Gli indifferenti al Messaggio – 2

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXI – Ayah 5:

بَلْ قَالُوا أَضْغَاثُ أَحْلاَمٍ بَلْ افْتَرَاهُ بَلْ هُوَ شَاعِرٌ فَلْيَأْتِنَا بِآيَةٍ كَمَا أُرْسِلَ الأَوَّلُونَ.5

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Però essi dicono: “Son sogni confusi!”, oppure (dicono): “Lo ha inventato lui!”, oppure (dicono): “Egli è un poeta!”, oppure (dicono): “Ci porti un segno, come quelli che furono inviati agli antichi!”(5)
  • Nota
    Coloro i quali sono indifferenti al Messaggio si danno da fare per screditare il Messaggero e convincere loro stessi e gli altri della fallacia delle comminatorie contenute nel Messaggio con varie argomentazioni l’accusa di menzogna, l’accusa di fantasie teologiche la richiesta del miracolo.

074

Il Timore di Allàh in estate

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

La lode tutta appartiene ad Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, il Quale ci ha guidato sulla retta via e ha operato nei cuori dei credenti, perché formassero un corpo unico, per mezzo della missione apostolico-profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, servo e Messaggero di Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, a deità del Quale non è da altri condivisa.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
la stagione estiva è entrata nel suo secondo mese e la parola estate la troviamo nel Sublime Corano alla Sura dei Quràysh, la sura che recita: «««Per l’unione solidale dei Quràysh,(1) quella loro unione solidale per la carovana dell’inverno e per quella dell’estate! (2) Adorino il Signore di questo Santuario,(3) il Quale ha dato loro cibo, proteggendoli dalla fame, e ha dato loro sicurezza (liberandoli) dalla paura.(4)»»».

E’ la Sura dei Quràysh, la 106, nella quale Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce giura <<per l’unione solidale dei Quràysh nella carovana d’inverno e in quella d’Estate>> che essi hanno da adorare Il Signore della Santa Kà’bah, per riconoscenza dei benefici che Egli ha elargito loro.

Tra noi credenti nella paternità divina del Sublime Corano e la missione apostolico-profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbiai in gloria, ha da esserci quell’unione solidale in questa nostra <carovana> in questa nostra <estate>, stagione irta di pericoli per l’incolumità della nostra fede e della nostra pratica di vita, dalle tentazioni delle vanità del mondo, che la vita terrena sciorina giorno e notte, per sospingere le sue vittime verso il castigo, prodotto della trasgressione.

Per rendere inoffensive le tentazioni dobbiamo fare ricorso al Timore di Allah, [at-taqwā], che è lo scudo imperforabile, che protegge dal Castigo divino! Il Timore di Allah, at-taqwā, è un prezioso tesoro spirituale, per la conquista del quale ci dobbiamo tutti sforzare e per la realizzazione del quale si sforzano i Musulmani e le Musulmane praticanti del Sublime Corano e della Nobile Sunna dell’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Incessanti hanno da essere gli sforzi per far fiorire nei nostri cuori il Timore di Allah, at-taqwā, e lo dobbiamo fare per amore di Allàh, rifulga lo Splendor della Sua Luce, e per desiderio di quello, che Allàh ha promesso ai devoti e alle devote, quanto a eterna gioia nei Giardini della Casa della Eterna Pace, presso di Lui nella vita futura, sicuro scampo dal fuoco dell’Inferno.

Sull’esempio dei Compagni del Profeta della prima ora, che Allàh si compiaccia di loro, noi dobbiamo andare in cerca in ogni momento, in ogni luogo, in ogni sfera della nostra esistenza terrena del compiacimento di Allàh, l’Altissimo; e abbiamo da farlo per amore di Allàh e desiderio della Sua vicinanza; per questo dobbiamo sforzarci di essere esemplari, ordinando il bene e proibendo il male con le nostre parole, la nostra linea di condotta e il nostro comportamento in privato e in pubblico, camminando sul retto sentiero indicato dal Signore e per questo, non senza la Misericordia divina, noi potremo ottenere il compenso promesso ai <timorati> .

Ai fini della salvezza dal fuoco il Timore di Allàh ha una grandissima importanza; infatti, l’entrarne in possesso mette al riparo da ogni genere di trasgressioni, che sono in agguato in ogni sfera di attività, in cui percorriamo il nostro cammino di vita.

Nella sfera della nostra personalità, il timore di Allàh ci rende vigili, riguardo alla rettitudine della linea di condotta, quanto alla sua purezza materiale e spirituale. Dice Allàh, l’Altissimo, nel Generoso Corano:

Ha successo chi si purifica [purifica la propria anima], mentre va in perdizione chi si degrada [degrada la propria anima] ”, vale a dire che è destinato al fallimento, chi degrada se stesso con la disobbedienza ad Allàh, mentre invece è destinato al successo, chi si eleva spiritualmente con l’obbedienza ad Allàh.

Abbiamo da realizzare il timore di Allàh, quanto all’aspetto patrimoniale della nostra personalità, quando le nostre entrate e l’acquisto dei beni, lo ottieniamo con attività lecite e quando spendiamo del nostro patrimonio in attività lecite e per l’acquisto di beni leciti, senza avere le mani bucate e senza essere taccagni.

Dice l’Altissimo, rifulga lo splendor della Sua Luce: “Non tenere la tua mano legata al tuo collo, ma nemmeno distendila troppo, perchè ti troveresti seduto, disprezzato e tormentato dal rammarico. (29) In verità, il tuo Signore dispensa i suoi beni a chi vuole con larghezza e (a chi vuole) con misura. In verità, Egli è conoscitore ed osservatore dei suoi servi. (30) [Sura 17].

Quanto sopra! E un importante insegnamento di come regolarsi intelligentemente in relazione all’attività economica in senso lato c’è nell’ammonimento del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il quale disse: “Nel giorno del giudizio ogni uomo sarà chiamato a rispondere sul suo patrimonio. Sarà chiesto: «««Come l’hai guadagnato? Come l’hai speso?»»».

Il timore di Allàh, abbiamo da esercitarlo nella nostra famiglia, perché esso è garanzia di benessere materiale e di armonia coniugale! Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria – nella Khùtba, che egli fece dal Monte della Misericordia, nella Piana di Arafat, durante il Pellegrinaggio dell’Addio – quando, riassunse gli aspetti fondamentali dell’Islàm, quasi testamento spirituale, insegnò il modo nel quale il marito deve trattare la moglie, dicendo: “ La donna è un prezioso tesoro, di cui Allàh vi ha affidato la custodia e grazie alla Parola di Allàh vi è lecito il rapporto carnale con esse. Perciò siate timorati di Allàh e trattatele nel migliore dei modi. (o come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria).

Il Timore di Allàh va esercitato nei confronti dei figli, dando loro una solida educazione religiosa, al fine di formare in essi una forte identità islamica; una forte personalità islamica, basata sull’orgoglio di appartenenza alla Comunità di pensiero e di azione, di cui Allàh, l’Altissimo, ha detto: «««Siete il fior fiore della creazione!»»». Di cui ha detto: «««Siete la migliore comunità che si è formata nel genere umano!»»».

E ciò ricordando il detto del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria Allàh, il quale disse: ««Ogni nato [d’uomo] nasce nell’islamicità della natura umana [al-fìṭrah] è poi suo padre che ne fa un giudeo, un seguace del Nazzareno, uno zoroastriano»».

È, infatti, nell’infanzia e nella prima adolescenza che i genitori svolgono oltre a una funzione di allevamento biologico, anche quella di educazione del comportamento e di formazione spirituale con il loro insegnamento verbale e il loro esempio. Infatti, la prima scuola dell’uomo è la famiglia e i primi maestri sono i genitori.

Il Timore di Allàh dobbiamo manifestarlo in tutte le nostre relazioni intersoggettive, in cui siamo parte nella vita associata, comportandoci in ogni caso con giustizia, in osservanza dei Comandamenti di Allàh, l’Altissimo e dei Precetti del Profeta, pace e benedizioni su lui. Dice Allàh: «««Siate giusti! La giustizia si avvicina al Timore di Allàh. Siate Timorati di Allàh, perché Allàh è perfettamente al corrente di ciò che voi fate»»».

Disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: ««… Se uno soccorre suo fratello, Allàh soccorrerà lui. Chi solleverà un musulmano da una preoccupazione della vita terrena, Allàh lo solleverà da una preoccupazione nel giorno del giudizio»».

Disse, ancora: ««Il Misericordioso avrà misericordia dei misericordiosi, perciò, siate misericordiosi con chi è sulla terra e Colui che è nel cielo avrà misericordia di voi»».

E da ultimo Il Timore di Allàh deve essere espresso da noi nel rispetto del codice animalista e del codice ecologico, le norme, dei quali si trovano nel Sublime Corano e nella Nobile Sunna, e che prescrivono comportamenti di rispetto verso le creature non umane e verso l’ambiente. L’Islam è un sistema normativo in cui sono regolati tutti gli aspetti dell’esistenza, in cui l’uomo è soggetto di azione.

<<O>>

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,

Siamo timorati!

Riguardo a noi stessi, riguardo al nostro patrimonio, alla nostra famiglia e ai nostri figli! Siamo timorati nelle nostre relazioni inter-soggettive nella società – sia con i credenti nella Paternità divina del Generoso Corano e nella Missione apostolico-profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, sia con coloro che, purtroppo, la pensano diversamente; e ciò in ogni tempo, in ogni luogo, in ogni sfera di attività lavorativa, sia manuale che intellettuale, sia privata che pubblica in questo tempo di ferie e di vacanze estive!

-O-

Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

Virtù che l’ipocrita non ha

Abū Huràyrah (che Allàh sia compiaciuto di lui) raccontò. Disse un giorno l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

“Due son le cose che non vanno insieme in un ipocrita e son la buona condotta e la sapienza religiosa!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Lo ha riferito at-Tirmìdhī .

053

Gli indifferenti al Messaggio

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXI – Ayah 3:

لاَهِيَةً قُلُوبُهُمْ وَأَسَرُّوا النَّجْوَى الَّذِينَ ظَلَمُوا هَلْ هَذَا إِلاَّ بَشَرٌ مِثْلُكُمْ أَفَتَأْتُونَ السِّحْرَ وَأَنْتُمْ تُبْصِرُونَ.3

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    I loro cuori sono indifferenti e coloro che trasgrediscono, confabulano in segreto: “Forse che questo è altro che un uomo come voi? Aderirete voi alla magia, vedendoci bene?” (3)
  • Nota
    Coloro i quali, indifferenti al Messaggio, continuano nel loro sistema di vita trasgressivo, per neutralizzare le prospettive negative, derivanti dal loro perseverare nella noncuranza rispetto all’invito alla conversione, si danno da fare per screditare il Messaggero e convincere loro stessi e gli altri della fallacia delle comminatorie contenute nel Messaggio.

064

Khutba – Le 5 cose

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
esorto voi ed esorto me stesso al Timore di Allàh, l’Altissimo e all’Obbedienza! Vi metto in guardia dalla disobbedienza ai Suoi ordini e ai Suoi divieti, perché un giorno «««Gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà»»».

Ibn ‘Abbāṣ, che Allàh si compiaccia di lui, riferì che il Messaggero di Allah, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, nell’esercizio del suo magistero-apostolico profetico, diede il seguente ammaestramento: ««Trai beneficio da cinque cose, prima che cinque sopravvengano: dalla tua gioventù, prima della tua vecchiaia, dalla tua salute prima della tua malattia, dalla tua ricchezza prima della tua povertà, dal tempo libero prima della tua occupazione, dalla tua vita prima della tua morte»» [o come disse*].

È il testo di una tradizione autentica, registrata da Al-Ḥakīm, della quale al-sh’ykh ‘àbdu-l-‘aẓīm al-Bàdawī, Allàh lo ricompensi come merita, ha fatto un sapiente commento su cui ciascuno di noi ha il dovere di meditare e far tesoro, ai fini della propria salvezza dal fuoco.

Si tratta di un consiglio di grande valore e un richiamo di enorme saggezza, che il Profeta* diede a un uomo, che gli chiedeva consiglio. Il consiglio fu quello di utilizzare la sua vita consapevolmente, cioè ai fini della salvezza dal fuoco, mettendo in pratica i comandamenti del Sublime Corano, prima della morte, poiché la vita è un immenso beneficio, e ciascuno dei giorni che la compone è un beneficio. Il Profeta* quando Allah** lo resuscitava dal suo sonno, diceva:««Lode ad Allah Che ci ha fatto rivivere dopo averci fatto morire! Verso Lui è il ritorno»».

Un giorno in più di vita può permettere all’uomo che ha peccato di pentirsi, o al generoso di esserlo maggiormente. Così, una vita lunga e ricca di buone azioni permette di raggiungere livelli molto alti di beatitudine nel Paradiso. Approfittiamo, dunque, o Fratelli e sorelle, della nostra vita, poiché la fine di essa giunge il più delle volte senza preavviso. Il termine della vita, lo sappiamo bene, è fissato da quando l’angelo di Allàh** al 120° giorno dal concepimento porta il rūḥ [lo spirito] e al-’àgial [la durata della vita], insieme a ‘àmal [le azioni] il rizq [il sostentamento] e il destino finale [shaqiyun o sa’īd ].

Noi non lo sappiamo quando verremo chiamati a render conto delle nostre azioni, e, quindi, dobbiamo essere sempre pronti a farvi fronte con il bagaglio necessario a scampare dal fuoco, sperando nella Misericordia di Allàh, l’Altissimo!

Così, per avere sempre le carte in regola, l’uomo non ha da farsi sedurre dagli inganni della vita di quaggiù, e non ha da lasciarsi imbrogliare da Shayṭān riguardo ad Allah.

Per ottenere questo risultato bisogna essere obbedienti alle norme del Codice di vita islamico, camminando nella via della rettitudine, indicata dal Sublime Corano e dalla Nobile Sunna.

Non dimentichiamo che chi in vita avrà trascurato di adempiere i propri doveri, rimpiangerà il proprio comportamento nel momento dell’agonia e implorerà una dilazione per correggere il suo passato, ma non gli sarà accordata Dice Allah**: ««« Avverti le genti (a proposito) del Giorno in cui li colpirà il castigo. (Allora) coloro che saranno stati ingiusti diranno: “O Signor nostro, concedici una breve dilazione: risponderemo al Tuo appello e seguiremo i Messaggeri”. Non giuravate dianzi, che per voi non ci sarebbe stato declino? Eppure abitavate nelle case di coloro che avevano fatto torto a loro stessi, e quel che facemmo di essi vi era ben noto. Vi abbiamo citato gli esempi»»».

La salute e il tempo libero fanno anch’essi parte delle cose di cui il Profeta ci ordinò di fare buon uso: “…la salute prima della malattia, il tempo libero prima dell’attività…  Traiamo, quindi, vantaggio dalla salute, e utilizziamola per digiunare di giorno, pregare di notte, combattere i nemici (della religione), recarci alla moschea, viaggiare alla ricerca della conoscenza, prima di essere messi alla prova con la malattia…

Desidereremo, allora, digiunare, ma non potremo farlo. Vorremo pregare in piedi, ma non ne avremo la forza. Cercheremo di andare alla moschea, ma le nostre gambe cederanno. E rimpiangeremo, allora, i giorni passati, in cui avresti potuto fare tutto ciò, ma lo tralasciasti…

Riempiamo il nostro tempo libero con ciò che ci sarà di beneficio tra le buone azioni, prima di essere troppo occupati. Allora, nel bel mezzo della nostra occupazione, spereremo di poter disporre di un’ora per poter leggere un libro, o assistere a una lezione… Ma non potremo farlo! E rimpiangeremo, allora, il tempo – addirittura gli anni! – che abbiamo sciupato.

Se utilizzeremo la salute e il tempo nell’obbedienza nei confronti di Allah, e poi ci ammaleremo o dovremo partire per un viaggio, le buone azioni che avevamo l’abitudine di compiere quando eravamo in salute e sedentari ci verranno contate lo stesso, così come ci assicurò il Profeta*: ««Se il servo si ammala, le buone azioni che era abituato a compiere quando era in salute e sedentario gli verranno contate (come se le avesse compiute lo stesso) »».

Tuttavia, la maggior parte della gente se ne disinteressa! Questa è anche la ragione per cui il Profeta* ebbe a dire: ««Vi sono due benefici riguardo ai quali molta gente si inganna: la salute e il tempo libero»» [o come disse *].

L’inganno, di cui parla il Profeta* è quello, di cui è vittima la persona, che, in buona salute e con del tempo libero, non solo non trae beneficio da questi due doni, per guadagnare meriti, ma li sperpera nel vizio e in cose inessenziali ai fini della salvezza dal fuoco!

Ammaestrati dall’insegnamento profetico, espresso con precisione linguistica e chiarezza concettuale, i Musulmani delle prime generazioni erano molto attenti a fare buon uso del tempo.

Oggi, purtroppo, non c’è più a proposito dell’utilizzo del tempo la sensibilità dei Pii Predecessori, che davano molta importanza non solo al minuto, ma anche ai secondi, per essere sempre in regola con i Comandamenti del Sublime Corano e ai Precetti del Profeta*.

Non solo! È stato tramandato che essi si esortavano vicendevolmente a praticare questa linea di condotta.

Tra le cose, di cui il Profeta* raccomandò di fare buon uso, vi è ««…la gioventù prima della vecchiaia…»».

Chiunque utilizza la propria giovinezza con cognizione di causa con una linea di condotta rivolta a preservarsi dal fuoco, sarà vincente e salvo, perché Allah** lo porrà sotto la Sua ombra nel Giorno, in cui non vi sarà altra ombra che la Sua; mentre chiunque sperperi la sua giovinezza nei piaceri e nei desideri sarà perduto!

Chi muore in questo stato, lo rimpiangerà; se invecchia, lo rimpiangerà lo stesso, poiché, le sue azioni saranno finite, e se invecchia, la sua schiena si curverà, le sue gambe si indeboliranno, il suo udito e la sua vista si attenueranno, e non avrà dunque la forza di compiere tutte le opere buone, che desidererà compiere, per redimersi dalla scioperatezza di sua gioventù.

Quanto alla ««…ricchezza prima della povertà…»» non dimentichiamo che la ricchezza fa parte dei doni che Allah l’Altissimo concede a chi vuole ed è, quindi, dovere, di colui al quale essa è stata concessa riconoscere la generosità di Allah e di utilizzarne una parte in generosità, perché la ricchezza è una prova e l’avarizia è una fonte di pericolosa vicinanza al fuoco dell’inferno.

Dice Allàh l’Altissimo: «««Coloro che sono avari di quello che Allah ha concesso loro della Sua grazia, non credano che ciò sia un bene per loro. Al contrario, è un male: presto, nel Giorno del Giudizio, porteranno appeso al collo ciò di cui furono avari. Ad Allah appartiene l’eredità dei cieli e della terra; e Allah è ben informato di quello che fate»»»

Non dimentichiamo, quindi, di trarre beneficio dalla ricchezza prima della povertà.!

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
che la nostra giornata sia digiuno e la nostra notte sia adorazione! Che i nostri passi si dirigano verso la moschea! Stiamo in guardia, affinché la nostra giornata non sia perdita di tempo, le nostre veglie distrazione e i nostri passi non ci guidino verso la disobbedienza ad Allah**. Ricordiamo e pratichiamo l’ammonimento salvifico: ««Se vivi fino al mattino, non aspettare la sera, e se vivi fino alla sera, non attendere il mattino, fai buon uso della tua salute prima della malattia, e della tua vita prima della morte… e confessiamo con le Parole di Allàh**:

«««Signor nostro, abbiamo fatto torto a noi stessi e se Tu non ci perdoni e ci usi misericordia, finiremo tra i perdenti. O Signor nostro, dacci il bene nella vita terrena e il bene nella vita futura e scampaci dal fuoco»»».

-O-

Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

Ipocriti e pecore

Ibn Omar (che Allàh sia compiaciuto di lui) raccontò. Disse un giorno l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

“L’ipocrita è paragonabile a quella pecora che un giorno pascola con un gregge e l’altro giorno pascola con un altro!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Lo ha riferito Muslim.

073

Rendiconto e noncuranza

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXI – Ayàt 1-2:

اقْتَرَبَ لِلنَّاسِ حِسَابُهُمْ وَهُمْ فِي غَفْلَةٍ مُعْرِضُونَ .1
مَا يَأْتِيهِمْ مِنْ ذِكْرٍ مِنْ رَبِّهِمْ مُحْدَثٍ إِلاَّ اسْتَمَعُوهُ وَهُمْ يَلْعَبُونَ.2

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Si avvicina agli uomini il rendiconto loro, ma essi in noncuranza stanno lontani!(1) Non giunge ad essi dal loro Signore nessun nuovo ricordo, senza che lo ascoltino, continuando a spassarsela, (2)
  • Nota
    Ogni uomo è destinato a morire, a risorgere, a presentarsi al Giudizio divino inappellabile; di questa verità essi vengono informati, ma non se ne curano e continuano a spassarsela, cioè a vivere su una via diametralmente opposta a quella della salvezza dal fuoco.

060

Khutba – Il Successo

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

 Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, nel capitolo XXIII del Sublime Corano – la Sura dei Credenti (sūratu al-mù‹minūna) dice: <<<Il successo lo raggiungono i credenti, (1) i quali sono umili nella loro adorazione quotidiana, (2) i quali si tengono alla larga dal vaniloquio, (3) i quali sono pronti a fare il pagamento dell’imposta coranica, (4) i quali controllano la loro sessualità – (5) fuorché con le loro mogli e con ciò che le loro destre possiedono, sicché, in verità, essi sono irreprensibili, (6) mentre coloro che desiderano oltre questo commettono trasgressione – (7) coloro i quali si danno premura per i depositi loro affidati e per l’adempimento delle loro promesse, (8) coloro che salvaguardano le loro adorazioni quotidiane! (9) Quelli sono gli eredi, (10) i quali avranno in eredità il Paradiso, dove rimarranno, eternamente(11)>>>.

Sono undici unità di rivelazione, che ogni musulmano ha il dovere di conoscere e di mettere in pratica, perché in queste àyah, Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, con precisione linguistica e chiarezza concettuale, indica ai credenti la strada da percorrere, a livello di comportamento, per meritare in eredità il Paradiso. Ad Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, la lode tutta appartiene, per averci ha guidato sulla retta via con il Sublime Corano e, per mezzo della sunna e degli insegnamenti del profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il quale disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: “Il rito d’adorazione è il mi’rāg (l’ascensione del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, alla Presenza di Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce) del credente”.

Il rito d’adorazione, aṣ-ṣalātu, che è il secondo pilastro dell’Islàm, che è fonte di tranquillità e di serenità del credente, consapevole che nel rito egli è in presenza del suo Signore e in intimo rapporto con Lui viene, purtroppo, trascurato da molti musulmani, specialmente da moltissimi giovani, distratti, al giorno d’oggi dalle tecnologie della comunicazione, che hanno effetti deleteri talmente gravi da generare dipendenze patologiche non solo a livello di psiche, ma anche a livello fisico. Questo deriva dalla perdita da parte dei giovani, anche se non mancano le eccezioni, della consapevolezza della condizione di creatura dell’uomo che tutto deve al suo Creatore.

Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce: <<<Perciò non vi inganni l’illusione della vita terrena e non vi inganni l’ingannatore (Satana) a proposito di Allàh. (33)|>>> [Corano XXXI Luqmān]. Le illusioni della vita terrena e gli inganni di Satana a proposito di Allàh, fanno perdere all’uomo la consapevolezza dei propri limiti; una grave menomazione che genera la perdita dell’umiltà che invece ha da coniugarsi con il timore e tremore della creatura consapevole al pensiero della sua condizione nei confronti del Creatore.

Per far perdere al musulmano questo sentimento – che nel rito di adorazione raggiunge il suo momento più intenso, quando con la fronte per terra la creatura – creata dalla terra – è più vicina al suo Signore, Satana escogita le sue diavolerie tecnologiche, che pur avendo qualche utilità, sono altamente dannose a causa della debolezza umana. E’ – pertanto – un dovere di ogni musulmano consapevole di mettere in guardia contro i pericoli materiali e spirituali della seduzione che si sprigiona nelle menti infantili dei giovani e non meno infantili di non pochi adulti, promuovendo la negligenza nell’osservanza dei doveri religiosi e principalmente del dovere del compimento del rito di adorazione.

Dobbiamo sforzarci di far capire la fondamentale importanza del sentimento dell’umiltà che si esprime nel gesto del takbīr “Allàh è il più grande!”, quando il fedele, alzando le mani, si getta dietro le spalle ogni occupazione e preoccupazione; quando, ponendosi in piedi davanti al Signore della Potenza, si libera da ogni dipendenza terrena.

Non c’è gioia paragonabile a questa. Questo bisogna essere in grado di far capire! Recuperare il senso vero della nostra vita, banco di prova della nostra fedeltà al Creatore vuol dire entrare a far parte del novero dei sinceri adoratori di Allàh, sulla base delle precise parole del Suo libro, quando, nel Capitolo ventitreesimo del Sublime Corano, intitolato Sura dei Credenti (sūratu al-mù‹minūna) [Rivelata alla Mecca, costituita da 118 ayāt e scesa dopo la sura al-anbiyā‹ (sura 21)] dice: <<< Il successo lo raggiungono i credenti, (1) i quali sono umili nella loro adorazione quotidiana >>>.

O servi del Sommamente Misericordioso, l’umiltà nel rito di adorazione è lo spirito stesso del rito, è il fulcro, su cui ruotano tutte le vostre azioni. Il rito d’adorazione, eseguito senza umiltà, è esattamente come un corpo senza anima. Quando il fedele che esegue il rito di adorazione è umile e totalmente compreso nel sentimento del dovere di adorare con tutta la sua anima e tutto il suo corpo il Creatore del mondo e dell’uomo, il suo spirito è tutto immerso nello sforzo di eseguire il rito nel migliore dei modi nella speranza di riuscirci, affinché esso venga accettato, perché nella sua accettazione da parte di Allàh c’è la salvezza; e con il timore che per qualche mancanza non venga accettato, in quanto nella mancata accettazione di esso c’è la rovina.

La sincera umiltà è nemica della negligenza e quando non c’è vera umiltà nel cuore di colui che esegue il rito di adorazione, egli viene preso di mira da Satana che gli fa dimenticare il numero delle unità di adorazione che deve eseguire, degli inchini e delle prosternazione, il suo corpo dondola a destra e a sinistra, la sua mano accarezza la barba o si aggiusta qualche parte del suo abbigliamento.

Un giorno il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, vedendo un uomo che mentre eseguiva il rito d’adorazione si lisciava la barba, disse: “Se il suo cuore fosse umile sarebbero umili anche le sue membra!”.

Quando uno esegue distrattamente il rito d’adorazione, lo si capisce dal fatto che non esegue in esso un rukù’ [inchino] o un sugiud [una prosternazione] o un qiyām [la posizione ortostatica in cui si esegue la recitazione del Sublime Corano] o un giulūs [seduta].

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, accortosi un giorno che un uomo, il quale stava eseguendo il rito di adorazione, aveva saltato l’inchino e mentre era in prosternazione sussultava, disse: “Se questo muore in questa situazione, egli muore fuori dalla religione di Muhàmmad”.

In un’altra occasione il Profeta disse: <<< Quando il servo ha eseguito il rito d’adorazione in modo perfetto esso è luminoso e sale fino alle porte del cielo; esse gli vengono aperte ed esso dice in favore di colui che l’ha eseguito perfettamente: “Che Allàh ti conservi come tu hai conservato me”. Quando, invece, il servo ha eseguito male il rito d’adorazione, non ha eseguito gli inchini e le prosternazioni secondo il rituale, esso sale avvolto nelle tenebre fino alle porte del cielo, che gli rimangono chiuse in faccia. Esso dice, rivolto al suo esecutore: “Ti tratti male Allàh, come tu hai maltrattato me!”. Poi il rito viene arrotolato come si arrotola un vestito vecchio e gli viene sbattuto in faccia >>>.

Per i predetti motivi, o servi fedeli del Sommamente Misericordioso, fate ogni sforzo per eseguire il rito d’adorazione nel migliore dei modi, perché esso sarà luce per voi e mezzo di avvicinamento ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce; e state attenti a non compiere nessuna delle azioni che annullano il rito o che vi privano del merito e della ricompensa da parte di Allàh. Preoccupatevi del giorno in cui ad Allàh farete ritorno, un giorno nel quale ogni individuo sarà ricompensato per ciò che ha fatto e nel quale a nessuno sarà fatto torto.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
alla luce di queste informazioni, che vengono dal Sublime Corano e dall’Insegnamento del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, abbiamo da essere umili nell’esecuzione di ogni nostro rito d’adorazione prescritto, se vogliamo raggiungere sicuramente il successo nella vita futura, perché Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, ha affermato nel Sublime Corano che <<<i credenti, i quali sono umili nella loro adorazione quotidiana, son quelli che raggiungono il successo [ e Allàh dice la Verità]>>>.

Non lasciamoci trascinare nella negligenza dei nostri doveri religiosi e lavoriamo con intelligenza per ordinare il bene e mettere in guardia dai pericoli dell’abuso delle tecnologie della comunicazione.

-O-

Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

I tre segni dell’ipocrita

Abū Huràyrah (che Allàh sia compiaciuto di lui) raccontò. Disse un giorno l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

“I segni distintivi dell’ipocrita sono tre: quando parla dice falsità; quando fa una promessa, non la mantiene; quando gli dai fiducia, la tradisce; e ciò anche se digiuna, esegue il rito d’adorazione e crede di essere musulmano!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Lo ha riferito Muslim.

057

La Prova evidente

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XX – Ayah 133:

وَقَالُوا لَوْلاَ يَأْتِينَا بِآيَةٍ مِنْ رَبِّهِ أَوَلَمْ تَأْتِهِمْ بَيِّنَةُ مَا فِي الصُّحُفِ الأُولَى.133

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Non è forse giunta loro la prova evidente, di ciò che è nei Fogli precedenti?(133)
  • Nota
    La prova evidente è il Sublime Corano, nel quale c’è la conferma della Verità fondamentale dell’Uunità, Unicità e Uni-personalità di Allah, rifulga lo splendor della Sua Luce e del dovere della creatura di riservare il culto di adorazione unicamente al Creatore.

068