La morte sarà uccisa

Narrò Ibn ‛Umar, che Allàh si compiaccia del padre e del figlio, narrò che l’Apostolo di Allàh, Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ebbe a dire:

“Quando i beati saranno entrati in Paradiso e i dannati all’Inferno, la morte sarà portata fra Paradiso e Inferno e sarà uccisa, poi sorgerà uno ad annunciare: “O beati, non c’è più morte! O dannati, non c’è più morte!”. Aumenterà così il gaudio dei beati e il tormento dei dannati!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Registrato in Ṣaḥīḥ al-Bukhārī.

071

Ti abbiamo rivelato un Corano arabo

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XLII – Ayah 7 frg 1:

وَكَذَلِكَ أَوْحَيْنَا إِلَيْكَ قُرْآنًا عَرَبِيًّا لِتُنْذِرَ أُمَّ الْقُرَى وَمَنْ حَوْلَهَا وَتُنْذِرَ يَوْمَ الْجَمْعِ لاَ رَيْبَ فِيهِ فَرِيقٌ فِي الْجَنَّةِ وَفَرِيقٌ فِي السَّعِيرِ.7

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Così Noi ti abbiamo rivelato un Corano arabo, affinché tu ammonisca ùmm al qùrā e chi ad essa sta attorno……
  • Nota
    È la prima parte dell’àyah 7 nella quale, usando il plurale maiestatico, Allàh, l’Altissimo, attesta che l’Autore del Sublime Corano è Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, in lingua araba per ammonire LA MADRE DEI VILLAGGI cioè gli abitanti de LA MECCA e non solo… NON SOLO, oltre a essi, TUTTA L’UMANITÀ che vive sulla faccia della Terra in ogni contrada.

072

MAGDI “CRISTIANO” ALLAM CONDANNATO PER DIFFAMAZIONE

E querelato anche dal sottoscritto

L’infame provocatore Magdi “Cristiano” Allam

L’infame provocatore Magdi “Cristiano” Allam

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L’infame provocatore Magdi “Cristiano” Allàm è stato condannato nei giorni scorsi, per l’ennesima volta, dalla magistratura della giustizia italiana per aver diffamato un musulmano.

Non è la prima condanna che subisce, e se IDDIO vuole non sarà l’ultima.

Il sottoscritto infatti ha inoltrato denuncia penale allo stesso Allàm per una serie sostanziosa di reati, relativi al suo libro “ISLAM – Siamo in guerra”, di cui ci siamo occupati e ci occuperemo ancora, se IDDIO vuole, in questo sito.

Se IDDIO vuole, ci vedremo in Tribunale.

Pubblichiamo qui sotto l’ultima parte della denuncia-querela.

Per tutto quanto qui sopra esposto, io sottoscritto col presente atto sporgo formale

DENUNZIA-QUERELA

nei confronti di:

1) MAGDI CRISTIANO ALLAM

2) ALESSANDRO SALLUSTI

in ordine ai delitti di:

a) incitazione all’odio e alla discriminazione per motivi razziali e/o religiosi (cd. “Legge Mancino”), per aver, nello scritto in questione, incitato all’odio ed alla discriminazione sociale la religione islamica in sé, e al contempo tutti i suoi praticanti;

b) vilipendio di religione, per aver usato espressioni inequivocabilmente offensive e lesive della dignità della religione islamica;

c) vilipendio di religione mediante vilipendio di ministro di culto, per aver usato dichiarazioni lesive ed offensive della dignità anche tutti i praticanti della religione islamica stessa, in quanto, come si sa, non essendovi nell’Islàm sacerdoti o clero, tutti i musulmani praticanti sono al contempo ministri di culto;

d) diffusione di notizie false e tendenziose, per aver diffuso, relativamente alla religione islamica, notizie storicamente e teologicamente false, col solo ed esclusivo scopo di creare clima di odio e sospetto contro la religione islamica stessa;

e) omesso controllo (solo per il Sallusti, nella sua qualità di Direttore Responsabile, in quanto il libro risulta come allegato al quotidiano “Il Giornale”);

f) e per quanti altri reati la S. V. Ill.ma potrà rilevare nel corso delle indagini finalizzate all’accertamento della verità, ovvero della responsabilità penale di detti querelati.

Con riserva di costituzione di parte civile.

Chiedo la punizione dei responsabili.

Mi oppongo fin d’ora all’emissione di decreto penale di condanna.

Chiedo di essere informato degli atti dell’Autorità Giudiziaria, come dell’eventuale richiesta di proroga delle indagini preliminari a norma dell’art. 406 c.p.p., nonchè dell’eventuale richiesta di archiviazione e del relativo decreto ai sensi dell’art. 408 c.p.p.

Nomino fin d’ora come avvocato di fiducia l’avvocato……

Chiedo il sequestro, da parte del Magistrato competente, di copia del succitato libro presso la tipografia ELCOGRAF S.p.A., che ha lo stabilimento in Cles (TN), oppure presso la Società Europea di Edizioni, che pare essere la proprietaria del quotidiano “Il Giornale”, assieme al quale il libro era in vendita come allegato.

Con Osservanza
Massimo Zucchi
(firma del denunciante)”

Nel Giorno della Resurrezione

‛Ā‹ishah – che Allàh i compiaccia di lei, narrò che l’Apostolo di Allàh, Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ebbe a dire:

“Nel Giorno della Resurrezione tutti saranno radunati nudi, scalzi e incirconcisi!”.

Io osservai: “Allora uomini e donne si guarderanno gli uni con gli altri [le pudenda]”. Disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

“In quel momento essi avranno ben altro a cui pensare!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Registrato in Ṣaḥīḥ al-Bukhārī.

065

Allàh è attento controllore

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XLII – Ayah 6:

وَالَّذِينَ اتَّخَذُوا مِنْ دُونِهِ أَولِيَاءَ اللَّهُ حَفِيظٌ عَلَيْهِمْ وَمَا أَنْتَ عَلَيْهِمْ بِوَكِيلٍ.6

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Di coloro, i quali si prendono patroni all’infuori di Lui, Allàh è attento controllore e tu non sei per loro un curatore.(6)
  • Nota
    Allàh, l’Altissimo, prende accuratamente nota sulla sua lista nera di tutti coloro i quali prendono divinità fittizie per aver protezione per saldare ad essi il conto nel Giorno del Giudizio. Il Musulmano ha soltanto il dovere di ordinare il bene e proibire il male.

062

Islamofobia montante

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Continua a leggere

Il castigo

An-Nu’mān bin Bashīr, Allàh si compiaccia di lui, narrò che l’Apostolo di Allàh, Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ebbe a dire:

“Nel Giorno della Resurrezione il castigo più leggero sarà quello di colui, al quale verranno applicati sulle piante dei piedi due carboni ardenti, che gli faranno bollire il cervello, come il liquido in una pentola sul fuoco!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Registrato in Ṣaḥīḥ al-Bukhārī.

006

I Timorati

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura LIV – Ayah 53:

إِنَّ الْمُتَّقِينَ فِي جَنَّاتٍ وَنَهَرٍ.54
فِي مَقْعَدِ صِدْقٍ عِنْدَ مَلِيكٍ مُقْتَدِرٍ.55

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    In verità, i timorati saranno tra giardini e fiumi (54) in un consesso di sincerità presso un Re Onnipotente.(55)
  • Nota
    I Timorati sono coloro i quali hanno creduto nell’invisibile, eseguito l’adorazione quotidiana, elargito parte di ciò che è stato assegnato loro in sorte da Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, creduto nella paternità Divina del Sublime Corano e nella missione apostolico-profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

060

La cammella al-‘àdbah

Narrò Anas, sia soddisfatto Allàh di lui: “L’Apostolo di Allàh, lo benedica Allàh e l’abbia in gloria, aveva una cammella di nome al-‘àdbah, che era insuperabile. Un beduino arrivò sul suo cammello giovane e la vinse alla corsa. I Musulmani, affliggendosi di ciò, dicevano: “al-‘àdbah è stata vinta!”.
L’Apostolo di Allàh, Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“Allàh, l’Altissimo, il Quale ha il potere di elevare una cosa, ha anche il potere di abbassarla!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Riferito da al-Bukhārī.

063

“VOTO O NON VOTO?”

Sulla partecipazione dei musulmani alla vita democratica del paese

Una musulmana partecipa al voto democratico.

Una musulmana partecipa al voto democratico.

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In vista delle elezioni che si terranno in primavera nel nostro paese, torna di attualità, per i musulmani, la questione della loro partecipazione alle votazioni (politiche, amministrative o referendarie che siano), e con essa, la questione più ampia della loro partecipazione in generale alla vita democratica italiana.

La stragrande maggioranza dei musulmani partecipa da sempre a tutto questo, anche se spesso non va a votare o per indecisione o per sfiducia totale negli schieramenti politici odierni.

Vi è una minoranza, però, che sostiene che non bisogna andare a votare, e che, addirittura, l’atto di andare a votare sarebbe un atto di KUFR, cioè di miscredenza.

Questa tesi è stata sostenuta recentemente da un fratello, su Facebook, corroborata da una “fatwa” (parere giuridico) di Sheykh Al-Albani.

Muhammad Nasiruddìn al-Albani. E’ morto nel 1999.

Muhammad Nasiruddìn al-Albani. E’ morto nel 1999.

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Dopo aver letto questa “fatwa”, il sottoscritto ha effettuato un sondaggio telefonico con alcuni responsabili di centri islamici in Italia (fra di loro anche conoscitori del Sublime Corano a memoria), che si sono invece, tutti, dichiarati a favore della partecipazione dei musulmani al voto e alla vita democratica italiana.

Sottopongo ai nostri lettori entrambi i punti di vista. Il primo, riportando integralmente quanto pubblicato dal fratello (“fatwa” compresa), il secondo, riportando una sintesi, scritta di mio pugno, di quanto dichiaratomi dai sapienti musulmani presenti in Italia.

 

LA “FATWA” DI AL-ALBANI

 E’ LECITO VOTARE? ECCO LA “FATWA” di Al-ALBANI

DOMANDA:

Qual’e’ la sentenza riguardo alcuni musulmani americani che partecipano alle elezioni che si stanno svolgendo in America?

Usano come prova il principio di scegliere fra il minore tra i due mali.

Pensano che uno dei candidati in ballo per la presidenza sarà meno oppressivo e meno problematico verso l’Islam ed i musulmani.

RISPOSTA:

SHAYKH AL-ALBANI (rahimahullah): “Il Kufr (miscredenza) e’ una religione. Ed il nostro Signore (Azza wa Jall) ricorda a quei musulmani, che pensano d’applicare il minore fra i due mali, che Allah, l’Altissimo disse

120. Né i giudei, né i nazareni saranno mai soddisfatti di te, finché non seguirai la loro religione. (Corano 2:120).

Quindi mi stupisco con tutti gli stupori (possibili) che questi giovani si basino sul calibro di tale delirio, BarakAllahu fik.
Ed Allah (Azza wa Jall) disse:

113. Non cercate il sostegno degli ingiusti: [in tal caso] il Fuoco vi colpirebbe, non avrete alcun alleato contro Allah e non sarete soccorsi. (Corano, 11:113)

Ed il fuoco della Dunya (vita mondana) viene prima del fuoco dell’Aldila’.

A causa di cio’ diciamo che NON E’ PERMESSO PARTECIPARE AL VOTO di queste elezioni perche’ la partecipazione implicherebbe prendere i kuffar (miscredenti) come Awliya (alleati) attraverso le loro azioni. Ed e’ HARAM (proibito) secondo il testo del Corano in cui il Signore (Gloria a Lui l’Altissimo) disse:

E chi li sceglie come alleati è uno di loro. (Corano, 5:51).”

 ECCO PERCHE’, INVECE,
E’ IMPORTANTE ANDARE A VOTARE
(E PARTECIPARE ALLA VITA DEMOCRATICA)

DIRITTO-DOVERE – In democrazia, anche in quella italiana, il voto è un diritto/dovere del cittadino, il quale, se è musulmano, non vota in quanto musulmano, dato che l’ordinamento non è islamico, ma vota come cittadino se è titolare di diritto politico attivo o passivo, per partecipare con il voto alla formazione della qualità della cosa pubblica (che non è islamica), cercando di eleggere le persone che possano meglio rappresentare la sua visione del mondo islamica negli organi rappresentativi democraticamente eletti della volontà popolare.

IL COMPITO DEI MUSULMANI – Il compito dei musulmani, nelle società democratiche occidentali, è quello di partecipare alla vita democratica, e dunque anche e specialmente alle elezioni, scegliendo i candidati che meglio possano rappresentare i valori etico-morali e di economia sociale, che sono contenuti negli insegnamenti del Sublime Corano, e del Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria. E che meglio possano applicare, anche solo in parte, questi valori, nel vivo della società umana.

Il parlamento algerino. In Algeria, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

Il parlamento algerino. In Algeria, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

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IL CRITERIO DA SEGUIRE PER LA SCELTA: AMICI E NEMICI – I rappresentanti vanno scelti con il seguente criterio.

Per i musulmani, ci sono tre amici e tre nemici (si intende naturalmente dal punto di vista esclusivamente sociale e politico, NON MILITARE).

Gli amici sono:

  1. il tuo amico

  2. l’amico del tuo amico

  3. il nemico del tuo nemico.

I nemici sono:

  1. il tuo nemico

  2. l’amico del tuo nemico

  3. il nemico del tuo amico.

C’è quindi una specie di scala di gradualità nell’insieme dell’inimicizia culturale verso l’Islàm, che decresce spesso fino a esaurirsi, per diventare, a volte, addirittura simpatia.

COSTRUIRE UNA NUOVA CIVILTA’ – Oggigiorno, bisogna cercare di fare in modo, democraticamente, di ottenere la trasformazione in “diritti” di quelli che, oggi, sono solo interessi, dando fiducia a persone che siano dal punto di vista dei valori etico-morali sulla linea comportamentale dell’Islàm, e tali da assicurare il formarsi di leggi favorevoli alle prerogative etico-morali degli insegnamenti islamici ed ai musulmani, cittadini e non cittadini, che vivono sul territorio della Repubblica. Il musulmano può così fattivamente, nel suo piccolo, dare il suo importante contributo per la costruzione di una nuova civiltà.

Il parlamento indonesiano. In Indonesia, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

Il parlamento indonesiano. In Indonesia, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

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NEI PAESI A MAGGIORANZA MUSULMANA – Il discorso sul non-voto, su cui si può essere d’accordo, dovrebbe riguardare invece quei Paesi, dove la maggioranza della popolazione è di tradizione musulmana da secoli, e dove invece – non a causa del sistema democratico – c’è stata da tempo l’abolizione delle norme sciaraitiche, sostituite da un sistema legislativo democratico.

Il parlamento malese. In Malesia, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

Il parlamento malese. In Malesia, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

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E c’è poi da fare una considerazione sul voto. Il voto, inteso come strumento per formare un’assemblea legislativa, cioè che legifera, che fa delle leggi, non è islamico in un paese a maggioranza musulmana, in quanto i musulmani hanno già un codice penale e civile, che è costituito dal Sublime Corano e dagli insegnamenti del Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria.

Il parlamento tunisino. In Tunisia, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

Il parlamento tunisino. In Tunisia, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

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Non c’è nulla di anti-islamico, invece, nel fatto, preso in sé, che i musulmani/e votino per eleggere il Califfo (khalìfah) della comunità musulmana mondiale. In tal caso, ovviamente, va fatta una valutazione del caso e della situazione specifici.

Il parlamento egiziano. In Egitto, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

Il parlamento egiziano. In Egitto, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

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Appaiono dunque fuori contesto e inappropriate le parole di Al-Albani, in quanto il riferimento coranico agli alleati è riferibile ad altre situazioni (peraltro, già verificatesi in passato; ad esempio, durante le Crociate, ci furono casi in cui, in guerra, da una parte c’era un esercito di musulmani ed uno di cristiani, alleati fra di loro, e dall’altra un altro esercito di musulmani ed un altro esercito di cristiani, alleati fra di loro: e combattevano uno schieramento contro l’altro!).

Il parlamento marocchino. In Marocco, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

Il parlamento marocchino. In Marocco, paese a stragrande maggioranza musulmano, si vota da tempo per eleggere deputati che legiferano. Non è in vigore la Shari’ah islamica.

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Volendo approfondire (e se IDDIO vuole, lo faremo a suo tempo), si può notare come questa posizione del non-voto, che poi significa sostanzialmente NON-PARTECIPAZIONE alla vita democratica in occidente, comporti necessariamente LA SPARIZIONE DELLE COMUNITA’ MUSULMANE IN OCCIDENTE.

Perché è chiaro che se uno non vota e non partecipa, cosa ci sta a fare in occidente?

Dunque la questione del non-voto, a mio modesto parere, è legata alla rimanenza del musulmano in occidente. I fautori del non-voto, a mio modestissimo parere, dovrebbero avere il coraggio di dichiarare, e fornirne le prove secondo la Shari’ah Islamica, che per il musulmano che vive in occidente, anche per chi vi è nato, sarebbe obbligatorio emigrare.

E questo, sarebbe palesemente assurdo di per sé. Senza considerare che si porrebbe la questione, non secondaria, di DOVE le centinaia di milioni di musulmani che vivono in occidente dovrebbero emigrare.

Musulmana al seggio.

Musulmana al seggio.

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Per non dire dell’accusa di KUFR (miscredenza) lanciata ai musulmani che vanno a votare, come ha fatto qualche fratello sul web: ricordiamo che, in base all’insegnamento del Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria, un musulmano deve stare molto attento ad accusare un altro musulmano di essere miscredente, perché, in quel caso, UNO DEI DUE LO E’ SICURAMENTE.

E, naturalmente, ALLAH ne sa di più.