LA SIRIA, LA GUERRA, ISRAELE E GLI ALTRI NEMICI, GLI ALLEATI, LA PALESTINA

Intervista di Hussein Mortada al Presidente siriano Bashar Asad

Il Presidente siriano Bashar Asad in preghiera in una moschea.

Il Presidente siriano Bashar Asad in preghiera in una moschea.

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BASHAR ASAD:
L’EQUILIBRIO DEL COMANDANTE SAGGIO

di Massimo Zucchi

È un’intervista che passerà alla storia, questa. E il fatto che sia stata completamente ed accuratamente ignorata da tutti i media d’Occidente, ne è già attestazione lampante della straordinarietà.

E il chiarimento definitivo di tutti gli aspetti del massacro siriano, pur definitivo ed inequivocabile, ne è a mio parere l’aspetto meno importante.

Molto più rilevante, e di gran peso, è il ritratto che ne esce del Presidente Siriano.

Non una parola fuori posto, tutto è spiegato con una chiarezza e una semplicità che hanno dell’extraterrestre, in assoluto, ma specialmente di questi tempi. Dappertutto, una capacità di sintesi fulminante, con parole che rimangono impresse.

Ed anche, e ancor di più, questa straordinaria capacità di commuovere, in assenza totale di artifizi retorici.

Si ha l’impressione di parlare col vicino di casa: lui ti sta insegnando la politica mondiale in poche parole, e tu neanche te ne rendi conto.

Un comandante, che ti spinge a seguirlo anche se non ne sei consapevole.

E del resto, era una persona destinata a curare gli occhi delle persone (cioè a “vederci” meglio), non a fare il Presidente di un popolo straordinario come quello siriano, compito a cui è stato chiamato dopo la morte del fratello, e a cui non era affatto preparato. Ma proprio questa capacità di individuare la “cura” giusta, per la Siria e per il mondo, che gli viene probabilmente anche dagli studi di oftalmologia, ne fanno un comandante particolare.

Un comandante saggio.

Il Presidente Bashar Asad, mentre in famiglia festeggia un compleanno

Il Presidente Bashar Asad, mentre in famiglia festeggia un compleanno

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 L’INTERVISTA

Domanda 1 – La situazione attuale

Giornalista: – Signor Presidente, ci sono molte questioni di cui parlare, ma alla luce delle vittorie ottenute recentemente, pare che ora l’obiettivo principale dell’esercito siriano sia il sud della Siria. Cosa sta succedendo esattamente, o qual è la natura di ciò che sta accadendo in quella zona?

Presidente Assad: – Per dirla semplicemente, dopo la liberazione di al-Ghouta, ci è stato suggerito di spostarci a sud. Ci siamo trovati di fronte a due opzioni, come in tutte le altre aree della Siria: riconciliazione o liberazione con la forza. A questo punto, i russi ci hanno suggerito la possibilità di offrire un’opportunità di riconciliazione, similmente a quanto accaduto in altre aree, al fine di ripristinare la situazione che c’era prima del 2011. In altre parole, un’opportunità per l’esercito siriano di schierarsi in quella zona, che è un’area di confronto con il nemico sionista. E ovviamente i terroristi dovrebbero lasciare l’area. Questa proposta ci sta bene. Fino ad ora, non ci sono risultati concreti per una semplice ragione, e cioè l’interferenza israeliana e americana: costoro hanno messo sotto pressione i terroristi in quella zona per impedire il raggiungimento di qualsiasi compromesso o risoluzione pacifica. Ecco come si presenta la situazione ora.

Domanda 2 – I sionisti impediscono la riconciliazione

Giornalista: – Quindi, non è stato ancora deciso se procedere verso un’operazione militare o verso la riconciliazione?

Presidente Assad: – No, i contatti tra i russi, gli americani e gli israeliani sono ancora in corso, mentre nessuno sta comunicando con i terroristi, perché sono semplici strumenti e attuano ciò che i loro padroni decidono in ultima analisi. Questo è quello che è successo, cioè c’è stata l’opportunità di raggiungere la riconciliazione, ma l’interferenza americana e israeliana ha impedito il realizzarsi di questa possibilità.

Domanda 3 – Lo scambio iraniani – al Tanf

Giornalista: – Certo, questa è la realtà ora. Tuttavia, ci sono molte voci diverse su ciò che succede nel sud. Signor Presidente, c’è un certo accordo, qual è il premio? C’è davvero un premio in ballo, nel caso si concludesse un accordo nel sud? Si parla in particolare della proposta di uno scambio: gli iraniani dovrebbero lasciare la zona, in cambio della resa della zona di al-Tanf, per esempio. Che cosa chiedevano gli americani o, diciamo meglio, qual era il prezzo che gli americani chiedevano per approvare il processo di riconciliazione nel sud?

Presidente Assad: – Per quanto riguarda gli americani, c’è un principio generale che essi seguono sempre, nell’affrontare qualsiasi problema nel mondo. L’unica cosa che vogliono è l’egemonia assoluta, indipendentemente dal problema e dal luogo. Naturalmente, non pagheremo mai quel prezzo; altrimenti non avremmo combattuto questa guerra per anni. Abbiamo combattuto per l’indipendenza del processo decisionale siriano, per la madrepatria siriana e per l’unità del territorio siriano. Per quanto riguarda in particolare l’Iran, vorrei essere molto chiaro: la relazione siriano-iraniana è strategica e non soggetta a un accordo nel sud o nel nord. Questa relazione, in termini di implicazioni e risultati sul terreno, è legata al presente e al futuro della regione. Di conseguenza, non è soggetta ai cartellini dei prezzi del bazar internazionale. Né la Siria né l’Iran hanno diffuso questa relazione sul bazar politico internazionale perché fosse soggetta a mercanteggiamenti. Questa proposta di scambio è stata fatta dagli israeliani con l’obiettivo di provocare e imbarazzare l’Iran, e, allo stesso tempo, è del tutto in linea con la campagna di propaganda internazionale lanciata contro l’Iran per quanto riguarda il dossier nucleare. Non è un problema separato; perché tutto ciò che sta accadendo ora è collegato all’Iran, e il tutto ha anche lo scopo di sollevare l’opinione pubblica internazionale contro l’Iran. Quanto a noi in Siria, la decisione riguardante la nostra terra è una decisione esclusivamente siriana. Stiamo combattendo la stessa battaglia, e quando dobbiamo prendere una decisione riguardante l’Iran, ne parliamo con gli iraniani, e con nessun altro.

Quella che vedete dietro a Pierluigi Bersani è la bandiera del cosiddetto “Esercito Siriano Libero” (Free Sirian Army – FSA), vale a dire la formazione terrorista sostenuta da USASIONSAUD. I politici italiani, nella quasi totalità, hanno sempre sostenuto i terroristi, dandogli il nome di “ribelli”.

Quella che vedete dietro a Pierluigi Bersani è la bandiera del cosiddetto “Esercito Siriano Libero” (Free Sirian Army – FSA), vale a dire la formazione terrorista sostenuta da USASIONSAUD. I politici italiani, nella quasi totalità, hanno sempre sostenuto i terroristi, dandogli il nome di “ribelli”.

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Domanda 4 – Il MOC

Giornalista: – Certo, parleremo ancora dell’Iran, e in modo più dettagliato, più avanti, ma dal momento che stiamo parlando del fronte meridionale, approfondiamo ulteriormente questa questione. Praticamente, nello stesso contesto, c’è il MOC* che non ha interrotto le sue operazioni dall’inizio della guerra in Siria circa otto anni fa. Funziona, è ancora attivo, è stato recentemente riattivato, ed è direttamente collegato agli israeliani. Signor Presidente, questo significa che lo stato siriano si sta muovendo praticamente verso un’azione militare decisiva nel sud, a prescindere dalle conseguenze, se le cose raggiungono o no una situazione di stallo? È un’azione decisiva, secondo la leadership siriana?

Presidente Assad: – No, il MOC non ha nulla a che fare con questa decisione. Il MOC è stato collegato alla presenza e al ruolo dei terroristi dall’inizio della guerra in Siria. Ecco perché esisteva: per guidarli militarmente. Di conseguenza, l’esistenza continua di questa sala operativa significa la continuazione del ruolo dato a questi terroristi, cioè sono equipaggiati e preparati a compiere ulteriori atti terroristici. Il MOC è legato ai terroristi e non al ruolo dello stato siriano. Il nostro ruolo non ha nulla a che fare con questo. La nostra decisione è stata chiara sin dall’inizio: libereremo tutte le terre siriane. Quanto al quando spostarsi a sud, al nord, ad est o ad ovest, questa è una questione puramente militare. Ma, indipendentemente dal MOC, ora ci siamo spostati verso il sud e stiamo dando una possibilità all’opzione politica. Se questa non riesce, non abbiamo altra scelta se non quella di liberare quella zona con la forza.

*Moc – Il Military Operations Center (MOC), fondato nel 2013 da Israele, USA e Giordania, sostiene il Fronte meridionale (Southern Front, il fronte che raggruppa tutte le forze terroriste del sud della Siria, controllato e sostenuto dagli USASIONSAUD), e ha svolto un ruolo significativo in questo periodo. Il MOC opera sotto la supervisione di diverse potenze regionali e internazionali attive in Siria. Ha sede ad Amman e ha un centro operativo gemellato in Turchia, conosciuto con le sue iniziali turche MOM. Funziona da centro di coordinamento per le operazioni dei “ribelli”.

Questa è una foto di soldati dell’esercito siriano, fatti prigionieri dai terroristi. Al momento della liberazione della zona, si è scoperto che erano stati tutti trucidati.

Questa è una foto di soldati dell’esercito siriano, fatti prigionieri dai terroristi. Al momento della liberazione della zona, si è scoperto che erano stati tutti trucidati.

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Domanda 5 – Le due coalizioni

Giornalista: – Ma c’è uno scontro nel sud, e la questione non è limitata geograficamente alla Siria nel senso più ampio della situazione politica. Ci sono gli americani, i russi, gli iraniani, gli israeliani e gli Hezbollah. Tutte queste parti sono lì nella zona. Cosa significa? Come ha intenzione di affrontare questa situazione?

Presidente Assad: – Lei parla di due schieramenti: da una parte, un asse che sostiene il terrorismo, e che è rappresentato dagli Stati Uniti, da Israele e da alcuni leccapiedi nella regione, inclusi alcuni stati arabi e non arabi; dall’altra parte, c’è un asse anti-terrorismo. Il primo asse sostiene il terrorismo e cerca l’egemonia nella zona, mentre il secondo asse cerca l’indipendenza. Quindi, ci può essere un solo risultato per questo confronto, cioè la vittoria di uno di questi due schieramenti. Almeno, per quanto riguarda l’asse antiterrorismo, esso non rinuncerà al processo di pulizia della Siria e della regione dal terrorismo, e non rinuncerà all’unità del territorio siriano. Per quanto riguarda l’altro asse, riuscirà a cambiare la realtà delle cose? Aspettiamo e vediamo. Ma in termini di sostanza e convinzioni (e dunque di intenzioni, ndr), queste certo non cambieranno; mentre le pratiche politiche dettate dalla realtà e dai fatti determinatisi sul terreno, potrebbero cambiare.

Bashar Asad in preghiera in una moschea

Bashar Asad in preghiera in una moschea

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Domanda 6 – I bugiardi di professione

Giornalista: – Gli americani lasceranno al-Tanf?

Presidente Assad: – Gli americani dicono di essere pronti, ma tutti sanno che gli americani sono storicamente bugiardi di professione in politica. Quindi perché dovremmo crederci? Dunque, dobbiamo aspettare e vedere.

Asad in famiglia: giocattoli in regalo.

Asad in famiglia: giocattoli in regalo.

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Domanda 7 – La Giordania

Giornalista: – Sig. Presidente, cosa sta succedendo ora in Giordania? È collegato a ciò che sta accadendo sul fronte meridionale in particolare, cioè è collegato a ciò che viene progettato in quella regione, secondo lei?

Presidente Assad: – In realtà, le uniche informazioni che abbiamo sono quelle che apprendiamo dai media. In ogni caso, desideriamo la stabilità della Giordania, non il caos, perché quest’ultimo avrà un impatto negativo su di noi.

Bashar Asad, assieme alla moglie Asmaa, in visita ad un monastero cristiano.

Bashar Asad, assieme alla moglie Asmaa, in visita ad un monastero cristiano.

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Domanda 8 – I terroristi esercito di Israele

Giornalista: – Dato che stiamo parlando del sud, chiudiamo questo file. Signor Presidente, cosa renderebbe l’occupante israeliano d’accordo sul ritorno dell’esercito siriano alle frontiere, ovvero un ritorno alla situazione esistente all’inizio del 2011, dopo sette anni di ripetuti tentativi sionisti, diretti e indiretti, di minare lo stato siriano, il regime in Siria e la stabilità in Siria? Perché Israele dovrebbe essere d’accordo ora sul ritorno dell’esercito siriano ai confini e al Golan occupato?

Presidente Assad: – Certamente, né le condanne, né la moralità, né il diritto internazionale significano nulla per gli israeliani. Sin dall’inizio della guerra, in particolare da quando ha iniziato ad assumere una chiara fisionomia militare, sul fronte meridionale in particolare, gli israeliani hanno fatto ricorso con continuità alle forze presenti in Siria, e di conseguenza hanno fornito e forniscono un sostegno diretto ai terroristi. L’artiglieria israeliana e gli aerei sono l’artiglieria e gli aerei dei terroristi. Ciò vale ovviamente per Jabhat al-Nusra. Nulla potrà cambiare questo approccio israeliano. Per quanto ci riguarda, l’approvazione di Israele non ha alcun ruolo. Nonostante il sostegno israeliano ai terroristi, abbiamo fatto il nostro lavoro, e l’Esercito siriano si sta facendo strada verso il fronte meridionale, e ha liberato una serie di aree nei limiti delle sue capacità. Quindi, con o senza l’approvazione israeliana, la decisione è siriana, e questo è un dovere nazionale che dobbiamo adempiere.

Un selfie col Presidente Asad, in visita in un mercato di Damasco. Le sue visite e i suoi contatti col popolo siriano avvengono sempre in un’atmosfera molto cordiale e fraterna, e sempre senza scorta.

Un selfie col Presidente Asad, in visita in un mercato di Damasco. Le sue visite e i suoi contatti col popolo siriano avvengono sempre in un’atmosfera molto cordiale e fraterna, e sempre senza scorta.

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Domanda 9 – Il Golan e la resistenza

Giornalista: Quindi, dal punto di vista degli israeliani, un ritorno dell’esercito siriano è meglio che avere a che fare con una resistenza popolare nel Golan, per esempio?

Presidente Assad: – Per gli israeliani?

Giornalista: sì.

Presidente Assad: – Penso che le due opzioni siano entrambe negative per gli israeliani. Sayyed Hasan Nasrallah ha più volte parlato del rapporto tra Siria e resistenza, e del ruolo siriano nella resistenza. Quindi, come potrebbero gli israeliani scegliere tra due cose, entrambe negative per loro?

Manifestazione dei drusi siriani, nel Golan occupato da Israele, contro i terroristi sostenuti dai sionisti.

Manifestazione dei drusi siriani, nel Golan occupato da Israele, contro i terroristi sostenuti dai sionisti.

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Domanda 10 – Riconciliazione

Giornalista: – Come lei ha detto, signor Presidente, Israele ha finanziato, sostenuto, e, cosa molto più incisiva, è stato in grado di arruolare un gran numero di siriani, alcuni dei quali sono stati avvicinati all’interno della Palestina occupata. Ne hanno parlato apertamente. In futuro, come fareste a gestire questo gran numero di agenti israeliani? Forse alcuni di loro sono stati tratti in inganno, Israele potrebbe aver sfruttato le condizioni finanziarie e di vita di alcuni; che di conseguenza hanno scelto di schierarsi con gli israeliani. In che modo tratterete con loro in futuro?

Presidente Assad: – Questo è vero; non possiamo mettere tutti nello stesso paniere. Ci sarebbero diverse ragioni che ci indicherebbero di muoverci in una direzione sbagliata: queste persone hanno fatto del male alla madrepatria e ad ogni cittadino siriano. Però, in fin dei conti, sono i figli di questa terra, e tutti noi abbiamo la responsabilità di questo problema, non solo quelli che hanno sbagliato. Quando il crimine, ad esempio, si diffonde in un determinato paese, l’intera società assume la responsabilità di questo crimine, non solo le agenzie di sicurezza o i criminali stessi. La prima cosa che dovrebbe essere fatta è accogliere queste persone. La seconda cosa da fare, è quella di affrontare le cause profonde che hanno portato a questa forma di patriottismo debole. Le cause qui sono molteplici e complesse, e lo scopo di questa intervista non consente di menzionarle tutte.

Bashar Asad in preghiera in una moschea nella recente festa di ‘Id al Fitr.

Bashar Asad in preghiera in una moschea nella recente festa di ‘Id al Fitr.

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Domanda 11 – È una guerra contro Israele

Giornalista: – Nello stesso contesto, mentre si parla di ripristinare i sistemi di difesa aerea siriana e di affrontare l’occupazione sionista, i leader dell’entità israeliana hanno dichiarato che colpiranno nel profondo del territorio siriano. Come gestireste tale situazione, in particolare l’equilibrio raggiunto recentemente, ossia il rapporto tra aggressioni israeliane e risposte siriane?

Presidente Assad: – Fondamentalmente, non abbiamo smesso di rispondere. Prima di tutto, non abbiamo mai smesso di combattere i terroristi e allo stesso tempo non abbiamo mai smesso di rispondere all’aggressione israeliana all’interno delle capacità a nostra disposizione, militarmente e tecnicamente. Inoltre, col tempo, più queste capacità migliorano, più la risposta sarà migliore e più forte. Ma in realtà la risposta più forte a Israele, ora, è quella di colpire l’esercito israeliano esistente in Siria, costituito praticamente dai terroristi.

Giornalista: – Li considera un esercito israeliano?

Presidente Assad: – Certo, perché agiscono chiaramente e in modo crudele nell’interesse di Israele. I primi atti che hanno compiuto sono stati attacchi contro i sistemi di difesa aerea. Qual è il legame tra i sistemi di difesa aerea e i terroristi che agiscono come fanteria sul terreno? Si trattava con tutta evidenza di un ordine israeliano. Era un ordine israeliano-americano, perché USA e Israele sono la stessa cosa. Quindi, i terroristi sono l’esercito israeliano all’interno della Siria. E dunque l’attacco più forte che si può portare contro Israele, politicamente, militarmente, e da tutti i punti di vista, è quello di colpire i terroristi israeliani all’interno della Siria, sia che appartengano all’ISIS, ad al-Nusra, o agli altri gruppi collegati al piano e alla strategia israeliana.

Giornalista: – Se Israele intensifica gli attacchi, siete pronti a rispondere con più forza?

Presidente Assad: – Questo è quello che sta succedendo. Gli attacchi sono in aumento, e noi stiamo rispondendo. In definitiva, stiamo combattendo la guerra all’interno delle capacità a nostra disposizione e stiamo facendo del nostro meglio con queste capacità. Una risposta non ha bisogno di una decisione politica. Sottolineo che rispondere o non rispondere non è una decisione politica. È una decisione nazionale, ed è stata presa dal primo giorno. Ma l’attuazione di questa decisione dipende da cosa possiamo fare militarmente, e non politicamente.

L’Isis è l’esercito di Israele in Siria.

L’Isis è l’esercito di Israele in Siria.

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Domanda 12 – I missili russi

Giornalista: – In termini di capacità, c’è un problema, evidenziato dai media, che possiamo rilevare, cioè quello relativo ai missili russi S300. La Russia dice “consegneremo questi missili”, e poi dice: “Non li consegneremo”, il che significa che la questione non è chiara. Cosa sta succedendo esattamente? Qual è il perché di questa che a noi sembra una esitazione russa nel consegnare i missili S300 in Siria, mentre alcuni altri paesi cercano di procurasi i più moderni S400 (Arabia Saudita, Qatar, Turchia, ndr), cioè sembrano più avanti della Siria, da questo punto di vista?

Presidente Assad: – Si sa che le azioni militari e le considerazioni militari sono in generale interne a considerazioni politiche. Di conseguenza, una dichiarazione, anche se di natura militare, porta sempre allo stesso tempo messaggi politici. Quindi, perché i russi hanno detto che potrebbero inviare, e poi hanno detto che potrebbero non inviare? Questa domanda andrebbe rivolta ai russi, perché queste dichiarazioni, apparentemente contrastanti, potrebbero far parte delle loro tattiche politiche. Per quanto riguarda l’aspetto militare di queste dichiarazioni, che riguarda la Siria, non è nostra abitudine parlare dell’arma che verrà consegnata o non consegnata. La prova è data dal fatto che le armi usate in risposta alle ultime due aggressioni, l’aggressione tripartita prima, e l’aggressione israeliana poco dopo, non sono state preannunciate dalla Siria. Tradizionalmente, non facciamo annunci di natura tecnico-militare.

Giornalista: – Quindi, anche la natura della risposta non è legata al problema dei missili S300?

Presidente Assad: – No. Stesso discorso. Sia se i missili S300 saranno forniti, sia se non saranno forniti, non faremo annunci relativi alle nostre armi. Un’arma viene usata quando deve essere usata.

Giornalista: – Esiste la possibilità che la Siria sviluppi nuove armi?

Presidente Assad: – Questa rimane una possibilità. In ogni caso, il risultato è lo stesso: delle armi non parliamo fino a quando non vengono utilizzate. Delle armi si parla solo quando vengono utilizzate.

Bashar Asad in un recente incontro col presidente russo Putin.

Bashar Asad in un recente incontro col presidente russo Putin.

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Domanda 13 – L’alleanza Siria-Russia-Iran

Giornalista: – Signor Presidente, torniamo all’aspetto politico, visto che stiamo parlando del fronte meridionale. Per quanto riguarda la situazione generale, alla luce di tutto ciò che è successo finora nell’arena siriana, l’attore più importante è l’alleanza tripartita, o quella che viene chiamata l’alleanza tripartita. Intendo l’alleanza tra la Siria, l’Iran e la Russia. Qual è la natura di questa alleanza? È un’alleanza temporanea, nel senso che è legata alla lotta al terrorismo o ad alcuni sviluppi sull’arena siriana? Recentemente, abbiamo iniziato a vedere – o diciamo che alcuni si sono concentrati su alcuni punti per paventarla – una certa frattura in questa alleanza. Qual è la sua opinione su questo, e qual è la realtà effettiva di questa alleanza?

Presidente Assad: – Parlando prima della parte siriano-iraniana, per 40 anni, e nelle diverse condizioni che la regione del Medio Oriente ha attraversato, questa alleanza è rimasta sempre solida. Quindi, non c’è motivo di dire che essa sia temporanea o meno. Il nuovo elemento nella guerra alla Siria è l’elemento russo, ed è per questo che questa alleanza tripartita è nata. Il nostro rapporto con la Russia ha ormai circa sette decenni. Nonostante le fluttuazioni e la caduta dell’Unione Sovietica, il governo del presidente Eltsin e il parziale seppur forte deterioramento di queste relazioni in larga dal nostro punto di vista, questo rapporto non ha mai raggiunto un punto critico tale da invertire questa relazione con la Siria. La Russia ha continuato a trattare con la Siria come uno Stato amico, e abbiamo importato tutto dalla Russia, comprese le armi, durante le diverse fasi delle sanzioni imposte alla Siria. Non è nella natura dei russi costruire alleanze temporanee o self-serving, o vendere le relazioni per fare affari. La relazione è sicuramente strategica, ma certe dichiarazioni politiche hanno permesso queste speculazioni. Queste dichiarazioni miravano anche a inviare messaggi in diverse direzioni. Forse, a volte la lingua o la scelta di terminologia particolare può risultare non utile, e può far prendere alla dichiarazione una direzione diversa da quella voluta, in contrasto con il contenuto della dichiarazione stessa. Questo succede di tanto in tanto. Tuttavia, queste dichiarazioni non dovrebbero essere prese fuori dal contesto: la visione russa della relazione con l’Iran è strategica, cioè di lungo periodo. Per quanto riguarda la Siria, i russi non interferiscono negli affari siriani. Se hanno una certa opinione, la sollevano con noi e dicono che alla fine la decisione è quella della leadership siriana e del popolo siriano. Questo è un principio costante per la Russia. Pertanto, l’alleanza è strategica e, se ci sono differenze, tali differenze avvengono all’interno dello stato siriano, e si osservano differenze all’interno dello stato iraniano, e all’interno dello stato russo. È naturale per noi differire sui dettagli tattici quotidiani, perché condurre un dialogo se siamo d’accordo su tutto? Ci incontriamo poi quando è necessario per raggiungere un accordo importante.

Giornalista: – Quindi questa alleanza tripartita si sta consolidando.

Presidente Assad: – Certo. Ciò è dettato dalla realtà, dall’interesse e dai cambiamenti internazionali che rendono necessario consolidare questa alleanza. Finché l’altro asse sostiene il terrorismo e finché noi, insieme con l’Iran e la Russia, sentiamo il pericolo del terrorismo, non solo in Siria, ma anche in tutti questi paesi e in tutto il mondo, e finché la Siria, L’Iran e la Russia si rendono conto dell’importanza di rispettare il diritto internazionale, questi fatti rendono necessaria l’esistenza di questa alleanza.

L’alleanza Iran-Russia-Siria è strategica, e più salda che mai.

L’alleanza Iran-Russia-Siria è strategica, e più salda che mai.

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Domanda 14 – I Saud e l’Iran

Giornalista: – Ma c’è chi dice che la Siria avrà un premio se gli iraniani lasceranno i territori siriani. C’è in vista un premio di tipo politico, morale o militare a questo riguardo?

Presidente Assad: – Come ho detto all’inizio, fino a quando questa relazione non sarà diffusa nel bazar, non potranno offrire un premio, e la risposta sarà chiara. Ecco perché non osano suggerire questo premio. Questo problema è stato sollevato da diversi paesi, tra cui l’Arabia Saudita, ad esempio, all’inizio della guerra, e non solo all’inizio, ma in fasi diverse. La proposta era che se la Siria avesse tagliato le sue relazioni con l’Iran, la situazione in Siria sarebbe stata normale. Questo principio è fondamentalmente respinto da noi.

Giornalista: – Quindi ci sono state iniziative, per così dire, fatte in questo senso dall’Arabia Saudita?

Presidente Assad: – Durante la guerra?

Giornalista: – Sì.

Presidente Assad: – Certo, più di una volta, e in modo chiaro.

Giornalista: – Direttamente?

Presidente Assad: – Direttamente. La relazione con l’Iran è stata la base di ogni proposta; e la posizione dell’Arabia Saudita su questo argomento è del resto pubblica. Non sto rivelando un segreto.

Bashar Asad incontra la guida spirituale suprema dell’Iràn, Khamenei.

Bashar Asad incontra la guida spirituale suprema dell’Iràn, Khamenei.

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Domanda 15 – Gli iraniani in Siria

Giornalista: – Viene sollevato un problema, in Siria, in Iran e in Libano, sulla natura della presenza iraniana in Siria. Alcuni li chiamano consiglieri iraniani. Anche il ministro degli Esteri siriano ha usato lo stesso termine. Allo stesso tempo, notiamo che ci sono martiri iraniani. Francamente, signor presidente, qual è la natura della presenza iraniana in Siria adesso?

Presidente Assad: – Il termine “consulente” viene a volte utilizzato in modo ampio, cioè questi consulenti sono stati con noi, attraverso il rapporto di lunga data con l’Iran, anche prima della guerra, perché l’alleanza militare è stretta. Quando una formazione militare si sposta in una posizione di combattimento, il consigliere diventa un combattente. Quindi, la parola può essere usata in diversi sensi. Ci sono certamente consiglieri iraniani in Siria, e ci sono gruppi di volontari iraniani che sono venuti in Siria, e sono guidati da ufficiali iraniani. L’Iran ha combattuto e difeso il popolo siriano. Ha offerto il proprio sangue. Ecco perché quando diciamo “consiglieri”, sappiamo che è un termine generico, ma questo non significa che ci vergogniamo di qualsiasi presenza iraniana, anche se è ufficiale. Ma usiamo la parola “consiglieri” perché non ci sono unità di combattimento iraniane regolari in Siria.

Giornalista: – Cioè, non ci sono formazioni complete.

Presidente Assad: – Esattamente. Non ci sono battaglioni, o brigate o divisioni. Primo, non possiamo nasconderli, e allora perché dovremmo vergognarcene? Quando abbiamo invitato i russi legalmente a venire in Siria, non ce ne siamo affatto vergognati. E se ci fosse una formazione completa iraniana, la annunceremmo, perché tali relazioni necessitano di accordi tra i due stati approvati dai parlamenti. Tali relazioni non possono essere nascoste.

Giornalista: – E voi avete invitato i consiglieri iraniani a venire?

Presidente Assad: – Certo, fin dall’inizio abbiamo invitato gli iraniani, e poi abbiamo invitato i russi. Avevamo bisogno del sostegno di questi paesi e loro hanno risposto alla chiamata.

Giornalista: – Signor Presidente, lei ha affermato più volte che non ci sono basi iraniane in Siria.

Presidente Assad: – E’ la verità.

Giornalista: – Perché non ci sono basi iraniane, mentre notiamo che ci sono un certo numero di basi russe?

Presidente Assad: – Non c’è nulla che impedisca l’esistenza di tali basi finché l’Iran è un alleato come lo è la Russia.

Giornalista: – Questo significa che se l’Iran avesse richiesto l’esistenza di tali basi, lei sarebbe d’accordo?

Presidente Assad: – Se lo dovessimo chiedere, lo chiederemmo in accordo con loro. Intendo dire che potremmo chiedere l’esistenza di tali forze per sostenerci. L’Iran non ha mai chiesto di intervenire, e non ha interesse se non nella lotta al terrorismo. Ma l’evoluzione della guerra ha reso necessario sviluppare la natura di questa presenza. Per quanto riguarda i russi, all’inizio il sostegno russo, come il sostegno iraniano, era diverso da quello che è oggi. Il sostegno al terrorismo si è sviluppato a livello internazionale e globale quando l’esercito siriano ha affrontato quei terroristi, e con quella presenza militare russa e iraniana incrementata. Ad un certo punto, abbiamo scoperto – con i russi, naturalmente – che l’esistenza di basi aeree era necessaria per fornire supporto aereo all’esercito siriano. E ora, se dovessimo convincerci, in cooperazione, coordinamento o dialogo con gli iraniani, che c’è bisogno di basi militari iraniane, non esiteremmo a chiederle. Ma per ora, il sostegno iraniano nella sua forma attuale è buono ed efficace.

Vista dall’alto della base navale russa di Tartus, in Siria.

Vista dall’alto della base navale russa di Tartus, in Siria.

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Domanda 16 – La visita in Iran

Giornalista: – Perché fino ad oggi non ha mai visitato l’Iran, anche se ha visitato la Russia più di una volta?

Presidente Assad: – E’ vero. In effetti, alcuni mesi fa era in programma una visita in Iran, che è stata poi posticipata, ma non cancellata. È stata rinviata a causa di un’emergenza in Siria legata allo sviluppo di battaglie militari. Non vi è certamente alcun motivo che impedisca una simile visita, e spero fortemente di poter visitare l’Iran nel prossimo futuro. Questo è naturale, e il problema è semplicemente logistico, né più né meno.

Bashar Asad in visita ai soldati dell’esercito siriano, subito dopo la liberazione di Ghouta dai terroristi.

Bashar Asad in visita ai soldati dell’esercito siriano, subito dopo la liberazione di Ghouta dai terroristi.

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Domanda 17 – La questione palestinese e l’ipocrisia dei Fratelli Musulmani

Giornalista: – Signor Presidente, mi trasferisco in un altro file. La scorsa settimana è stata la Giornata internazionale di Gerusalemme, e la causa palestinese sta attraversando le sue fasi più difficili. Stiamo parlando della “questione del secolo”, e si decide di spostare l’ambasciata americana nella Gerusalemme occupata. Che cosa ha da dire sulla Palestina? La Siria è ancora in grado di sostenere la causa palestinese? Nella sostanza, non era forse uno degli obiettivi più importanti dei fautori della guerra in Siria, quello di portare la Siria fuori dall’asse della resistenza e impedirgli di sostenere la resistenza, sia in Libano che in Palestina?

Il presidente Assad: – Il contesto palestinese, dal 1948 ad oggi, si è complicato, perché il contesto regionale si è complicato. E certamente, si è complicato perché l’Occidente coloniale, che è particolarmente favorevole a Israele, ha sempre creato elementi che mirano a due obbiettivi. In primo luogo, guidare alla disperazione il cittadino arabo, che è storicamente legato alla causa della Palestina e che l’ha sempre considerata una causa panaraba, che lo ha toccato anche a livello nazionale. L’altro obiettivo è stato quello di distrarre i popoli arabi, insieme agli stati e alla società in generale, verso cause marginali, in modo che non abbiano il tempo di pensare a Israele. E ci sono riusciti in larga misura, anche recentemente, attraverso la cosiddetta “primavera araba”, che ha mirato a distruggere l’infrastruttura politica, militare e psicologica delle società arabe. Tuttavia, i recenti sviluppi hanno dimostrato che il popolo arabo è ancora coscienziosamente attaccato alla causa della Palestina. Per quanto riguarda la Siria – dal momento che ha subito direttamente parte di questi complotti, miranti ad indebolire la condizione araba in generale – in primo luogo, affinché la Siria possa sostenere la causa della Palestina, deve prima di tutto distruggere l’esercito israeliano in Siria. Ripristinare la stabilità in Siria, colpire il terrorismo e sventare il complotto israeliano in Siria, è certamente parte del sostegno alla causa della Palestina. Il sostegno potrebbe essere indiretto con conseguenze dirette, ma queste conseguenze dirette sono legate alla condizione interna palestinese. Non dobbiamo dimenticare che i palestinesi sono divisi tra gruppi che resistono a Israele e sono genuinamente legati alla causa della Palestina, e altri gruppi che sono contro la resistenza e sostengono la pace arrendista e disfattista, mentre ci sono altri gruppi che usano la resistenza come titolo per raggiungere i loro obiettivi politici sotto lo slogan della religione. Questo è ovviamente l’approccio della Fratellanza Musulmana.

Palestinesi e siriani sono da tempo immemore molto vicini, dal punto di vista politico-culturale.

Palestinesi e siriani sono da tempo immemore molto vicini, dal punto di vista politico-culturale.

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Domanda 18 – Prorità

Giornalista: – Siete pronti a offrire qualsiasi cosa la resistenza vi chieda, sia sotto forma di supporto politico, militare, o sotto qualsiasi altra forma di sostegno?

Presidente Assad: – Politicamente, non siamo cambiati. La questione palestinese per noi è ancora come era dieci anni fa e decenni fa. Per noi non è cambiato nulla. Per quanto riguarda ciò che possiamo offrire, questo ha a che fare con due cose: in primo luogo, le attuali capacità della Siria; e non c’è dubbio che ora viene data la priorità alla pulizia della Siria dal terrorismo. Secondo, ha a che fare con la condizione palestinese e con le parti con le quali possiamo occuparci all’interno dell’arena palestinese.

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Domanda 19 – I combattenti e i martiri

Giornalista: - Poiché stiamo parlando di resistenza, c’è un altro aspetto da valutare. Oltre ad alcuni paesi che stavano accanto alla Siria nella lotta al terrorismo, c’è stato anche un ruolo giocato dalla resistenza in Libano, in particolare Hezbollah, che ha fornito un contributo molto importante per combattere il terrorismo. Che cosa dice, signor Presidente, ai combattenti della resistenza e alle famiglie di martiri e feriti?

Presidente Assad: – Molti gruppi di resistenza popolare si sono uniti a noi per difendere il suolo siriano e i cittadini siriani, tra cui la resistenza libanese e i fratelli venuti dall’Iraq, alcuni dei quali mi rimproverano di non averli menzionati per nome; colgo l’occasione per sottolineare che in Siria ci sono fratelli iracheni a cui diamo lo stesso peso di qualsiasi combattente della resistenza venuto da qualsiasi altro paese. Ci sono state anche le famiglie di combattenti della resistenza venuti dall’Iran, che hanno sacrificato il loro sangue in Siria. Dobbiamo mettere tutti questi nello stesso paniere accanto ai martiri siriani, ai combattenti e alle loro famiglie. A quelli dico che tutte le lettere, le parole, le frasi e tutta la letteratura valgono molto meno di una singola goccia di sangue. Le parole hanno un valore molto inferiore a quello che loro hanno offerto. Ciò che è più importante è ciò che la storia scriverà su di loro. In effetti, quando parliamo di scrivere la storia, dobbiamo evidenziare che la storia ha bisogno di una strategia e ha bisogno di tattiche, ma resta il fatto che la strategia senza l’implementazione sul campo non ha valore. Resta un mero prodotto del pensiero, che potremmo includere nei libri e nei saggi. Ma la realtà è che sono questi individui di questi paesi, questo gruppo di combattenti della resistenza, non la politica, a scrivere la storia. Vorrei usare la risposta a questa domanda per esprimere a tutti loro il mio amore, rispetto e apprezzamento, e la mia riverenza verso i combattenti, i feriti e i martiri e a tutte le loro famiglie che hanno il coraggio incarnato, che ha spinto questi individui in Siria per difenderla e combattere il terrorismo, affinché queste famiglie diventino modelli di moralità e di principi per le generazioni presenti e future.

Si chiamava Alaa Mustafa Ainieh, caduto martire nella battaglia contro i terroristi ad Hajar al Aswad. 40.000 soldati dell’esercito siriano sono morti dal 2011.

Si chiamava Alaa Mustafa Ainieh, caduto martire nella battaglia contro i terroristi ad Hajar al Aswad. 40.000 soldati dell’esercito siriano sono morti dal 2011.

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Domanda 20 – Hezbollah

Giornalista: – Ha mai chiesto a Hezbollah di lasciare la Siria? Alcuni giorni fa, Sua Eminenza Sayyed Hasan Nasrallah ha parlato di questo problema e ha affermato che nessuno può portarli fuori dalla Siria, a meno che la leadership siriana non chieda loro di farlo.

Presidente Assad: – La battaglia è lunga, e sta continuando. Quando parliamo di questa alleanza tripartita – ma dobbiamo considerarla un’alleanza quadrupla quando aggiungiamo Hezbollah, perché parliamo di alleanza tripartita in termini di stati inclusi, ma alla fine Hezbollah è un elemento comunque fondamentale in questa guerra – dobbiamo ricordare sempre che la battaglia sarà presumibilmente lunga, e la necessità di queste forze militari continuerà a lungo. Quando non ce ne sarà più bisogno, e quando Hezbollah, Iran o altri giudicheranno che il terrorismo sia stato eliminato, ci diranno che vogliono andare a casa. Come ha detto Sayyed Hasan, hanno famiglie e interessi quotidiani, il che è normale, ma è ancora presto per parlare di questo argomento.

La bandiera di Hezbollah, organizzazione politico-militare libanese sciita.

La bandiera di Hezbollah, organizzazione politico-militare libanese sciita.

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Domanda 21 – I partigiani siriani

Giornalista: – Ad oggi, ci sono ancora aree sotto il controllo dei terroristi, e aree sotto occupazione. Allo stesso tempo, purtroppo, alcuni paesi arabi, e qui sto parlando in particolare dell’Arabia Saudita, hanno annunciato che sono pronti a inviare rinforzi in Siria. Dall’altra parte, pochi giorni fa sono state costituite formazioni popolari delle tribù unite, per implementare la resistenza all’occupazione. Queste unità di resistenza sono davvero popolari? Ricevono sostegno dal governo siriano? Questo significa che l’esercito non può liberare quelle aree, ed è per questo che chiede l’aiuto delle tribù? Qual è la natura di questo problema?

Presidente Assad: – Ci sono diverse forme di questa resistenza, che sono apparse già qualche anno fa. All’inizio combattevano contro l’ISIS, poi hanno iniziato a combattere gli occupanti. Erano contro l’ISIS nelle regioni centrali e orientali, e ci sono stati casi in cui sono apparse in altre regioni, e a cui non è stata data copertura mediatica, e che a volte ascoltiamo attraverso informazioni e indicazioni dirette. Ora, questa situazione ha iniziato ad espandersi. Quindi, non è un singolo caso. Ci sono un certo numero di casi che potrebbero essere individuali a volte, o sotto forma di piccoli gruppi non affiliati a un’organizzazione. In ogni caso, la nostra posizione ufficiale della Siria è stata sin dall’inizio quella di sostenere qualsiasi atto di resistenza, sia contro i terroristi che contro le forze di occupazione, indipendentemente dalla loro nazionalità, cioè americana, francese, turca o israeliana. Sosteniamo tutte quelle forze di resistenza che riconoscono il nostro ruolo nazionale di governo.

Un recente incontro di capi tribù siriani, che hanno formato un fronte unito di resistenza armata contro tutti gli invasori della Siria, in alleanza coll’esercito siriano.

Un recente incontro di capi tribù siriani, che hanno formato un fronte unito di resistenza armata contro tutti gli invasori della Siria, in alleanza coll’esercito siriano.

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Domanda 22 – I cagnolini Saud

Giornalista: – E l’Arabia Saudita, e l’invio di forze saudite in Siria?

Presidente Assad: - In primo luogo, quando parliamo di uno stato, dovremmo assumere che un tale stato possa prendere decisioni in modo indipendente. Ecco perché non parleremo del ruolo dell’Arabia Saudita. Faresti meglio a chiedermi della decisione americana su questo problema.

I rapporti tra gli USA e i luridi criminali Saud sono di lunga data, e i due personaggi della foto, l’ex presidente americano W. Bush e il re Salman, sono anche confratelli massoni nella superloggia massonica transnazionale “Hathor Pentalpha”, responsabile di tutti o quesi gli attentati terroristici in tutto il mondo, dall’11 settembre 2001 (compreso) in poi.

I rapporti tra gli USA e i luridi criminali Saud sono di lunga data, e i due personaggi della foto, l’ex presidente americano W. Bush e il re Salman, sono anche confratelli massoni nella superloggia massonica transnazionale “Hathor Pentalpha”, responsabile di tutti o quesi gli attentati terroristici in tutto il mondo, dall’11 settembre 2001 (compreso) in poi.

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Domanda 23 – La ricostruzione

Giornalista: – D’altra parte, ci sono un certo numero di paesi arabi di cui parliamo e che hanno avuto un ruolo primario o hanno contribuito alla distruzione della Siria. Questi paesi stanno ora cercando di raggiungere la Siria attraverso il processo di ricostruzione. Che cosa dice a questo riguardo, in particolare di quei paesi che hanno risorse economiche ed enorme potere finanziario? Come avete intenzione di affrontare questo problema?

Presidente Assad: – La ricostruzione in Siria non è motivo di preoccupazione per noi. Essa ha bisogno di due fattori: primo, il fattore umano, che è più importante del fattore finanziario. Quando un paese come la Siria possiede il fattore umano, il costo finanziario sarà minore in termini di ricostruzione. Questo è evidente, e possediamo tutti questi fattori nonostante il fatto che molti siriani competenti e qualificati siano emigrati a causa della guerra. Ma abbiamo ancora la possibilità di iniziare la ricostruzione. E le prove sono evidenti ora, perché lo stato sta riguadagnando terreno, e la ricostruzione è iniziata. Per quanto riguarda il denaro, il popolo siriano ha capacità finanziarie, e capitali, la maggior parte dei quali non è in Siria, ma fuori dalla Siria. C’è il capitale, che attende che inizi la ricostruzione, quindi inizierà a investire. D’altra parte, ci sono paesi amici che hanno capacità e desiderano contribuire; e noi abbiamo il desiderio di farli partecipare alla ricostruzione, in modo che ne possano beneficiare, e che noi siriani beneficiamo di questo processo. Alla fine, non abbiamo bisogno di quei paesi “ricchi” di cui parlavamo, e non permetteremo mai che facciano parte della ricostruzione.

Giornalista: – Mai?

Presidente Assad: – Mai, nella maniera più assoluta.

Giornalista: – Nemmeno se ce ne fosse un bisogno in termini di mere risorse finanziarie?

Presidente Assad: – Le risorse finanziarie non sono tutto. Come ho detto, queste sono disponibili. Ci sono diverse fonti nel mondo e in Siria per il capitale.

La ricostruzione in Siria è già in parte cominciata, e sarà lunga. I terroristi hanno distrutto tutto, anche chiese e moschee. Questa è la distruzione avvenuta nella moschea degli Omayyadi, ad Aleppo.

La ricostruzione in Siria è già in parte cominciata, e sarà lunga. I terroristi hanno distrutto tutto, anche chiese e moschee. Questa è la distruzione avvenuta nella moschea degli Omayyadi, ad Aleppo.

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Domanda 24 – Lacrime e gioie

Giornalista: – In questi anni difficili, abbiamo parlato della leggendaria fermezza dell’esercito siriano, del popolo siriano, delle forze armate. Ci può citare due esempi, il momento o l’episodio più difficile che ha dovuto affrontare in questi anni e, dall’altra parte, l’episodio o il momento più bello?

Presidente Assad: – È naturale, al centro di una vicenda militare, che i casi migliori e peggiori siano collegati allo sviluppo della battaglia militare. Se dico che i casi peggiori erano quando i terroristi controllavano una determinata zona, questo è ovvio, ma è legato più a battaglie specifiche, in particolare quando l’area è strategica o la città è grande con una grande popolazione. Di conseguenza, l’impatto sarà molto maggiore psicologicamente e in termini di morale. Ma c’è una situazione, che stiamo ancora vivendo e a cui dobbiamo sempre rivolgere il pensiero: quando un martire o un gruppo di martiri cadono, e questo avviene tutte le settimane per noi, dobbiamo pensare che una famiglia ha perso una persona cara, e che non potrà mai essere risarcita. Potrebbe esserci una ricompensa ottenendo la vittoria ad un certo stadio, ma a livello familiare, psicologico e umano, non è possibile compensare un caro perso da una certa famiglia, o magari un amico perso. Questa è una situazione molto dolorosa che abbiamo vissuto e continuiamo a vivere. E questo non cesserà fino a quando la guerra stessa non cesserà. Ma ci sono stati casi molto dolorosi anche all’inizio della guerra, quando abbiamo assistito ad una enorme mancanza di patriottismo. Erano forse una minoranza, ma una grande minoranza, di individui che erano disposti a vendere la patria e commerciarla insieme ai loro principi, se ne avevano, in cambio di denaro di un certo interesse, oltre a una certa percentuale di estremismo. D’altra parte, ci sono state vittorie, iniziate in particolare con la ripresa della città di Al-Qsair nel 2013, e culminate nella riconquista della città di Aleppo nel 2016, che si è rivelato poi come l’inizio delle vittorie più grandi. È seguita poi la liberazione di Deir Ezzor, e oggi stiamo vivendo la gioia di liberare del tutto Damasco e le sue campagne. Questa è una situazione che tutti abbiamo vissuto, e lei era con noi, e sono sicuro che prova la stessa gioia.

Manifestazioni di gioia di bambini siriani, in un sobborgo di Damasco che l’esercito ha liberato dai terroristi.

Manifestazioni di gioia di bambini siriani, in un sobborgo di Damasco che l’esercito ha liberato dai terroristi.

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Domanda 25 – L’individuo e la comunità

Giornalista: – Si è mai sentito stanco in un determinato momento? Si è mai sentito esitante in un certo momento, alla luce di tutte le decisioni che ha preso? Ha mai pensato, anche solo per un momento, di andarsene? Non ha mai detto a se stesso: fammi salvare la mia famiglia e dare le dimissioni, come alcune persone hanno fatto, a un certo punto della loro storia?

Presidente Assad: – Questa domanda potrebbe essere giustificata se si vede la questione come individuo. Quando mi trovo di fronte a una situazione personale come individuo, dopo alcuni mesi potrei sentirmi disperato. Potrei sentirmi stanco o annoiato o potrei voler passare a una situazione diversa, o arrendermi. Questo è possibile.

Giornalista: – Come individuo?

Presidente Assad: – Certo, come individuo, ma il caso che lei sta proponendo non è personale, è nazionale. Immagina di essere in una condizione diversa, magari costruendo qualcosa da solo. Ti senti stanco, ma quando vedi un gran numero di persone che ti aiutano a costruire, e condividono con te la stessa determinazione, dimentichi la stanchezza. Ora siamo in una situazione nazionale. Stiamo parlando di milioni di siriani. Quando vedi un proiettile che colpisce e le vittime che cadono da qualche parte in Siria, ti senti frustrato. Ma quando vedi che la vita viene ripristinata nella stessa area dopo un’ora, le tue condizioni psicologiche cambiano. Quando vedi che l’elettricista, l’operatore del petrolio, l’insegnante, l’impiegato, si muovono fianco a fianco con i combattenti, muovendosi senza disperazione e senza affaticamento, come puoi sentirti stanco? Questa è una condizione collettiva non correlata a me come persona. Ha a che fare con la nostra condizione umana quando siamo insieme come società. Come viviamo? Questo definisce se sei stanco o meno. Se la società siriana fosse arrivata a questo stadio di disperazione e tendente alla resa, sarei certamente stato con essa. Mi sarei arreso, perché non ho gli elementi necessari per la costanza. Questo è evidente.

Giornalista: – Molte grazie, signor Presidente, per averci offerto questa opportunità, e per la sua sincerità nel rispondere a queste domande. Grazie mille.

La Siria guarda avanti. Ad Aleppo, giovani volontari si organizzano per pulire le strade.

La Siria guarda avanti. Ad Aleppo, giovani volontari si organizzano per pulire le strade.

Khutba di Eid al Fitr 1439

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

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Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
anche quest’anno 1439 dell’Egira il Santo mese di Ramadàn è alle nostre spalle; oggi, giorno della Comunità, 1° Shawwāl, ‘Eid el Fiṭr, siamo qui riuniti in congregazione per innalzare ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, la nostra Lode, le nostre Magnificazioni, il nostro Ringraziamento, per questo mese di Misericordia, perdono e salvezza dal fuoco.

Abbiamo osservato i comandamenti del digiuno per amore di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, al solo scopo di ottenere il Suo Compiacimento e il Suo Perdono per i nostri peccati.

Oggi è giorno di gioia per la soddisfazione di avere rinunciato nell’arco diurno dei suoi giorni a mangiare e a bere e quant’altro richiesto di non fare e di avere nelle sue notti partecipato al tarawīḥ e alle veglie di adorazione e pagato la zakàtu-l-Fitr prima dell’inizio del rito congregazionale solenne della Festa.

E’ la letizia di cui si riempie il cuore del credente nella paternità divina del Sublime Corano e nella missione apostolico profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, per la sua consapevolezza dai numerosi benefici spirituali e materiali, per la vita terrena e la vita futura, che derivano dall’obbedienza al Comandamento divino.

In questo giorno, i nostri cuori sono colmi di felicità per essere stati in grado di avvicinarci ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, con le nostre devozioni. I nostri cuori ringraziano l’Altissimo per il beneficio della pace in cui ci permette di vivere serenamente questa Festa in questa terra lontana da quei luoghi dove nostri fratelli e nostre sorelle soffrono momenti di tragedia, in fuga, quando possono, dalla guerra e dalla fame e un velo di tristezza è presente nei nostri cuori.

In questo giorno il musulmano, che ha digiunato con fede e come già detto, al solo scopo di ottenere il compiacimento di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, coglie l’occasione per purificare il suo cuore da eventuali rancori e sentimenti di ostilità verso fratelli, per compiere i suoi doveri verso i suoi parenti, verso il vicinato sia sul piano spirituale sia piano materiale con la preghiera e la solidarietà e se vi sono situazioni di incomprensione o di attrito, che possono degenerare in rottura dei rapporti, egli si affretta a correre ai ripari, perché egli sa che la rottura dei rapporti è un evento molto grave ed è sempre causa di disgrazia agli <occhi di Allàh>!

Dice, infatti Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, nella sura Muhammad: «««E non potrebbe avvenire che, se girate le spalle, provocherete disordine sulla terra e romperete quei vostri legami, che derivano dall’utero? (22) Quelli son coloro che Allàh ha maledetto! Egli li ha resi sordi ed ha accecato i loro occhi.(23)»»».

La maledizione di Allàh, l’Altissimo, pesa su coloro che “rompono i legami che derivano dall’utero”! In questo giorno il musulmano che innalza con energia il suo Takbīr esprime la sua consapevole sottomissione al volere di Allàh, rifulga lo splendor della sua Luce, perché nel takbīr egli manifesta la vittoria che egli con il digiuno ha conseguito, la vittoria della fede in Allàh, rifulga lo splendor della sua Luce, e nel Suo Apostolo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, sulle tentazioni del mondo suggerite da Shayṭān, della vita eterna nel Paradiso promesso da Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, sulla caducità della vita terrena.

In questo giorno il musulmano ha in mente le parole di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, nella Sura dell’Altissimo, quando dice: «««In verità, avrà successo chi paga la zakāh – ricorda il nome di Allàh ed esegue il rito di adorazione!»»». Egli non è tra coloro di cui Allàh, l’Altissimo dice: «««Ma voi scegliete la vita terrena»»». Egli sa che – come dice Allàh, l’Altissimo: «««La vita futura è meglio ed eterna!»»».

In questo giorno il musulmano ha indossato i suoi abiti migliori, dopo il ghusl, ha mangiato qualche dattero ed è venuto al rito di adorazione, come era solito fare il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, come ci dice la Tradizione! E in obbedienza ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, egli moltiplica i suoi Takbīr! Dice, infatti, Allàh, l’Altissimo: «««Allàh vuole per voi il facile, non vuole per voi il difficile; perciò, completate il numero e magnificate Allàh [dicendo Allàhu àkbar !] per avervi guidato, affinché siate riconoscenti.(185) [ Corano Sura al-Bàqarah]»»»

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
in questo nostro giorno, mostriamo a noi stessi che apparteniamo a una nazione unita, a un unico corpo, a una Comunità di fede, che tutta soffre, quando una parte di essa soffre! Mostriamo a noi stessi l’autenticità del nostro sentimento di appartenenza nel nostro sentire operativamente la fratellanza con i tutti i musulmani che soffrono, mettendo mano al portafoglio! Rafforziamo la nostra determinazione, dimostrando, inoltre, con la nostra compostezza, che siamo preoccupati della situazione dell’Islàm in Palestina, in Egitto, in Siria e in tutte le aree della Terra, dove i suoi fedeli sono vittime di strutture di potere governate dal dominio dell’uomo sull’uomo. Ringraziamo e preghiamo con intensa devozione Allàh, l’Altissimo, non solo affinché questi nostri giorni siano di gioia, ci accordi la felicità in questa vita e in quella eterna, ma anche aiuti i nostri fratelli in ogni luogo di loro sofferenza, sciolga le loro catene, sani le loro ferite, li salvi dal popolo degli iniqui e ci perdoni tutti! O Allàh, accogli il nostro digiuno, il nostro rito, la nostra veglia notturna e le nostre preghiere. Amen.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.

Incondivisa Divinità

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XX – Ayah 130:

فَاصْبِرْ عَلَى مَا يَقُولُونَ وَسَبِّحْ بِحَمْدِ رَبِّكَ قَبْلَ طُلُوعِ الشَّمْسِ وَقَبْلَ غُرُوبِهَا وَمِنْ آنَاءِ اللَّيْلِ فَسَبِّحْ وَأَطْرَافَ النَّهَارِ لَعَلَّكَ تَرْضَى.130 

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Pazienta a ciò che dicono, e proclama con la lode di Lui la Divinità Incondivisa del tuo Signore, allo spuntare del sole e prima del suo tramonto, e proclama la Incondivisa Divinità (di Allàh) nelle ore della notte e alle estremità del giorno, sicché ne sia soddisfatto. (130)
  • Precetto Divino al Musulmano, quanto a comportamento da tenere a fronte a ciò che viene detto contro l’Islàm dai suoi nemici: esercitare la virtù della pazienza e dedicarsi alla Lode del Signore nella Sua Divina Unità, Unicità e Uni-Personalità alle ore indicate del giorno e della notte dal Signore di tutti gli Universi perché Egli sia soddisfatto della tua Lode.

072

“Credo in Allàh”

Suf°yān b. Abdullàh al-Sàqaf (che Allàh sia compiaciuto di lui) raccontò. Un giorno, chiesi al Messaggero di Allàh: “Dimmi qualcosa circa l’Islàm, che dopo averlo chiesto a te non avrò da chiederlo a nessun altro”. l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“Di’ Credo in Allàh e poi comportati rettamente!!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Lo ha riferito Muslim.

077

La salvezza dal fuoco – Ramaḍān 4

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

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Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
siamo entrati nell’ultima decade del nostro Santo mese di Ramaḍān del 1439 dell’Egira, la terza parte della quale il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse che essa è «itqun mina n-nār!» [salvezza dal fuoco] per coloro i quali in essa compiono con devozione assoluta ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, il digiuno, vale a dire al solo scopo di ottenere il compiacimento di Allàh, che in questo ultimo periodo ha fatto di Muhàmmad figlio di Abdallah una «««Misericordia per tutti gli universi»»» nella «notte del Destino» con la Rivelazione del Sublime Corano nel cuore di lui, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, nella grotta del monte Ḥirā nei pressi della Mecca, molto probabilmente nell’anno 609 dell’era volgare.

In quella notte santa, che viene tradizionalmente commemorata nella notte del 27 Ramaḍān, l’Angelo Gibrīl su lui la pace, dopo aver pronunciato l’imperativo «ìqra‹›°!» [recita!] parola iniziale del primo testo di rivelazione di cinque āyāt, che troviamo nel Sublime Corano nella Sura numero 96, annunciò l’investitura profetica con le parole:

«O Muhàmmad, io sono Gibrīl e tu sei l’Apostolo di Allàh!».

Era «làylatu-l-qàdr»! Era la notte che è meglio di mille mesi, frase che significa che le devozioni in essa nella veglia notturna di adorazione, il qiyāmu-làylat-l-qadr, eseguito imānan wa qtisāban equivalgono alle devozioni super-erogatorie di mille mesi!

Il digiuno – non dimentichiamolo – purifica l’anima e attira sul digiunante le benedizioni di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, il Quale desidera il meglio per i Suoi servi sinceri.

Egli, rifulga lo splendor della Sua Luce, ci ha dato il digiuno del mese di Ramadan perché noi, credenti nella paternità divina del Sublime Corano e nella missione apostolico-profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, si trovi la via per appropriarci del «Timore di Allàh» per mezzo del quale impariamo a controllare i nostri desideri, a riflettere sulle nostre sperabilmente non grandi trasgressioni a non arrenderci alle passioni e a escludere dalla nostra vita quotidiana tutto ciò che danneggia la dignità dell’uomo e porta alla rovina, spirituale e materiale.

Il digiuno fortifica la volontà, insegna la pazienza e l’autodisciplina, ci rende capaci di sopportare le avversità della vita e di patire serenamente la fame e la sete.

Il digiuno è una scuola, la messa in pratica degli insegnamenti della quale rappresenta una chiara vittoria sui desideri illeciti e gli impulsi egoisti, che sono promossi da an-nàfsu-l-ammaratu bi-s-sū‹ che alberga in ciascuno di noi.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
intensifichiamo in questi nostri ultimi dieci giorni di Ramadàn, le nostre devozioni, la lettura del Sublime Corano, la beneficenza, l’ordinare il bene e il proibire il male; chiediamo ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, di aiutarci nel Ricordo di Lui, nel Ringraziamento per le sue grazie, nell’essere scrupolosi nell’assolvimento dei nostri doveri, abbandonando le nostre debolezze, controllando emozioni e istinti e governando la lingua.

Chiediamo ad Allah, rifulga lo splendor della Sua Luce di dare al nostro digiuno il potere di animare lo spirito di ciascuno di noi e di tutti i fratelli e le sorelle nell’Islàm alla ricerca della Sua Benedizione per l’unificazione della nostra Ummah e la protezione di essa dalle aggressioni che vengono dall’esterno e, disgraziatamente, anche dall’interno di essa.

Siamo generosi nel dare il nostro sostegno di preghiere e di beni materiali per i fratelli e le sorelle, che sono vittime dell’ingiustizia che è la figlia primogenita del dominio dell’uomo sull’uomo in molte parti della Casa dell’Islàm.

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Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi il perdono, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.

Immunità dall’idolatria

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XLIII- Ayàt 26-27:

وَإِذْ قَالَ إِبْرَاهِيمُ ِلأَبِيهِ وَقَوْمِهِ إِنَّنِي بَرَاءٌ مِمَّا تَعْبُدُونَ.26
إِلاَّ الَّذِي فَطَرَنِي فَإِنَّهُ سَيَهْدِينِ.27

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Disse Ibrahim (Abramo) a suo padre e al suo popolo: “In verità, io sono immune da ciò che voi adorate. (26) Infatti io non adoro, se non Colui che mi ha creato e, in verità, Egli mi guiderà.”(27)
  • Nota
    Il profeta Abramo, su lui la pace, dopo aver invitato suo padre e il suo popolo all’abbandono dell’adorazione degli idoli, si dichiara immune dall’idolatria e afferma, dopo la presa di coscienza della sua condizione di creatura, il suo credo nel dovere della creatura di adorare solo ed esclusivamente il suo Creatore, il quale, dopo essersi rivelato darà la guida per la salvezza dal fuoco eterno, come diede a lui la salvezza dal fuoco temporaneo nel quale era stato gettato dai sacerdoti degli idoli.

 044

Io assicuro

Sàhl bin Sa’d (che Allàh sia compiaciuto di lui) raccontò. Un giorno l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“Io assicuro che entrerà in Paradiso chi mi assicuri di governare come Allàh comanda quello che c’è tra le sue due mascelle e quello che c’è tra le sue due gambe!” [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Lo ha riferito al-Bukhārī.

043

Khutbah di Badr – Ramaḍān 3

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

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Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
siamo nella seconda decade di questo mese santo di Ramadàn 1439, che vola via rapidamente, portando con sé le nostre devozioni diurne del digiuno e le nostre devozioni notturne del tarawīḥ e della veglia di adorazione!

Questa è la parte del mese che è misericordia, ricordando le parole del nostro Santo Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il quale disse di esso che: ««La prima parte è perdono, la seconda parte misericordia e la terza salvezza dal fuoco!»».

Invochiamo Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, affinché ci usi misericordia, accogliendo la nostra obbedienza nell’adempiere l’obbligo del quarto pilastro dell’Islàm, in questa seconda decade di Ramadàn, nella quale avvenne la prima vittoria dell’Islàm, che nell’Oasi di Badr sconfisse la prima aggressione della miscredenza organizzata, in armi per soffocare il messaggio di liberazione dell’uomo dal dominio dell’uomo, confidando nella sua superiorità materiale.

Proprio ieri, 17 Ramadàn 1439 è stato il 1437° anniversario della vittoria di Badr, concessa da Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, a quei pochi manipoli di Musulmani della prima ora sulle soverchianti forze organizzate della miscredenza, che progettavano di estinguere nel sangue la Parola di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce.

Allàh stesso scese in campo contro la poderosa armata del politeismo idolatrico della Mecca! Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce nella Sura VIII:

«««Non foste voi ad ucciderli, ma fu Allàh. Non sei stato tu a scagliare (la freccia o il giavellotto), quando hai scagliato, ma fu Allàh a scagliare! E ciò per dare ai credenti, da parte Sua, una bella prova. In verità, Allàh è Audiente ed è Sciente!(17) Questo per voi! Ed anche perché Allàh è Lui che rende vani i complotti di coloro che rifiutano di credere!(18)»»».

Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce: «««Quante volte una piccola armata ha sconfitto una grande armata, con il permesso di Allàh? Ed Allàh è con i forti, che affrontano con fermezza le situazioni difficili.(249)»»» [Corano II].

Questa è la nostra condizione odierna; la battaglia non è, oggi, a lancia e spada in campo, come a Badr, bensì è a livello informativo! L’aggressione contro l’Islàm è martellante, in modo più o meno palese, per cui a rispondere ad essa il Musulmano ha da prepararsi, per essere in grado di rispondere colpo su colpo, possibilmente, con adeguata precisione linguistica e concettuale, all’ingiuriosa disinformazione che viene rovesciata, ogni giorno, sui Musulmani e sull’Islàm dai mass media per fare il lavaggio del cervello alla gente tenuta a digiuno della Verità con la menzogna a scopi elettorali in difesa di una presunta identità giudaico-cristiana dell’Europa, brandendo corona del Rosario e Vangelo.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
dobbiamo essere uniti nel compito di rendere Testimonianza della Verità del dovere di ogni uomo di affermare il Potere di Allàh – il Creatore dell’uomo – attraverso la Sua Legge, che libera l’uomo da ogni forma di “antrop-archia”, cioè di dominio dell’uomo sull’uomo e ricordiamoci, prima di scendere in campo, la preghiera coranica: “O Signor nostro, rafforza la nostra pazienza, rendi fermi i nostri piedi e dacci il sopravvento sulle forze organizzate della miscredenza [antroparchica]!”. Può darsi che Allàh, rifulga lo splendor della sua Luce, ci conceda la vittoria.

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Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi il perdono, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.

Chiedi loro

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXXVII – Ayàt 149-150:

فَاسْتَفْتِهِمْ أَلِرَبِّكَ الْبَنَاتُ وَلَهُمْ الْبَنُونَ. 149
أَمْ خَلَقْنَا الْمَلاَئِكَةَ إِنَاثًا وَهُمْ شَاهِدُونَ.150

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Chiedi loro di farti capire se al tuo Signore le figlie e a loro i figli,(149) oppure se il sesso femminile lo abbiamo dato agli angeli, in loro presenza, quando li creammo! (150)
  • Nota
    I Meccani credevano che gli angeli fossero figlie di Allàh. Essi erano orgogliosi di avere figli maschi, mentre ritenevano un disonore avere femmine. Sarcasmo di Allàh! Poi Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, denuncia il carattere cervellotico dell’idea che i Meccani avevano del “sesso degli angeli”, facendoci capire con chiarezza che per fare affermazione veritiera bisogna fornirne come prova, qui, una testimonianza oculare [altrove, una prova documentale: atū burhāna-kum].

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