Mini-politeismo

Mbin Labīd (che Allàh sia compiaciuto di lui) raccontò. Un giorno l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“La  cosa che io temo di più per voi è il mini-politeismo!”. 

Chiesero: “O Messaggero di Allàh, cosa è il mini-politeismo?”. Rispose, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

“L’ostentazione!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Lo ha riferito Ahmad.

073

Sha’ban – laylatu-l-barā‹

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
oggi è il giorno 11 del Santo mese di Sha’ban, il mese che precede il Santo Mese del Digiuno di Ramadàn di questo anno 1439 dell’Egira. In questo mese il profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, era solito digiunare con maggior frequenza che negli altri mesi dell’anno.

E lo sappiamo perché uno dei Compgni, Usāmah bin Zàyd, che Allàh si compiaccia di lui, disse: «Ho domandato all’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: “Perché, o Apostolo di Allàh, digiuni in Sha’bān più che in qualsiasi altro mese?”. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, rispose: “La gente è negligente tra Ràgiab e Ramaḍān. Durante Sha’ban le opere sono presentate al Signore di tutti i mondi. Quindi desidero digiunare, quando le mie opere sono elevate”».

È un ḥadīth ḥàsan registrato da An-Nisā‹ī, Al-Bàyhaqī e Ibn Abī Shaybah.

E poiché il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria è il nostro <maestro di vita> e <modello di comportamento esemplare>, noi musulmani, lo prendiamo ad esempio e digiuniamo in questo santo mese di Sha’bàn, frequentemente, come faceva l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Questi digiuni sono super-erogatori [nafl]. L’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria disse: «Ràgiab è il mese di Allah. Sha’bān è il mio mese e Ramaḍān è il mese della ummah».

Aisha, la madre dei credenti, che Allàh si compiaccia di lei, disse. «Il Profeta Muhàmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, usava digiunare la maggior parte del mese di Sha’bān, sicché, un giorno, gli chiesi: ”O Apostolo di Allàh, forse che Shà’bān è il tuo mese favorito per il digiuno?“. Rispose: “In questo mese Allàh fa la lista delle persone che devono morire questo anno. Perciò io spero che la mia morte venga quando sono in stato di digiuno”.».

Da questo hadīth si ricava che il digiunar nel mese di Sha’bān benché non obbligatorio è molto fruttuoso di merito e per questo il Profeta non amava perderlo.

La notte del 15 del mese di Sha’bān [l’ arco notturno tra il 14° arco diurno e il 15° arco diurno di Sha’bān] è la notte chiamata Laylatu-l-barā‹ah [la notte della liberazione dal Fuoco].

In questa notte, gli abitanti della terra sono chiamati alla Presenza di Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce e in essa, dopo il rito di adorazione del calar della notte [alātu-l-’ishā‹], è pratica recitare tre volte la Sura Yāsīn e dopo ogni volta, recitare uno speciale du`a con le seguenti intenzioni: 1. con intenzione (nìyyah) per una lunga vita; – 2. con intenzione (nìyyah) per la protezione dalle Calamità; 3. con intenzione (nìyyah) per la consapevolezza di non aver bisogno d’altri, se non Allah, l’Altissimo.

È altamente meritorio passare l’intera notte in riti d’adorazione; se, per una ragione o per l’altra, non si è in grado di farlo, si può scegliere di eseguirlo per una considerevole parte della notte, preferibilmente, la seconda metà, compiendo alātu-l-khàyr, che consiste in 100 ràk’ah e in ogni ràk’ah recitare Sùratu-l-Fātiah e 10 Sùratu-l-Ikhlāṣ e, ciò fatto, recitare 1000 volte Sùratul-Ikhlāṣ.

Speciali benedizioni discendono nella notte di Barā‹ah, su chi trascorre la notte intera in totale sottomissione ad Allah, gloria a Lui l’Altissimo, e si astiene da tutte le azioni che sono a Lui sgradite.

Nell’arco diurno che segue la notte di Barā‹ah, ossia il 15 di Sha`bān, è mustaabb (amabile agli occhi di Allah, consigliabile) digiunare.

Si tramanda che il Profeta, Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, abbia raccomandato il qiyāmu-l-làyl nella notte di barā‹ah, In questo giorno è consigliabile digiunare.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
seguiamo gli insegnamenti del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, digiunando in questo mese per amore di lui, consapevoli che il digiunare nel mese di Sha’bān benché nàfl [non obbligatorio] è molto fruttuoso di meriti ed è per questo che il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, lo digiunava con frequenza fino a un certo numero di giorni prima di Ramadan, nei quali non digiunava.

-o-

Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi il perdono, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.

MISFATTI E PROSPETTIVE DI UN “MASSONE ANOMALO” L’espansionismo del guerrafondaio Erdogan

2 – I confratelli massoni di Erdogan

Al centro, il leader turco Erdogan. Tutto intorno i suoi confratelli massoni nella Ur-Lodge “Hathor Pentalpha”.

Al centro, il leader turco Erdogan. Tutto intorno i suoi confratelli massoni nella Ur-Lodge “Hathor Pentalpha”.

 .

Nella prima puntata di questa inchiesta sul terrorista guerrafondaio Erdogan, abbiamo delineato il ruolo delle superlogge massoniche transnazionali (Ur-Lodges) nel cercare di costruire un Nuovo Ordine Mondiale, e in particolare il ruolo della superloggia “Hathor Pentalpha”, fondata nel 1996 da Bush Senior. Chi vuole, può leggerla o rileggerla cliccando qui.

Eravamo arrivati al momento dell’iniziazione a questa loggia del leader turco Erdogan. Ecco come questo evento viene descritto dal massone Gioele Magaldi, nel già da noi ampiamente citato libro “Massoni, società a responsabilità illimitata – La scoperta delle Ur-Lodges”:

“… il turco Recep Tayyip Erdogan, che possiamo considerare a cavallo tra Medio Oriente e Vecchio continente. Per inciso, il massone anomalo Erdogan volle essere iniziato tra i figli della vedova (cioè i massoni, ndr) della “Hathor” proprio per avere più carte prospettiche sul piano interno rispetto ai suoi avversari politico-militari…” legati ad altre Ur-Lodges.

Ho sottolineato il “volle essere iniziato” per evidenziare che, nel caso di Erdogan, non si è trattato di una iniziazione partita su iniziativa della Ur-Lodge, ma di ingresso avvenuto a seguito di insistita pressione da parte dello stesso Erdogan, che era già massone. Dunque, una manovra a puro scopo di potere, funzionale ad una crescita del suo ruolo personale nello scacchiere del Medio Oriente. Peraltro, si trova in queste pagine anche un cenno al ruolo di Erdogan nella vicenda-Isis, che viene confermato come partecipe, cinico e ambiguo, conferma esatta, del resto, di come egli è apparso a chiunque abbia seguito le vicende politico-militari internazionali di questi ultimi anni in Medio Oriente:

“… Da ultimo, un fatto per nulla trascurabile. E cioè il ruolo ambiguo e cinico che, rispetto all’avanzata delle truppe dell’Isis/Isil nei territori del cosiddetto Kurdistan iracheno ai confini di Siria e Turchia, sta interpretando un altro massone di rilievo della “Hathor Pentalpha”, ovvero Recep Tayyip Erdogan”.

Massone di rilievo”, dunque, si badi bene, e non l’ultimo arrivato. Un pezzo grosso della massoneria criminale internazionale, il nostro Erdogan. Con un ruolo “ambiguo e cinico”, che indica chiaramente complicità fattive coi terroristi dell’Isis. Complicità peraltro note, e manifestatesi in più occasioni e con diverse modalità. Ma questo lo vedremo in altre puntate.

Il libro di Gioele Magaldi è uscito nel 2014, e chiunque abbia seguito anche superficialmente i fatti di cronaca internazionale, non avrà potuto che avere conferma dell’ambiguità e del cinismo di Erdogan, da allora al giorno d’oggi.

Ma, per avere un’idea più precisa delle personalità di rilievo facenti parte di questa Ur-Lodges ultra reazionaria, cioè dei “confratelli massoni” più illustri di Erdogan, ecco un elenco di alcuni affiliati, della sola zona mediorientale:

Alla Hathor Pentalpha, nel 2000, si affiliarono:

  • il sultano dell’Oman Qàbùs bin Sa’ìd al-Sa’ìd con diversi notabili omaniti,

  • l’emiro del Bahrein Hamad bin ‘Isà al-Khalìfah e alcuni suoi stretti parenti e/o collaboratori,

  • i principi sauditi della dinastia regnante in Arabia Abdallah ibn ‘Abdelaziz al-Saud, Salman bin Abdelaziz al-Saud, Muqrin bin Abdelaziz al-Saud, Khaled al-Faisal, Nawwaf bin Abdelaziz al-Saud, Mutaib bin Abdelaziz al-Saud, Muhammad bin Nayyef bin Abdelaziz al-Saud,

  • gli iraniani Ali Akbar Hashemi Rafsanani, Mohammad Momen, Gholam-Hossein Mohseni Eje’i, Heydar Moslehi, Mahmoud Alavi, Valiollah Seif,

  • l’emiro del Qatar Hamad bin Khalifah al-Thani,

  • gli israeliani Ariel Sharon, David Klein, Stanley Fisher, Moshe Ya’alon,

  • e tanti altri… ”.

Si noti che i confratelli iraniani qui citati sono al momento attuale fuori da posti di governo in Iran. A tutti questi nomi illustri di confratelli massoni di Erdogan, vanno aggiunti naturalmente molti europei, tra cui Sarkoszy (assassino di Gheddafi e bombardatore della Libia), Tony Blair (alleato di Bush nel genocidio iracheno), e tanti altri in tutto il mondo.

Da questa lista, si evince chiaramente, a conferma di quanto abbiamo sottolineato nella puntata precedente, che la Ur-Lodge in questione, come del resto tutte le altre, non rappresenta affatto una emanazione della CIA o di un governo, USA o altri, ma piuttosto un potere altro e superiore, che, al contrario, è capace di infiltrare e indirizzare l’operato di governi e servizi segreti, così come di settori di eserciti o di eserciti al completo, per i propri fini. Ad esempio, un agente della CIA che fosse affiliato a questa, come ad altre, Ur-Lodges, si trova dunque a dover obbedire in primis alla superloggia massonica, e solo in maniera eventuale e subordinata alla CIA stessa.

IL RUOLO DEL FRATELLO MASSONE BIN LADEN

Anche il noto terrorista Osama Bin Laden, massone fin dal 1979, iniziato da Brieszninsky alla Ur-Lodge “Three Eyes” (la superloggia di Rockfeller, Soros, appunto Briesznisky, Kissinger, Agnelli, e, tra gli altri, il nostro Presidente della Repubblica Emerito, Napolitano…) fin dal 1979, è divenuto poi confratello di Erdogan nella “Hathor Pentalpha”. Ecco come viene descritto il periodo in questione:

“… Bin Laden, sia nella fase dal 1979 al 1988, sia dal 1988 ai primi anni Novanta, quando fu fondata ed implementata di concerto con noi la struttura denominata Al Qaeda, era funzionale alle strategie della “Three Eyes” prima, e della triarchia con la “Edmund Burke” e la “White Eagle” poi. Cioè, prima si era prestato a una lotta militare in Afghanistan, in funzione antisovietica. Poi era divenuto protagonista di una rappresentazione simbolica studiata ad arte, dove il suo terrorismo islamico integralista svolgeva su scala internazionale lo stesso ruolo di destabilizzazione/stabilizzazione incarnato negli anni Settanta e Ottanta dai terrorismi rossi e neri di ambito nazionale. A partire dal 1996, e poi in modo sempre più strutturato dal 2000-2001 in avanti, Osama Bin Laden e Al Qaeda vengono strappati al nostro controllo e ingaggiati dalle nuove Ur-Lodges egemoni, la Hathor Pentalpha e la Geburah (una superloggia alleata), per recitare in un nuovo copione. Una sceneggiatura che ha bisogno della figura mitologica e sfuggente del nemico pubblico numero uno e del suo virtualmente ubiquo potenziale terroristico, per realizzare un Nuovo Ordine Mondiale in cui la sicurezza collettiva interna venga anteposta alle libertà civili tradizionali e ai consueti controlli democratici…”.

LA LIBERAZIONE DEL “FRATELLO CALIFFO”

Anche il “califfo” dell’Isis, Abu Bakr al-Baghdadi, fa parte della meravigliosa lista di confratelli massoni di Erdogan.

“… quello che si è autoproclamato califfo di un nuovo Stato islamico a vocazione imperiale e globale, offerto alla percezione mondiale con il nome di Isis e anche quello di Isil, Islamic State of Iraq and the Levant, nel 2009 fu affiliato in segreto alla Hathor Pentalpha e poi miracolosamente e improvvisamente liberato dal campo iracheno di prigionia antiterroristica di Camp Bucca, dov’era detenuto sin dal 2004…”.

A seguire, esplodono le cosiddette “primavere arabe”, che ingannano persino i settori massonici progressisti, i quali all’inizio hanno supportato in vari modi queste proteste, salvo poi rendersi conto che non scaturivano da autentiche rivendicazioni popolari, ma che invece nascondevano tutt’altro disegno:

Un disegno macchiavellico, spregiudicato e guerrafondaio. Che lasciava trapelare all’esterno il volto feroce dell’integralismo islamico di Al Qaeda e di altre sigle terroristiche… Se, dopo i primi anni di affabulazione manipolatoria seguiti allo shock dell’11 settembre 2001, la narrazione huntingtoniana dello scontro delle civiltà applicata alla guerra al terrorismo islamico negli anni 2001-2005 era apparsa in tutta la sua inconsistenza e fallacia, adesso serviva un nemico meno evanescente e fantomatico di Osama Bin Laden e soci. I terroristi astratti che potevano colpire una tantum e poi sonnecchiare per anni non facevano più paura a nessuno. Ora serviva un nemico più strutturato, spietato e terribile, apparentemente inarrestabile nella sua prospezione antioccidentale in Medio Oriente e altrove. Qualcuno che rinnovasse le minacce del terrorismo ubiquo, che può colpire ovunque e in qualsiasi momento, a Roma come a Madrid, Bruxelles, Amsterdam, Londra, New York, eccetera. Ma anche qualcuno che, con perizia hollywoodiana, instillasse nelle plebi televisive di tutto il mondo l’orrore quotidiano delle sue campagne militari vittoriose, delle decapitazioni e dei proclami fondamentalisti contro la civiltà occidentale e persino contro la civiltà tout court, in nome di un Islàm di maniera che corrispondeva alla perfezione alla caricatura che ne avevano fatto gli epigoni più scriteriati del già scriteriato, in vecchiaia, fratello Samuel Huntington…”.

Ecco qui, il disegno è proprio quello di dare al mondo un’immagine il più orribile possibile dell’Islàm e dei musulmani, ai fini, come si è spiegato nella puntata precedente, di separare questa civiltà dalle altre. E di questo disegno, spero si sia capito, Erdogan è stato complice del tutto consapevole fin dall’inizio, intendendo trarne un ruolo da protagonista per sé, e per la Turchia quello di “stato-guida” del mondo islamico. L’attentato dell’11 settembre 2001 negli USA, che è ormai noto essersi trattato di operazione “interna” americana, dunque una di quelle operazioni false flag (falsa bandiera) cioè compiute sotto una “bandiera” diversa da quella effettiva (in questo caso, Al Qaeda e Bin Laden, che si prestavano a recitare la parte dei musulmani cattivi), messo in atto dalla “Hathor Pentalpha”, è infatti avvenuto circa un anno dopo l’affiliazione di Erdogan alla stessa. Erdogan, dunque, è stato totalmente e scientemente complice dell’operazione terrorista, anche se non coinvolto personalmente. Infatti, proprio nel 2001, dopo essere uscito dal carcere, dove era entrato a seguito di una condanna per incitamento all’odio religioso, Erdogan fonda il “Partito per la Giustizia e per lo Sviluppo (AKP). Con gli aiuti dei nuovi “confratelli”, che lo aiutano in maniera decisiva per avere la meglio sui militari e sul resto delle forze politiche, arriva in brevissimo tempo (solo due anni!) al governo del suo paese.

E nel 2003, appena arrivato al governo della Turchia, confermò il suo feeling totale con la NATO, dando il permesso di sorvolo aereo agli aerei americani che andarono a bombardare l’Iraq, sotto la guida del suo confratello massone Bush.

Ma il bello, nella “carriera” criminale di Erdogan, doveva ancora venire.

2 – continua.

Una via nel mare

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XX – Ayàt 77-78:

وَلَقَدْ أَوْحَيْنَا إِلَى مُوسَى أَنْ أَسْرِ بِعِبَادِي فَاضْرِبْ لَهُمْ طَرِيقًا فِي الْبَحْرِ يَبَسًا لاَ تَخَافُ دَرَكًا وَلاَ تَخْشَى.77
فَأَتْبَعَهُمْ فِرْعَوْنُ بِجُنُودِهِ فَغَشِيَهُمْ مِنْ الْيَمِّ مَا غَشِيَهُمْ.78  

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    E Noi rivelammo a Mūsā (Mosè): Fa’ “viaggiare di notte” i miei servi e taglia loro una via, al secco, nel mare! Non temere cattura e non aver paura!”(77) Faraone li inseguì con le sue truppe, ma li sommerse del mare, ciò che li sommerse. (78)
  • Nota
    Il verbo nell’àyah 77 è lo stesso usato nella prima àyah ella Sura n. 17 intitolata “trasportò” – [Incondivisa è la divinità di Colui, che, in una notte, fece viaggiare il suo servo dalla Sacra Moschea alla Moschea al-àqṣā - della quale abbiamo benedetto i dintorni - per mostrargli alcuni nostri segni. In verità, Egli è l’Audiente, l’Osservatore] - I Figli di Israele schiavi di Faraone furono fatti viaggiare fisicamente da Mosè, su lui la pace, verso il mare. Se ne deve dedurre che il viaggio notturno, con cui il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, fu trasportato dalla Moschea Sacra della Mecca alla moschea Remota [al-àqsā] di Baytu-l-Màqdis [Gerusalemme] fu un viaggio fatto con il corpo.

064

Rispetto per gli anziani

Anas (che Allàh sia compiaciuto di lui) raccontò. Disse un giorno l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

“Se un giovane rispetta una persona anziana per la sua età, Allàh creerà per lui uno che lo rispetterà quando sarà anziano!”. [O come disse]

Lo ha riferito at-Tirmdhī.

067

Il cambiamento della qìblah

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
questo giumu’ah è il primo di questo nostro mese di sha’bàn del 1439 dell’Egira, disponiamoci a viverlo appassionatamente, con frequenti digiuni supererogatori sull’esempio del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, in trepidante attesa dell’arrivo del mese benedetto di Ramadàn, che il Profeta, Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, chiamò “il signore dei Mesi”. È di questo mese l’evento fondamentale per la caratterizzazione dell’Islàm: il cambiamento della direzione (qìblah) del rito d’adorazione.

La moschea remota, al-masǧidu-l-àqṣā, che si trova nel Ḥàram Sharīf a Gerusalemme, la quale fu la meta del viaggio notturno del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, e prima tappa del suo viaggio verso l’udienza metafisica nella dimensione divina alla presenza di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, nella notte di al-isrā‹ wa l-mì’rāg.

La Moschea di Bàytu-l-Màqdis, in cui, prima di ascendere, il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, guidò il rito d’adorazione di tutti i Profeti, che lo avevano preceduto nella missione profetica, era il luogo santo verso il quale il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria e i fedeli musulmani agli albori dell’Islàm si rivolgevano nell’esecuzione dei riti d’adorazione quotidiani. Essa era la prima al-qìblah.

Nella notte del 15 di Sha’bàn, Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, stava guidando il rito d’adorazione congregazionale del calar delle tenebre, rivolto verso Baytu-l-Maqdis in una Moschea a nord ovest di Medina, quando scese la rivelazione nella quale Allah, rifulga lo splendor della Sua Luce, ordinava di cambiare la direzione [la qiblah]. La nuova qìblah era verso la Nobile Kà’bah, cioè verso sud, essendo La Mecca a sud di Medina.

Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, rivolto al Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: «Abbiamo visto il tuo rivolgerti in direzioni diverse (guardando) nel cielo, perciò, sicuramente, ti facciamo volgere in una direzione che tu gradisci. Volgi, perciò, il tuo volto in direzione della Sacra Moschea e, dovunque voi siate, volgete i vostri volti in quella direzione. In verità, coloro ai quali, in precedenza, fu rivelato il Libro, sanno con certezza che esso (il Sublime Corano) è la verità proveniente dal loro Signore. E Allàh non è disattento a ciò che fanno.(144)».

Per inciso: ci sono Italiani che non sanno che esiste il PLURALE DI MAESTA’ per cui chiedono: <Perché il verbo è al plurale?>.

Dice Allàh, l’Altissimo: «Gli stolti che ci sono in mezzo agli uomini diranno: “Che cosa li ha distolti dalla direzione dell’adorazione quotidiana che avevano prima?” Di’: “Ad Allàh appartengono l’oriente e l’occidente. Egli guida chi vuole ad un retto sentiero!”».

Dice Allàh, l’Altissimo: «Abbiamo fatto di voi una comunità posizionata nel mezzo, affinché siate testimoni nei confronti dell’umanità e l’Apostolo sia testimone nei vostri confronti. Noi non abbiamo permesso che fosse eseguita la adorazione nella direzione, in cui tu ti rivolgevi, se non per sapere, chi sarebbe rimasto fedele all’Apostolo e chi si sarebbe ritirato. Tranne che per coloro i quali Allàh guidò, il fatto fu gravissimo, certamente! Allàh non permetterà che la vostra fede sia stata vana. In verità, Allàh è, di certo, benevolo verso gli uomini e clementissimo».

Dice Allàh, l’Altissimo: «Abbiamo visto il tuo rivolgerti in direzioni diverse (guardando) nel cielo, perciò, sicuramente, ti facciamo volgere in una direzione che tu gradisci. Volgi, perciò, il tuo volto in direzione della Sacra Moschea e, dovunque voi siate, volgete i vostri volti in quella direzione. In verità, coloro ai quali, in precedenza, fu rivelato il Libro, sanno con certezza che esso (il Sublime Corano) è la verità proveniente dal loro Signore. Ed Allàh non è disattento a ciò che fanno».

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, immediatamente si voltò verso sud in direzione della Mecca dove, al centro della Moschea Sacra, al-màsǧid al-Ḥarām, si erge la nobile Kà’bah, il primo santuario dedicato al culto di Allàh, edificato dal profeta Ibrāhīm (Abramo) e da suo figlio Ismā‹il, su ambedue la pace, la Nobile Kà’bah. I fedeli che seguivano il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, nel rito d’adorazione di quella notte del 15 sha’bān, fecero lo stesso e dopo questo evento, la Moschea in cui esso era avvenuto venne chiamata Màsǧid al-Qiblatàyn [la Moschea delle due qìble].

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
nel Ṣaḥīḥ al-Bukhārī è registrata una tradizione, che ha come fonte Abdullàh bin ‘Ùmar, che Allàh si compiaccia del padre e del figlio, il cui testo recita: “Mentre alcune persone stavano eseguendo il rito d’adorazione dell’alba [ṣalātu-l-fàǧr] nella Moschea di Quba, la prima Moschea dell’Islàm, dove eseguì il rito d’adorazione il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, al termine dell’Egira, alcun musulmani che erano stati presenti al cambiamento della qìblah nel rito d’adorazione della notte, notando che i fedeli eseguivano il rito rivolti verso Gerusalemme, li informarono del cambiamento della qìblah, dicendo: “Questa notte sono scese alcune āyāt del Corano, che hanno ordinato al Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, di cambiare la Qibla verso la Ka‛bah, perciò anche voi dovete voltarvi verso essa”. Immediatamente, le loro facce si spostarono verso Ka‛bah. In questo evento c’è un insegnamento importantissimo per noi: il Musulmano, quando viene citato un precetto del Sublime Corano e quando viene citato un precetto del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, con i riferimenti scritturali relativi a essi, deve dire: Ho udito e obbedisco!”.

-o-

Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi il perdono, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.

Una trasgressione sacrilega

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXXI – Ayah 12:


وَإِذْ قَالَ لُقْمَانُ ِلأَبْنِهِ وَهُوَ يَعِظُهُ يَابُنَيَّ لاَ تُشْرِكْ بِاللَّهِ إِنَّ الشِّرْكَ لَظُلْمٌ عَظِيمٌ.13

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Disse Luqmān a suo figlio, mentre lo ammoniva: “O figlio mio , non associare (falsi dei) ad Allàh, in verità, l’associazione (ad Allàh di falsi dei) è, di certo, una trasgressione sacrilega!” (13).
    NOTA
  • In questa āyah Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, per bocca di Luqmān il Savio, ammonisce l’uomo di guardarsi dal praticare i dogmi elaborati dall’empirismo, dal razionalismo, dall’edonismo, dall’utilitarismo, dal materialismo filosofico e pratico, dal naturalismo pedagogico, e da ogni forma di pratiche di culto [laico o ecclesiastico] a divinità fittizie inventate dal Diavolo.

072

Non è dei nostri…

Ibn ‘Abbāṣ (che Allàh sia compiaciuto di lui) raccontò. Disse un giorno l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

“Non è dei nostri colui che non è tenero con i nostri piccoli, colui che non rispetta i nostri vecchi, colui che non ordina il bene e non proibisce il male!”. [O come disse]

Lo ha riferito at-Tirmdhī.

006

Importanza della Sunna

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sa Luce, nel Sublime Corano, rivolto al Profeta, che Egli lo Benedica e l’abbia in gloria:

«E non ti abbiamo inviato, se non come misericordia per tutti gli universi!».
(Corano: Sura XXI: àyah107)

Grazie alla sua missione profetica, che egli attuò fino a quando ebbe raggiunto la certezza indubitabile, l’umanità fu fatta uscire dalle tenebre dell’ignoranza alla luce della conoscenza della Verità e fu benedetta dalla Guida dell’Altissimo, rifulga lo splendor della Sua Luce.

Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce: «Ricorda! In verità, giova ai credenti il ricordo».
(Corano: Sura LI/ àyah 55)

E oggi, in questo scorcio del mese sacro di Ragiab, il 27, nella notte del quale nell’anno precedente l’egira ebbe luogo il viaggio notturno e l’ascensione alla Divina Presenza e il precetto dell’adorazione quotidiana … oggi lo ricordiamo, rammentando le sue parole nel “Sermone dell’Addio”. Il sermone che egli pronunciò durante il suo Pellegrinaggio.

Quel Sermone non rappresentò soltanto un ultimo richiamo per noi musulmani ma anche un’importante ammonimento, che sanciva il termine della stessa missione profetica; esso fu pronunciato ad ‘Arafa nel nono giorno di Dhu l-Hìggiah, nel giorno più benedetto dell’anno. Impariamolo a memoria e teniamolo a mente per governare con esso la nostra vita!

Egli – che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria – dopo aver lodato e ringraziato l’Altissimo, disse:

«O Gente, prestatemi attenzione, poiché non so se dopo quest’anno, mi troverò ancora tra voi. Perciò ascoltate molto attentamente ciò che vi dico, e trasmettete queste parole a coloro che non sono presenti oggi.

O Gente, così come voi guardate a questo mese, a questo giorno e a questa città come sacri, allo stesso modo dovete considerare come sacri la vita e la proprietà di ogni Musulmano.

Restituite i beni che vi sono stati affidati in deposito ai loro proprietari.

Non offendete nessuno, di modo che nessuno vi offenda.

Ricordate che invero incontrerete il vostro Signore, e che invero egli farà il bilancio delle vostre opere.

Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, vi ha proibito di praticare l’usura (riba), perciò d’ora in poi dovrete rinunciare a ogni interesse sui prestiti, pur recuperando comunque tutto il vostro capitale.

Non infliggerete né danno né ingiustizia.

Fate attenzione a Satana, per la salvezza della vostra religione. Egli ha ormai perduto ogni speranza di farvi deviare per ciò che riguarda le questioni principali, per questo motivo fate attenzione a non seguirlo per ciò che riguarda quelle secondari.

O Gente, voi avete determinati diritti nei confronti delle vostre mogli, ma anche loro ne hanno nei vostri. Ricordate che le avete prese come spose, solo tramite un patto di fiducia dinanzi ad Allàh, e con il Suo permesso. Se esse rispettano i vostri diritti, voi rispettate il loro diritto di essere nutrite e vestite con premura. Trattate bene le vostre donne e siate gentili con esse, poiché sono le vostre compagne e il vostro sostegno. È vostro diritto che esse non stringano amicizia con coloro che voi disapprovate, e che non siano impudiche.

O Gente, ascoltatemi attentamente: adorate Allàh, eseguite le vostre cinque preghiere quotidiane, digiunate durante il mese di Ramadan, elargite la Zakat, ed effettuate il Pellegrinaggio, se ne avete la possibilità.

Tutta l’umanità proviene da Adamo ed Eva. Un Arabo non è superiore a un non-Arabo, né un non-Arabo è superiore a un Arabo; il bianco non è superiore al nero, né il nero è superiore al bianco; [nessuno è superiore ad un altro] se non per il timore di Allàh e per le sue buone azioni.

Sappiate che ogni Musulmano è fratello di ogni Musulmano, e che i Musulmani sono legati da un’unica fratellanza.

Nulla di ciò che spetta a un Musulmano può essere attribuito a un altro Musulmano, se non tramite uno scambio libero e consapevole, per cui non siate ingiusti con voi stessi.

Ricordate che un giorno comparirete dinanzi ad Allàh per rispondere delle vostre opere per cui fate attenzione a non abbandonare la retta via, dopo che io me ne sarò andato.

O Gente, né un profeta né un inviato verranno dopo di me, e nessuna nuova fede nascerà.

Ragionate bene e comprendete ciò che vi dico: lascio dietro di me due cose, il Corano e il mio esempio (Sunnah), e se li seguirete non sarete mai sviati.

Tutti coloro che hanno ascoltato da me le mie parole trasmettano le mie parole ad altri, e così faranno questi a loro volta; e può darsi che coloro i quali le riceveranno da altri le comprenderanno meglio di coloro che le hanno potute ascoltare direttamente.

Allahumma, siimi Testimone che ho trasmesso il Tuo messaggio al mio popolo».

Così egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, concluse il suo sermone.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
ricordiamo che subito dopo il sermone discese la Rivelazione:

«In questo giorno ho reso perfetta la vostra Religione, ho reso completa la Mia Grazia su voi, e ho scelto per voi l’Islam come sistema di vita»
(Corano: sura V, àyah 3).

Il ricordo di questa àyah è uno scudo impenetrabile, contro il quale, Allàh volendo, sono destinati al fallimento tutti i tentativi di Shayṭān per farvi uscire dalla Retta Via. E a tal proposito tenete a mente le parole del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il quale disse:

«Guardatevi dall’apportare modifiche [al sistema di vita rivelato da Allàh ai fini della vostra salvezza da fuoco], perché ogni modifica è innovazione, ogni innovazione è fuorviamento e ogni fuorviamento porta al fuoco dell’inferno!» [O come disse, che Allàh lo benedica e l'abbia in gloria].

-o-

Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi il perdono, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.

Abbiamo dato a Luqmān

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXXI – Ayah 12:


وَلَقَدْ آتَيْنَا لُقْمَانَ الْحِكْمَةَ أَنْ اشْكُرْ لِلَّهِ وَمَنْ يَشْكُرْ فَإِنَّمَا يَشْكُرُ لِنَفْسِهِ وَمَنْ كَفَرَ فَإِنَّ اللَّهَ غَنِيٌّ حَمِيدٌ.12

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Noi abbiamo dato a Luqmān la Sapienza e lo abbiamo ammaestrato così: “Sii riconoscente nei confronti Allàh” e “Chi è riconoscente, lo è a suo vantaggio, mentre colui che è ingrato (non farà danno alcuno ad Allàh)!”. In verità Allàh è Bastante a SE stesso e Laudabile (12).
  • NOTA
    In questa āyah Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, ammaestra l’uomo per bocca di Luqmān il Savio sull’importanza della riconoscenza della creatura verso il Creatore. La riconoscenza avvantaggia la creatura e l’ingratitudine non danneggia il Creatore, il quale è ESENTE DA OGNI BISOGNO ESISTENZIALE.

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