Macelleria centrafricana

I media ignorano i massacri compiuti dai cristiani

Repubblica Centrafricana, l’ultimo genocidio.

Repubblica Centrafricana, l’ultimo genocidio.

Pubblichiamo per intero un articolo pubblicato da Pietro Veronese, al quale va l’attestato della nostra stima per chi sente ancora il dovere di scrivere la verità.

DOVE A UCCIDERE SONO I CRISTIANI
LA GUERRA NON FA NOTIZIA

C’è un remoto Paese del mondo dove i musulmani danno la caccia ai cristiani nelle strade e li uccidono barbaramente, spesso a colpi di mazza. Da villaggi lontani e isolati giungono notizie di massacri nei quali sono state assassinate indiscriminatamente decine di persone, spesso bambini, a causa della loro appartenenza religiosa. Grande è lo sdegno internazionale e la mobilitazione degli eserciti occidentali per porre fine alle stragi.

No, fermi tutti. Questo paese non esiste. Ne esiste invece un altro dove accade tutto il contrario. E’ la Repubblica Centrafricana, dove le milizie cristiane danno la caccia ai musulmani. Tutto il resto è vero: gli efferati omicidi nelle vie di Bangui, la capitale; gli eccidi nelle campagne, corroborati dalle testimonianze raccolte da Human Rights Watch (www.hrw.org). Niente sdegno però. E la mobilitazione promessa è rimasta per ora lettera morta.

Stragi di musulmani nella Repubblica Centrafricana.

Stragi di musulmani nella Repubblica Centrafricana.

Nelle scuole di giornalismo si insegnava che cane morde uomo non è una notizia, ma uomo morde cane sì. A rigor di logica, una guerra civile che contraddice platealmente i diffusi stereotipi su un Islam aggressivo e violento e comunità cristiane nel ruolo di vittime inermi, dovrebbe fare notizia. Ma così non è. C’è stato un interesse passeggero, poi si è passati ad altro. C’è in Centrafrica un contingente internazionale, però del tutto inadeguato. Gli europei hanno preso impegni per il suo potenziamento, ancora non mantenuti. A denunciare la situazione restano quei rompiballe degli umanitari. Noi preferiamo guardare da un’altra parte. In fin dei conti mica ammazzano i nostri.1

Musulmani curati nell'ospedale dell'organizzazione umanitaria Emergency.

Musulmani curati nell’ospedale dell’organizzazione umanitaria Emergency.

Ecco un rapporto da Emergency:

STRAGE DI BAMBINI IN REPUBBLICA CENTRAFRICANA,
I FERITI PORTATI ALL’OSPEDALE DI EMERGENCY

Stamattina al Complexe pédiatrique di Bangui, dove lavora il team di Emergency, sono arrivati 10 bambini. Avevano ferite ovunque.
Sono dell’etnia Peuls, nomadi musulmani che vivono a una novantina di chilometri da Bangui.
Ci hanno raccontato che prima sono stati chiusi in una casa e poi che sono stati portati all’aperto, messi in fila e presi a colpi di machete. Qualcuno ha ferite da armi da fuoco.
Li abbiamo operati d’urgenza: 10 bambini, età da 1 a 10 anni. Un massacro. Adesso sono in corsia, con loro c’è solo il nostro personale: i loro genitori sono feriti o sono morti durante l’attacco.
(3 dicembre 2013)

Disperazione a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana.

Disperazione a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana.

Questi massacri vanno avanti da mesi. Ecco un brano tratto dal sito www.repubblica.it del 12 febbraio 2014:

Gli assalti nelle città dell’oro. “Di questo passo – dice Peter Bouckaert, direttore emergenze di Human Rights Watch – se continua la violenza mirata, non ci saranno più musulmani rimasti in gran parte della Repubblica Centrafricana. Le persone le cui famiglie hanno pacificamente vissuto nel paese per secoli sono costretti a lasciare, o sono in fuga per sfuggire alle minacce e alle violenze contro di loro”. Per tutto gennaio 2014 e la prima settimana di febbraio, migliaia di famiglie musulmane provenienti da città musulmane come Bossangoa, Bozoum, Bouca, Yaloké, Mbaiki, Bossembele, ed altre nel nord-ovest e sud-ovest, fuggirono dagli attacchi. Come accade a Yaloké, ad esempio, un importante centro di commercio dell’oro, che aveva una popolazione musulmana stimata di 30.000 persone e otto moschee prima del conflitto. Human Rights Watch ha effettuato una visita in quella città il 6 febbraio scorso, constatando così che erano rimasti meno di 500 musulmani e una sola moschea. Hanno trovato molte persone riunite nella moschea, protette da caschi blu francesi, mentre le milizie cristiane saccheggiavano e distruggevano case e moschee.

C’è poco da aggiungere. Invitiamo i nostri lettori a far circolare il più possibile la conoscenza di questa situazione.

1 Pietro Veronese, Dove a uccidere sono i cristiani la guerra non fa notizia, in Il Venerdì della Repubblica, 18/04/2014, p. 34.