Khutbah dell’adorazione-2

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice nel Sublime Corano: «Non ho creato i ginn e gli uomini, se non perché mi adorino» e la forma più alta dell’adorazione di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, è l’esecuzione del rito di adorazione in condizione di purezza rituale, nel tempo prescritto e con orientamento verso la Mecca.

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse: «La cosa più importante della vita è l’Islàm, la cosa più importante dell’Islàm è il rito di adorazione e il vertice di esso è il gihād» [o come disse, che Allàh lo benedica e l'abbia in gloria].

Ci sono, però altre forme di adorazione, molto importanti ai fini della salvezza dal fuoco e del compiacimento salvifico di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce. Nella Khutbah di Ṣalāt al-giumu’ah della settimana passata abbiamo parlato dell’importanza dell’invocazione [L'invocazione è adorazione!] Abbiamo visto che forma di adorazione importante è il khàwf [Non abbiate paura di loro, ma abbiate paura di Me, se siete credenti]. E così sono forme di adorazione: la Speranza nella Misericordia di Allàh, il fiducioso mettersi nelle <mani di Allàh> [at-tawàkkul], il desiderio della Misericordia di Allàh, il Timore della Sua Punizione, l’Umiltà.

Abbiamo parlato di queste forme importantissime di adorazione e oggi parleremo di altre forme di adorazione che hanno grande importanza nella vita del musulmano.

Il Pentimento è una di esse ed è la prima di cui parleremo, se Allàh, l’Altissimo vuole: Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce: « Ritornate al vostro Signore pentiti e fate Islam a Lui, prima che vi raggiunga il castigo – perchè allora non potrete ricevere soccorso – (54) ».

Non dobbiamo disperare del perdono e se cadiamo in qualche trasgressione, ricordiamoci che il Misericordioso ci invita a ritornare fiduciosi a Lui e ha mettere in pratica i Suoi Comandamenti e i precetti del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, e fsrlo subito, perché non sappiamo l’ora in cui saremo chiamati e se avremo trascurato il pentimento, non potremo più sperare nella misericordia di Allàh, rifulga lo splendor della sua Luce.

Il fare ricorso ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, quando abbiamo bisogno di soccorso, è una forma di adorazione gradita da Allàh, tanto è vero che ce lo dice in Sūratu-l-Fātiḥah: «Te, unicamente, noi adoriamo e, unicamente, Te noi invochiamo in soccorso (5)», un’àyah che ripetiamo in ogni rito obbligatorio di adorazione e supererogatorio.

E Ce lo rammenta il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il quale dice: «Se cerchi aiuto, cerca l’aiuto di Allàh», o come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Così pure esprimiamo il sentimento del nostro dovere di adorare il nostro Creatore, Potentissimo ed eccelso Egli è, quando ci rivolgiamo a Lui, rifulga lo splendor della Sua luce, chiedendogli protezione dal male che ha creato, dal buio della notte quando è fonda, dal malocchio e dall’invidia, dalle aggressioni di Satana, che sussurra nei cuori la tentazione, sia esso in forma di gin o in forma di uomo!

Chieder protezione dal maligno è una forma di adorazione! Così pure il chiederGli aiuto è un’altra forma di adorazione, a cui Allàh, l’Onnipotente risponde: «Ti aiuterò con mille angeli in fila, uno dopo l’altro».

Il fare un voto è forma di adorazione, e infine il sacrificio di animali di una delle quattro specie per il sacrificio [cammello, bovino, ovino, caprino] nel pellegrinaggio e nelle occasioni di ringraziamento è atto di adorazione.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
facciamo tesoro degli insegnamenti che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, ci impartisce dalle pagine del Sublime Corano, nonché degli insegnamenti che ci impartisce il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, per metterci in condizione di perfezionare la nostra personalità islamica nel sentimento e nel comportamento, da offrire al mondo come prova della superiorità dell’Islàm, in modo da far sì che falliscano tutti i tentativi di demonizzare l’Islàm, in questo particolare momento, nel quale i professionisti della propaganda islamofobica, per interessi elettoralistici, sono lanciati indecentemente contro noi, essendo convocati i comizi per l’elezione del Parlamento e della Regione ai primi di marzo.

-O-

chiedo, infine, ad Allàh di perdonare tutte le mie trasgressioni, di perdonare quelle vostre e quelle di tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi perdono! In verità, Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

La discesa del Libro

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXXVII – Ayah 2:

تَنْزِيلُ الْكِتَابِ مِنْ اللَّهِ الْعَزِيزِ الْحَكِيمِ.2

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    La discesa [rivelazione] del Libro [proviene] da Allàh al-’azìz (il Possente) il Sapiente.(2)
  • Nota
    L’Autore del Sublime Corano afferma la paternità divina del Libro. L’Autore del Libro è << Allàh al-’Azīz (il Possente) il Sapiente>>. Numerose sono nel Libro le prove in falsificabili, che suffragano l’affermazione, per mezzo di proposizioni nelle quali si ravvisano descrizioni di realtà, la cui esistenza sarà conosciuta 1400 anni dopo la del Libro.

064

Nel giorno della Resurrezione

Anas (che Allàh si compiaccia di lui) raccontò. L’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“Quando Allàh vuole il bene della sua creatura, lo punisce in questo mondo [per i suoi peccati] e quando vuole il male della Sua creatura la lascia godere in questa vita con i suoi peccati e poi per essi lo coglie di sorpresa nel giorno della Resurrezione!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Riferito da at-Tirmidhī.

075

Khutbah dell’adorazione-1

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

 Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice nel Sublime Corano: «Non ho creato i ginn e gli uomini, se non perché mi adorino» e la forma più alta dell’adorazione di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, è l’esecuzione del rito di adorazione in condizione di purezza rituale, nel tempo prescritto e con orientamento verso la Mecca.

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse: « La cosa più importante della vita è l’Islàm, la cosa più importante dell’Islàm è il rito di adorazione e il vertice di esso è il gihād» [o come disse, che Allàh lo benedica e l'abbia in gloria].

Ci sono, però altre forme di adorazione, molto importanti ai fini della salvezza dal fuoco e del compiacimento salvifico di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce. L’invocazione è un atto di adorazione e ne abbiamo certezza perché il Profeta, che Allàh lo benedica l’abbia in gloria, disse: « L’invocazione è adorazione », come riferito da Aḥmad, Ibn Māgia e at-Tirmidhī. E Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice [il Perdonatore – 40/60]: «Disse il vostro Signore: “Invocatemi, vi esaudirò.” In verità, coloro che per arroganza rifiutano di adorarmi entreranno nella giahànnam umiliati.(60) ».

Altra forma di adorazione importante è il khàwf, cioè <la paura> di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce. Dice Allàh, Potente ed Eccelso Egli è [Sura 3 / 175]: «Attenzione! È Sciayān che vi mette paura dei suoi amici; perciò non abbiate paura di loro, ma abbiate paura di Me, se siete credenti.(175) »

Un’altra importante forma di adorazione di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, è <la Speranza nella Misericordia di Allàh, Potente ed Eccelso Egli è, e la troviamo nell’àyah 110 della Sura 18, nella quale Egli dice: «Di’: “Io sono un uomo come voi, al quale viene rivelato che il vostro ilāh è un ilāh unico. Perciò, chi spera di incontrare il suo Signore, compia opere di bene, e non associ nessuno al culto di adorazione del suo Signore! (110)».

Per non parlare dell’importanza che ha nella personalità del Musulmano il suo fiducioso mettersi completamente nelle <mani di Allàh> [at-tawàkkul]. Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce [Sura 5 – la mensa imbandita, 23]: «Dissero due uomini, i quali, appartenendo al novero dei timorati, Allàh aveva beneficato con la Sua grazia: “Irrompete attraverso la porta su loro e, quando avrete fatto irruzione attraverso di essa, voi, certamente, sarete i vincitori e su Allàh facciano affidamento i credenti. (23) ». E’ questa un’espressione della <onniagenza> di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce e la conferma è nella Sura 65, lo scioglimento, all’ayah 3, dove Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, dice: «A chi lo teme, Allàh gli darà una via d’uscita,(2) e gli darà sostentamento, da dove meno se l’aspetta! A chi confida in Allàh, Egli (Allàh) gli basta! In verità, Allàh attua sempre il suo ordine ed Allàh ha stabilito per ogni cosa una misura.(3) ».

Il desiderio della misericordia di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, il timore della Sua Punizione e l’Umiltà sono forme importantissime di adorazione nel sentimento dell’Islàm che il musulmano ha nel suo cuore. Dice, infatti, Allàh rifulga lo splendor della Sua Luce [Sura i Profeti – 21 - 90] «Egli [Zaccaria] invocò il suo Signore: “Signore mio, non lasciarmi solo. Comunque, Tu sei il migliore degli eredi!”(89) E Noi lo esaudimmo, gli rimettemmo in efficienza la moglie e gli demmo Yàḥyā. In verità, essi gareggiavano in buone opere, ci invocavano, in speranza e timore, e si umiliavano davanti a Noi. (90) ».

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
facciamo tesoro degli insegnamenti che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, ci impartisce dalle pagine del Sublime Corano, per metterci in condizione di perfezionare la nostra personalità islamica nel sentimento e nel comportamento, da offrire come prova della superiorità dell’Islàm, in modo da far sì che falliscano tutti i tentativi di demonizzare l’Islàm, in questo particolare momento, nel quale i professionisti della propaganda islamofobica, per interessi elettoralistici, sono lanciati indecentemente contro noi, essendo convocati i comizi per l’elezione del Parlamento e della Regione ai primi di marzo.

-O-

chiedo, infine, ad Allàh di perdonare tutte le mie trasgressioni, di perdonare quelle vostre e quelle di tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi perdono! In verità, Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

La vita paradisiaca

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXXVII – Ayàt 44-49:

عَلَى سُرُرٍ مُتَقَابِلِينَ.44
يُطَافُ عَلَيْهِمْ بِكَأْسٍ مِنْ مَعِينٍ.45
بَيْضَاءَ لَذَّةٍ لِلشَّارِبِينَ.46
لاَ فِيهَا غَوْلٌ وَلاَ هُمْ عَنْهَا يُنزَفُونَ.47
وَعِنْدَهُمْ قَاصِرَاتُ الطَّرْفِ عِينٌ.48
كَأَنَّهُنَّ بَيْضٌ مَكْنُونٌ.49

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Nei giardini del Na’īm (44), su comodi letti, gli uni davanti agli altri, staranno sdraiati (45). Si girerà tra loro con una coppa (ricolma) del ma’īn (46), di color bianco! Per i bevitori sarà una squisitezza, che non darà loro il mal di testa e non saranno ubriachi per effetto di esso (47). Vicino a loro donne dallo sguardo limitato e dagli occhi grandi e belli (48), come uova (esse saranno) ben protette (49)
  • Nota
    Un flash su alcuni aspetti della vita paradisiaca dei beati.

005

Privazioni e Paradiso

Anas (che Allàh si compiaccia di lui) raccontò. L’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“Allàh Glorioso ed Esaltato ha detto:
<<< Quando io affliggo un mio servo privandolo della vista dei due occhi e lui pazientemente sopporta la privazione, in cambio dei due occhi gli do il Paradiso! >>>”. 
[O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Riferito da al-Bukhārī.

053

Il Timore di Allah

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
viviamo in tempi nei quali la tentazione – sponsorizzata da Shayṭān – di assimilarci agli usi, costumi e tradizioni dell’ambiente in cui viviamo è onnipresente e quotidiana! Sperabilmente noi adulti musulmani siamo ancora in grado di non cadere nelle trappole del Diavolo, ma i nostri figli sono ancora facilmente influenzabili negativamente. E’ per questi motivi, che dobbiamo ricorrere al Timore di Allah, at-taqwā, il quale è uno scudo poderoso, che protegge dal Castigo divino!

Il Timore di Allah, at-taqwā, è un prezioso tesoro spirituale, per la conquista del quale dobbiamo sforzarci, praticando il Sublime Corano e la Nobile Sunna dell’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

I nostri sforzi per far fiorire nei nostri cuori il Timore di Allah, at-taqwā, dobbiamo farli per amore di Allàh, rifulga lo Splendor della Sua Luce, e per desiderio di quello, che Allàh ha promesso ai devoti e alle devote, quanto a eterna gioia nei Giardini della Casa della Eterna Pace, presso di Lui nella vita futura, sicuro scampo dal fuoco dell’Inferno.

Dobbiamo farli per noi, perché chi si sforza, lo fa a suo vantaggio, ma anche per i nostri figli, affinché essi abbiano in noi i modelli di comportamento da mettere in pratica da parte loro, quando si trovano fuori dalla famiglia, in mezzo a gente che vive diversamente!

Sull’esempio dei Compagni del Profeta, che Allàh si compiaccia di loro, dobbiamo essere guardinghi e andare in cerca in ogni momento, in ogni luogo, in ogni sfera della nostra esistenza del compiacimento di Allàh, l’Altissimo; e dobbiamo farlo per amore di Allàh e desiderio della Sua vicinanza; per questo dobbiamo sforzarci di essere esemplari, ordinando il bene e facendolo, e proibendo il male ed evitare di farlo, con le nostre parole e il nostro comportamento; dobbiamo camminare sul retto sentiero indicato dal Signore e sarà per questo, non senza la Misericordia divina, che otterremo il meritato successo.

-o-

Il Timore di Allàh ha una grandissima importanza ai fini della salvezza dal fuoco; infatti, l’entrarne in possesso significa mettersi al riparo da ogni genere di trasgressioni, che sono in agguato in ogni sfera in cui l’uomo percorre il suo cammino esistenziale.

Nella sfera della sua personalità, il timore di Allàh ci rende vigili riguardo alla rettitudine della linea di condotta, quanto alla sua purezza materiale e spirituale. Dice Allàh, l’Altissimo, nel Generoso Corano: Ha successo chi si purifica [purifica la propria anima], mentre va in perdizione chi si degrada [degrada la propria anima] ”, vale a dire che è destinato al fallimento, chi degrada se stesso con la disobbedienza ad Allàh, mentre invece è destinato al successo chi si eleva spiritualmente con l’obbedienza ad Allàh.

-o-

Quanto all’aspetto patrimoniale della sua personalità, lo realizziamo quando il guadagno e l’acquisto dei beni, lo otteniamo con attività lecite e quando spendiamo in attività lecite e per l’acquisto di beni leciti, senza avere le mani bucate e senza essere taccagni. Dice l’Altissimo: “Non tenere la tua mano legata al tuo collo, ma nemmeno distendila troppo, perchè ti troveresti seduto, disprezzato e tormentato dal rammarico. (29) In verità, il tuo Signore dispensa i suoi beni a chi vuole con larghezza e (a chi vuole) con misura. In verità, Egli è conoscitore ed osservatore dei suoi servi. (30) [Sura 17].

Un insegnamento importante di come regolarci in relazione all’attività economica in senso lato c’è nell’ammonizione del Profeta, su lui la pace e la benedizione di Allàh, il quale disse: “Nel giorno del giudizio ogni uomo sarà chiamato a rispondere sul suo patrimonio. Sarà chiesto: ‘Come l’hai guadagnato?’. ‘Come l’hai speso?’ ”.

-o-

Il nostro timore di Allàh dobbiamo esprimerlo nella famiglia, poiché esso garantisce il benessere materiale e l’armonia coniugale! Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, quando, riassunse gli aspetti fondamentali dell’Islàm nel discorso che fece nel Pellegrinaggio dell’Addio, insegnò il modo nel quale il marito deve trattare la moglie.

Disse: “La donna è un prezioso tesoro, di cui Allàh vi ha affidato la custodia e grazie alla Parola di Allàh vi è lecito il rapporto carnale con esse. Perciò siate timorati di Allàh e trattatele nel migliore dei modi”. (o come disse, su lui la pace e la benedizione di Allàh).

E soprattutto Timore di Allàh va esercitato nei confronti dei figli, dando loro una solida educazione religiosa, al fine di formare in essi una forte identità islamica; una forte personalità islamica, basata sull’orgoglio di appartenenza alla Comunità di pensiero e di azione, di cui Allàh, l’Altissimo, ha detto Siete il fior fiore della creazione!” – e di cui ha detto: “Siete la migliore comunità che si è formata nel genere umano!”.

E ciò ricordando il detto del Profeta, su lui la pace e la benedizione di Allàh, il quale disse: “Ogni nato [d’uomo] nasce nell’islamicità della natura umana [al-fìṭrah] è poi suo padre che ne fa un giudeo, un seguace del Nazzareno, uno zoroastriano”. È, infatti, nell’infanzia che i genitori svolgono con una funzione di allevamento materiale, una fondamentale funzione di educazione comportamentale e spirituale con il loro insegnamento verbale e il loro esempio. Infatti, la prima scuola dell’uomo è la famiglia e i primi maestri sono i genitori.

-o-

Il Timore di Allàh deve da noi essere espresso in tutte le relazioni in cui siamo parte nella vita associata, comportandoci in ogni caso con giustizia. Dice Allàh: “Siate giusti! La giustizia si avvicina al Timore di Allàh. Siate Timorati di Allàh, perché Allàh è perfettamente al corrente di ciò che voi fate”.

Disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: “Il musulmano è fratello del musulmano; non lo danneggia e non lo offende. Se uno soccorre suo fratello, Allàh soccorrerà lui. Chi solleverà un musulmano da una preoccupazione della vita terrena, Allàh lo solleverà da una preoccupazione nel giorno del giudizio”.

Disse, ancora: “Il Misericordioso avrà misericordia dei misericordiosi, perciò, siate misericordiosi con chi è sulla terra e Colui che è nel cielo avrà misericordia di voi”.

E, infine, Il Timore di Allàh deve esprimersi nel rispetto degli animali e dell’ambiente, in obbedienza al Sublime Corano e alla Nobile Sunna, che prescrivono comportamenti di rispetto verso le creature non umane e verso l’ambiente. L’Islam è un sistema normativo in cui sono regolati tutti gli aspetti dell’esistenza in cui l’uomo è soggetto di azione.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
siamo timorati riguardo a noi stessi, riguardo al nostro patrimonio, riguardo alla nostra famiglia e con speciale attenzione riguardo ai nostri figli; siamo timorati nelle nostre relazioni inter-soggettive nella società sia con i credenti sia con coloro che la pensano diversamente da noi, in ogni tempo, in ogni luogo, in ogni sfera di attività lavorativa, sia manuale che intellettuale, sia privata che pubblica.

Dice Allàh: “O voi che Credete, siate timorati di Allàh, e, usate un linguaggio dignitoso quando parlate e dite cose essenziali ai fini della salvezza dal fuoco, Se farete così Allàh renderà oneste le vostre azioni e perdonerà le vostre trasgressioni! Chi Obbedisce ad Allàh e al Suo Apostolo avrà un grandioso trionfo”. “O voi che credete, siate timorati di Allàh, e consideri ognuno ciò che ha messo innanzi per domani. Sì, siate timorati di Allàh! In verità, Allàh è bene informato di quello che fate.(18) E non siate come quelli che hanno dimenticato Allàh, per cui Egli ha fatto loro dimenticare loro stessi! Quelli sono i perversi!(19) Non sono eguali i compagni del fuoco e i compagni del Paradiso. Sono i compagni del Paradiso coloro che hanno successo”.

-O-

chiedo, infine, ad Allàh di perdonare tutte le mie trasgressioni, di perdonare quelle vostre e quelle di tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi perdono! In verità, Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Essi si arrenderanno

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXXVII – Ayah 27:

وَأَقْبَلَ بَعْضُهُمْ عَلَى بَعْضٍ يَتَسَاءَلُونَ.27

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    <<< No, essi, oggi, si arrenderanno incondizionatamente (ad Allàh) (27) >>>.
  • Nota
    Mentre su suggestione dei loro cattivi maestri – agnostici, atei, evoluzionisti, e in una parola, materialisti – come pure i credenti nella diverse fiabe dell’aldilà – tacciavano i credenti della paternità divina del Sublime Corano e nella missione apostolico-profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, di puerilità, quando erano in vita, nel giorno della sentenza inappellabile nei loro confronti, non potranno più negare e il loro credere sarà per loro inutile in quel momento.

064

HASAN II°, L’OMICIDIO DI BEN BARKA, IL MOSSAD E LA GUERRA DEI SEI GIORNI

Quando i “moderati” sono alleati dei sionisti

La corruzione dei governanti dei musulmani, più o meno tutti, non è una novità.

In questo post, ricordiamo il caso del militante terzomondista marocchino Ben Barka, oppositore del re Hasan II° costretto all’esilio, rapito e poi ucciso a seguito di terribili torture dai servizi segreti marocchini. Il corpo non fu mai ritrovato.

L’aspetto clamoroso, venuto alla luce anni dopo in seguito ad un’inchiesta di due giornalisti israeliani, è quello dell’accordo tra il Mossàd, il servizio segreto israeliano, e l’allora re del Marocco, Hasan II°. Gli israeliani fornirono servizio logistico e tutto il necessario per il rapimento di Ben Barka, portato a compimento poi dai marocchini. Questo, perché i sionisti erano debitori del re, il quale gli aveva passato informazioni sul cattivo stato delle forze armate arabe, informazioni che erano state poi utilizzate dagli israeliani per condurre la vittoriosa “Guerra dei sei giorni”.

Il re del Marocco dell’epoca, Hasan II°, padre dell’attuale re, Muhammad.

Il re del Marocco dell’epoca, Hasan II°, padre dell’attuale re, Muhammad.

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Il re del Marocco fornì informazioni agli israeliani sullo stato deficitario e non preparato degli eserciti arabi, fornendo loro le registrazioni di una riunione riservata dei capi arabi in un hotel, che gli israeliani stessi utilizzarono efficacemente organizzando un’offensiva che gli fece vincere la famosa “Guerra dei sei giorni” molto agevolmente.

In cambio, gli israeliani aiutarono i servizi segreti marocchini a sequestrare Ben Barka, leader di un movimento internazionale anticolonialista di riscossa dei paesi sottosviluppati, e oppositore del re del Marocco, costretto all’esilio. Ben Barka morì durante le torture a cui fu sottoposto.

Ben Barka

Ben Barka

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I particolari sull’azione del Mossàd li potete leggere qui

Chi volesse approfondire notizie su Ben Barka, può leggere qui:

La ricostruzione di Wikipedia non riporta però il ruolo del Mossàd, attribuendo la responsabilità esclusivamente ai servizi marocchini. Dalla ricostruzione dei giornalisti israeliani, invece, risulta chiaro che il “merito” dell’operazione Ben Barka va ascritto totalmente agli israeliani.

Sull’argomento è tornato anche un servizio televisivo francese, che potete vedere qui, ci sono anche i sottotitoli in italiano:

Nel video c’è anche una parte di un’intervista al generale egiziano Hussein Abdel Razeq, che conferma tutta la storia.

Il generale egiziano Hussein Abdel Razeq, protagonista della Guerra dei sei giorni”.

Il generale egiziano Hussein Abdel Razeq, protagonista della Guerra dei sei giorni”.

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L’intervista al generale potete vederla al completo su quest’altro video, che però non ha i sottotitoli in italiano:

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