“NON SOLO ISLÀM” su Youtube

Il podcast di tutte le puntate

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TUTTE LE PUNTATE SU YOUTUBE.

Da oggi, potrete riascoltare il podcast di tutte le puntate di “Non solo Islàm”, la rubrica da me condotta, che parla di Islàm e degli avvenimenti del mondo musulmano, che va in onda tutti i martedì alle 16,30 circa, all’interno della trasmissione “Astrologia e spiritualità” curata da Paolo Franceschetti e Stefania Nicoletti per il sito “Petali di Loto”.

Cliccando sul link qui sotto, vi troverete su Youtube, e avrete a disposizione la playlist in cui scegliere la puntata che volete. L’argomento di ogni puntata è anticipato da una breve presentazione scritta di Paolo Franceschetti. Quindi, se volete sapere in anticipo il contenuto della puntata, non avete che da leggere quella presentazione.

Buon ascolto a tutte e tutti.

“Non solo Islàm” – Playlist

NON SOLO ISLÀM – 1

Le parole “ISLÀM” e “ALLAH”, una parafrasi della prima Sura del Corano, l’importanza della Misericordia nel Corano e nel pontificato di Papa Francesco.

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In un quarto d’ora, nello spirito della rubrica, che vuole essere una introduzione all’Islàm sintetica e spigliata, si sottolinea come la base di tutte le religioni, la Misericordia, sia impressa fortemente nel Corano fin dal Primo Capitolo.

 Questo è il link per ascoltare il podcast.

NUOVO MANIFESTO

Per la ricostruzione e riorganizzazione della comunità islamica italiana. I musulmani italiani per l’edificazione di una società a misura d’uomo.

PREMESSA

Questo manifesto era stato scritto da me nel 2016. Nel frattempo, la mia personale opinione rispetto al problema dei rapporti fra i musulmani italiani e lo Stato Italiano si è andata modificando in alcuni punti importanti, pur restando totalmente inalterata in altri punti. Quelli che seguono sono, a mio parere, i principi imprescindibili che devono caratterizzare l’opera dei musulmani in Italia.

Testo:

Nel nome d’IDDIO, il Clemente, il Misericordioso

Negli ultimi anni, a diverse riprese, si sono abbozzate delle proposte per individuare una piattaforma che possa costituire una base per la costruzione di un organismo rappresentativo unitario dei musulmani italiani.

Idea e intenzioni paiono a prima vista interessanti, e dunque il sottoscritto mette sul piatto le proprie considerazioni sull’argomento, con alcune proposte pratiche. ll semplice accenno alla necessità di un organismo rappresentativo unitario, precipita in atmosfera politica, per cui qualsiasi idea si possa avere sull’argomento, non può prescindere da un’analisi della situazione politica attuale, nazionale ed internazionale.

Come ho avuto modo di spiegare in molti miei post, i leader dei paesi dell’area geopolitica identificata come “mondo islamico” sono, non da oggi, totalmente invischiati in realtà politico-economiche, le quali perseguono interessi e obiettivi di carattere sostanzialmente privato, che nulla hanno a che vedere con l’ISLAM in quanto pratica religiosa quotidiana della persona umana. Perdipiù, alcuni di questi paesi, tramite i loro servizi segreti, risultano pesantemente invischiati nel terrorismo internazionale.

La necessità che si evince da questo quadro, è che la costituenda organizzazione di musulmani italiani autoctoni si auto-finanzi per la realizzazione dei suoi scopi istituzionali per principio avvalendosi di aiuti, appoggi e sostegni provenienti esclusivamente dagli associati, non accettando aiuti, appoggi e sostegni di qualsivoglia natura da parte di organizzazioni straniere, e questo per mantenere il più possibile puro e genuino il corpo della comunità dei musulmani italiani, chiudendo così la porta a possibili interferenze, essendo noto che “chi paga l’orchestra, comanda la musica”. In altre parole andranno dunque, innanzitutto, rifiutate e scartate da parte della costituenda organizzazione proposte di finanziamento da parte di organizzazioni di propaganda religiosa appartenenti a Stati dell’area geo-politica identificata genericamente come “mondo islamico”. È questo – a nostro avviso – l’unico modo per porre una prima pietra identitaria alla costituenda realtà associativa nazionale italiana sul territorio della Repubblica, laddove, peraltro, esistono già in Italia numerose associazioni religiose islamiche nazionali, che però, pur fregiandosi dell’aggettivo “islamica”, sono di fatto delle filiali di stati stranieri.

Potranno inoltre essere membri effettivi esclusivamente cittadini italiani musulmani titolari di diritti politici attivi e passivi con tre generazioni di ascendenti dei due genitori di lingua italiana, ma potrà essere membro anche chi di origine non italiana, e tuttavia cittadino della Repubblica, abbia ufficialmente rinunciato alla cittadinanza d’origine, onde il pre-requisito indispensabile per assumere cariche dirigenziali di qualsiasi tipo all’interno della comunità, sia quella di possedere LA SOLA CITTADINANZA ITALIANA.

A nostro avviso, solo dei musulmani che siano, almeno formalmente, italiani al 100%, possono presentarsi di fronte alle istituzioni della Repubblica Italiana, essendo in tal modo in grado di far valere, con ragioni inoppugnabili, i diritti che la Costituzione riconosce non solo ai propri cittadini, ma a tutti i soggetti presenti sul territorio della Repubblica, in special modo quelli relativi alla libertà di praticare la propria religione, al pari di tutti gli altri.

Ed è solo su queste basi che, di pari passo con la costruzione di un organismo realmente rappresentativo, può cominciare l’edificazione di una comunità islamica, a sua volta fondamento primario per l’edificazione di una società veramente umana.

ORIENTAMENTO DOTTRINARIO E INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE – L’organismo in questione deve avere un orientamento dottrinale ben preciso e delineato, consistente nel non rappresentare nessuna delle diverse scuole giuridiche in particolare. Dunque, niente “sunniti”, niente “sciiti”, niente “ismailiti”, niente “confraternite sufi”, niente “malikiti”, niente “hanbaliti”, ecc. Chiunque si professi musulmano e creda nel Corano quale Parola di DIO, ha diritto di partecipare alla comunità, indipendentemente dalla eventuale scuola giuridica seguita. All’atto pratico, visto che poi le divisioni all’interno della “ummah” islamica derivano, nella quasi totalità dei casi, dalle diverse valutazioni e classificazioni che le varie scuole danno di quella che viene comunemente definita “Tradizione Profetica”, mentre invece sussiste un consenso pressochè unanime dei musulmani nel riconoscimento del Corano come Unica Parola di Dio, questo significa che la Consulta si impegna pubblicamente e solennemente affinchè, all’interno delle moschee e dei centri culturali islamici, si insegnino solamente la lingua araba e il Corano.

IMAM E DIRETTORE RESPONSABILE – Importantissima, e primariamente decisiva rispetto all’impronta da dare a tutta la comunità islamica italiana è, a mio parere, la distinzione, all’interno di ogni moschea-centro islamico, delle due figure di Imam e di Direttore Responsabile. Di fronte allo Stato Italiano, l’unico responsabile di quanto avviene in ogni singola moschea-centro islamico sarà il Direttore Responsabile, o Presidente che dir si voglia. L’Imàm dovrà essere un semplice incaricato pratico alla guida della Preghiera, e all’insegnamento della lingua araba e del Corano, il comportamento del quale sarà sotto la diretta e personale supervisione del Direttore, il quale assumerà quindi la responsabilità totale e personale del Centro Islamico.

I RAPPORTI CON LE ALTRE RELIGIONI – Una comunità organizzata in siffatto modo, potrà più agevolmente, e con più autorità e sicurezza, stabilire rapporti di stretta collaborazione, e sempre più spesso di “lotta comune”, con le altre confessioni religiose del nostro paese, con particolare riferimento ai cattolici. Di fronte all’attacco portato sempre più a fondo contro qualsiasi ipotesi di società umana basata sul creato da DIO (si pensi all’aborto, al gender, ecc.) è questa ormai una necessità assoluta. E d’altra parte, una comunità così organizzata potrà essere guida e mezzo per il raggiungimento dell’unità fra tutti i musulmani, elemento fondamentale della coesione sociale della società.

UN’OCCASIONE DA NON SPRECARE – Dunque, approfittiamo di queste recenti e interessanti proposte per porre basi solide, su cui costruire il nostro futuro, e quello dei nostri figli, IDDIO volendo.

E che DIO ci illumini tutti.

“BOICOTTIAMO ISRAELE!”

Un contributo che tutti possiamo dare per liberare la Palestina dall’oppressione nazi-sionista

I codici di identificazione dei prodotti provenienti dall’entità sionista denominata “Israele” sono dati dai numeri  729 e 500.

I codici di identificazione dei prodotti provenienti dall’entità sionista denominata “Israele” sono dati dai numeri 729 e 500.

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Eccovi i codici a barre dei prodotti commerciali provenienti dall’entità sionista denominata “Israele”.

Quando andiamo a fare la spesa, controlliamo i codici, e non compriamo quei prodotti.

E’ una forma di lotta minima, ma importante, che tutti nel nostro piccolo possiamo fare.

Eviteremo così di essere complici dello sterminio e del genocidio del popolo palestinese, e daremo il nostro contributo alla liberazione di quella terra dall’oppressione nazi-sionista.

PALESTINA LIBERA!

I FRATELLI MUSULMANI E LA MASSONERIA NELL’ISLAM, PAPA FRANCESCO NEGLI EMIRATI, LE MENZOGNE SUL PROFETA MUHAMMAD

Una trasmissione radio-web, su “Forme d’Onda”, incentrata su un’intervista al sottoscritto. Molti argomenti, molte domande, molte risposte

Il volantino di presentazione della puntata di “Forme d’Onda” di giovedì 28 febbraio 2019.

Il volantino di presentazione della puntata di “Forme d’Onda” di giovedì 28 febbraio 2019.

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“Forme d’Onda” è una bellissima trasmissione, incentrata su tutte le forme di spiritualità e sulla controinformazione, che va in onda sul web ogni giovedì alle 21,30. E’ condotta dagli ottimi Rudy Seery e Stefania Nicoletti, in maniera varia e mai noiosa, e ogni settimana presenta un argomento diverso da quella precedente, ma sempre con argomenti interessantissimi.

Ero stato già due volte ospite di questa trasmissione.

La prima volta, il 30 novembre del 2017, era un’intervista che, a partire da un attentato terroristico in Egitto, rivendicato dall’Isis, dava una panoramica generale sulla religione islamica destinata al grande pubblico, e indicava certi settori della massoneria internazionale come i veri responsabili del terrorismo internazionale denominato dai media “terrorismo islamico”. Questo è il link.

La seconda volta, è stato il giorno 25 gennaio 2018, presso il “Caffè Letterario” di Viterbo. Una conferenza intitolata “Alla ricerca di Dio”, fatta assieme a Paolo Franceschetti, che presentava il suo libro sulle religioni, intitolato appunto “Alla ricerca di Dio”, con me che presentavo il mio libro su Papa Francesco, intitolato “Comandante Bergoglio – Papa Francesco visto da un musulmano italiano”. Questo è il link.

Giovedi scorso, il 28 febbraio, la trasmissione si è incentrata su un’intervista al sottoscritto. Gli argomenti, lo storico viaggio di Papa Francesco negli Emirati Arabi, la confutazione della menzogna di “Profeta guerriero sanguinario”, e molte importanti precisazioni sulle caratteristiche dell’organizzazione filo-massonica “Fratelli Musulmani”.

Ecco il link della registrazione completa della puntata .

Buon ascolto.

“IL GIORNO CHE A BEIRUT MORIRONO I PANDA”

In un bel libro, scritto nel pieno dell’invasione sionista del Libano del 1982, l’unicità della multiculturale società musulmano-libanese

La copertina del libro “Il giorno che a Beirut morirono i panda”, Gamberetti Editrice, del 1993.

La copertina del libro “Il giorno che a Beirut morirono i panda”, Gamberetti Editrice, del 1993.

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Era sempre più pericoloso rimanere a Beirut, e tutti cercavano di convincerla ad andarsene. Ma un giorno, all’ennesimo invito, rispose così:

“… Non era soltanto una città, era anche una federazione: ogni quartiere con la sua religione, la sua razza, il suo dialetto, o la sua lingua, i cibi e le feste: armeni, siriaci, drusi, sciiti, ortodossi, maroniti, ebrei, sunniti, palestinesi, curdi, circassi… Volete tutti salvarmi da Beirut, ma non è una malattia, e nonostante la guerra non si è imbarbarita. Anche la guerra, in questi sette anni, non è stata come quella che vedi adesso, che è fatta con gli aerei e con i carri armati, anche se ce li ha soltanto una parte. La guerra civile si è combattuta ad armi pari, tra nemici chi si conoscevano fin dall’infanzia. Ed è diventata anche un modo di vivere: da sette anni, ogni volta che ricominciano i combattimenti la gente fugge, ma dopo un po’ torna, anche i miliardari, che potrebbero restarsene sulla Costa Azzurra. E le madri si riportano indietro i figli. I giovani che hanno combattuto hanno scelto di farlo per la speranza di vincere. La vittoria in una guerra civile può essere capita e immaginata da chiunque, anche se è vero che tutti sbagliano i calcoli, e si perde il paese. In mezzo alle carneficine Beirut non è diventata cattiva. Qui non ci sono vecchi che muoiono soli: se non hai famiglia i vicini vengono a consolarti e curarti. Anche se sei straniero: durante i Ramadan ho trovato dolci davanti alla porta, e non ho mai saputo chi ce li abbia messi. Beirut è anche la città meno provinciale, dopo New York: vivi come vuoi, esci anche in camicia da notte; ho visto uomini nelle moschee pregare in vestaglia, ma non per sciatteria: erano belle vestaglie, anche con il fazzoletto al taschino. E’ che la forma qui non è astratta: l’importante è essere decenti”.

Ho ritrovato, un giorno che ripulivo e risistemavo la mia biblioteca, questo libro del 1993, che non avevo ancora letto. E ho potuto rivivere così avvenimenti che si verificavano proprio al culmine della mia esperienza politica giovanile.

Un bel libro, che nel finale tratteggia, in poche immagini, anche il terribile massacro di Sabra e Chatila, compiuto dalle milizie dei cristiani della Falange, appoggiati dall’esercito israeliano comandato da Ariel Sharon.

Un’immagine dell’orribile eccidio nei campi palestinesi di Sabra e Chatila.

Un’immagine dell’orribile eccidio nei campi palestinesi di Sabra e Chatila.

DAILY MUSLIM, IL QUOTIDIANO DEI MUSULMANI IN ITALIA

E una intervista al sottoscritto

Il logo del quotidiano on-line “Daily Muslim”.

Il logo del quotidiano on-line “Daily Muslim”.

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CI VOLEVA

Segnaliamo ai nostri lettori una iniziativa originale e importante: il primo quotidiano online dedicato ai musulmani presenti in Italia.

E’ attivo dal novembre 2018. Si chiama “Daily Muslim – Il giornale dei musulmani d’Italia”.

Lo trovate cliccando qui.

Contiene notizie dall’Italia e dall’estero, e tutto quello che può interessare i musulmani che vivono in Italia: interviste, filmati, ecc.

Oltre alla Home Page, contiene cinque sezioni: Attualità, Cultura, Esteri, Politica, Sport.

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Questa è una foto che introduce un articolo dedicato a una canzone sulla religione islamica, scritta da bambini musulmani italiani per i coetanei correligionari.

La foto che introduce l’articolo

Trovate qui un articolo dedicato a una canzone sulla religione islamica, scritta da bambini musulmani italiani per i coetanei correligionari.

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Elezioni in Bangladesh, la premier Hasina

Elezioni in Bangladesh, la premier Hasina

Questo invece è un articolo sulle recenti elezioni in Bangladesh.

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La foto del sottoscritto all’interno dell’intervista a “Daily Muslim”.

La foto del sottoscritto all’interno dell’intervista a “Daily Muslim”.

Recentemente, il giornale ha pubblicato una intervista al sottoscritto, che potete leggere qui.

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Il quotidiano è autofinanziato dai redattori, dunque non riceve alcun finanziamento esterno.

Invitiamo tutti i musulmani a leggerlo regolarmente e a sostenerlo come più possono.

E preghiamo ALLAH che protegga e illumini questi nostri fratelli volenterosi.