Essi si arrenderanno

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXXVII – Ayah 27:

وَأَقْبَلَ بَعْضُهُمْ عَلَى بَعْضٍ يَتَسَاءَلُونَ.27

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    <<< No, essi, oggi, si arrenderanno incondizionatamente (ad Allàh) (27) >>>.
  • Nota
    Mentre su suggestione dei loro cattivi maestri – agnostici, atei, evoluzionisti, e in una parola, materialisti – come pure i credenti nella diverse fiabe dell’aldilà – tacciavano i credenti della paternità divina del Sublime Corano e nella missione apostolico-profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, di puerilità, quando erano in vita, nel giorno della sentenza inappellabile nei loro confronti, non potranno più negare e il loro credere sarà per loro inutile in quel momento.

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HASAN II°, L’OMICIDIO DI BEN BARKA, IL MOSSAD E LA GUERRA DEI SEI GIORNI

Quando i “moderati” sono alleati dei sionisti

La corruzione dei governanti dei musulmani, più o meno tutti, non è una novità.

In questo post, ricordiamo il caso del militante terzomondista marocchino Ben Barka, oppositore del re Hasan II° costretto all’esilio, rapito e poi ucciso a seguito di terribili torture dai servizi segreti marocchini. Il corpo non fu mai ritrovato.

L’aspetto clamoroso, venuto alla luce anni dopo in seguito ad un’inchiesta di due giornalisti israeliani, è quello dell’accordo tra il Mossàd, il servizio segreto israeliano, e l’allora re del Marocco, Hasan II°. Gli israeliani fornirono servizio logistico e tutto il necessario per il rapimento di Ben Barka, portato a compimento poi dai marocchini. Questo, perché i sionisti erano debitori del re, il quale gli aveva passato informazioni sul cattivo stato delle forze armate arabe, informazioni che erano state poi utilizzate dagli israeliani per condurre la vittoriosa “Guerra dei sei giorni”.

Il re del Marocco dell’epoca, Hasan II°, padre dell’attuale re, Muhammad.

Il re del Marocco dell’epoca, Hasan II°, padre dell’attuale re, Muhammad.

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Il re del Marocco fornì informazioni agli israeliani sullo stato deficitario e non preparato degli eserciti arabi, fornendo loro le registrazioni di una riunione riservata dei capi arabi in un hotel, che gli israeliani stessi utilizzarono efficacemente organizzando un’offensiva che gli fece vincere la famosa “Guerra dei sei giorni” molto agevolmente.

In cambio, gli israeliani aiutarono i servizi segreti marocchini a sequestrare Ben Barka, leader di un movimento internazionale anticolonialista di riscossa dei paesi sottosviluppati, e oppositore del re del Marocco, costretto all’esilio. Ben Barka morì durante le torture a cui fu sottoposto.

Ben Barka

Ben Barka

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I particolari sull’azione del Mossàd li potete leggere qui

Chi volesse approfondire notizie su Ben Barka, può leggere qui:

La ricostruzione di Wikipedia non riporta però il ruolo del Mossàd, attribuendo la responsabilità esclusivamente ai servizi marocchini. Dalla ricostruzione dei giornalisti israeliani, invece, risulta chiaro che il “merito” dell’operazione Ben Barka va ascritto totalmente agli israeliani.

Sull’argomento è tornato anche un servizio televisivo francese, che potete vedere qui, ci sono anche i sottotitoli in italiano:

Nel video c’è anche una parte di un’intervista al generale egiziano Hussein Abdel Razeq, che conferma tutta la storia.

Il generale egiziano Hussein Abdel Razeq, protagonista della Guerra dei sei giorni”.

Il generale egiziano Hussein Abdel Razeq, protagonista della Guerra dei sei giorni”.

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L’intervista al generale potete vederla al completo su quest’altro video, che però non ha i sottotitoli in italiano:

Khutbah del politeismo

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti fratelli e sorelle nell’Islam,
l’eccellenza nell’Islàm, come dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, è la dote di coloro che più degli altri lo temono, mettendo in pratica – con zelo, scrupolo e cuore colmo di amore per Allàh e il Suo Apostolo – i Comandamenti del Sublime Corano e i precetti del profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria. Vale a dire che il nostro dovere è di dire e di fare ciò che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, approva sia nel mondo interiore, il mondo dei nostri sentimenti, che nel mondo esteriore, il mondo delle nostre azioni.E qui entra in gioco la nostra <preparazione> !

Per fare bisogna saper fare. Bisogna conoscere le <modalità di esecuzione> delle diverse forme di adorazione, tra cui i cinque pilastri dell’Islàm, i sei articoli dell’Īmān, la vigilanza e la buona condotta, la preghiera, il timore riverenziale di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, la speranza nella Sua Misericordia, l’affidare al volere di Allàh i nostri affari terreni, l’invocazione del Suo Aiuto nelle difficoltà che si incontrano nella vita, della Sua Protezione, del Suo Soccorso, il ringraziamento con il sacrificargli animali, i voti e tutte le altre devozioni adoratorie, che Egli, rifulga lo splendor della Sua Luce, ha prescritto e che devono avere Lui, l’Altissimo come unico destinatario!

Infatti, Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice nel Sublime Corano [Cor. 17/22-23] <<<Non associare ad Allàh un’altra divinità, perchè ti siederesti biasimato e abbandonato. (22) Il tuo Signore comanda che voi non adoriate altri che Lui …>>>.

E dice ancora [Cor. 23/116-117]: <<<Sia esaltato Allàh, il Re, il Vero, non vi è ilāh (divinità) tranne Lui, il Signore del nobile trono. (116) Colui che invoca insieme con Allàh un altro ilāh (divinità), di cui non ha alcuna prova, dovrà fare i conti con il suo Signore. In verità, coloro che rifiutano di credere non avranno mai successo. (117)>>>.

Disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: “Il vostro ilāh è colui ai comandamenti del quale obbedite”. O come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Perciò chi obbedisca a comandamenti provenienti da più fonti, ma diverse dal Sublime Corano e dalla Nobile Sunna dell’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, è politeista, cioè è fuori dallo stato di chi pratica – solo ed esclusivamente – l’adorazione dell’Unico, il Quale ce l’ha per diritto di creazione!

Bisogna quindi avere ben chiara l’idea di <monoteismo>. Il Monoteismo. Essere monoteisti significa dichiarare che l’unico titolare della condizione divina è Allàh, l’Altissimo.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
noi siamo i religiosi del Tawḥīd, cioè gli adoratori di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, l’Uno, Unico, Uni-Personale nostro Creatore e Fornitore con la Sua Provvidenza dei mezzi necessari per la nostra sussistenza. Abbiamo, pertanto, da essere vigilanti in questi tempi, nei quali Shayṭān aggrega masse per la sua destinazione finale, al fine di non cadere nelle sue trappole, ciascuna delle quali, con cui egli ti dirotta dalla sunna, ha per incipit:<Non c’è niente di male!>.

Una volta assodato che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, ci ha dato nel Sublime Corano la prova documentale della Sua Divinità, siamo obbligati a credere che quello che Egli dice in esso è Verità. E nel Sublime Corano Egli, l’Altissimo dice [C.4/36]: <<<Adorate Allàh e non associategli nulla!>>>.

E [C.2/22]: <<<Non date ad Allàh dei co-eguali, quando sapete [che nessuno è co-eguale a Lui. Sura al-Ikhlāṣ]!>>>.

Opponiamo al neo-politeismo galoppante del quale la società in cui viviamo è pervasa con la nostra fedeltà alla Nobile Sunna dell’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, sia nelle piccole che nelle cose importanti della vita, non lasciandoci attirare in certe manifestazioni socio-culturali dell’ambiente non previste dal Corano e dalla Sunna con la erronea [peccatogena] convinzione che in esse non ci sia – SECONDO VOI – niente di male. 

-O-

chiedo, infine, ad Allàh di perdonare tutte le mie trasgressioni, di perdonare quelle vostre e quelle di tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi perdono! In verità, Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.