Se avesse un figlio

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XLIII – Ayah 81:

قُلْ إِنْ كَانَ لِلرَّحْمَنِ وَلَدٌ فَأَنَا أَوَّلُ الْعَابِدِينَ.81

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Di’: “Se il Sommamente Misericordioso avesse un figlio, io sarei il primo degli adoratori (di lui),(81)
  • Nota
    Una volta acquisita la certezza, che, veramente, il Corano è Verbo Divino, a ragion veduta e con cognizione di causa, questa àyah, in forma indiretta, esclude, categoricamente, l’esistenza di “figli di Dio”.

064

Khutbah del Ritorno ad Allàh

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso i
l Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo esclusivo per esser Destinatario di Lode. Soltanto a Lui, noi, suoi servi fedeli, la lode innalziamo. Soltanto di Lui, l’Onnipotente, nel bisogno invochiamo il soccorso. Soltanto a Lui, il Misericordioso il Clementissimo, va il nostro ringraziamento. Soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni.

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Allàh non ha bisogno

Abū Huràyrah, che Allàh si compiaccia di lui, raccontò che l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“Chiunque non si astenga dal dire falsità e dall’agire di conseguenza, sappia che Allàh non ha bisogno del suo astenersi dal mangiare e dal bere!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Registrato da al-Bukhārī.

057

È, certamente, in perdita

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura CIII – Ayàt 1-3:

وَالْعَصْرِ.1
إِنَّ الإِنسَانَ لَفِي خُسْرٍ.2
إِلاَّ الَّذِينَ آمَنُوا وَعَمِلُوا الصَّالِحَاتِ وَتَوَاصَوْا بِالْحَقِّ وَتَوَاصَوْا بِالصَّبْرِ.3

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    “Per il Tempo pomeridiano! In verità, l’uomo è, certamente, in perdita, tranne coloro che credono, compiono il bene e vicendevolmente si raccomandano la verità e vicendevolmente si raccomandano la pazienza.

056

Gettate polvere

Miqdād bin Àswad, che Allàh si compiaccia di lui, raccontò che l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“Dovunque vedete adulatori, gettatate polvere sulle loro facce!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Registrato da Muslim.

043

LORO LO SOSPENDONO, NOI LO ABBIAMO DENUNCIATO

Il giornalista Filippo Facci denunciato per vilipendio alla religione

Il giornalista Filippo Facci.

Il giornalista Filippo Facci.

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Pochi giorni fa, il giornalista Filippo Facci, che scrive sul quotidiano nazionale “Libero”, è stato sospeso dalle funzioni di giornalista e dallo stipendio, per due mesi, dall’Ordine dei Giornalisti, cui appartiene, per avere espresso, in un articolo pubblicato dal quotidiano stesso, delle idee “di evidente carattere razzista e xenofobo”.

Chi vuol leggere il dispositivo integrale della sentenza, può farlo cliccando qui:    facci-sospensione2mesi-12giu17

Alla notizia della sentenza, c’è stato il solito ignobile coro di solidarietà dei giornalisti dei media mainstream, molti dei quali in perfetta malafede, cioè difendendo un collega che sapevano benissimo essere ignobilmente colpevole. La casta difende anche i suoi peccatori. Altrimenti, che casta sarebbe?

Lui si difende arrampicandosi sullo specchio, dimenticandosi, lucidamente quanto ipocritamente, di aver definito, tra le altre cose, il Corano come “libro di m…”. Lui, lucidamente quanto criminalmente, insiste nello scambiare chiarissime offese e incitamenti all’odio come “critiche”. Profondamente falso e menzognero. Questa persona incarna la menzogna e l’odio anti-islamico come pochi altri. Opera menzogna e censura anche sulle cose che ha detto lui stesso! Evidentemente, questo per lui è pane quotidiano! Riportiamo qui di seguito le sue meschine giustificazioni, che chiunque potrà giudicare.

La notiziola è che il Consiglio di disciplina dell’ Ordine lombardo dei Giornalisti ha deciso di sospendermi per due mesi dalla professione e dallo stipendio, questo a causa di un articolo che pubblicai su Libero il 28 luglio 2016 e che fu titolato «Perché l’ islam mi sta sul gozzo». Una giovane collega, che non conosco, lesse l’ articolo – che ebbe un certo seguito – e ritenne di fare un esposto contro di me: c’ è gente che in agosto fa queste cose. Il risultato, dopo un pacato processino, è questa condanna incredibilmente severa rispetto alle abitudini dell’ Ordine: è una sentenza comunque appellabile e, da principio, avevo pensato di riservare ogni reazione alle sedi competenti, come si dice: poi ho letto le motivazioni del giudice estensore (un avvocato che si chiama Claudia Balzarini) e sinceramente non ce l’ ho fatta.

Questo per due ragioni: la prima è temperamentale mia, la seconda riguarda puramente la libertà di espressione garantita dalla Costituzione, che non è solo affar mio. Anticipo solo questo: trovo riprovevole che il regolamento del Consiglio di disciplina permetta che una non-professionista, che ho diritto di giudicare di dubbio livello culturale e di forte condizionamento ideologico, possa privare un giornalista e relativa famiglia dei mezzi di sostentamento per mesi due: e questo, a mio dire, non per una palese violazione di alcuna legge (in particolare viene citata la Legge Mancino, quella che vieta la diffusione di idee fondate sull’ odio razziale) bensì, sempre a mio dire, per le sue personali visioni del mondo.

Ci sarebbe il problema, ora, di illustrare l’ oggetto del contendere (l’ articolo) senza che suoni come un pretesto per riproporlo tale e quale: suonerebbe provocatorio e non mi va.

Quindi dovrete fidarvi di una sintesi dei concetti che esprimeva: e lo faceva con grande chiarezza, vi assicuro.

Unica premessa: il linguaggio era durissimo, volutamente durissimo: e questo come reazione all’ impossibilità, oggigiorno, di esprimersi liberamente sull’ islam con lo stesso comune linguaggio che si riserverebbe ad altri temi, senza dover porre tremila distinguo ogni volta: «Ho esagerato consapevolmente e lucidamente», ho detto durante l’ audizione all’ Ordine.

Dopodichè, passando all’ articolo, in esso ho espresso il personale diritto di poter odiare l’ islam, tutti gli islam, dunque gli islamici e la loro religione che giudico addirittura peggiore di tutte le altre: perché – anche su questo sono stato chiarissimo, durante il processino – io le religioni le detesto tutte, alla maniera dei razionalisti inglesi: non sono mai stato un teo-con, non m’ interessa contrapporre una religione a un’ altra: tanto che, su questo giornale, ho espresso critiche durissime anche contro il Papa e il Vaticano (forse l’ estensore della sentenza non avrebbe gradito neppure quelle, scrivendo lei su Famiglia Cristiana) e questo senza che nessuno mi denunciasse all’ Ordine. Certo, alla teosofia islamica ho riservato un’ intolleranza particolare perché trattasi di un credo totalizzante e imperniato sulla sottomissione altrui, o – per fare un solo esempio – sulla considerazione della donna come essere inferiore. Dal mio articolo: «Io non odio il diverso: odio l’ islam, perché la mia (la nostra) storia è giudaica, cattolica, laica, greco-latina, rousseiana, quello che volete: ma è la storia di un’ opposizione lenta e progressiva e instancabile a tutto ciò che gli islamici dicono e fanno». Da qui un’ intolleranza (mia) anche per dettagli che sono liberissimo, credo, di poter detestare apertamente: dalle moschee ai tappeti che puzzano di piedi, dai veli femminili al cibo involuto, dall’ ipocrisia sull’ alcol a cose più serie come «le teocrazie, il loro odio che è proibito odiare», soprattutto «quel manualetto militare che è il Corano», che a sua volta devo poter criticare esattamente, ritengo, come posso fare col Vangelo o chessò, col Mein kampf: che trattano idee o ideologie – tali sono anche le religioni – e non singole persone. Sempre dal mio articolo: «Odio l’ islam perché l’ odio è democratico esattamente come l’ amare, odio dover precisare che l’ anti-islamismo è legittimo mentre l’ islamofobia no, perché è solo paura: e io non ne ho, di paura… Odio l’ islam, ma gli islamici non sono un mio problema: qui, in Italia, in Occidente, sono io a essere il loro».

Bene. Ora qualche estratto dalla sentenza, del cui livello possiamo avere un’ idea sin dall’ incipit: «Facci ha respinto con fermezza l’ accusa di razzismo. Questa è la premessa che solitamente accompagna tutte le affermazioni di carattere razzista». Chiaro: è come dire che dirsi innocenti, in tribunale, sia un primo indizio di colpevolezza: il livello è questo, e per non essere scorretti tralasceremo gli errori materiali di scrittura (sbagliano a scrivere «jihad», ma a ciascuno il mestiere suo). A ogni modo, «Le affermazioni contenute nell’ articolo hanno un evidente carattere razzista e xenofobo»: e qui, francamente, c’ è da averne abbastanza dell’ espressione «razzista» adottata ormai come termine passpartout quando ha invece un significato etimologicamente e storicamente preciso, vedasi vocabolario: è l’ idea che la specie umana sia divisibile in razze biologicamente distinte – con diverse capacità intellettive, valoriali o morali – con la convinzione che un raggruppamento razziale possa essere superiore a un altro. Questo è il razzismo, imparentato con la xenofobia che è, invece, una generica paura dello straniero. Ma se è vero che il mio articolo parla di idee, attenzione, «la parte peggiore è proprio quella che riguarda le idee e che consiste in un attacco e in un offesa ad un intero sistema culturale». E se anche fosse? Siamo al reato di vilipendio islamico? «Facci offende una religione e un intero sistema di valori.

Non può non rilevarsi che, per l’ islam, il Corano ha un valore diverso di quello (sic) che per le altre religioni rivelate hanno i libri sacri». Ergo, se abbiamo letto bene: il Corano non si può offendere, gli altri libri già di più.

Mistero: resta che trattasi, l’articolo, di «attacco diretto, indiscriminato e generalizzato verso un gruppo di persona (sic) che costituisce un quarto del genere umano». Verrebbe da rispondere che gli idioti forse sono anche di più, tuttavia la Costituzione non ci impedisce di criticarli. Nell’insieme, è semplicemente pazzesco.

Mi avessero detto «hai ecceduto nel linguaggio e allora ti sanzioniamo», forse avrei capito. Ma questa è un’ altra cosa. E rischia, sissignori, di essere lo specchio di un’ epoca.

 E chi volesse leggersi l’articolo dall’originale sul web, clicchi qui.

LA NOSTRA DENUNCIA  -  Da parte di chi scrive, però, era già partita da tempo la denuncia penale, presentata presso una stazione dei carabinieri, contro l’individuo Filippo facci, per i reati di vilipendio alla religione, incitamento all’odio razziale e/o religioso (legge Mancino), e altri.

Riportiamo qui di seguito il fac-simile della denuncia, epurato di alcuni dati relativi alle persone del denunciante e dell’avvocato.

AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO

Io sottoscritto ……………………………,
nato a  ………………………………………,
residente a  ………………………………,
in via  ……………………………………..,
per il presente atto domiciliato presso lo studio dell’avvocato ……………………………………………………………………..,

espongo quanto segue.

ESPOSIZIONE

Il giorno giovedì 28 luglio 2015 avevo modo di leggere, dopo averlo acquistato in edicola, il quotidiano nazionale “Libero”, ed in particolare un articolo intitolato “Perché l’islam mi sta sul gozzo”, scritto da tale Filippo Facci.

All’interno di detto articolo, in più parti, si rilevano numerose e insistite affermazioni gravemente diffamatorie della religione islàmica, che mi onoro di professare e praticare, unite a ripetute incitazioni all’odio nei confronti di detta religione e di tutti i suoi praticanti.

Elenco qui di seguito le più rilevanti.

“Odio l’Islam…  insetti umani (chiaramente riferentesi ai musulmani)… io odio l’islam, gli islamici e la loro religione più schifosa addirittura di tutte le altre… le loro moschee squallide… la puzza di piedi… i tappeti pulciosi… quel manualetto militare che è il Corano, anzi, quella merda di libro… gente che non voglio a casa mia…”

e numerosissime altre espressioni che mi astengo dal citare, ma che sono tutte dello stesso tenore.

Detto articolo non è basato su semplici diversità di opinioni rispetto ad un’altra religione ma mira esclusivamente a dividere, a suscitare odio nella maniera più clamorosamente irresponsabile che si possa immaginare. Tali espressioni risultano per di più lesive della religione islàmica e di tutti i suoi praticanti, contengono notizie tendenziosamente false, sono gravemente diffamatorie di ogni persona musulmana, ed in particolare del sottoscritto.

***

Per tutto quanto sopra esposto, io sottoscritto col presente atto sporgo formale

DENUNZIA-QUERELA

nei confronti di:

1) FILIPPO FACCI
2) PIETRO SENALDI

in ordine ai delitti di:

a) vilipendio di religione,

b) diffusione di notizie false e tendenziose,

c) diffamazione a mezzo stampa,

d) incitazione all’odio per motivi razziali e/o religiosi (cd. “Legge Mancino”),

e) omesso controllo (solo per il Senaldi, nella sua qualità di Direttore Responsabile),

f) e per quanti altri reati la S. V. Ill.ma potrà rilevare nel corso delle indagini finalizzate all’accertamento della verità, ovvero della responsabilità penale di detti querelati.

Con riserva di costituzione di parte civile.

Chiedo la punizione dei responsabili.

Mi oppongo fin d’ora all’emissione di decreto penale di condanna.

Chiedo di essere informato degli atti dell’Autorità Giudiziaria, come dell’eventuale richiesta di proroga delle indagini preliminari a norma dell’art. 406 c.p.p., nonchè dell’eventuale richiesta di archiviazione e del relativo decreto ai sensi dell’art. 408 c.p.p.

Nomino fin d’ora come avvocato di fiducia l’avvocato ……………………………………………………….

Allego copia delle pagine n. 1 e 7 del quotidiano “Libero”dove si trovano le due parti dell’articolo in questione.

Con Osservanza

………………………………………..

(firma del denunciante)

OSSERVAZIONI DI TIPO GIURIDICO  -  Pubblichiamo questo fac-simile perché può essere facilmente usato da chiunque voglia a sua volta procedere a denuncia penale contro Facci, con l’avvertenza che sarebbe meglio però procurarsi il testo integrale dell’articolo. Comunque, per avviare la denuncia è più che sufficiente allegare ad essa il testo della decisione dell’Ordine dei Giornalisti, in quanto contiene gli estratti delle affermazioni più gravi di Facci. Chi lo volesse, può procedere anche a promuovere causa civile con richiesta di risarcimento danni: c’è qualche costo in più, ma la decisione matura in tempi certi e un po’ più brevi, e poi in questo caso paiono esserci discrete possibilità di successo. Naturalmente, nella fattispecie c’è bisogno di un avvocato.

SIAMO COMUNQUE A DISPOSIZIONE DI CHIUNQUE DESIDERI DELUCIDAZIONI IN MERITO.

Ritornate a Lui

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXX – Ayàt 31-32:

مُنِيبِينَ إِلَيْهِ وَاتَّقُوهُ وَأَقِيمُوا الصَّلاَةَ وَلاَ تَكُونُوا مِنْ الْمُشْرِكِينَ.31
مِنْ الَّذِينَ فَرَّقُوا دِينَهُمْ وَكَانُوا شِيَعًا كُلُّ حِزْبٍ بِمَا لَدَيْهِمْ فَرِحُونَ.32

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Ritornate [O UOMINI] a Lui [IL VOSTRO CREATORE], eseguite il rito d’adorazione, temete Lui e non siate associatori [di dei falsi e bugiardi a Lui nel culto]. E neppure [siate tra] coloro che hanno frantumato la loro religione, formando sette, ognuna delle quali gode di quello che afferma.”

044

È ARRIVATO “COMANDANTE BERGOGLIO”

Per la prima volta, un musulmano scrive un libro su un papa cattolico

La copertina del libro. È già disponibile presso il sito  www.youcanprint.it  , cliccando “Comandante Bergoglio”, e già ordinabile in tutte le librerie d’Italia.

La copertina del libro. È già disponibile presso il sito www.youcanprint.it , cliccando “Comandante Bergoglio”, e già ordinabile in tutte le librerie d’Italia.

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Per la prima volta, un musulmano scrive un libro su un pontefice cattolico.

Il pontificato di Papa Francesco viene visto come un vero e proprio programma politico-sociale universale di liberazione dei popoli dalla dittatura del Pensiero Unico.

Papa Francesco, che più di ogni altro Papa precedente ha espresso la sua vicinanza, amicizia e fraternità con la religione islamica, il mondo musulmano e i musulmani, ha anche difeso i musulmani dall’accusa di terrorismo, ed è stato praticamente l’unica personalità dell’intero mondo occidentale a denunciare il genocidio, da parte del governo “buddista” della Birmania, della minoranza musulmana dei Rohingya. Potete vedere il suo intervento qui.

L’autore, Massimo Abdul Haqq Zucchi

L’autore, Massimo Abdul Haqq Zucchi

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Questo libro segna anche la nascita di una nuova Casa Editrice, le Edizioni Civiltà Nuova, che vuole marcare culturalmente l’inizio ideale di una nuova alleanza tra tutte le persone religiose, insieme a tutte le donne e gli uomini di buona volontà, per la costruzione, contro la cultura dello scarto e della morte, e contro tutte le massonerie e tutti i poteri occulti, di una CIVILTÀ NUOVA, basata sui valori della vita e della famiglia composta da uomo e donna. CIVILTÀ NUOVA che non può che avere come primo leader naturale proprio Papa Francesco, il nostro “Comandante Bergoglio”.

Il libro, già un evento in sé, si pregia della bellissima prefazione di Gianfranco Amato, Presidente dei Giuristi per la Vita, e Segretario Nazionale del Popolo della Famiglia.

Gianfranco Amato

Gianfranco Amato

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Proponiamo ai nostri lettori qui di seguito questa prefazione.
Buona lettura.

PREFAZIONE
di Gianfranco Amato

Questo è il primo libro scritto da un musulmano italiano su Papa Francesco. La sua lettura offre una visione inedita e davvero interessante del Romano Pontefice da parte di una persona di fede islamica. Si tratta di una visione scevra dal paraocchi del pregiudizio ideologico e, quindi, del tutto oggettiva.

Il dato che immediatamente colpisce il lettore è costituito dal fatto che Massimo Abdul Haqq Zucchi nell’approfondita analisi della figura di Francesco, mostra di conoscere e comprendere l’attuale Papa molto più di tanti sedicenti cattolici.

Il suo distacco religioso gli consente una serenità ed un equilibrio di giudizio che molti non si aspetterebbero da un musulmano. In realtà un serio lavoro esegetico delle affermazioni del Santo Padre e un ascolto non prevenuto delle sue parole hanno consentito all’Autore di approfondire, conoscere ed anche apprezzare il vero Bergoglio.

Le pagine di questo libro possono davvero rappresentare un’autentica sorpresa per molti lettori.

Il musulmano che osserva Francesco non è prigioniero degli schemi ideologici di chi vuole inquadrarlo tra i “progressisti” o i “conservatori”, e non conosce la gabbia identificativa giacobina e illuminista della “destra” e della “sinistra”, categorie che, peraltro, non sono automaticamente esportabili nella realtà complessa e sovrannaturale della Chiesa cattolica. Il musulmano che osserva Francesco è talmente libero nel giudizio da saper cogliere nelle parole del Pontefice aspetti che, paradossalmente, molti cattolici non riescono a percepire per stanchezza, per ottusità, per preconcetto, per indolenza, o forse semplicemente per pigrizia mentale. Il musulmano che osserva Francesco è immune dall’arrière-pensée della mentalità occidentale e riesce ad avvertire l’essenza del messaggio che oggi questo Papa si sforza con fatica di comunicare al mondo. Il musulmano che osserva Francesco è totalmente svincolato dalle polemiche torbide e limacciose della politique politicienne.

In questo libro Massimo Abdul Haqq Zucchi centra perfettamente i termini della questione quando spiega che il problema della nostra epoca non è l’Islàm, né tantomeno la sua degenerazione patologica del fondamentalismo armato, alla cui genesi, peraltro, non sono estranee alcune potenze occidentali. Il vero problema sta nella vergognosa sperequazione planetaria tra ricchi e poveri. E’ un fatto che il 10% della popolazione più ricca detenga l’87% della ricchezza mondiale, che il 50% più povero detenga solo lo 0,7% della ricchezza mondiale, e che siano solo otto superPaperoni a detenere la stessa ricchezza di metà dell’umanità. Non solo «questa economia uccide», come afferma Papa Francesco, ma è anche all’origine di quel fenomeno migratorio di massa che sta assumendo sempre più le dimensioni di una catastrofe epocale. Ha ragione Franco Cardini quando afferma che il vero nemico non è l’Islàm, ma è «il verme che sta corrompendo la terra», ovvero «l’ingiusta ripartizione delle ricchezze del pianeta, l’assurdo, osceno squilibrio di una umanità divisa tra pochi ricchi e una sterminata moltitudine di poveri». Secondo lo storico fiorentino, infatti, l’Islàm paventato come una minaccia sta diventando un «dogma laico, diffuso dai Signori della Paura, i quali – per fini economici, ma anche in vista di vantaggi politici ed elettorali – sfruttano le insicurezze e i timori delle persone istigando all’odio».

Massimo Abdul Haqq Zucchi, da musulmano, ci offre un’immagine di Papa Francesco vista dalla prospettiva di una persona che pur non appartenendo alla religione cristiana, riesce comunque a provare una stima profonda per il Capo della Chiesa cattolica. Una stima fondata sulla comune visione antropologica che scaturisce dal diritto naturale e sull’esigenza di una comune battaglia in difesa della vita, della famiglia, della libertà d’educazione.

E Massimo Abdul Haqq Zucchi non è un’eccezione. Sono molti a pensarla come lui nel mondo islamico, che resta pur sempre una realtà poliedrica e multiforme.

Il vero mondo musulmano, in realtà, apprezza gli sforzi che Papa Francesco impiega nel tentativo di scardinare la perniciosa equazione Islàm/terrorismo. Il vero mondo musulmano condivide le coraggiose denunce pubbliche di Papa Francesco contro ogni forma di reificazione della natura umana, di riduzione dell’individuo ad oggetto di transazioni economiche, come ad esempio nella barbara pratica dell’utero in affitto. Il vero mondo musulmano concorda con gli attacchi di Papa Francesco rivolti alle élite plutocratiche che pretendono di imporre la logica del mero sfruttamento in una società cinica e senza Dio. Il vero mondo musulmano approva le invettive di Papa Francesco contro le lobby massonico-mondialiste che pretendono di imporre a livello planetario l’esiziale ideologia del politically correct. Il vero mondo musulmano plaude alle sollecitazioni di Papa Francesco nel difendere la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. Il vero mondo musulmano appoggia i ripetuti pronunciamenti di Papa Francesco in favore del diritto di priorità dei genitori nella scelta del genere di educazione da impartire ai propri figli rispetto allo Stato, e i pronunciamenti contro ogni forma d’indottrinamento scolastico da parte del Potere. Il vero mondo musulmano si associa alle battaglie di Papa Francesco contro le ingiustizie sociali dei poteri forti. Il vero mondo musulmano condivide le feroci critiche di Papa Francesco contro l’Europa della burocrazia asfissiante, l’Europa dell’avida finanza, L’Europa dei poteri forti, L’Europa delle consorterie massoniche, l’Europa del positivismo giuridico, l’Europa delle lobby LGBT, l’Europa del risentimento anticristiano, l’Europa del multiculturalismo scriteriato, l’Europa del “neutralismo culturale”, l’Europa senza identità e senza Dio. Il vero mondo musulmano loda le esortazioni di Papa Francesco in favore della libertà di religione, oggi sempre più minacciata da una pericolosa deriva totalitaria di impronta laicista.

Il vero mondo musulmano può arrivare a riconoscere Papa Francesco come un punto di riferimento autorevole, un’autorità morale, una guida ideale, un autentico leader di una sorta di jihād spirituale contro la dittatura del Pensiero Unico e in difesa dell’Uomo. Papa Francesco come condottiero religioso. Papa Francesco come il Comandante Bergoglio.

La verità è religiosità

Ibn Mas’ūd, che Allàh si compiaccia di lui, raccontò che l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“La verità è religiosità e la religiosità porta al paradiso; la falsità è irreligiosità e l’irreligiosità porta all’inferno!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Registrato da Muslim.

 073

I credenti

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXIII – Ayàt 1-8:

قَدْ أَفْلَحَ الْمُؤْمِنُونَ.1
الَّذِينَ هُمْ فِي صَلاَتِهِمْ خَاشِعُونَ.2
وَالَّذِينَ هُمْ عَنْ اللَّغْوِ مُعْرِضُونَ.3
وَالَّذِينَ هُمْ لِلزَّكَاةِ فَاعِلُونَ.4
وَالَّذِينَ هُمْ لِفُرُوجِهِمْ حَافِظُونَ.5
إِلاَّ عَلَى أَزْوَاجِهِمْ أوْ مَا مَلَكَتْ أَيْمَانُهُمْ فَإِنَّهُمْ غَيْرُ مَلُومِينَ.6
فَمَنْ ابْتَغَى وَرَاءَ ذَلِكَ فَأُوْلَئِكَ هُمْ الْعَادُونَ.7
وَالَّذِينَ هُمْ ِلأَمَانَاتِهِمْ وَعَهْدِهِمْ رَاعُونَ.8

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Invero prospereranno i credenti: sono umili nel rito d’adorazione; evitano il vaniloquio, pagano l’imposta coranica e che si mantengono casti, eccetto con le loro spose e con ciò che le loro destre possiedono – e in questo non sono biasimevoli, mentre trasgressori son coloro che desiderano altro – rispettano ciò che è loro stato affidato e i loro impegni;

066