Chiedi loro

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXXVII – Ayàt 149-150:

فَاسْتَفْتِهِمْ أَلِرَبِّكَ الْبَنَاتُ وَلَهُمْ الْبَنُونَ. 149
أَمْ خَلَقْنَا الْمَلاَئِكَةَ إِنَاثًا وَهُمْ شَاهِدُونَ.150

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Chiedi loro di farti capire se al tuo Signore le figlie e a loro i figli,(149) oppure se il sesso femminile lo abbiamo dato agli angeli, in loro presenza, quando li creammo! (150)
  • Nota
    I Meccani credevano che gli angeli fossero figlie di Allàh. Essi erano orgogliosi di avere figli maschi, mentre ritenevano un disonore avere femmine. Sarcasmo di Allàh! Poi Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, denuncia il carattere cervellotico dell’idea che i Meccani avevano del “sesso degli angeli”, facendoci capire con chiarezza che per fare affermazione veritiera bisogna fornirne come prova, qui, una testimonianza oculare [altrove, una prova documentale: atū burhāna-kum].

065

L’azione continuata

‘À‹ishah (che Allàh sia compiaciuto di lei) raccontò. Un giorno l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“L’azione che, tra le azioni, è la più cara ad Allàh è quella compiuta di continuo, anche se di minor importanza!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Lo hanno riferito concordemente i due Imām .

061

Khutbah Il Perdono – Ramaḍān 2

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

 Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il quale ha ricevuto da Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, il Mandato apostolico-profetico di portare all’umanità l’Islàm, il sistema onnicomprensivo di vita, per mezzo della pratica del quale l’uomo realizza la propria liberazione dal dominio dell’uomo, è «««Misericordia per tutti gli universi!»»». Così di lui dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, nel Sublime Corano!

Oggi, 25 di maggio 2018, decimo giorno del Santo Mese di Ramaḍān 1439, ci siamo lasciati alle spalle quella parte del mese, di cui il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse essere quella della Misericordia.

Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse: ««Ramaḍān è diviso in tre parti; la prima è misericordia, la seconda perdono e la terza salvezza dal fuoco»» o come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, ci mette in guardia, quando dice: «««Non v’inganni la vita terrena e non vi inganni Shaytàn, l’ingannatore, a proposito di Allàh!»»».

In Ramaḍān tutti i Diavoli sono in catene, ma nell’uomo, che è debole, c’è un’anima che lo spinge alla trasgressione ed è sempre all’opera per farlo cadere in peccato con le lusinghe e le illusioni della vita terrena.

Però, Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, effonde con abbondanza la Sua Misericordia nel creato, su tutte le Sue creature di tutti gli universi da Lui creati e verso gli uomini, in special modo!

La Sua Misericordia, infatti, come ho detto, ha preso corpo nel profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, per mezzo del quale Egli ha dato per tutti gli uomini il Messaggio della Verità sul mondo, sulla condizione dell’uomo, sul suo destino, e con esso un codice di vita, unica via di salvezza dal fuoco, le regole del quale sono nel Sublime Corano e nei precetti del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Quando la creatura umana mette in pratica questo Codice di vita essa può, non senza in ogni caso l’intervento della Sua Misericordia, aspirare al Paradiso nella vita futura.

Con questo Codice di vita onnicomprensivo la Clemenza di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, ha dato all’uomo la possibilità di redenzione dal peccato attraverso il pentimento, i cui cancelli, come disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, sono aperti per l’uomo fino agli ultimi momenti della sua vita e per l’intera umanità fino alla fine del mondo, quando il sole spunterà da “occidente”.

Quando il trasgressore, consapevole della sua trasgressione si pentirà d’aver trasgredito, proponendosi di non cader vittima delle tentazioni di Satana, della vita terrena e della sua anima, che spinge alla trasgressione per l’avvenire, allora entra in gioco il Perdono divino!

Sì! Esso è tanto e tale che sono ben tre i Bellissimi Nomi di Allàh, su novantanove, che lo ricordano:

al-Ghafir, al-Ghaffàr, al-Ghafur.

Allàh è il Perdonatore sovrano, il sovranamente Largo nel perdonare, l’Accettatore compiaciuto delle invocazioni di richiesta del perdono. Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, è At-Tawwāb, il Disponibilissimo ad accettare il pentimento, che, come già detto, ha da essere sincero e accompagnato dal proposito di non più cader nelle trappole della vita mondana, di Satana e del proprio ego.

Esso apre le porte della Misericordia divina. Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce: “O trasgressori non disperate della mia Misericordia, perché io perdono tutti i peccati, ad eccezione di quello di avermi associato qualcuno nel culto di adorazione” [Significato].

Eccoci, quindi, entrati nella medietà del Mese del Digiuno, il mese di al-màghfirah, il perdono. Numerose sono le fonti del perdono. La corretta esecuzione del rito di purificazione è una fonte di perdono.

L’Apostolo di Allah, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ha detto: ««A chi esegue bene l’abluzione, i peccati da lui commessi escono dal suo corpo, anche da sotto le unghie»» [o come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

L’esecuzione del rito di adorazione è pure fonte di perdono. Narrò ‘Uthmān ibn Affān, che Allàh si compiaccia di lui: “Ho sentito l’Apostolo di Allah, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, dire: ««Quando viene il tempo per uno dei riti di adorazione prescritti, se un Musulmano esegue bene l’abluzione ed esegue il rito con umiltà e inchinandosi, tutto questo sarà un’espiazione per i suoi peccati precedenti, a condizione che non abbia commesso un peccato maggiore, e questo vale per sempre»».

Il compimento di buone azioni è una fonte di perdono dei peccati, come pure eseguire il Pellegrinaggio maggiore e quello minore.

Il Digiuno in questo nostro Santo Mese mese e la veglia di adorazione della notte del Destino con fede e con lo scopo di guadagnare il paradiso sono fonti di perdono dei peccati.

Dire:As-salàmu ‘alày-ka, yaàyyuha n-nabiyyu, wa rahmatullàhi wa barakàtu-Hu” è una fonte di perdono.

Abū Tala Al-Anari che Allàh si compiaccia di lui ha detto: “L’Apostolo di Allah, Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, si svegliò un giorno allegro e raggiante. I suoi Compagni esclamarono, ‘O Profeta di Allah, oggi ti sei svegliato allegro e raggiante.’ Egli rispose, ‘Si! Un Messaggero di Allah, l’Eccelso e il Glorificato, è venuto da me e mi ha detto: «««Se qualcuno della tua Ummah ti manda un saluto, Allah registrerà per lui dieci buone azioni, cancellerà dieci dei suoi peccati, e lo eleverà di dieci gradi in rango, ed Egli gli ritornerà il suo saluto con un saluto simile»»».

La Glorificazione, la Lode, la Magnificazione, la proclamazione dell’Unicità di Allàh sono altrettante fonti di Perdono: abbondiamone in questo nostro Santo Mese!

Narrò Abū Hurayrah, Allàh si compiaccia di lui, che l’Apostolo di Allah – Allàh lo benedica e l’abbia in gloria – disse: ««Chi, cento volte al giorno, dice: “Subḥāna-llāhi wa bi-amdi-Hi” otterrà il perdono di tutti i peccati, anche se fossero quanto la schiuma del mare»» [o come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Narrò Abū Huràyrah, che Allàh si compiaccia di lui, che l’Apostolo di Allah, Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse: ««Chi dice cento volte: ‘Lā ilāha illā llāhu wàdahu lā sharī-ka la-Hu, la-Hu-l-mulku wa là-Hu-l-àmdu wa Hùwa ‘alā kulli shay<>in qadīr’, otterrà la stessa ricompensa della liberazione di dieci schiavi; cento buone azioni saranno registrate sul suo conto, cento peccati saranno tolti dal suo conto. La sua proclamazione sarà per lui una protezione contro Satana in quel giorno fino a notte, e nessuno è in grado di fare un’azione migliore, se non colui che fa di più»».

Occupiamo, quindi la nostra lingua nel Ricordo di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, in questa decade mediana di Ramaḍān, la decade del “perdono”, invochiamo il Suo perdono per le trasgressioni di cui siamo consapevoli, non solo, ma anche di quelle di cui non siamo consapevoli!

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
facciamo tesoro della Misericordia di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, e degli insegnamenti del Profeta, Allàh lo benedica e l’abbia in gloria! Ricorriamo con fiducia alla Clemenza di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, tornando a Lui con pentimento sincero e chiediamoGli perdono.

Disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: ««Colui che si è pentito della sua trasgressione è come colui che non l’ha commessa»» [o come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria];

e: ««Tutti i figli di Adamo sono peccatori, ma i migliori sono quelli che si ravvedono»» [o come disse, che Allàh lo benedica e l'abbia in gloria!].

-o-

Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi il perdono, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.

Indicazione metodologica

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XX – Ayah 114:

فَتَعَالَى اللَّهُ الْمَلِكُ الْحَقُّ وَلاَ تَعْجَلْ بِالْقُرْآنِ مِنْ قَبْلِ أَنْ يُقْضَى إِلَيْكَ وَحْيُهُ وَقُلْ رَبِّ زِدْنِي عِلْمًا.114

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Sia esaltato Allàh, il Re, il Vero. Non precipitare la recitazione del Corano, prima che sia finita la sua rivelazione a te, e di’: “Signore mio, accrescimi, quanto a scienza”. (114)
  • Nota
    Indicazione metodologica divina: prima bisogna imparare a memoria il testo e dopo recitarlo. Poi chiedere ad Allàh di farcene comprendere il significato, accrescendoci quanto a conoscenza, ai fini della traduzione in pratica dell’Insegnamento. L’àyah è la numero 114 e 114 è il numero delle Sure del Sublime Corano.

064

Eseguite il rito ad agio

Anas (che Allàh sia compiaciuto di lui) raccontò. Un giorno l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“Eseguite il rito ad agio, e quando siete stanchi, sedetevi!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Lo hanno riferito concordemente i due Imām .

055

Khutba La misericordia – Ramaḍān 1

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e sorelle nell’Islàm,
c’è un proverbio astronomico italiano che in relazione alla “gobba” della luna nel suo percorso sulla volta celeste, dice: gobba a ponente [occidente] luna crescente, gobba a levante [oriente] e luna calante. È dall’avvistamento locale del primo hilāl che ha da avere inizio il digiuno. Il Sublime Corano, infatti, è esplicito: il mese di digiuno inizia a partire dall’arco diurno seguente alla notte, in cui è avvenuto l’avvistamento della prima falce di luna nascente, quando la luna è uscita dalla congiunzione con il sole.

C’è, però, un’altra dottrina secondo la quale quando l’avvistamento avviene in qualsiasi luogo del pianeta, per il principio del tawḥīd della Umma di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il mese del digiuno diventa obbligatorio per tutti i Musulmani. Questa duplicità di dottrina, ciascuna delle quali, come detto sopra, ha forte fondamento, porta spesso a una duplicità di inizio del digiuno e noi preghiamo Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, di accettare i digiuni, le veglie i riti di adorazione dei seguaci dell’una e dell’altra.

Il mese di Ramadan è il mese più sacro di tutto il calendario islamico, perché Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, il quale ha dato a ogni lasso di tempo un momento particolarmente più sacro [durante il giorno i cinque orari del rito di adorazione, durante la settimana il venerdì (il giorno festivo islamico], durante l’anno ha sottolineato la maggior sacertà del mese di Ramadan rispetto agli altri mesi.

In questo mese benedetto, di cui il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria ha chiamato sàyyidu-sh-shuhūr [il signore dei mesi], il musulmano, in obbedienza al precetto coranico, si astiene dal soddisfare, durante l’arco diurno del giorno, tutti i propri istinti, quali il mangiare, il bere, l’avere rapporti sessuali, cioè gli istinti basilari dell’esistenza: l’istinto di conservazione individuale e l’istinto di conservazione della specie.

Come disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il mese santo si divide in tre decadi: la prima decade è quella della misericordia; la seconda decade è quella del perdono e la terza è quella della salvezza dal fuoco, o come disse che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria. La misericordiosità è una caratteristica essenziale dell’identità divina, cioè di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, egli è Ar-Rahmān, questo è il Suo Nome proprio! Il Sommamente Misericordioso.

Nel famosissimo ḥadīth nel quale il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, enumera i Bellissimi Epiteti di Allàh, subito dopo il Suo nome proprio, Ar-Rahmān viene Ar-Raḥīm, anche esso irradiante il significato della misericordia che si esprime nella clemenza, Ar-Raḥīm, il Clementissimo, il Clemente in sommo grado. Con la Misericordia Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, esprime il suo Amore infinito e la misericordia di Ar-Rahmān è quella verso tutte le sue creature animate e inanimate, di cui l’espressione minima è quella della cammella che alza la sua zampa per non calpestare il cammellino, un amore che, quanto agli uomini è benefico per i credenti musulmani e i non credenti nella paternità divina del Sublime Corano e nella missione apostolico profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Dalla somma Clemenza di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, saranno beneficati soltanto i Musulmani nel Giorno del Giudizio. La Misericordia di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, Egli l’ha suddivisa in mille parti delle quali una è quella che Egli effonde nel creato, mentre le altre sono quelle di cui saranno beneficati i Musulmani nel giorno del Giudizio.

Il mese di Ramadàn è ricco di benefici per la salute dell’anima e del corpo del singolo, per la realizzazione dell’armonia dei rapporti familiari e dell’equilibrio nelle relazioni sociali.

A livello spirituale il mese sacro è una scuola, la scuola dei trenta giorni, come venne chiamata. Questa scuola, come una palestra, ci educa a controllare gli aspetti materiali della nostra vita, che ci sospingono all’appagamento delle nostre passioni e dei nostri istinti. Questo self-control promosso dal digiuno tiene a bada la malattia nefasta, che vede la materia sopraffare il sentimento.

Il nostro spirito si educa in questo mese alla pazienza e alla perseveranza ed è grazie anche al digiuno di ramadàn consapevolmente praticato come forma di ringraziamento ad Allàh per gli innumerevoli benefici della Sua Misericordia, che non pochi di noi sono riusciti ad allontanarsi da molti di quei vizi, che comportano dipendenze materiali.

In questo mese noi siamo costretti dell’Amore per Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, a provare la sofferenza di chi non mangia e non beve non per devozione, ma per l’ingiustizia che governa il mondo, dove impera il dio denaro, per cui la sofferenza non può non portarci a essere misericordiosi nei confronti di coloro che non trovano con cosa sfamare sé e la propria famiglia, come i profughi costretti dalla violenza ad abbandonare le loro case, a fare donazioni per i carcerati all’aria aperta di Ghaza per mezzo delle associazioni di Carità musulmane, che operano in Italia. Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce: «Usate misericordia se volete che vi sia usata misericordia!».

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
il digiuno ci educa al buon governo dello spirito e del corpo ed è medicina efficace per guarire molte malattie individuali e sociali, nonché di prevenirne l’insorgenza. Oltre a questi benefici materiali e spirituali nella vita terrena, il rispetto da parte nostra dei precetti del digiuno ci rende meritevoli di una grande ricompensa nella vita futura, un Paradiso nel quale, se Allàh vuole e grazie alla Sua Misericordia, potremo entrare attraverso una porta speciale, riservata ai digiunanti, la porta che si chiama Ar-Rayān.

-o-

Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi il perdono, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.

Egli abbraccia ogni cosa

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XX – Ayah 98:

إِنَّمَا إِلَهُكُمْ اللَّهُ الَّذِي لاَ إِلَهَ إِلاَّ هُوَ وَسِعَ كُلَّ شَيْءٍ عِلْمًا.98

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Il vostro ilāh (la vostra deità) è solamente Allàh! Tranne Lui non c’è divinità. Egli abbraccia ogni cosa, quanto a scienza (98).
  • Nota.
    Ilàh significa “titolare di potere assoluto, al quale è dovuta totale obbedienza e al quale soltanto il sottoposto ha l’obbligo di rivolgersi per avere sostegno”; queste caratteristiche sono sintetizzate nella parola “deità”. Nessuno, tranne Allàh ha titolo di essere destinatario, in quanto Creatore, del dovere di totale obbedienza, al Quale soltanto il sottoposto ha l’obbligo di rivolgersi per avere sostegno. In quanto Creatore di tutto ciò che esiste, Egli ha contezza di ogni oggetto della Sua creazione: dalla particella sub-atomica alla mega-galassia.

066

Le difficoltà

‘À‹ishah (che Allàh sia compiaciuto di lei) raccontò. Un giorno l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria disse:

“Non createvi difficoltà, perché Allàh non vi crea difficoltà, finché non siete voi a farlo!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Lo hanno riferito concordemente i due Imām.

053

Khùtbah n. 1 di Ramaḍān 1439

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
tra qualche giorno avranno inizio le tre notti dell’interlunio, nelle quali la luna, essendo in congiunzione con il sole, sarà assente dal cielo, concludendo l’ottava rotazione annuale intorno alla Terra.

Quando essa apparirà nella regione occidentale del cielo poco dopo il tramonto del sole sotto forma di un’esile falce luminosa per pochi secondi, se Allàh, rifulga la Sua Luce, vuole, e con il suo avvistamento avrà inizio il Santo mese di Ramaḍān dell’anno 1439 dell’egira, il mese del digiuno, prescritto da Allàh, sempre rifulga lo splendor della Sua Luce, nel Sublime Corano, nel mese di Ramaḍān; il mese nel quale con la discesa della Sua Santissima Parola nel cuore di Muhàmmad ebbe inizio la Sua Missione Apostolico-profetica.

Noi siamo musulmani e la nostra vita la regoliamo in base ai Comandamenti di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, e ai Precetti del profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria. E cinque sono gli adempimenti fondamentli a cui siamo tenuti [al-arkānu-l-Islāmi-l-khàmasah] i quali come tutti voi sapete sono: la Testimonianza [aš-Šahādah], i quotidiani cinque riti d’adorazione [aṣ-ṣalawātu-l-khàmsah], l’imposta coranica sulla ricchezza [zakātu-l-māl], il digiuno del sacro mese di Ramadan [ṣàwmu Ramaḍān] e il pellegrinaggio alla Mecca, per chi ne ha le possibilità economiche e fisiche [ḥàggiu-l-bàyt].

Il digiuno del mese di Ramaḍān, sulla base dell’insegnamento del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria è il quarto pilastro dell’Islàm, esso è stato prescritto come mezzo di far trovare al credente il <Timore di Allàh> ed è stato prescritto in Ramadàn, perché in questo mese il Santo Corano è stato fatto scendere nel cuore di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Siamo in attesa dell’annuncio dell’avvistamento della prima falce di luna, con la gobba a ponente, perché è dall’avvistamento del hilāl che ha da avere inizio il digiuno. Il Sublime Corano, infatti, è esplicito: il mese di digiuno inizia a partire dall’arco diurno seguente alla notte, in cui è avvenuto l’avvistamento della prima falce di luna nascente, la qual cosa avviene quando la luna esce dalla congiunzione con il sole, dando inizio alla sua nona rotazione attorno alla Terra.

Quanto alla durata del digiuno il Profeta ebbe a dire: «Digiunate dall’avvistamento all’avvistamento!» o come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il che significa che il digiuno dura fino all’avvistamento della falce di luna successiva, cioè al novilunio del decimo mese lunare.

Ramaḍān è il mese più sacro di tutto il calendario islamico, perché Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, il quale ha dato a ogni lasso di tempo un momento particolarmente più sacro [durante il giorno i cinque orari del rito di adorazione, durante la settimana il venerdì (il giorno festivo islamico], durante l’anno ha sottolineato la maggior sacertà del mese di Ramaḍān rispetto agli altri mesi.

In questo mese benedetto, che il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria ha chiamato sàyyidu-sh-shuhūr [il signore dei mesi], in obbedienza al precetto coranico, il credente nella paternità divina del Sublime Corano e nella missione apostolico-profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, digiuna dall’alba al tramonto – dalla chiamata del rito del fàgr alla chiamata del rito del maghrib – con somma devozione al solo scopo di meritare il compiacimento di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, il Quale generosamente abbonda di grazie e di benefici spirituali e materiali in questo mese.

E poiché Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, nel dare norme di vita alla Sua creatura umana ha posto nel Suo codice i principi base dell’equilibrio e della giustizia, Egli, rifulga lo splendor della Sua Luce, autorizza l’astinenza dal digiuno dal tramonto del sole al primo chiarore antelucano.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
la pratica coscienziosa del digiuno di Ramaḍān è apportatrice, per grazia di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, di grandi benefici per la salute dell’anima e di quella del corpo, per la realizzazione e il mantenimento dell’armonia nei rapporti familiari come pure dell’equilibrio nelle relazioni sociali! Approfittiamo, quindi, di questo mese per temprare la nostra consapevolezza islamica e lucrare il favore di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce.

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Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi il perdono, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.

Una pianura livellata

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XX – Ayàt 106-107:

فَيَذَرُهَا قَاعًا صَفْصَفًا.106
لاَ تَرَى فِيهَا عِوَجًا وَلاَ أَمْتًا.107

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Ti interrogano intorno alle catene montagnose. Di’: “Il mio Signore le ridurrà in polvere, e le soffierà via (riducendole) come una pianura livellata, (106) in cui non vedrai né anfrattuosità né ondulazioni del terreno”. (107)
  • Nota
    Immagine apocalittica di un evento, che si verificherà nel Giorno della Fine del mondo! La terra sarà “una pianura livellata” nella quale i resuscitati, attenderanno il Giudizio universale.

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