammazzare pur di fare la guerra agli infedeli. Ma questo non significa che tutti gli islamici siano così.
D’altronde occorre riconoscere che la massoneria, che nei secoli è riuscita a realizzare il progetto dell’Unione europea e dell’ONU, trova nella cultura ebraica il suo fondamento, ma questo non significa che tutti gli ebrei vogliano dominare sugli altri popoli, e soprattutto non significa che questo sia il messaggio contenuto nella Bibbia e nei testi sacri dell’Ebraismo.

La verità è che i testi sacri delle tre religioni monoteistiche mondiali, Cristianesimo Ebraismo e Islamismo, contengono in sé anche frasi o spunti contraddittori, che possono essere mal interpretati, ma una cattiva interpretazione da parte di alcune frange estremistiche non giustifica la condanna in toto di interi popoli e di tutta la religione.
Soprattutto, come è chiaro a molti che il messaggio e la dottrina della Chiesa Cattolica NON è il messaggio di Cristo, che era un messaggio di pace e amore stravolto dalla gerarchia ecclesiastica, probabilmente lo stesso deve dirsi per la dottrina talmudica della supremazia del popolo ebraico, e per quella islamica che si richiama alla guerra santa.

Quindi la domanda, per citare Paolo Barnard, non è “perché ci odiano”. La domanda giusta, il tassello che manca, è: chi ha interesse a distruggere l’Islam, e perché?

Moneta islamica coniata nel 1072 alla zecca di Palermo.

Moneta islamica coniata nel 1072 alla zecca di Palermo.

Il tassello mancante.
Il problema della finanza islamica.

La possibile risposta mi è venuta mentre, scorrendo alcune pagine del Digesto, mi è saltata agli occhi la voce “finanza islamica”. Incuriosito dal fatto che in un testo giuridico occidentale ci siano una voce sulla finanza islamica ho iniziato a leggere.
Vediamo i punti centrali della finanza islamica quali sono. E vediamo se forse non è questo il nodo centrale del problema dei rapporti tra mondo occidentale e islamico.

Capisaldi del sistema finanziario sono:

- Divieto di prestiti ad interesse. Spieghiamo che significa questo e che ricaduta ha sul sistema bancario.

1) se una banca presta soldi ad una società, lo fa acquistando in cambio una piccola quota di essa, partecipando quindi agli utili e alle perdite. Questo significa, rispetto alle nostre banche, meno rischi.
2) Se un privato vuole acquistare una casa, la banca compra la casa, e poi la cede al privato, che pagherà una quota mensile come rata di acquisto, e che verrà riscattata alla fine. Se il privato non riesce a pagare, la banca si tiene la casa, e il privato è come se avesse pagato un affitto. Ma si evitano tutte le assurdità del nostro sistema, in cui per un debito insoluto a rimetterci le penne sono spesso sia le banche che i privati, grazie al nostro assurdo sistema processuale.
In altre parole, il sistema bancario islamico fa sì che sia la banca sia il privato rischino molto meno, e siano entrambe interessate all’affare.

- Divieto di speculazioni finanziarie con strumenti finanziari rischiosi. In una parola, nel mondo islamico sono vietati i derivati, i Bond, e tutti quei prodotti che hanno provocato la crisi finanziaria occidentale, e che provocheranno il collasso della nostra economia, consegnandola in mano ai cinesi.

Detto in altre parole, la finanza islamica si basa su principi opposti rispetto a quelli su cui si basa la nostra finanza. E lo stesso quotidiano “Il sole 24 ore” ammette che con la finanza islamica non si corre il rischio di rimanere “sommersi dai debiti”.

Il sistema ha poi dei vantaggi secondari non indifferenti, come quello di facile tracciabilità del capitale, che limita la possibilità di commettere azioni palesemente illegali.

E’ ovvio inoltre, che il sistema islamico garantisce dagli abusi delle banche; in altre parole da noi capita sovente che, se una banca vuole cagionare la rovina economica di un soggetto, chieda il rientro dei capitali prestati, chiudendo l’accesso al credito e bloccando arbitrariamente i conti del debitore; con la finanza islamica questo diviene praticamente impossibile perché il debitore è anche un “socio” della banca in affari, e quindi la banca non potrebbe rovinare il debitore a meno di non rovinare se stesso.

Ora, come ben sanno alcuni partiti di estrema sinistra ed estrema destra, che hanno incluso il problema delle banche centrali tra i punti del loro programma, è il nostro sistema finanziario la chiave per capire come va il mondo. Guerre, crisi finanziaria, Unione europea, sono problemi legati da un unico comune denominatore, cioè il problema della proprietà delle banche centrali e dell’emissione del denaro (emissione lasciata in mano alle banche private, anziché agli stati, con tutte le conseguenza del caso).
Ricordiamo inoltre che la finanza internazionale è sostanzialmente in mano a poche famiglie ebraiche, Rotschild e Rockefeller sopra tutte.

Al contrario, negli stati islamici la moneta è battuta direttamente dallo Stato, essendo le banche centrali in mano allo Stato.

E’ possibile quindi che il vero problema alla radice del conflitto arabo-israeliano non sia l’odio razziale derivato da questioni religiose.
Il vero problema è invece quello finanziario, perché se i principi della finanza islamica prendessero piede nel nostro paese, sarebbero risolti molti dei problemi che affliggono i paesi europei, a partire da quello della casa. Al contrario, sarebbero tolti di mezzo proprio quei capisaldi che hanno permesso l’attuale crisi finanziaria, e il potere attuale si troverebbe privo di quegli strumenti che hanno portato allo sfascio politico, economico, e giudiziario, l’Italia attuale.
Ecco perché i nostri media continuano a proporci storie di Imam terroristi, di bombe sventate, di regimi canaglia, ma non affrontano mai il problema delle banche islamiche; perché affrontare il problema della finanza islamica significa affrontare il problema della nostra finanza.
Ed ecco perché da noi si vedono macellerie islamiche, negozi islamici, moschee, ma nessuna banca, mentre le pochissime banche che propongono strumenti di finanza islamica in realtà si limitano a proporre strumenti di finanzia italiana mascherati da prodotti islamici. Per poter aprire una banca in Italia ci vorrebbe il via libera della massoneria, ma ciò non avverrà probabilmente mai perché la cosa è troppo pericolosa per noi, in quanto se poi si permettesse anche agli italiani di accedere al sistema creditizio islamico, è probabile che queste banche avrebbero un boom, a danno delle nostre.

E tutto parte da lì. Il problema italiano, la crisi finanziaria, la mancanza di alloggi, la mafia, l’immigrazione… tutto parte da lì.
Non dalla mafia, né dai terroristi, né dai musulmani cattivi. Ma da Draghi, dalla BCE, dal Trattato di Lisbona, da Intesa-SanPaolo, dai politici. I quali vogliono la mafia, vogliono i terroristi, vogliono i musulmani cattivi, affinché non si capisca che il vero problema sono loro.

Calligramma: "Allàh, rifulga lo splendor della Sua luce!".

Calligramma: “Allàh, rifulga lo splendor della Sua luce!”.

Poscritto

Scritto questo articolo sono andato alla ricerca di altri che abbiano espresso la mia idea, cioè che il conflitto con l’Islam nasce a tavolino per ragioni finanziarie, non religiose. Riporto qui il pezzo di un’intervista di Nicoletta Forcheri a Marco Saba.

SE CAPISCO BENE, LA QUESTIONE MONETARIA INFLUENZA I RAPPORTI DIPLOMATICI E LE SCELTE GEOPOLITICHE?

SI, DOBBIAMO TENER PRESENTE CHE IN QUESTO MOMENTO STIAMO ASSISTENDO A UNO SCONTRO TETTONICO TRA LA PIATTAFORMA ECONOMICO-BANCARIA OCCIDENTALE E QUELLA ISLAMICA, MENTRE LA CINA STA ALLA FINESTRA A GUARDARE E PROBABILMENTE, SGOMBRATO IL CAMPO, NASCERÀ LÌ IL PROSSIMO IMPERO ECONOMICO-BANCARIO. DA QUESTO PUNTO DI VISTA, I SUOI PARTNER NATURALI SARANNO RUSSIA E SUD-AMERICA.

IN COSA CONSISTE LO SCONTRO TETTONICO?

UFFICIALMENTE È UNO SCONTRO RELIGIOSO TRA ISLAM E OCCIDENTE MA IN REALTÀ VERTE SUL MERCATO MONETARIO E LA CONCEZIONE DI FAR BANCA. FONDAMENTALMENTE, IL SISTEMA BANCARIO OCCIDENTALE SI APPROPRIA SIA DEL CAPITALE SIA DEGLI INTERESSI MENTRE LA BANCA DELL’ISLAM SI APPROPRIA SOLO DEL CAPITALE, POICHÉ GLI INTERESSI SONO PROIBITI DALLA SHARI’A. INOLTRE UN CONCETTO CHE APPARE TANTO RIVOLUZIONARIO IN EUROPA COME QUELLO DI REDDITO DI CITTADINANZA È GIÀ IN VIGORE DA ANNI IN ALCUNI PAESI ARABI.

QUANTO CONTA IL PETRODOLLARO IN QUESTO SCONTRO?

SADDAM HUSSEIN È STATO CATTURATO E UCCISO PERCHÉ AVEVA INIZIATO A VENDERE IL PETROLIO IN CAMBIO DI EURO. IN REALTÀ PETRODOLLARO SIGNIFICA L’OBBLIGO DI ACQUISTARE IL PETROLIO IN DOLLARI, IN PARTICOLARE IN TITOLI DEL DEBITO USA, AUMENTANDONE ARTIFICIALMENTE LA DOMANDA. IL GIOCHETTO DI PRODURRE TITOLI IN ECCESSO È STATO TIRATO AL MASSIMO E LA CINA CHE STA DANDO SEGNI DI IMPAZIENZA, CON IL CONTROLLO DELLA SUA POLITICA MONETARIA STA CONQUISTANDO SFERE DI INFLUENZA IN CONCORRENZA CON L’OCCIDENTE.

SI PUÒ RIASSUMERE AFFERMANDO CHE LA TANTO VANTATA COMPETITIVITÀ DELLA CINA RISIEDE SOLO IN QUESTO?

SI, DIREI IN MODO PREVALENTE. IN REALTÀ QUESTO È IL VERO TABÙ. INFATTI, È NELL’INTERESSE DELL’ELITE OCCIDENTALE DIRE CHE I CINESI RIESCONO A FARE PREZZI BASSI PERCHÉ LAVORANO COME SCHIAVI, PER NON RIVELARE IL TRUCCO CINESE DELL’EMISSIONE MONETARIA DIRETTA SU MANDATO STATALE.
SE VOLESSIMO FARE LA STESSA COSA CHE FA LA CINA, SAREMMO IN GRADO DI PROPORRE UN MODELLO CONCORRENZIALE SICURAMENTE MIGLIORE PERCHÉ DA NOI, ALMENO IN TEORIA, ESISTE UN CONTROLLO DEMOCRATICO DELLO STATO. MA SARÀ DIFFICILE, IN ITALIA, CON L’ÉLITE ATTUALE CHE PRESENTA UN CORAGGIOGRAMMA PERFETTAMENTE PIATTO…

Note

1) Nel testo originale di Franceschetti c’è scritto “i non Cristiani”, ma trattasi di refuso (n.d.r.)

Approfondimenti.

Cos’è la finanza islamica e quali sono le sue regole

Economia e finanza islamica

http://www.granloggiadisicilia.org/documenti/….

I mille miliardi della finanza islamica

L’economia globale sarà salvata dalla finanza islamica?

Le banche di Allàh

http://www.lafinanzaislamica.it/