Coloro che trasgredirono

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXXVII – Ayah 22:

مِنْ دُونِ اللَّهِ فَاهْدُوهُمْ إِلَى صِرَاطِ الْجَحِيمِ.23
وَقِفُوهُمْ إِنَّهُمْ مَسْئُولُونَ.24

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    <<< Radunate coloro che trasgredirono, loro consorti, quello che adoravano (23), invece di Allàh, ed indicate loro la strada che porta al giahīm! (24) >>>.
  • Nota
    Gli angeli riceveranno l’ordine di fare l’adunata di tutti i trasgressori – agnostici, atei, evoluzionisti, e in una parola, ai materialisti – dei simulacri delle loro divinità fittizie, come pure dei credenti nella diverse fiabe dell’aldilà – e di indicare loro la strada che porta al fuoco infernale, per evitare di finire nel quale fu loro indicato ciò che dovevano credere e fare ai fini della loro salvezza da esso.

 062

Recitava o no

‘Ā‹ishah, che Allàh si compiaccia di lei, raccontò che il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, nell’eseguire la devozione supererogatoria delle due ràk’ah [sunna] prima del rito d’adorazione dell’alba, era così leggero, da non saper dire se recitava, o no, la Madre del Libro.

Riferito da al-Bukhārī.

059

IL SUBLIME CORANO

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti fratelli e Sorelle nell’Islàm,
l’Autore del Sublime Corano, testo pubblicato 1400 anni or sono in lingua araba, Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, afferma: <<<Mā farràṭnā fī-l-Kitābi min shày‹in>>>, che vuol dire: <<<Non abbiamo dimenticato nulla nel Libro>>>.

Orbene, il nostro <stile di vita> e la nostra visione del mondo hanno come fondamento la fede – nata in noi sulla base di prove inoppugnabili, che questo Libro, non può avere come autore nessuna creatura umana [anche se la critica occidentale sostiene che questo Libro è opera autentica e personale di Maometto].

Le prove inoppugnabili ce le offre l’Autore nel Testo del Libro, Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, per garantire ai lettori di esso dell’era atomica e della conquista dello spazio [1400 anni dopo], che quanto in esso contenuto è Verità.

Questo Libro è il nostro Libro, è il Sublime Corano, che è la perennemente vivente PAROLA DI ALLAH, transustanziata dalla dimensione divina nella dimensione umana nei fonemi e nei grafemi della lingua araba. Sia gloria a Lui l’Altissimo! Esso è il dono della Misericordia divina, che fu portato in terra dall’angelo Gabriele [Gibrīl, su lui la pace] a Muhàmmad figlio di ‘Abdàllah, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, affinché fosse proclamata l’Unità, Unicità e Unipersonalità Divina e divulgato il Messaggio di liberazione dell’uomo dal dominio dell’uomo, in esso contenuto.

Il Sublime Corano è il documento fondativo della nostra Ummah. C’è in esso un programma di vita per l’uomo! Il Sublime Corano è un progetto di civiltà, è il testo scritto fondamentale della da’wah, il manuale per il progressivo miglioramento della linea di condotta umana in ogni sfera di attività; un criterio per l’efficace risoluzione di ogni problema della creatura umana sia di carattere materiale che spirituale.

Il Sublime Corano è Luce, è la colonna più salda, è il Libro della Sapienza, è il Libro esplicito, è la Guida, è il Ricordo, è la Saggezza, è la Misericordia, è lo Spirito, è la Rivelazione, è l’Ordine, è l’Ispirazione, è la Verità.

Il Sublime Corano è la Buona Novella, la Proclamazione dell’Unità, Unicità e Uni-Personalità del Signore e Padrone di tutti gli universi. Esso è l’Esortazione all’abbandono di ogni forma idolatrica di culto, è l’Avvertimento, onde evitare le conseguenze infauste della trasgressione, è il Farmaco divino che dà la Guarigione dall’errore, è la Stadera dell’equilibrio perfetto tra lo spirituale e il materiale.

Il Sublime Corano è Fonte della tranquillità dei cuori e la fucina del loro miglioramento, è Luce nei petti dei credenti, è il Toccasana, che libera l’anima dalle preoccupazioni e lenisce i dolori causati dalle avversità; è Luce che rende luminosi i volti di chi lo recita e di chi lo mette in pratica.

Esso possiede una dolcezza divina, più dolce della dolcezza del latte e più dolce della dolcezza del miele; le sue ayāt sono tesori ineguagliabili per splendore e bellezza dalle pietre preziose, dalle perle e dai coralli; da esse si effonde il profumo della rosa e del gelsomino.

Esso è il sentiero sicuro che conduce all’abbeveratoio della Verità [la sharì‛ah], la sua essenza è la religione del profeta Ibrāhīm, su lui la pace; esso è la sorgente della saggezza, è la luce degli occhi e dei cuori. Non c’è via che porti ad Allah, rifulga lo splendor della Sua Luce, se non il Sublime Corano! Esso è la via della salvezza dal fuoco, è il Libro che dà forza al Credente nella vita, è il Fondatore delle scienze e loro sorgente.

Il Sublime Corano è la scienza di ogni cosa, è il Nobilissimo Testo di Recitazione [contenuto in un Libro custodito: "fī kitābin maknūn”], che solo i puri toccano, è una Rivelazione del Signore dei mondi, è la luce dell’Imān (fede), è la tenerezza dell’Iḥsān (la benevolenza), è la chiave della giustizia, è la porta della felicità. Chi rifiuta la visione del mondo che esso propone e si sottrae all’obbedienza alle norme in esso stabilite dal Creatore, avrà una vita davvero miserevole e sarà resuscitato cieco nel Giorno della Resurrezione, mentre chi crede nella verità della visione del mondo, offerta in esso da Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, e segue, diligentemente, le regole di vita in esso esposte, non si svierà dal percorso comportamentale che porta al Paradiso, non senza l’intervento della Misericordia divina.

Il Sublime Corano è la verità indubitabile, la solida corda che, costantemente, collega la creatura umana, l’uomo e la donna, al loro Creatore, Allah, rifulga lo splendor della Sua Luce.

Il Sublime Corano è l’ombra costante della Divina Presenza, è ha la purezza dell’acqua corrente, è la squisitezza della frutta paradisiaca, abbondante e inesauribile. Esso è la retta via, è la tavola benedetta di Allah, è la cura certa, è l’unica via che ha come traguardo il Paradiso, è l’unica via da seguire per salvarsi dal fuoco, l’unica via per rendersi meritevoli della soddisfazione e del compiacimento di Allah, è Lettura sublime e meravigliosa.

Se uomini e ginn facessero lega, per produrre qualcosa di simile al Corano non riuscirebbero a produrre una sola àyah di esso, né una sola parola, anche aiutandosi gli uni con gli altri, Il Sublime Corano, è il Miracolo permanente nel tempo fino alla fine del Mondo, con il quale Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, accredita in ogni secolo il profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, come Suo autentico Messaggero. Il suo contenuto è miracolo. Ogni lettera, ogni parola, ogni frase è scritta in maniera accurata, affinché ogni ayah contenga un significato ben preciso e così ogni sura.

-o-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
facciamo del timore di Allàh, l’Altissimo, il nostro abito, credendo in ciò che ci è stato rivelato nel Sublime Corano e nell’insegnamento del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, eseguendo con cuore sincero ciò che ci è stato fatto scendere dall’alto da parte del nostro Signore! Afferriamo con forza il Libro, può darsi che riceviamo Misericordia da parte di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, affinché, grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro, ci si renda meritevoli del Suo Paradiso.

Al-ḥàmdu li-llāhi ràbbi-l-‘ālamīn.

 -O-

chiedo, infine, ad Allàh di perdonare tutte le mie trasgressioni, di perdonare quelle vostre e quelle di tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi perdono! In verità, Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Strutturalmente incapaci

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XLIII- Ayah 40:

أَفَأَنْتَ تُسْمِعُ الصُّمَّ أَوْ تَهْدِي الْعُمْيَ وَمَنْ كَانَ فِي ضَلاَلٍ مُبِينٍ.40

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Forse che tu fai udire i non udenti, e guidi i non vedenti e chi si trova in chiaro fuorviamento?(40)
  • Nota
    Coloro che sono strutturalmente incapaci di udire, i sordi, non odono e coloro che sono strutturalmente incapaci di vedere, i ciechi, non vedono e coloro che sono strutturalmente fuorviati non tornano sulla via, così coloro che sono strutturalmente incapaci di credere, che vengano ammoniti o che non lo siano, non crederanno. Il compito del Messaggero è solo quello di comunicare il Messaggio, che sarà accolto da coloro che sono strutturalmente capaci di riceverlo.

076

La castità

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
da un paio di settimane si sono chiusi i clamori delle festività di fine anno della società, nella quale viviamo, durante le quali speriamo che ogni credente nella paternità divina del Sublime Corano e negli insegnamenti del Profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, consapevole del significato escatologico della sua condizione di musulmano, non si sia lasciato coinvolgere in situazioni consistenti <oggettivamente> in un venire meno al rigore comportamentale, che deriva dalla consapevolezza di ciò che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice nel Sublime Corano [Cor.61/ 55 – 60]:

<<<Rammenta (ai credenti l’incondivisa divinità di Allàh), poiché giova ai credenti il ricordo.(55) E Noi non creammo i ginn e gli uomini, se non perché mi adorino.(56) Io non voglio da loro sostentamento, né voglio da loro, che mi diano da mangiare.(57) In verità, Allàh è il Dispensatore di sostentamento, dotato di enorme potenza.(58) E, in verità, per quelli che trasgrediscono c’è una punizione della stessa natura della punizione dei loro compagni (del passato)! Perciò non sollecitateMi.(59) Guai, a coloro che rifiutano di credere, in quel giorno, di cui hanno ricevuto la promessa.(60)>>>.

È un preciso dovere per chi ha responsabilità di anime <ordinare ciò che è [islamicamente] noto come bene e vietare il male> come dice Allàh, l’Altissimo, nella Sua di Luqman:

Figlio mio, istituisci il rito di adorazione, ordina il bene e vieta il male”.

Subito dopo il rito di adorazione, ecco l’importanza dell’ordinare il bene e proibire il male nell’Islàm!

Ci stiamo avviando verso quel periodo dell’anno che viene chiamato il Carnevale, per cui non è fuori luogo parlare della castità, che è uno degli aspetti della linea di condotta islamica in cui si incarna il valore fondamentale della dignità di creatura, la sua destinazione ultra terrena.

Disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

<<In verità fui inviato per portare al massimo livello l’elevatezza della qualità morale>>.

E tra i precetti dell’Islàm c’è l’esaltazione della castità perché essa preserva l’anima dalla fornicazione, fonte di disastro materiale e spirituale:

<<<Di’ alle credenti di abbassare lo sguardo, di controllare le loro parti intime, di non mostrare le loro attrattive fisiche, eccetto quelle di esse che appaiono, di farsi scendere i loro veli dal capo sui loro petti e di non mostrare le loro attrattive fisiche, se non ai loro mariti, padri, padri di mariti, figli, figli di mariti, fratelli e figli di fratelli o di sorelle, o alle loro donne, o ai loro maschi, o ai loro familiari uomini che non hanno più desiderio di donne o ai fanciulli, che ancora non notano le parti intime delle donne. Non agitino le gambe perché si conoscano le loro attrattive nascoste. E fate tutti ritorno ad Allàh, o credenti, se volete avere successo. (31) >>>

Disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

<<Non segua lo sguardo un altro sguardo>.

Vediamo ora quali sono i frutti della castità: In primo luogo l’ingresso nel Paradiso.

Disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

<<A chi conserva quello che è tra il mento [la lingua] e tra le gambe [i genitali] assicuro l’ingresso in Paradiso [o come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria>>.

In secondo luogo essa assicura la protezione di Allah. Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

<<Allah proteggerà sette tipi di persone il giorno nel quale non ci sarà protezione se non la protezione di Allah: l’uomo che viene invitato da una donna seducente che lo tenta e risponde “No, io temo Allah Signore dei mondi”…>>>.

In terzo luogo il sostegno di Allah nel conservare la propria castità. Disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

<<Chi chiede ricchezza, Allah gliela concede e chi chiede la castità, Allah lo favorisce>>.

In quarto luogo essa è un antidoto contro la tentazione della debolezza della carne e chi resiste trova la dolcezza della fede e dell’obbedienza. Disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

<<Lo sguardo [tentatore] è la freccia avvelenata che viene da Satana: chi la lascia trova la dolcezza nel suo cuore>>. La castità induce al pudore che è il centro di ogni bene, alla generosità e alla pazienza, alla tolleranza, alla sobrietà, al timore di Allàh, l’Altissimo, alla gentilezza, all’aiuto, alla nobiltà d’animo e all’indifferenza alle cose del mondo. La mancanza di castità invece porta: alla bramosia, alla cattiveria, all’insolenza, alla malvagità, all’ipocrisia, la pazzia, la frivolezza, il servilismo, l’invidia, la malevolenza, l’umiliarsi davanti ai ricchi, il disprezzo verso i poveri.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
dobbiamo sforzarci di impossessarci con forza del bene della castità, Dobbiamo allontanarci dalle cattive compagnie. Dobbiamo ricordarci che Allah, rifulga lo splendor della Sua Luce, vede tutto quello che noi facciamo; Egli è presente e se noi non vediamo Lui, lui vede noi. Chiesero al Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: “Perché chiedere aiuto per abbassare lo sguardo?”. Rispose, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: <<Sappi che lo sguardo di Allah, l’Altissimo, su di te precede il tuo sguardo verso di Lui>>.

Dobbiamo aiutarci con il digiuno e con la pazienza! Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce: <<<Cercate aiuto nella pazienza e nella preghiera. In verità essa è pesante, ma non per gli umili>>>.

Dobbiamo allontanarci da tutto ciò che eccita gli appetiti, ricordando che Allah, l’Altissimo, porterà in Paradiso, colui che si tiene lontano dalle cose che Egli, rifulga lo splendor della Sua Luce, ha proibito.

Da ultimo, ma la cosa più importante, è la recitazione costante del Sublime Corano con dedizione e umiltà, perché <<Le sue ayàt sono come cammelli, se il custode li cura con diligenza, li tiene uniti, ma se è negligente, gli scappano>> [o come disse, che Allàh lo benedica e l'abbia in gloria].

 -O-

chiedo, infine, ad Allàh di perdonare tutte le mie trasgressioni, di perdonare quelle vostre e quelle di tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi perdono! In verità, Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Io sono immune

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XLIII- Ayàt 26-27:

وَإِذْ قَالَ إِبْرَاهِيمُ ِلأَبِيهِ وَقَوْمِهِ إِنَّنِي بَرَاءٌ مِمَّا تَعْبُدُونَ.26
إِلاَّ الَّذِي فَطَرَنِي فَإِنَّهُ سَيَهْدِينِ.27

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Disse Ibrahim (Abramo) a suo padre e al suo popolo: “In verità, io sono immune da ciò che voi adorate. (26) Infatti io non adoro, se non Colui che mi ha creato e, in verità, Egli mi guiderà.”(27)
  • Nota
    Il profeta Abramo, su lui la pace, dopo aver invitato suo padre e il suo popolo all’abbandono dell’adorazione degli idoli, si dichiara immune dall’idolatria e afferma, dopo la presa di coscienza della sua condizione di creatura, il suo credo nel dovere della creatura di adorare solo ed esclusivamente il suo Creatore, il quale, dopo essersi rivelato darà la guida per la salvezza dal fuoco eterno, come diede a lui la salvezza dal fuoco temporaneo nel quale era stato gettato dai sacerdoti degli idoli.

 044

Sul fianco destro

‘Ā‹ishah, che Allàh si compiaccia di lei, raccontò che il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, era solito sdraiarsi sul suo fianco destro dopo aver eseguito le due ràk’ah [sunna] prima del rito d’adorazione dell’alba.

Riferito da al-Bukhārī.

065

La parola nel social network

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
nel Sublime Corano la buona parola è associata al timore di Allàh (al-tàqwa). Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, infatti, esorta al Timore di Allàh congiuntamente all’uso giudizioso della parola quando dice: O voi che credete, siate timorati e dite parole assennate (giuste, rette, a proposito, pertinenti, giudiziose, convenienti, adeguate, assennate, in cui si esprima fortemente la vostra identità islamica). Allàh aggiusterà le vostre azioni e perdonerà i vostri peccati e (sappiate che) chi obbedisce ad Allàh e al suo Apostolo trionferà con trionfo sublime!” (Corano: al-ahzàb (i confederati) – Sura XXXIII – àyah 70).

E dice, ancora: Chi è migliore, quanto a parola, di chi invita ad Allàh e si comporta correttamente e dice: Io sono uno dei Musulmani!?(Corano: Fussilat – Sura XLI – àyah 33).

La buona parola esprime l’eccellenza della fede nel cuore, sicché quando la buona parola viene meno, ciò significa che anche la fede e uscita dal cuore. C’è un lungo hadìth nel quale il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, mette in guardia dal malgoverno della lingua, causa di perdizione dell’uomo:

… Disse (l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria): Ti informo pure della cosa più importante della vita, della colonna portante della cosa più importante della vita e del suo culmine?”.

Dissi (è Mu’àz bi Giàbal – Allàh si compiaccia di lui – che racconta): “Sì, o Apostolo di Allàh!”.

Disse: “La cosa più importante della vita è l’Islàm, la colonna portante dell’Islàm è il rito di adorazione e il suo culmine è lo sforzo per l’affermazione del primato della Parola di Allàh  (il Creatore) su qualsiasi parola dell’uomo (la creatura)! Ti informo pure di come mantenere il possesso di tutto questo?”.

Dissi: “Sì, o Apostolo di Allàh!”. Allora egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, prese tra l’indice e il pollice la punta della sua lingua, la agitò e dopo averla lasciata disse:

“Sta’ in guardia da questa!”.

Dissi: “O Profeta di Allàh, saremo forse puniti per quello che diciamo?”.

Disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

“Non t’avesse mai partorito tua madre, o Mu’àz! Che cosa fa precipitare gli uomini nell’inferno a testa in giù, se non il raccolto di ciò che hanno seminato le loro lingue?” [O come disse, che Allàh lo benedica e l'abbia in gloria].

Disse l’Imām Alī, che Allàh si compiaccia di lui: “L’uomo è nascosto sotto la sua lingua, quando apre bocca si scopre (fa sapere chi è!)” [o come disse].

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
dobbiamo far tesoro di questi insegnamenti e metterli in pratica nella nostra vita di relazione sia con i buoni che con i cattivi. Dobbiamo sempre esercitare uno stretto controllo della nostra lingua, che ha da essere un biglietto da visita della nostra appartenenza a quella categoria di uomini a cui Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice: <<<Siete il fior fiore della creazione>>>.

La nostra posizione nella creazione è altolocata e altolocato ha da essere il nostro linguaggio, il nostro modo di esprimerci con un alto livello di proprietà e di eleganza, con argomentazioni ragionate e con un linguaggio scevro di espressioni incivili e di parole che si usano nei bassifondi della cultura.

Noi dobbiamo ricordare che l’uso di espressioni gergali tipiche della dilagante scostumatezza è completamente estranea alla nostra linea di condotta e, quindi, non cadere nel tranello di Shayṭān del battibecco, durante il quale viene crearsi un clima favorevole allo scivolone verbale di livello squallido, che poi ti resta appiccicato vita natural durante.

Prudenza, quindi, soprattutto nelle esternazioni nei social network. Ricordiamoci che siamo musulmani e non dobbiamo uniformarci al linguaggio volgare, molto spesso usato da coloro che la pensano diversamente da noi. Noi non abbiamo <la verità in tasca> ce l’abbiamo nella mente, grazie ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, per cui nell’esporla dobbiamo usare un linguaggio <pulito>.  

 -O-

chiedo, infine, ad Allàh di perdonare tutte le mie trasgressioni, di perdonare quelle vostre e quelle di tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi perdono! In verità, Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

NON ERA UN PEDOFILO

La storia vera del matrimonio del Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria, con ‘Aisha

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Periodicamente, specialmente con l’avvicinarsi di scadenze elettorali, i media e i social, manovrati per la gran parte da forze occulte reazionarie, razziste e islamofobe, vengono impegnati in corpose propagande anti-islamiche, che non hanno nulla di religioso né alcuna consistente base storica o culturale, ma sono costituite molto semplicemente da menzogne e diffamazioni. Menzogne e diffamazioni cui partecipano in maniera spesso insistita e “rumorosa” anche esponenti dell’estremismo islamico, generalmente individuabili, per comodità discorsiva, come “wahhabiti” o “salafiti”, o simili. Costoro costituiscono una esigua minoranza all’interno della popolazione musulmana mondiale, ma risultano molto visibili, agevolati come sono, soprattutto finanziariamente, dalla corruzione saudita e dai suoi eterni e sempre presenti alleati, i sionisti e la massoneria reazionaria americana. Detti estremisti risultano dunque, a tutti gli effetti ed oggettivamente, alleati dei neo-razzisti, dei sionisti, e dei fanatici tradizionalisti cattolici estremisti. E non è frutto del caso.

IL CORANO AUTORIZZA IL MATRIMONIO
CON LE BAMBINE?

Uno degli “argomenti” preferiti da questi diavoli, aiutati in questo, a volte inconsapevolmente e a volte no, dall’ignoranza e dall’ignavia di molti “sapienti” e “imam” della comunità musulmana, è la presunta pedofilia del Profeta Muhàmmad.

Tale accusa si basa su alcune tradizioni dell’insegnamento islamico (singolare hadith= detto, plurale ahadith=detti) che sosterrebbero che il Profeta Muhàmmad, che Iddio lo benedica e l’abbia in gloria, avrebbe SPOSATO la giovane ‘Aisha quando questa avrebbe avuto SEI ANNI, ed avrebbe consumato il matrimonio con lei quando avrebbe avuto NOVE ANNI, età in cui si presuppone sia diventata pubere.

Dice il Sublime Corano:

E se temete di essere ingiusti nei confronti degli orfani, sposate allora due o tre o quattro TRA LE DONNE CHE VI PIACCIONO…” (Corano, 4, 3).

Questo è un versetto (ayah) che parla della poligamia, e ne dà anche la motivazione. Ma la cosa che più ora interessa è mettere in risalto che l’invito è quello a sposare “le donne che vi piacciono”. E con questa precisazione, importantissima, ma che passa ai più inosservata, non si fa certo riferimento alle bambine di sei anni! Qualunque uomo che infatti possegga una ordinaria e media salute psichica (ed è senza dubbio questo il pubblico a cui si rivolge il Sublime Corano) non guarda a una bambina da sei anni come a una donna DA SPOSARE SUBITO!

Dunque, già questo versetto, DA SOLO, è più che sufficiente ad escludere categoricamente che si possa pensare ad una bambina di sei anni come a una donna da sposare.

E siccome il versetto non parla nemmeno di femmina che deve piacere al padre dello sposo, sia pure per meri motivi economici, aggiungiamo che questo versetto esclude senz’altro anche i cosiddetti “matrimoni combinati”, perlomeno quelli fatti sopra la testa degli sposi. Questo, detto a scanso di equivoci.

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C’è poi un altro versetto del Sublime Corano che non lascia dubbi:

IDDIO non impone a nessun’anima (un peso) al di là delle sue capacità” (Corano, 2, 286).

Cioè, IDDIO non impone a nessuno un peso che non può sopportare. E’ dunque evidente che una bambina, anche che abbia avuto il suo primo ciclo mestruale, non è in grado di sopportare il peso e la responsabilità di una cosa come il matrimonio, con gli annessi e connessi di maternità, famiglia, ecc. Tutte le persone dotate di cervello capiscono bene che tutte queste sarebbero esattamente delle cose “al di là delle sue capacità”. E come sempre il Corano, essendo PAROLA DI DIO, usa le migliori parole possibili, anche da un punto di vista della necessaria sintesi, per esprimere un concetto. Inequivocabili.

Dunque, la prima necessaria conseguenza di queste parole coraniche, è che chi impone a una bambina un peso che va “aldilà delle sue capacità” fa qualcosa di contrario alla parola di DIO.

Questa impostazione, ineludibile, è poi confermata da altri brani del Sublime Corano.

Vi si dice infatti, a proposito dei termini dopo i quali, a seguito di un divorzio, la donna si può risposare:

Le donne divorziate osservino un ritiro della durata di tre cicli mestruali…” (Corano, 2, 228).

Questa ayah (versetto) stabilisce il termine oltre al quale il divorzio diventa definitivo, e la donna si può dunque sposare di nuovo. Ma c’è il problema delle donne che non hanno avuto il mestruo. E questo problema viene risolto da un altro versetto:

Se avete qualche dubbio a proposito di quelle delle vostre donne che non sperano più nel mestruo, il loro termine sia di tre lunazioni. Lo stesso valga per quelle che non hanno avuto il mestruo. Quelle che sono incinte avranno per termine il parto stesso” (Corano, 65, 4).

Questa ayah illustra dopo quanto tempo una donna divorziata può risposarsi, cioè tre cicli lunari, essendo il divorzio diventato definitivo, e ciò in funzione della presenza o meno di mestruazioni.

Alcune traduzioni, riportando “per quelle che non hanno ANCORA avuto il mestruo”, anziché “per quelle che non hanno avuto il mestruo”, come invece dice il testo arabo, hanno aiutato l’interpretazione che autorizzerebbe i matrimoni con bambine. Perché se una “donna”, non ha “ancora” il mestruo, questo significherebbe che non ha ancora raggiunto la “pubertà”, perciò non può che essere una bambina!!!

Questa modificazione dell’interpretazione è stata probabilmente dettata dal tentativo di giustificare i matrimoni con bambine, diffusi sia in epoca preislamica che presso le popolazioni non musulmane.

Ma se invece si segue il testo letterale “E per quelle che non hanno avuto il mestruo” e si ragiona, anche in riferimento agli altri versetti citati più sopra, si capisce che il versetto si riferisce a tutti quei casi in cui può succedere che la donna non abbia il normale ciclo mestruale, come la gravidanza, o problemi psico-fisici di vario tipo, come patologie ormonali, cisti alle ovaie, stress, anoressia, ecc., oltre naturalmente alla menopausa (“… che non sperano più nel mestruo”).

Ecco perché c’è stata la precisazione, arrivata successivamente, con questo versetto. Precisazione resasi necessaria, dopo la rivelazione del versetto precedente, e senza la quale le disposizioni in materia sarebbero state incomplete. Erano indicazioni che non potevano non essere date, e infatti sono state date.

La conclusione, dunque, è chiara, semplice, e indiscutibile:

l’Islàm non accetta e non permette il matrimonio delle bambine.

Chi lo fa, quindi, lo sta facendo per tradizioni e costumi del suo paese e commette un peccato di ingiustizia, andando inevitabilmente incontro alla Punizione, nei tempi e nei modi che IDDIO stesso, UNICO GIUDICE DI TUTTI NOI, ha stabilito.

Quanto detto fin d’ora, per il musulmano deve bastare e avanzare. Tuttavia, a titolo di considerazioni aggiuntive e rafforzative, ricordiamo che peraltro, oggi, la nostra società considera una persona come adulta al momento del compimento del diciottesimo anno di età. Sotto quella età, è considerata “non maggiorenne” , cioè quasi come non capace di intendere e di volere, ANCHE SE HA GIA’ RAGGIUNTO LA PUBERTA’. E dunque, considerando che il consenso esplicito della donna è CONDIZIONE NECESSARIA PER IL MATRIMONIO, è evidente che NON SI DEVE sposare una minorenne. E quello che succede in paesi arretrati e poveri, per dir così, deve essere stigmatizzato dai musulmani.

I musulmani devono invece adoperarsi per far crescere la consapevolezza e la cultura in tutte le donne musulmane e gli uomini musulmani di tutto il mondo. E far sposare delle bambine va in senso contrario alla liberazione ed alla emancipazione della donna, perno centrale della pratica islamica.

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IL CONSENSO NECESSARIO DELLA SPOSA

Prima di affrontare il problema dell’età di ‘Aisha, bisogna poi premettere che nell’Islàm il matrimonio, (che è a tutti gli effetti un contratto civile, e che dunque in quanto tale acquista immediatamente valore civile, con tutto ciò che ne consegue, all’atto stesso della stipula, indipendentemente dal momento della consumazione) per essere valido deve basarsi sul consenso della sposa. Ed è noto a tutti gli studiosi che questo consenso è valido solo se esercitato da persone che abbiano piena capacità di intendere e di volere. Ed è arcinoto che nell’Islàm la piena capacità di intendere e di volere si raggiunge CON LA PUBERTA’. Ad esempio, i beni ereditati dagli orfani entrano in loro effettivo possesso solo con la pubertà. Un consenso esplicito, ammesso che nella fattispecie ci sia stato effettivamente, non può dunque essere ritenuto valido se espresso da una bambina che non ha raggiunto la pubertà.

 

L’ETÀ DI ‘AISHA

In base a quanto detto fin qui, va subito detto che le considerazioni che seguiranno, basate sullo studio degli ahadith e della comparazione incrociata con altri ahadith e altri dati, sono MERAMENTE AGGIUNTIVE e COMPLEMENTARI, rispetto a quanto abbiamo osservato dal Sublime Corano, che è di per sé del tutto esauriente.

Ci sono molte tradizioni islamiche attendibili che ci dicono che ‘Aisha fu data in sposa a Muhàmmad, che Iddio lo benedica e l’abbia in gloria, quando lei aveva 6 anni, e che il matrimonio fu consumato quando lei aveva 9 anni. Eccone una:

“‘A’isha (che Allah sia compiaciuto di lei) ha riportato: – L’Apostolo di Allah (che la pace sia su di lui) mi ha sposata quando ero una ragazza di sei (anni), e sono stata ammessa in casa sua quando ero una ragazza di 9 -” (Sahih Muslim Volume 7, Libro 62, Numero 64).

Ora, io riporterò dati ripresi da studiosi musulmani arabi, che sono disponibili in rete anche in inglese e in francese, oltre che in arabo. Quindi, chi ha interesse ad approfondire, potrà farlo agevolmente. A me, in questa sede, interessa integrare con una scelta tra le numerose prove disponibili, QUANTO È GIÀ ESPLICITATO IN MANIERA INEQUIVOCABILE DAL SUBLIME CORANO, come abbiamo visto.

La vera età di ‘Aisha non è quella che appare da ciò che abbiamo appena letto.

Fra gli arabi era infatti comune la pratica detta dello “smorzamento”: vale a dire, si ometteva la prima cifra, dandola per scontata. Come noi occidentali diciamo “Novecento” per intendere “Millenovecento” (altrimenti, diremmo “Novecento dopo Cristo”), così gli arabi, specialmente nel linguaggio parlato, usano, per brevità, dire sei al posto di sedici. Dal contesto del discorso si capisce la cifra esatta. Questa pratica esisteva anche nell’arabo parlato dell’epoca, e infatti lo stesso Profeta Muhàmmad, che Iddio lo benedica e l’abbia in gloria, in altri ahadith dove tirava in ballo delle date, ha parlato di giorno 5, 7 e 9 per indicare il 15, il 17 e il 19: dal discorso si deduceva che si trattava della seconda metà del mese. Tuttora in molti paesi arabi, specialmente nei mercati, quando si tratta sui prezzi, si usa questa modalità.

Dunque, fosse stata una bambina, ‘Aisha avrebbe detto “bambina di 6”.

Invece, una “ragazza di 6” ha 16 anni, e una “ragazza di 9” ha 19 anni.

Ci sono poi molte altre prove citate da questi studiosi, che hanno “incrociato” i dati di molti altri ahadith.

Ne cito solo alcune.

Bisogna preliminarmente tenere presente che noi sappiamo, perché ce lo ha detto ‘Aisha stessa, oltre a risultare da altre fonti, che il matrimonio fu consumato a Medina, dunque dopo la Hijrah, cioè l’emigrazione dei musulmani da Mecca.

- Il grande storico Tabari ci dice che al tempo in cui Abu Bakr, il padre di ‘Aisha, decise di emigrare ad Habshah, 8 anni prima della Hijrah verso Medina, andò da un certo Mut’am, con cui sua figlia Aisha era fidanzata, e gli chiese di portarla a casa sua come moglie di suo figlio. Mut’am, che non era un musulmano, rifiutò, poiché nel frattempo Abu Bakr era divenuto musulmano, e quindi lasciò ‘Aisha. Se ‘Aisha fosse stata così giovane al momento del suo matrimonio non sarebbe neanche nata quando Abu Bakr decise di emigrare ad Habshah. Invece non solo era già nata, ma aveva evidentemente già avuto le prime mestruazioni, altrimenti non sarebbe stata pronta per il matrimonio.

- La cinquantaquattresima sura del Corano (Surah al-Qamar, la Sura della Luna) fu rivelata nove anni prima della Hijra a Medina, ed ‘Aisha dice che era una fanciulla quando arrivò questa rivelazione. Dunque, dopo questo avvenimento, in cui era già bambina, sarebbero passati altri nove anni, più almeno altri uno o due, prima della consumazione del matrimonio. Dunque, a Medina, il primo o il secondo anno dopo la Hijrah, dove avvenne la consumazione, non poteva avere solo 6 o 9 anni.

- ‘Aisha partecipò alle battaglie di Badr e Uhud, che ebbero luogo rispettivamente nel 623 e nel 624 d.C., quindi UNO e DUE anni dopo la Hijrah, aiutando i combattenti nel rifornimento di acqua. Ma il Profeta Muhàmmad, che Iddio lo benedica e l’abbia in gloria, aveva vietato tassativamente che partecipassero a combattimenti i giovani e le giovani sotto ai 15 anni. Dunque ‘Aisha, al momento della consumazione del matrimonio, doveva avere ALMENO 16 anni.

- Il più illustre e studiato commentatore del Corano di tutti i tempi, Ibn Kathìr, parlando di Asma, la sorella di ‘Aisha, dice che ella morì nell’anno 73 dopo la Hijrah, all’età di 100 anni. Dunque, quando ci fu la Hijrah, aveva 27 anni. E Asma aveva 10 anni più di ‘Aisha. Dunque ‘Aisha aveva 17 anni al tempo della Hijrah a Medina. E questo dato conferma l’età di ‘Aisha, che era di 19 anni, quando consumò il matrimonio col Profeta, che Iddio lo benedica e l’abbia in gloria.

E come ripeto, ci sono molte altre prove a riguardo, che non riportiamo per motivi di spazio.

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CONCLUSIONE

L’insegnamento islamico stabilisce dunque, al di là di ogni ombra di dubbio alcuno, le seguenti direttive:

  • Il Sublime Corano, per i musulmani PAROLA DI DIO, non accetta né permette il matrimonio di bambine.
  • Il Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria, NON HA SPOSATO NESSUNA BAMBINA, NE’ HA MAI INVITATO A SPOSARE BAMBINE. Con la sua sposa più giovane (le altre erano tutte più anziane, vedove o divorziate) , ‘Aisha, ha stipulato IL CONTRATTO matrimoniale quando lei aveva SEDICI anni, ed ha consumato il matrimonio stesso quando lei aveva DICIANNOVE anni. E tutti i musulmani di tutto il mondo, di conseguenza, DEVONO seguire il suo esempio, visto che il Sublime Corano insegna loro che “non esiste per voi esempio migliore”, e non andare mai sotto questi limiti di età.
  • Promuovere all’interno di tutta la comunità musulmana mondiale un’opera di insegnamento e di acculturazione e di aumento della consapevolezza islamica di donne e uomini, affinchè spariscano dalla faccia della terra i matrimoni con bambine.

 

E che IDDIO guidi e illumini le musulmane e i musulmani, e tutte le donne e gli uomini di buona volontà.