Khutba – Le 5 cose

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
esorto voi ed esorto me stesso al Timore di Allàh, l’Altissimo e all’Obbedienza! Vi metto in guardia dalla disobbedienza ai Suoi ordini e ai Suoi divieti, perché un giorno «««Gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà»»».

Ibn ‘Abbāṣ, che Allàh si compiaccia di lui, riferì che il Messaggero di Allah, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, nell’esercizio del suo magistero-apostolico profetico, diede il seguente ammaestramento: ««Trai beneficio da cinque cose, prima che cinque sopravvengano: dalla tua gioventù, prima della tua vecchiaia, dalla tua salute prima della tua malattia, dalla tua ricchezza prima della tua povertà, dal tempo libero prima della tua occupazione, dalla tua vita prima della tua morte»» [o come disse*].

È il testo di una tradizione autentica, registrata da Al-Ḥakīm, della quale al-sh’ykh ‘àbdu-l-‘aẓīm al-Bàdawī, Allàh lo ricompensi come merita, ha fatto un sapiente commento su cui ciascuno di noi ha il dovere di meditare e far tesoro, ai fini della propria salvezza dal fuoco.

Si tratta di un consiglio di grande valore e un richiamo di enorme saggezza, che il Profeta* diede a un uomo, che gli chiedeva consiglio. Il consiglio fu quello di utilizzare la sua vita consapevolmente, cioè ai fini della salvezza dal fuoco, mettendo in pratica i comandamenti del Sublime Corano, prima della morte, poiché la vita è un immenso beneficio, e ciascuno dei giorni che la compone è un beneficio. Il Profeta* quando Allah** lo resuscitava dal suo sonno, diceva:««Lode ad Allah Che ci ha fatto rivivere dopo averci fatto morire! Verso Lui è il ritorno»».

Un giorno in più di vita può permettere all’uomo che ha peccato di pentirsi, o al generoso di esserlo maggiormente. Così, una vita lunga e ricca di buone azioni permette di raggiungere livelli molto alti di beatitudine nel Paradiso. Approfittiamo, dunque, o Fratelli e sorelle, della nostra vita, poiché la fine di essa giunge il più delle volte senza preavviso. Il termine della vita, lo sappiamo bene, è fissato da quando l’angelo di Allàh** al 120° giorno dal concepimento porta il rūḥ [lo spirito] e al-’àgial [la durata della vita], insieme a ‘àmal [le azioni] il rizq [il sostentamento] e il destino finale [shaqiyun o sa’īd ].

Noi non lo sappiamo quando verremo chiamati a render conto delle nostre azioni, e, quindi, dobbiamo essere sempre pronti a farvi fronte con il bagaglio necessario a scampare dal fuoco, sperando nella Misericordia di Allàh, l’Altissimo!

Così, per avere sempre le carte in regola, l’uomo non ha da farsi sedurre dagli inganni della vita di quaggiù, e non ha da lasciarsi imbrogliare da Shayṭān riguardo ad Allah.

Per ottenere questo risultato bisogna essere obbedienti alle norme del Codice di vita islamico, camminando nella via della rettitudine, indicata dal Sublime Corano e dalla Nobile Sunna.

Non dimentichiamo che chi in vita avrà trascurato di adempiere i propri doveri, rimpiangerà il proprio comportamento nel momento dell’agonia e implorerà una dilazione per correggere il suo passato, ma non gli sarà accordata Dice Allah**: ««« Avverti le genti (a proposito) del Giorno in cui li colpirà il castigo. (Allora) coloro che saranno stati ingiusti diranno: “O Signor nostro, concedici una breve dilazione: risponderemo al Tuo appello e seguiremo i Messaggeri”. Non giuravate dianzi, che per voi non ci sarebbe stato declino? Eppure abitavate nelle case di coloro che avevano fatto torto a loro stessi, e quel che facemmo di essi vi era ben noto. Vi abbiamo citato gli esempi»»».

La salute e il tempo libero fanno anch’essi parte delle cose di cui il Profeta ci ordinò di fare buon uso: “…la salute prima della malattia, il tempo libero prima dell’attività…  Traiamo, quindi, vantaggio dalla salute, e utilizziamola per digiunare di giorno, pregare di notte, combattere i nemici (della religione), recarci alla moschea, viaggiare alla ricerca della conoscenza, prima di essere messi alla prova con la malattia…

Desidereremo, allora, digiunare, ma non potremo farlo. Vorremo pregare in piedi, ma non ne avremo la forza. Cercheremo di andare alla moschea, ma le nostre gambe cederanno. E rimpiangeremo, allora, i giorni passati, in cui avresti potuto fare tutto ciò, ma lo tralasciasti…

Riempiamo il nostro tempo libero con ciò che ci sarà di beneficio tra le buone azioni, prima di essere troppo occupati. Allora, nel bel mezzo della nostra occupazione, spereremo di poter disporre di un’ora per poter leggere un libro, o assistere a una lezione… Ma non potremo farlo! E rimpiangeremo, allora, il tempo – addirittura gli anni! – che abbiamo sciupato.

Se utilizzeremo la salute e il tempo nell’obbedienza nei confronti di Allah, e poi ci ammaleremo o dovremo partire per un viaggio, le buone azioni che avevamo l’abitudine di compiere quando eravamo in salute e sedentari ci verranno contate lo stesso, così come ci assicurò il Profeta*: ««Se il servo si ammala, le buone azioni che era abituato a compiere quando era in salute e sedentario gli verranno contate (come se le avesse compiute lo stesso) »».

Tuttavia, la maggior parte della gente se ne disinteressa! Questa è anche la ragione per cui il Profeta* ebbe a dire: ««Vi sono due benefici riguardo ai quali molta gente si inganna: la salute e il tempo libero»» [o come disse *].

L’inganno, di cui parla il Profeta* è quello, di cui è vittima la persona, che, in buona salute e con del tempo libero, non solo non trae beneficio da questi due doni, per guadagnare meriti, ma li sperpera nel vizio e in cose inessenziali ai fini della salvezza dal fuoco!

Ammaestrati dall’insegnamento profetico, espresso con precisione linguistica e chiarezza concettuale, i Musulmani delle prime generazioni erano molto attenti a fare buon uso del tempo.

Oggi, purtroppo, non c’è più a proposito dell’utilizzo del tempo la sensibilità dei Pii Predecessori, che davano molta importanza non solo al minuto, ma anche ai secondi, per essere sempre in regola con i Comandamenti del Sublime Corano e ai Precetti del Profeta*.

Non solo! È stato tramandato che essi si esortavano vicendevolmente a praticare questa linea di condotta.

Tra le cose, di cui il Profeta* raccomandò di fare buon uso, vi è ««…la gioventù prima della vecchiaia…»».

Chiunque utilizza la propria giovinezza con cognizione di causa con una linea di condotta rivolta a preservarsi dal fuoco, sarà vincente e salvo, perché Allah** lo porrà sotto la Sua ombra nel Giorno, in cui non vi sarà altra ombra che la Sua; mentre chiunque sperperi la sua giovinezza nei piaceri e nei desideri sarà perduto!

Chi muore in questo stato, lo rimpiangerà; se invecchia, lo rimpiangerà lo stesso, poiché, le sue azioni saranno finite, e se invecchia, la sua schiena si curverà, le sue gambe si indeboliranno, il suo udito e la sua vista si attenueranno, e non avrà dunque la forza di compiere tutte le opere buone, che desidererà compiere, per redimersi dalla scioperatezza di sua gioventù.

Quanto alla ««…ricchezza prima della povertà…»» non dimentichiamo che la ricchezza fa parte dei doni che Allah l’Altissimo concede a chi vuole ed è, quindi, dovere, di colui al quale essa è stata concessa riconoscere la generosità di Allah e di utilizzarne una parte in generosità, perché la ricchezza è una prova e l’avarizia è una fonte di pericolosa vicinanza al fuoco dell’inferno.

Dice Allàh l’Altissimo: «««Coloro che sono avari di quello che Allah ha concesso loro della Sua grazia, non credano che ciò sia un bene per loro. Al contrario, è un male: presto, nel Giorno del Giudizio, porteranno appeso al collo ciò di cui furono avari. Ad Allah appartiene l’eredità dei cieli e della terra; e Allah è ben informato di quello che fate»»»

Non dimentichiamo, quindi, di trarre beneficio dalla ricchezza prima della povertà.!

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
che la nostra giornata sia digiuno e la nostra notte sia adorazione! Che i nostri passi si dirigano verso la moschea! Stiamo in guardia, affinché la nostra giornata non sia perdita di tempo, le nostre veglie distrazione e i nostri passi non ci guidino verso la disobbedienza ad Allah**. Ricordiamo e pratichiamo l’ammonimento salvifico: ««Se vivi fino al mattino, non aspettare la sera, e se vivi fino alla sera, non attendere il mattino, fai buon uso della tua salute prima della malattia, e della tua vita prima della morte… e confessiamo con le Parole di Allàh**:

«««Signor nostro, abbiamo fatto torto a noi stessi e se Tu non ci perdoni e ci usi misericordia, finiremo tra i perdenti. O Signor nostro, dacci il bene nella vita terrena e il bene nella vita futura e scampaci dal fuoco»»».

-O-

Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

Rendiconto e noncuranza

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXI – Ayàt 1-2:

اقْتَرَبَ لِلنَّاسِ حِسَابُهُمْ وَهُمْ فِي غَفْلَةٍ مُعْرِضُونَ .1
مَا يَأْتِيهِمْ مِنْ ذِكْرٍ مِنْ رَبِّهِمْ مُحْدَثٍ إِلاَّ اسْتَمَعُوهُ وَهُمْ يَلْعَبُونَ.2

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Si avvicina agli uomini il rendiconto loro, ma essi in noncuranza stanno lontani!(1) Non giunge ad essi dal loro Signore nessun nuovo ricordo, senza che lo ascoltino, continuando a spassarsela, (2)
  • Nota
    Ogni uomo è destinato a morire, a risorgere, a presentarsi al Giudizio divino inappellabile; di questa verità essi vengono informati, ma non se ne curano e continuano a spassarsela, cioè a vivere su una via diametralmente opposta a quella della salvezza dal fuoco.

060

Khutba – Il Successo

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

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 Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, nel capitolo XXIII del Sublime Corano – la Sura dei Credenti (sūratu al-mù‹minūna) dice: <<<Il successo lo raggiungono i credenti, (1) i quali sono umili nella loro adorazione quotidiana, (2) i quali si tengono alla larga dal vaniloquio, (3) i quali sono pronti a fare il pagamento dell’imposta coranica, (4) i quali controllano la loro sessualità – (5) fuorché con le loro mogli e con ciò che le loro destre possiedono, sicché, in verità, essi sono irreprensibili, (6) mentre coloro che desiderano oltre questo commettono trasgressione – (7) coloro i quali si danno premura per i depositi loro affidati e per l’adempimento delle loro promesse, (8) coloro che salvaguardano le loro adorazioni quotidiane! (9) Quelli sono gli eredi, (10) i quali avranno in eredità il Paradiso, dove rimarranno, eternamente(11)>>>.

Sono undici unità di rivelazione, che ogni musulmano ha il dovere di conoscere e di mettere in pratica, perché in queste àyah, Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, con precisione linguistica e chiarezza concettuale, indica ai credenti la strada da percorrere, a livello di comportamento, per meritare in eredità il Paradiso. Ad Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, la lode tutta appartiene, per averci ha guidato sulla retta via con il Sublime Corano e, per mezzo della sunna e degli insegnamenti del profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il quale disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: “Il rito d’adorazione è il mi’rāg (l’ascensione del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, alla Presenza di Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce) del credente”.

Il rito d’adorazione, aṣ-ṣalātu, che è il secondo pilastro dell’Islàm, che è fonte di tranquillità e di serenità del credente, consapevole che nel rito egli è in presenza del suo Signore e in intimo rapporto con Lui viene, purtroppo, trascurato da molti musulmani, specialmente da moltissimi giovani, distratti, al giorno d’oggi dalle tecnologie della comunicazione, che hanno effetti deleteri talmente gravi da generare dipendenze patologiche non solo a livello di psiche, ma anche a livello fisico. Questo deriva dalla perdita da parte dei giovani, anche se non mancano le eccezioni, della consapevolezza della condizione di creatura dell’uomo che tutto deve al suo Creatore.

Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce: <<<Perciò non vi inganni l’illusione della vita terrena e non vi inganni l’ingannatore (Satana) a proposito di Allàh. (33)|>>> [Corano XXXI Luqmān]. Le illusioni della vita terrena e gli inganni di Satana a proposito di Allàh, fanno perdere all’uomo la consapevolezza dei propri limiti; una grave menomazione che genera la perdita dell’umiltà che invece ha da coniugarsi con il timore e tremore della creatura consapevole al pensiero della sua condizione nei confronti del Creatore.

Per far perdere al musulmano questo sentimento – che nel rito di adorazione raggiunge il suo momento più intenso, quando con la fronte per terra la creatura – creata dalla terra – è più vicina al suo Signore, Satana escogita le sue diavolerie tecnologiche, che pur avendo qualche utilità, sono altamente dannose a causa della debolezza umana. E’ – pertanto – un dovere di ogni musulmano consapevole di mettere in guardia contro i pericoli materiali e spirituali della seduzione che si sprigiona nelle menti infantili dei giovani e non meno infantili di non pochi adulti, promuovendo la negligenza nell’osservanza dei doveri religiosi e principalmente del dovere del compimento del rito di adorazione.

Dobbiamo sforzarci di far capire la fondamentale importanza del sentimento dell’umiltà che si esprime nel gesto del takbīr “Allàh è il più grande!”, quando il fedele, alzando le mani, si getta dietro le spalle ogni occupazione e preoccupazione; quando, ponendosi in piedi davanti al Signore della Potenza, si libera da ogni dipendenza terrena.

Non c’è gioia paragonabile a questa. Questo bisogna essere in grado di far capire! Recuperare il senso vero della nostra vita, banco di prova della nostra fedeltà al Creatore vuol dire entrare a far parte del novero dei sinceri adoratori di Allàh, sulla base delle precise parole del Suo libro, quando, nel Capitolo ventitreesimo del Sublime Corano, intitolato Sura dei Credenti (sūratu al-mù‹minūna) [Rivelata alla Mecca, costituita da 118 ayāt e scesa dopo la sura al-anbiyā‹ (sura 21)] dice: <<< Il successo lo raggiungono i credenti, (1) i quali sono umili nella loro adorazione quotidiana >>>.

O servi del Sommamente Misericordioso, l’umiltà nel rito di adorazione è lo spirito stesso del rito, è il fulcro, su cui ruotano tutte le vostre azioni. Il rito d’adorazione, eseguito senza umiltà, è esattamente come un corpo senza anima. Quando il fedele che esegue il rito di adorazione è umile e totalmente compreso nel sentimento del dovere di adorare con tutta la sua anima e tutto il suo corpo il Creatore del mondo e dell’uomo, il suo spirito è tutto immerso nello sforzo di eseguire il rito nel migliore dei modi nella speranza di riuscirci, affinché esso venga accettato, perché nella sua accettazione da parte di Allàh c’è la salvezza; e con il timore che per qualche mancanza non venga accettato, in quanto nella mancata accettazione di esso c’è la rovina.

La sincera umiltà è nemica della negligenza e quando non c’è vera umiltà nel cuore di colui che esegue il rito di adorazione, egli viene preso di mira da Satana che gli fa dimenticare il numero delle unità di adorazione che deve eseguire, degli inchini e delle prosternazione, il suo corpo dondola a destra e a sinistra, la sua mano accarezza la barba o si aggiusta qualche parte del suo abbigliamento.

Un giorno il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, vedendo un uomo che mentre eseguiva il rito d’adorazione si lisciava la barba, disse: “Se il suo cuore fosse umile sarebbero umili anche le sue membra!”.

Quando uno esegue distrattamente il rito d’adorazione, lo si capisce dal fatto che non esegue in esso un rukù’ [inchino] o un sugiud [una prosternazione] o un qiyām [la posizione ortostatica in cui si esegue la recitazione del Sublime Corano] o un giulūs [seduta].

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, accortosi un giorno che un uomo, il quale stava eseguendo il rito di adorazione, aveva saltato l’inchino e mentre era in prosternazione sussultava, disse: “Se questo muore in questa situazione, egli muore fuori dalla religione di Muhàmmad”.

In un’altra occasione il Profeta disse: <<< Quando il servo ha eseguito il rito d’adorazione in modo perfetto esso è luminoso e sale fino alle porte del cielo; esse gli vengono aperte ed esso dice in favore di colui che l’ha eseguito perfettamente: “Che Allàh ti conservi come tu hai conservato me”. Quando, invece, il servo ha eseguito male il rito d’adorazione, non ha eseguito gli inchini e le prosternazioni secondo il rituale, esso sale avvolto nelle tenebre fino alle porte del cielo, che gli rimangono chiuse in faccia. Esso dice, rivolto al suo esecutore: “Ti tratti male Allàh, come tu hai maltrattato me!”. Poi il rito viene arrotolato come si arrotola un vestito vecchio e gli viene sbattuto in faccia >>>.

Per i predetti motivi, o servi fedeli del Sommamente Misericordioso, fate ogni sforzo per eseguire il rito d’adorazione nel migliore dei modi, perché esso sarà luce per voi e mezzo di avvicinamento ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce; e state attenti a non compiere nessuna delle azioni che annullano il rito o che vi privano del merito e della ricompensa da parte di Allàh. Preoccupatevi del giorno in cui ad Allàh farete ritorno, un giorno nel quale ogni individuo sarà ricompensato per ciò che ha fatto e nel quale a nessuno sarà fatto torto.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
alla luce di queste informazioni, che vengono dal Sublime Corano e dall’Insegnamento del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, abbiamo da essere umili nell’esecuzione di ogni nostro rito d’adorazione prescritto, se vogliamo raggiungere sicuramente il successo nella vita futura, perché Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, ha affermato nel Sublime Corano che <<<i credenti, i quali sono umili nella loro adorazione quotidiana, son quelli che raggiungono il successo [ e Allàh dice la Verità]>>>.

Non lasciamoci trascinare nella negligenza dei nostri doveri religiosi e lavoriamo con intelligenza per ordinare il bene e mettere in guardia dai pericoli dell’abuso delle tecnologie della comunicazione.

-O-

Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

I tre segni dell’ipocrita

Abū Huràyrah (che Allàh sia compiaciuto di lui) raccontò. Disse un giorno l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

“I segni distintivi dell’ipocrita sono tre: quando parla dice falsità; quando fa una promessa, non la mantiene; quando gli dai fiducia, la tradisce; e ciò anche se digiuna, esegue il rito d’adorazione e crede di essere musulmano!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Lo ha riferito Muslim.

057

La Prova evidente

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XX – Ayah 133:

وَقَالُوا لَوْلاَ يَأْتِينَا بِآيَةٍ مِنْ رَبِّهِ أَوَلَمْ تَأْتِهِمْ بَيِّنَةُ مَا فِي الصُّحُفِ الأُولَى.133

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Non è forse giunta loro la prova evidente, di ciò che è nei Fogli precedenti?(133)
  • Nota
    La prova evidente è il Sublime Corano, nel quale c’è la conferma della Verità fondamentale dell’Uunità, Unicità e Uni-personalità di Allah, rifulga lo splendor della Sua Luce e del dovere della creatura di riservare il culto di adorazione unicamente al Creatore.

068

Khutba – Al-Iḥsān

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
i comandamenti del Sublime Corano e i precetti del profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria ci insegnano la via da seguire in questa vita terrena per essere meritevoli nella vita futura, sempre con il concorso della misericordia divina, del Paradiso.

Tutte le azioni che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, e che l’Apostolo, Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ci esortano a fare e ci prescrivono di compiere nel Sublime Corano e nella Nobile Sunna e che sono le opere che ci aprono le porte del Paradiso e ci scampano dal fuoco dell’Inferno nella vita futura sono finalizzate a produrre in ciascuno di noi la pace interiore e la padronanza di sé.

Pace interiore e padronanza di sé a livello individuale sono fattori di equilibrio e armonia, per ottenere i quali, a livello individuale, non c’è miglior metodo che quello il mettere in pratica le esortazioni e i precetti del Messaggero, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, che, nell’esercizio del suo ministero apostolico-profetico, ci ha impartito in esecuzione del mandato, che egli, Allàh lo benedica e ‘abbia in gloria, ha ricevuto per liberare l’uomo dal dominio dell’uomo.

La realizzazione da parte nostra dell’equilibrio e della pace interiore sono fattori determinanti della pace e dell’armonia a livello familiare, sociale, nazionale e internazionale. Per questo ciascuno di noi ha il dovere, soprattutto, in questo tempo, in cui soffia forte il vento deleterio del materialismo etico, che Shaytān il maledetto, promuove, infiltrandosi dovunque la debolezza umana glielo permette, di essere scrupolosi nell’attuazione del codice di vita dell’Islàm, realizzando amore reciproco e fratellanza tra noi; e la pratica della generosità è uno degli aspetti più significativi della linea di condotta del musulmano, che hanno come risultato la coesione fraterna, la quale è eccellente fonte di armonia sociale.

Il Profeta che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse: “Allàh solleverà da una preoccupazione del Giorno della Resurrezione, colui che solleva un credente da una preoccupazione della vita terrena! Allàh darà facilità nella vita terrena e nella vita futura a chi facilita una persona in difficoltà. E ciò perché Allàh aiuta il servo per tutto il tempo che il servo è in aiuto di suo fratello” [O come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Questi sono aspetti di quella eccellenza morale, che, oltre ad avere straordinari effetti positivi nella vita terrena, apre la via del Successo nella vita futura. Infatti, colui che mette in pratica nella sua vita quotidiana questa linea di condotta realizza il massimo grado della spiritualità islamica, realizza al-Iḥsān, che è il più alto grado del buon comportamento; egli, infatti, opera nella consapevolezza di essere sotto osservazione da parte di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, in ogni momento della sua vita; anche se egli Allàh non Lo vede, sa che Allàh lo vede. Egli è muḥsin.

Al-muḥsin sa che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, gli ha promesso una grande ricompensa nella vita futura per quel suo modo di agire nella vita terrena, purché il suo ben operare egli lo compia solo ed esclusivamente per amore di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce. È con questa consapevolezza che al-muḥsin aiuta il fratello a uscire dalle difficoltà e dalle preoccupazioni; consola compassionevole il fratello afflitto da una sventura, provvede con le sue elargizioni, per mezzo delle organizzazioni di soccorso, ai bisogni degli sventurati, delle vedove e degli orfani, vittime dei soprusi della tirannide, soccorrendo i profughi, costretti ad abbandonare le loro case a causa della guerra; non è insensibile alle sofferenze degli sventurati, che hanno perso tutto senza loro colpa e, infine, dove egli non può arrivare con i suoi beni materiali si adopera con la preghiera.

Allàh, il Generosissimo, rifulga lo splendor della Sua Luce, ha promesso ad al-mùḥsin di tenerlo immune dalle preoccupazioni di un giorno inevitabile; il giorno nel quale le preoccupazioni assaliranno i cuori; nel giorno, in cui l’uomo fuggirà da suo fratello, da sua madre e da suo padre, da sua moglie e da suo figlio; nel giorno, in cui ogni individuo verrà a trovarsi in una situazione molto preoccupante!

Guardiamo al-mùḥsin nell’adempimento della nostra religione e imitiamolo! Aiutiamo gli orfani siriani e le loro vedove mamme; aiutiamo gli orfani e le vedove di Ghaza, bisognosi della Misericordia di Allàh per mezzo nostro! Siamo generosi con chi ha bisogno sulla Terra e sarà Generoso con noi Colui che non ha bisogno di noi! Ciò che noi elargiremo per amore di Allàh, l’Altissimo, non appesantirà la nostra condizione materiale, anzi godremo del favore di Allàh, l’Altissimo. Egli ci ha promesso la facilitazione di tutte le cose che sono importanti per noi nella vita terrena. Egli, il Generosissimo, sosterrà ciascuno di noi nell’affrontare le difficoltà della vita terrena e la sofferenza nella vita futura in attesa del giudizio nei nostri confronti!

Teniamo bene a mente che, se avremo tenuto nascosti i difetti del nostro fratello e non ne avremo propalato la notizia, non lo avremo tradito o messo in mano a un suo nemico; se l’avremo garantito con la copertura dei suoi difetti, il perdono dei suoi peccati nei nostri confronti, vincendo ogni nostro desiderio di rivalsa e rinunciando alle nostre pretese nei suoi confronti; se gli saremo stati di aiuto nelle difficoltà e di sostegno nel far fronte alle sue necessità, andiamo sicuri! Allàh, rifulga lo splendor della sua Luce, ha promesso di esserci di sostegno e aiuto in ogni nostra difficoltà. Tutto ciò è la generosa ricompensa divina, per la nostra generosità umana.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
siamo timorati di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, e agiamo con tutte quelle azioni altruistiche, a cui ci esorta il Sublime Corano e il compimento delle quali ci ingiunge il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, per conseguire con esse il Paradiso, dove ci troveremo – non senza l’intervento della misericordia divina – nella posizione di coloro, che godono la vicinanza dell’Atissimo. ottenendo la migliore delle ricompense per il migliore dei nostri comportamenti. Questo è il favore di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, che lo concede a chi Egli vuole, Egli che è il Possessore del Favore Sublime. Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, nella sura al-Raḥmān: 

Higiazātu-l-iḥsāni illā l-iḥsān? [ayah 60] cioè: qual è la ricompensa del ben fare, se non il bene?(60).

-O-

Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

L’ipocrita

Abū Huràyrah (che Allàh sia compiaciuto di lui) raccontò. Disse un giorno l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

“I segni distintivi dell’ipocrita sono tre: quando parla dice falsità; quando fa una promessa, non la mantiene; quando gli dai fiducia, la tradisce!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Lo hanno riferito i due Luminari.

041

Ordina l’adorazione

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XX – Ayah 132:

وَأْمُرْ أَهْلَكَ بِالصَّلاَةِ وَاصْطَبِرْ عَلَيْهَا لاَ نَسْأَلُكَ رِزْقًا نَحْنُ نَرْزُقُكَ وَالْعَاقِبَةُ لِلتَّقْوَى.132 

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Ordina alla tua famiglia l’adorazione quotidiana e persevera in essa. Noi non ti chiediamo sostentamento. Siamo Noi che provvediamo al tuo sostentamento! Il buon esito appartiene alla timoratezza (132).
  • È dovere del musulmano ordinare alla sua famiglia il rito dell’adorazione le cinque volte al giorno e ha da essere perseverante nell’adorazione, nella piena consapevolezza che Allàh, l’Altissimo, non ha assolutamente bisogno di essa. Allàh, l’Altissimo, non ha bisogno di sostentamento da parte della creatura, ma è Lui che provvede al sostentamento di tutte le sue creature; e l’esecuzione regolare del rito d’adorazione le cinque volte al giorno, in cui si esprime l’amore e il timore di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, è fonte di buon esisto, cioè, non senza il sussidio della misericordia di Allàh, è biglietto d’ingresso in Paradiso.

060

Khutba dell’elefante

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
nel capitolo Centesimoquinto del Sublime Corano – la Sura dell’elefante, Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice:

«««Nel nome di Allàh il Sommamente Misericordioso il Clementissimo – Non hai visto cosa fece il tuo Signore ai possessori del pachiderma?(2) Non fece forse fallire il loro piano?(3) Egli mandò su essi, a ondate successive, stormi di uccelli, (4) che fecero cadere su loro una pioggia di pietre d’argilla (4) e li ridusse come pula, dopo la battitura.(5)»»»».

Questa Sura (sūratu-l-fīl) fu rivelata alla Mecca dopo la rivelazione della Sura Al-kāfirūna, la sura 109, che recita:

«««Nel nome di Allàh il Sommamente Misericordioso il Clementissimo. Di’: “O voi che rifiutate di credere,(1) io non adorerò ciò che voi adorate(2) e voi non sarete adoratori di ciò che io adoro!(3) Io non sarò adoratore di ciò che voi adorate(4) e voi non sarete adoratori di ciò che io adoro!(5) A voi la vostra religione e a me la mia.(6)»»».

C’è uno stretto legame tra le due sure nella loro successione cronologica. La Sura dei kāfirūna scende dopo che i miscredenti idolatri e politeisti della Mecca si dichiarano disposti ad adorare l’Unico, Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, per un anno, dopo il quale i Musulmani avrebbero dovuto adorare per un anno le divinità del politeismo meccano.

L’insegnamento di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, fu chiaro circa la risposta da dare! E’ la risposta che i Musulmani del mondo devono dare a ogni suggestione di aderire alla visione del mondo della miscredenza organizzata e di cedere agli sforzi dei suoi venditori di fumo perché essi si assimilino, allontanandosi delle pratiche di vita che hanno le loro norme nel Sublime Corano e nella Nobile Sunna.

La conservazione della propria identità islamica e la trasmissione di essa alla sua prole è un obbligo non negoziabile con gli apparenti vantaggi della vita terrena, da parte di ogni musulmano, E ciò poiché le regole per i grandi comportamenti e le regolette per quelli minimi non vengono da un legislatore umano, ma vengono dal Legislatore assoluto!

La Sura dell’elefante, il “pachiderma” terribile e poderoso strumento di guerra messo in campo dal vicerè dello Yemen, personaggio emblematico di tutte le forze anti-islamiche, le quali operano a livello mondiale, insegna che la miscredenza organizzata mette al servizio della causa di Taghūt tutta la sua potenza militare ed economica, che fa soffiare impetuoso il vento del neocolonialismo culturale sulle terre dell’Islàm, ma il musulmano, come il giunco, si piega, perché sa che il vento passa.

Il musulmano sa che per quanto i nemici dell’Islàm si sforzino di distruggere la Nobile Ka’bah non ce la faranno, perché gli stormi degli uccelli mandati da Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, difenderanno l’Islàm, frustrando le aspettative di coloro, che vedono nella realizzazione storico-politica di esso una minaccia per la conservazione di quel “dominio dell’uomo sull’uomo” su cui si basa il loro sfruttamento selvaggio delle ricchezze dei popoli da loro oppressi.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
il segreto del nostro successo finale sta nel mettere in pratica il sistema di vita proposto dal nostro Generoso Creatore, per la realizzazione della pace interiore dell’individuo, della pace a livello familiare, a livello sociale e a livello planetario in questa vita e per la felicità, tanto agognata in terra, nella vita futura, quando i meritevoli saranno introdotti nel Paradiso, la Casa della Pace, promessa ai “Timorati”.

-O-

Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

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