Civiltà e/o barbarie

L’Islàm, il sacro e l’occidente secondo Pietrangelo Buttafuoco

La copertina del libro di Buttafuoco.

La copertina del libro di Buttafuoco.

Non esiste il Tempo, e se esiste appartiene al Signore dei Mondi, non esiste il Logos, e se tale è, è nella ragionevolezza del nome di Dio, il Clemente e Misericordioso, l’insondabile mistero che svegliò dal letargo e dalle rovine di Roma la sapienza dei nostri progenitori d’Ellade, affinché la consapevolezza dell’Islam non portasse a superbia…1.

Può capitare, seppur sempre meno di frequente, di leggere libri o articoli fortemente critici, o addirittura sovversivi, contro l’occidente. Così come può capitare di leggere articoli o libri che, magari in maniera in parte incompleta o inesatta, contengono valutazioni positive sull’Islàm e i musulmani. Decisamente raro è, invece, che questi due punti di vista convivano nello stesso scritto. E’ ciò che si nota leggendo un libro del giornalista Pietrangelo Buttafuoco, intitolato Cabaret Voltaire – L’Islam, il sacro, l’occidente.

Il brano con cui abbiamo aperto questo articolo è una splendida lode all’Unico Creatore, ed all’Islàm. Islàm, che viene innanzitutto qui saggiamente separato dalla questione dell’immigrazione, e la cui infinita razionalità e coerenza viene per tutto il libro messa a paragone con la sempre più folle, demenziale, satanica e pericolosa decadenza dell’occidente, in primis quello di marchio USA.

Non c’entra niente l’Islam con la questione dell’immigrazione. Non c’entra niente con l’essere arabi o l’essere turchi… L’Islam è una delle radici che fa l’EuropaL’americanismo ha fatto il capolavoro dell’indifferentismo morale, la realizzazione di quella società della materia e della meccanica… E sono gli eserciti della democrazia USA i difensori dei valori dell’Occidente. E questi valori – Dio ce ne scampi – evanescenze pop nella Divertilandia dell’american way of life, con il farlocco appuntamento dei diritti dell’uomo, se la sbrigano poi con l’abrogazione della regola numero uno: le distinzioni tra quello che nella nuda semplicità della vita deve fare un uomo e quello che può fare una donna… sono loro che esportano la libertà, e gli intimano lo sgombero facendo di ogni velo una troia, di ogni preghiera una playlist, di ogni dio indicibile un predicatore fornito di auricolare, di ogni padre di famiglia uno da barbecue il sabato pomeriggio. Sono gli eserciti della democrazia americana gli spacciatori di quel dio fatto tacchino… E quel dio fatto tacchino pretende la morale della favola a tinte così rosa che ogni mamma, infatti, ha molta più cura affinché i propri pargoli imparino correttamente la parola “gay” – giusto per non trovarsi impreparati in società – che non a recitare un’Ave Maria… regno laido del laico principio di mettere in fila atomi, singoli, individui, pedine di cui è superfluo dare un recapito… E con l’individualismo, l’ombelichismo elevato a vertice della definizione di destino, e tutto quel che ne segue di orrenda solitudine nel mondo moderno, quello stesso mondo dove le donne sono condannate alla carne – fintanto che carne resti attaccata addosso a loro – e gli uomini sono solo epigoni di un’idea che fu la scintilla del Divino, larve di presunzione…2.

 

Pietrangelo Buttafuoco.

Pietrangelo Buttafuoco.

C’è poi un’idea molto chiara del fatto che le leggi che regolano la vita dell’uomo sulla terra non possono venire dall’uomo stesso, ma devono necessariamente venire da chi l’uomo (e con lui tutto l’universo) l’ha creato, e dunque è dotato di conoscenza e potenza:

C’è l’obbligo del vacuo laico degenerare in basso. Ed è infatti un’idea fin troppo bassa – un’idea degenere, di fatto – quella dell’organizzazione sociale degli uomini liberi sulla base dei loro liberissimi desideri e ghiribizzi. Solo in un ambito infimo questi possono determinare i diritti: lo ius – la norma che ordina la vita degli uomini – consegue, invero, da un atto sovrano… Nell’orizzonte di questa complicata promessa d’amore e civiltà, qual è quella del PACS planetario, dove ogni persona è individuo, atomo plurale senza una norma che non sia il diritto di avere tutti i diritti, ci sono solo bare, feretri che non figliano cullesiamo precipitati nell’infinitesimale sfinimento delle solitudini nel Nulla3.

In questo nulla planetario, imperniato sul massacro e sulla menzogna, emerge l’Islàm come unico vero irriducibile antagonista, nel senso di portatore intrinseco dell’unica Vera Alternativa; escludendo peraltro da questo quadro la cosiddetta destra cristiana, i cui atteggiamenti risultano spesso superficiali e pagliacceschi:

 “A differenza dell’idea romana, degli imperi centrali e dello stesso califfato – meno ipocriti e più rispettosi delle tradizioni nazionali -. l’americanismo è per sua essenza democratico, forgiato nella più raffinata menzogna, dove la volontà della maggioranza coincide sempre con la capacità di mistificazione. Ed è per sua essenza ostile al sacro l’americanismo occidentalista; prova ne sia che, nel linguaggio comune, l’Islam – irriducibile al vivaio delle idee correnti borghesi – è automaticamente identificato con il terrorismo, mentre un patetico cristianismo, soggetto alle alchimie del club teocon, porge alla politica d’aggressione dell’americanismo la sua ultima rappresentazione: essere un mero condimento, perfino folkloristico4.

Dunque, l’occidente usa le sette pseudo-religiose come specchietto per le allodole, come sbocco sterile e inefficace per chi è interessato al discorso religioso5. Naturalmente, c’è una ragione ben precisa, sotto all’ingiusta (perché sostanzialmente sempre dall’occidente fabbricata, fin nei particolari più misconosciuti) accusa di terrorismo che viene spesso rivolta all’Islàm e ai musulmani; e Buttafuoco dimostra di averla compresa benissimo:

“…loro che odiano l’Islam per un motivo molto semplice: perché la umma dei credenti è l’unica grande massa presente sulla faccia della terra non manovrabile, perché indifferente alle lusinghe (e meno che mai sottoposta a soggezioni) del club conservatore cristianista6.

 

Pietrangelo Buttafuoco.

Pietrangelo Buttafuoco.

Ma la sensibilità di Buttafuoco, che è notevole e puntuale, sia pur espressa con una scrittura che è splendido ibrido di letteratura e saggistica, si esplica anche nell’osservazione delle umane e quotidiane cose, che emerge sincera e limpida nello sguardo sui musulmani che pregano:

Dopo la preghiera hanno tutti un’invidiabile faccia, una faccia restituita alla soddisfazione del lavacro, perché sanno che Iddio se l’è vista con ognuno di loro – faccia a faccia, cuore a cuore -, accomunati dall’obbligo nell’istante della rotazione del pianeta Terra, tutti presenti all’appello del muezzin: milioni e milioni quanti sono nel mondo, la miliardata di credenti in Dio, ossia Allah, cui nessun’altra divinità può essere accostata, e infine fidenti in Muhammad, il Profeta noto dalle nostre parti col nome di Maometto7.

E l’acutezza e l’onestà intellettuale di Buttafuoco non si fermano a metà strada, alle lodi d’Iddio, com’è uso di molti finti credenti, che dicono di credere in Dio e poi rifiutano di riconoscere la dignità di Profeta e Inviato d’Iddio a Muhammad, che Iddio lo benedica e l’abbia in gloria, e lo spingono fino a fare chiarezza sul suo nome, e sull’infame trattamento che l’occidente gli ha riservato:

E l’Islam arriva ancora una volta con Maometto, il cui nome, così comè, è solo una vulgata blasfema imposta in malafede da quei mercanti che arrivarono dal Mediterraneo durante il Medioevo. Il nome del Profeta è Muhammad, infatti, e significa Colui che è da lodare. Il gioco linguistico fatto su Mahommed, invece, e cioè Maometto, tradisce appunto una malizia nella traduzione: Colui che non è da lodare.8

 Dunque, secondo Buttafuoco, si fronteggiano oggi il nulla perdente occidentale, e il passato-presente-futuro dell’Islàm sempre e comunque essenzialmente vincitore, e questo concetto viene suggellato splendidamente in pochi tratti taglienti:

Siamo diventati umani, noi che abitiamo la desolazione dell’Occidente. Umani ed individui, umani ed atomi. Atomi plurali dentro il pensiero del mondo ridotto ad uno. E ridotto a niente.

Certo, mettetevi nei panni di un musulmano e capirete come già questa è guerra vinta: Dio è Grande e Muhammad è il Suo Profeta9.

 

In un dibattito con il leghista Salvini, Buttafuoco dalla parte dell’Islàm.

In un dibattito con il leghista Salvini, Buttafuoco dalla parte dell’Islàm.

Con questo degno quanto lucido brano chiudiamo questo articolo-recensione, senza tralasciare, pur senza conoscerlo di persona, i nostri sinceri saluti di amicizia a Pietrangelo Buttafuoco.

Se li è ampiamente meritati.

1 P. Buttafuoco, Cabaret Voltaire – L’Islam, il sacro, l’occidente, Bompiani, Milano 2008, p.169.

2 P. Buttafuoco, Cabaret Voltaire – L’Islam, il sacro, l’occidente, Bompiani, Milano 2008, pp. 207-210.

3 P. Buttafuoco, Cabaret Voltaire – L’Islam, il sacro, l’occidente, Bompiani, Milano 2008, pp. 13-15.

4 P. Buttafuoco, Cabaret Voltaire – L’Islam, il sacro, l’occidente, Bompiani, Milano 2008, p.37.

5 Il discorso, per quanto ci riguarda, comprende dentro il concetto di sette pseudo-religiose sia quelle che così vengono mediaticamente definite, sia le cosiddette religioni tradizionali: vi è infatti, secondo il Corano, una sola Vera Religione accettata da ALLAH, rifulga lo Splendore della Sua Luce, e questa è l’Islàm; tutte le altre verranno da DIO rifiutate.

6 P. Buttafuoco, Cabaret Voltaire – L’Islam, il sacro, l’occidente, Bompiani, Milano 2008, p.33.

7 P. Buttafuoco, Cabaret Voltaire – L’Islam, il sacro, l’occidente, Bompiani, Milano 2008, p.204.

8 P. Buttafuoco, Cabaret Voltaire – L’Islam, il sacro, l’occidente, Bompiani, Milano 2008, p.216.

9 P. Buttafuoco, Cabaret Voltaire – L’Islam, il sacro, l’occidente, Bompiani, Milano 2008, p.40.