KHUTBAH di RAGIAB

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
Allàh – rifulga lo splendor della Sua Luce – dice:

«Incondivisa è la divinità di Colui, che, in una notte, fece viaggiare il suo servo dalla Sacra Moschea alla Moschea al-àqṣā - della quale abbiamo benedetto i dintorni – per mostrargli alcuni nostri segni. In verità, Egli è l’Audiente, l’Osservatore».

È prima àyah della Sura XII del Sublime Corano, nella quale Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, accenna all’evento miracoloso di al-Isrā‹ wa l-mì‛rāǧ. Nel corso di questa notte, infatti, dal calar delle tenebre all’alba il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, fu trasportato con un Miracolo dell’Onnipotenza in un batter d’occhi dalla Moschea Sacra della Mecca alla Moschea Remota di Al-Quds [Gerusalemme], per poi, dopo averlo fatto ascendere alla Sua Divina Presenza, riportarlo prima dell’alba alla Mecca.

Fu in questa notte benedetta che il Profeta, Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ricevette il Comandamento dei cinque rituali della adorazione quotidiana.

L’adempimento di questo Ordine Divino, impartito direttamente dal Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, è fondamentale nella vita quotidiana di noi credenti nella paternità divina del Sublime Corano e nella Missione apostolico-profetica di Muhàmmad,  che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, perché è ciò che ci distingue e caratterizza!

Noi siamo la Comunità dell’adorazione cinque volte al dì. Tra le diverse comunità umane. L’esecuzione di ciascuno dei cinque riti all’inizio del tempo in cui sono prescritti, ravviva la consapevolezza della propria identità islamica in ciascuno di noi e ci preserva dalle cattive azioni e dalla trasgressione!

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, fece una suggestiva parabola per imprimere nella mente del fedele la potenza purificatoria del rito: l’uomo sul corpo del quale non c’è sudiciume, perché si è bagnato nel fiume che passa davanti a casa sua cinque volte al giorno.

La sua importanza di secondo pilastro dell’Islàm è tale che l’abbandono del rito di adorazione, ritenendo che Allàh non ne abbia bisogno, significa uscire dall’Islàm!

Nel Giorno del Giudizio il primo degli articoli, che nel Libro delle azioni verrà preso in esame, sarà il rito di adorazione e se l’esame dovesse – che Allàh non voglia – essere negativo sarà negativa la conseguenza.

Quando i principali esponenti della classe dirigente meccana, ai quali il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, aveva raccontato il Miracolo, si rivolsero a Abu Bàkr, dicendogli con sarcasmo che il Profeta, che Allah lo benedica e l’abbia in gloria, aveva cercato di dar loro da bere di essere stato in una notte a Gerusalemme e da lì esser salito alla Presenza di Allàh e aver fatto ritorno alla Mecca, prima dell’alba, egli rispose: «Io sono fermamente credente che Allàh gli parla, per cui non ho difficoltà a credere che quello che egli racconta sia vero!».

Per questa sua fede il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, gli attribuì l’appellativo di aṣ-Ṣiddīq [il Confermatore della verità]. Durante questo mese il Profeta, che Allàh – sempre – lo benedica e l’abbia in gloria, frequentemente innalzava ad Allàh [rifulga lo splendor della Sua Luce] una invocazione speciale:

« Allāhùmma, bārik la-nā fī Ràǧaba wa Sha’bāna
wa bàlligh-nā Ramaḍān!».
[O Allah, dacci la Tua Benedizione nei mesi di Ràgiab e Sha’bān e facci giungere fino a Ramadàn].

Ibn Abbāṣ, che Allàh si compiaccia di lui e di suo padre, disse: «Ràgiab è il mese di Allah, rifulga lo splendor della Sua Luce; Sha‛bān è il mese del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria; Ramaḍān è il mese dei credenti».

Anas bin Mālik, che Allàh si compiaccia di lui, riferì di aver udito dire dal Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: «Nel Paradiso c’è un fiume che si chiama Ràgiab, che è più bianco del latte e più morbido del miele. Se qualcuno ha osservato un giorno di digiuno durante il mese di Ràgiab, Allah estinguerà la sua sete concedendogli di bere in questo fiume».

Ancora, sempre da Anas bin Mālik, sappiamo che il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse: «Nel paradiso c’è un posto che è riservato a quelli che avevano l’abitudine di digiunare durante il mese di Ràgiab».

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
dobbiamo sforzarci di far tesoro degli Insegnamenti di Allàh, l’Altissimo, e di quelli del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, e di obbedire diligentemente al Precetto del Rito di Adorazione, all’inizio dell’orario di ciascuno di essi, eseguendoli con profonda umiltà, consapevoli della sua importanza ai fini della salvezza dal fuoco.

-O-

Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi il perdono, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.

Divinità nemiche

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XLVI – Ayah 6:

وَإِذَا حُشِرَ النَّاسُ كَانُوا لَهُمْ أَعْدَاءً وَكَانُوا بِعِبَادَتِهِمْ كَافِرِينَ.6

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Quando gli uomini saranno riuniti [nel giorno del giudizio] esse [le divinità da loro adorate all’infuori di Allàh] saranno loro nemiche e rinnegheranno le loro adorazioni.(6)
  • Nota
    Le divinità fittizie, adorate all’infuori di Allàh dagli uomini, rinnegheranno le loro adorazioni nel giorno della resurrezione.

066

L’epidemia

‘Ā‹isha (che Allàh si compiaccia di lei) raccontò. Feci una domanda all’Apostolo di Allàh [ṣ] a proposito della morte per epidemia. L’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“Si tratta di un castigo di Allàh che Egli manda a chi Egli ama, facendo di essa una benedizione per i credenti. E non c’è nessuno che rimanga in città, se scoppia un’epidemia, paziente, cercando la ricompensa e credendo che non ne sarà colpito, senza che per lui ci sia la ricompensa del martire!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Riferito da Bukhārī.

069

Il Sublime Corano

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
la nostra visione del mondo e la nostra pratica di vita hanno come fondamento un credo, fondato sulle prove inoppugnabili, che il Sublime Corano, in lingua araba e pubblicato all’incirca 1400 anni or sono nella penisola araba, non può avere come autore nessuna creatura umana [anche se la critica occidentale sostiene che questo Libro sia opera autentica e personale di Maometto].

Quelle offerte dall’Autore nel Testo del Libro sono prove inoppugnabili, per garantire ai lettori di esso, che vivranno nell’era atomica e della conquista dello spazio [1400 anni dopo], che quanto in esso contenuto è Verità. Questo Libro è il Sublime Corano, il nostro Libro Sacro, che contiene la perennemente vivente PAROLA DI ALLAH, rifulga lo splendor della Sua Luce, transustanziata dalla dimensione divina nella dimensione umana nei fonemi e nei grafemi della lingua araba. Esso è il dono della Misericordia divina, portato in terra dall’angelo Gabriele [Gibrīl, su lui la pace] alla migliore di tutte le creature, Muhàmmad figlio di ‘Abdàllah, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, affinché con esso proclami al mondo in tutti i tempi a venire, tra i quali il tempo moderno, l’Unità, Unicità e Uni-personalità divina del nostro Creatore, rifulga lo splendor della Sua Luce, e divulghi il Messaggio di liberazione dell’uomo dal dominio dell’uomo, in esso contenuto.

Il Sublime Corano è il documento fondativo della nostra Ummah. C’è in esso un programma di vita per l’uomo, è un progetto di civiltà! È il testo scritto fondamentale della da’wah, un manuale per il costante e progressivo miglioramento della nostra linea di condotta in ogni sfera di attività; un criterio per l’efficace risoluzione di ogni problema della creatura umana sia di carattere materiale che spirituale. Esso, il Sublime Corano, è Luce, è la colonna più salda della nostra identità, è il Libro della Sapienza, è il Libro esplicito, è la Guida, è il Ricordo, è la Saggezza, è la Misericordia, è lo Spirito, è la Rivelazione, è l’Ordine, è l’Ispirazione, è la Verità.

Il Sublime Corano è la Buona Novella della Proclamazione dell’Unità, Unicità e Uni-Personalità del Sovrano dell’esistente nella dimensione dell’Essere divino. Esso è l’Esortazione all’abbandono di ogni forma idolatrica di culto, onde evitare le infauste conseguenze della trasgressione, è il Farmaco divino che dà la Guarigione dall’errore, è la Stadera dell’equilibrio perfetto tra lo spirituale e il materiale.

Il Sublime Corano è Fonte della tranquillità dei cuori e la fucina del loro miglioramento, è Luce nel petto del credente, il Toccasana, che libera l’anima dalle preoccupazioni e lenisce i dolori, causati dalle avversità; è Luce che rende luminosi i volti di chi lo recita e di chi lo mette in pratica .

Esso possiede una dolcezza, più dolce della dolcezza del latte e di quella del miele; le sue ayāt sono tesori, ineguagliabili per splendore e bellezza dalle pietre preziose, dalle perle e dai coralli; da esse si effonde il profumo della rosa e del gelsomino.

Esso è il sentiero sicuro, che conduce all’abbeveratoio della Verità [la sharì‛ah], la sua essenza è la Religione del profeta Ibrāhīm, su lui la pace; esso è la sorgente della saggezza, è la luce degli occhi e dei cuori.

Non c’è via che porti ad Allah, rifulga lo splendor della Sua Luce, se non il Sublime Corano! Esso è la via della salvezza dal fuoco, è il Libro, che dà forza al Credente nella vita, è il Fondamento delle scienze e loro sorgente.

Il Sublime Corano è la scienza di ogni cosa, è il Nobilissimo Testo di Recitazione [contenuto in un Libro custodito:  “fī kitābin maknūn”], che solo i puri toccano, è una Rivelazione del Signore dei mondi, è la luce dell’Imān (fede), è la tenerezza dell’Isān (la benevolenza), è la chiave della giustizia, è la porta della felicità.

Chi rifiuta la visione del mondo che esso propone e si sottrae all’obbedienza alle norme in esso stabilite dal Creatore, avrà una vita terrena miserevole, anche se apparentemente soddisfacente, e sarà resuscitato cieco nel Giorno della Resurrezione, mentre chi crede nella verità della visione del mondo, offerta in esso da Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, e segue, diligentemente, le regole di vita in esso esposte non si svierà dalla linea di condotta, che porta al Paradiso.

Il Sublime Corano è Verità indubitabile, solida corda che, costantemente, collega la creatura umana al suo Creatore, rifulga lo splendor della Sua Luce.

Il Sublime Corano è l’ombra costante della Divina Presenza, ha la purezza dell’acqua corrente, la squisitezza della frutta paradisiaca, abbondante e inesauribile. Esso è la Retta Via, è la Tavola benedetta di Allah, è la cura certa, è l’unica via che ha come traguardo il Paradiso, l’unica via per salvarsi dal fuoco, l’unica via per rendersi meritevoli della soddisfazione e del compiacimento di Allah, è Lettura sublime e meravigliosa.

Se uomini e  ginn  facessero lega, per produrre qualcosa di simile al Corano non riuscirebbero produrne una sola àyah, né una sola parola, anche aiutandosi gli uni con gli altri,

Il Sublime Corano, è il Miracolo permanente nel tempo, perenne, fino alla fine del Mondo, con il quale Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, accredita in ogni secolo il profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, come Suo autentico Messaggero. Il suo contenuto è miracolo; ogni lettera, ogni parola, ogni frase è scritta in maniera accurata, affinché ogni  ayah  contenga un significato ben preciso e così ogni  sura.

Eccellenti Fratelli i Sorelle nell’Islàm,
facciamo del Timore di Allàh, l’Altissimo, il nostro abito, credendo in ciò che ci è stato rivelato nel Sublime Corano e nell’insegnamento del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ed eseguendo ciò che ci è stato fatto scendere dall’alto da parte del nostro Signore; afferriamo con forza il Libro, può darsi che ci venga usata Misericordia.

-O-

Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi il perdono, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.

Divinità fittizie e nemiche

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XLVI – Ayah 6:

وَإِذَا حُشِرَ النَّاسُ كَانُوا لَهُمْ أَعْدَاءً وَكَانُوا بِعِبَادَتِهِمْ كَافِرِينَ.6

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Quando gli uomini saranno riuniti [nel giorno del giudizio] esse [le divinità da loro adorate all’infuori di Allàh] saranno loro nemiche e rinnegheranno le loro adorazioni.(6)
  • Nota
    Le divinità fittizie, adorate all’infuori di Allàh dagli uomini, rinnegheranno le loro adorazioni nel giorno della resurrezione.

060

Il mio fuoco

Abū Huràyrah (che Allàh si compiaccia di lui) raccontò. L’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, andò a visitare un malato febbricitante e disse:

“Ti do una buona notizia, perché l’Altissimo ha detto: <<<E’ il mio fuoco, cui io permetto di affliggere il mio servo credente in questo mondo, per compensare quello che dovrebbe affliggerlo nel giorno della Resurrezione!>>>”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Riferito da Ibn Māǧah.

077

Il controllo della parola scritta

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, ci ammaestra in numerosi brani del Sublime Corano, dandoci direttive sul comportamento che abbiamo da tenere per essere meritevoli del Suo compiacimento, e candidati al Paradiso, che Egli, rifulga lo splendor della Sua Luce, ha promesso ai timorati.

In Suratu n-Nahl, all’àyah 90, Egli dice: <In verità Allah ha ordinato la giustizia, la benevolenza e la generosità nei confronti dei parenti. Ha proibito la dissolutezza, ciò che è riprovevole e la ribellione. Egli vi ammonisce, affinché ve ne ricordiate>.

Quando dice di aver proibito la dissolutezza e ciò che è riprovevole, ci mette in guardia dal vizio e dal male e dal parlare in modo volgare e dell’usare insulti e parolacce! Questi aspetti del comportamento fanno parte di queste cose vietate.

Questo mal governo della parola è indizio che, colui o colei che ne fa uso non ha raggiunto ancora la durevole consapevolezza di essere in ogni momento della sua vita al cospetto di Allàh, il Quale tutto ode e tutto vede! E se pur questa consapevolezza è presente nella mente del fedele e della fedele a livello di dottrina, molto spesso essa viene oscurata, e quando questa consapevolezza è oscurata, c’è l’immediato intervento di Shaytàn, il maledetto che coglie l’occasione per far cadere nella trasgressione, anche i migliori.

Il musulmano e la musulmana hanno il dovere di assumere il pieno controllo della lingua in ogni loro interlocuzione con terzi, tutti noi abbiamo il dovere di padroneggiare la lingua, un dovere che ha da essere talmente sentito da venirci inconcepibile l’uso di un linguaggio estraneo al modo di esprimersi verbale dell’Islàm, sia quando si interloquisce di presenza, sia quando si comunica per iscritto, per esempio nei post su Facebook, sui quali si leggono spesso non solo persone estranee all’Islàm, ma anche fratelli e sorelle, che si esprimono in modo conforme ai modi di dire della volgarità, ormai corrente, indulgendo a intemperanze, che danno una cattiva immagine dell’Islàm a chi dell’Islàm ha già nella mente una immagine distorta, presentata da certi mezzi di comunicazione di massa al servizio di interessi che traggono profitto dalla demonizzazione dell’Islam.

È veramente doloroso che musulmani e musulmane usino nei loro discorsi e nei loro scritti un linguaggio, espressioni che denotano – soprattutto nei musulmani di lingua madre italiana – la presenza di tanto in tanto di parole tipiche della parlata indecente, che in italiano ha il nome preciso di turpiloquio e che, purtroppo, in Italia è, ormai, moneta corrente, per cui il non usarlo è considerato segno di arretratezza culturale!

Anche persone, che sono punti di riferimento usano per iscritto e in televisione parolacce e insulti come se fossero “niente”, mentre, in realtà, sono la cartina di tornasole di degrado morale e culturale.

Noi musulmani dobbiamo ricordare che Allàh, rifulga lo splendor della sua Luce, ha proibito il turpiloquio e ci ha insegnato la via maestra, per liberarci da questa pecca e raggiungere questo eccellente risultato comportamentale: essa è il rito di adorazione.

Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce: “In verità il rito d’adorazione preserva dalla turpitudine e da ciò che è riprovevole” [Suratu-l-ankabūt (del ragno): 45].

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria disse: “Colui che dal suo rito di adorazione non sarà indotto a fare il bene, né impedito di fare il male, non ricaverà da esso che lontananza da Allah”. O come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Eccellenti fratelli e sorelle nell’Islàm, e specialmente, o fratelli e sorelle entrati da poco a far parte della Ummah, come dobbiamo scrollarci di dosso i residui del nostro ignorantismo pre-islamico nelle cose fondamentali della Verità, dobbiamo farlo anche nel linguaggio. E lo dobbiamo fare, specialmente, oggi, quando comunichiamo nei social network, perché anche nel nostro modo di parlare ha da esserci un messaggio dell’Islàm.

Dobbiamo liberarci dalla brutta abitudine di usare, di tanto in tanto, espressioni poco islamicamente ortodosse quando parliamo, anche se l’interlocutore le usa, perché entrate nel linguaggio corrente dell’ambiente, in cui viviamo.

Da subito dobbiamo emendarci, escludendo le parole indecenti nell’esercizio del controllo della lingua, doveroso per un buon musulmano.

Disse l’Imàm ‘Ali, che Allàh si compiaccia di lui: “L’uomo è nascosto sotto la sua lingua: quando parla fa sapere chi è!”. O come disse, che Allàh si compiaccia di lui.

L’emendazione del linguaggio avrà, se Allàh vuole, un benefico effetto sulla nostra spiritualità; saremo più puri nella nostra linea di condotta avvicinandoci sempre più ai modelli di comportamento impersonati dell’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, nell’esercizio nella sua missione profetica, in obbedienza agli ordini di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce.

Sul cammino di fede che si esprime nella pratica della vita da parte di ciascuno di noi ci sono spesso degli ostacoli e delle prove da superare; ed è proprio quando riusciamo a superare le prove e gli ostacoli, che diventa facile anche il controllo della lingua e il parlare scevro di espressioni estranee all’insegnamento del Sublime Corano e della Nobile Sunna.

Lo sappiamo bene che nulla è facile, tranne ciò che Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, rende facile; ed è con il favore di Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, che il controllo della lingua diventa facile nel camminare sulla via della rettitudine, che porta al Paradiso, non senza il concorso determinante della misericordia del Sommamente Misericordioso.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
i nostri nemici sono: Satana, an-nàfsu-l-ammāratu-bi-s-sū‹i (la nostra anima passionale che sobilla al male), la mala compagnia (quella delle persone che allontanano da Allah), le abitudini negative del nostro passato, che sono una vera e propria zavorra.

Nel loro passato molti di noi avevano abitudini e atteggiamenti verbali che, incompatibili con la visione islamica dell’uomo e del suo destino ultraterreno, non possono convivere con la nobiltà dell’etica islamica, ma che ancora, per forza di inerzia, vengono a galla senza pensarci su e, magari, senza dare a essi importanza: espressioni e parole che non vanno bene nel nostro modo di parlare in privato e in pubblico.

Dobbiamo sforzarci di riuscire a liberarci di quelle abitudini verbali negative, perché la loro persistenza nel nostro parlare è di impedimento alla elevazione spirituale. E ciò in quanto impedisce di vedere con chiarezza la via verso la conquista del compiacimento di Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce.

-O-

Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi il perdono, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.

Le divinità fittizie

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XLVI – Ayah 5:

وَمَنْ أَضَلُّ مِمَّنْ يَدْعُو مِنْ دُونِ اللَّهِ مَنْ لاَ يَسْتَجِيبُ لَهُ إِلَى يَوْمِ الْقِيَامَةِ وَهُمْ عَنْ دُعَائِهِمْ غَافِلُونَ.5

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    E chi mai è più fuorviato di chi invoca, al posto di Allàh, qualcuno che non gli risponderà fino al giorno della resurrezione, cioè divinità che sono incuranti delle loro invocazioni? (5)
  • Nota
    Le divinità adorate dagli uomini sono divinità fittizie, per cui sono << incuranti delle loro invocazioni>> e solamente chi è altamente fuorviato <<invoca, al posto di Allàh, qualcuno che non gli risponderà fino al giorno della resurrezione>>.

074

ALLA RICERCA DI DIO

Una conferenza su Papa Francesco, le religioni, e la nuova civiltà

Il podcast della conferenza tenuta a Viterbo da Massimo Zucchi e Paolo Franceschetti.

Il podcast della conferenza tenuta a Viterbo da Massimo Zucchi e Paolo Franceschetti.

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Il 25 gennaio 2018, si è tenuta, presso il Caffè Letterario di Viterbo, una conferenza speciale, e abbastanza inusuale, in quanto c’è stata la presentazione, contemporaneamente, di due libri di due autori diversi.

Paolo Franceschetti, avvocato, e studioso di religioni, esoterismo, e delitti esoterici in particolare, presentava il suo ultimo libro, “Alla ricerca di Dio – Dalla religione ai Maestri Contemporanei”, Edizioni Risveglio.

Il libro di Paolo Franceschetti

Il libro di Paolo Franceschetti

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Il sottoscritto presentava il suo libro su Papa Francesco, “Comandante Bergoglio – Papa Francesco visto da un musulmano italiano”, Edizioni Civiltà Nuova.

Il libro del sottoscritto

Il libro del sottoscritto

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Una identica intenzione, da parte di entrambi gli autori, di sottolineare il comune substrato di pace e misericordia che caratterizza, al di là delle pure importanti differenze dottrinali, tutte le tradizioni religiose.

In occasione del quinto anniversario dell’inizio del pontificato di Papa Francesco, il 13 marzo 2013, mi è sembrato importante suggellare questa ricorrenza al meglio.

Potete ascoltare la registrazione audio qui.

Paolo Franceschetti, avvocato e scrittore. Potete approfondire le tematiche da lui studiate da molti anni, nel suo sito  www.petalidiloto.com

Paolo Franceschetti, avvocato e scrittore. Potete approfondire le tematiche da lui studiate da molti anni, nel suo sito www.petalidiloto.com

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La locandina della conferenza di Viterbo.

La locandina della conferenza di Viterbo.

99 prove

Abdullàh bin Shaker (che Allàh si compiaccia di lui) raccontò. L’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“Il figlio di Adamo ha da affrontare nella sua vita 99 prove. Se tutte le supera invecchia fino a quando muore!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Riferito da at-Tirmidhī.

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