Il limite tra barbarie e civiltà

Un nostro intervento pubblicato come editoriale dal quotidiano on-line “La Croce Quotidiano”

L’immagine dell’editoriale pubblicato da “La Croce Quotidiano”

L’immagine dell’editoriale pubblicato da “La Croce Quotidiano”

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Pubblichiamo qui di seguito l’articolo, da noi scritto nel pomeriggio di mercoledì 27 luglio nelle ore susseguenti all’orribile omicidio di Padre Jacques in Francia, e poi pubblicato il giorno 29 luglio dal quotidiano nazionale cattolico on-line “La Croce Quotidiano”.

Chi scrive aveva scelto il titolo “JE SUIS PERE JACQUES”, col sottotitolo “Invito alla mobilitazione permanente di tutti i musulmani a difesa delle parrocchie”, a voler rimarcare la nostra solidarietà totale al mondo cattolico. Ma dobbiamo dire anche che è stata un’ottima scelta quella della redazione di titolare “Il limite tra barbarie e civiltà”.

Ecco il testo:

Non si può dire che si è oltrepassato un limite, perché il limite, intendendo con questa parola il confine tra barbarie e civiltà, è stato oltrepassato purtroppo da un bel po’.

Quello che è stato fatto a Rouen ha il significato principale e particolare di una specie di ultimo atto, di questa tragica rappresentazione: il significato di “prepariamoci alla guerra civile”.

Non si è voluto uccidere “un occidentale” a Rouen: si è voluto uccidere la convivenza tra le religioni, e si è voluto uccidere un prete conosciuto da tutti, cristiani e musulmani, come UN UOMO BUONO. Dentro una chiesa. Con la ultrabarbarica pratica dello sgozzamento, che ricorda molto da vicino i rituali magico-pagani dei sacrifici umani.

Ci sono forze oscure che tramano da tempo nell’ombra, ne ha parlato personalmente molte volte, e ritengo sia un aspetto che tutti dovremmo sentirci il dovere di approfondire: fare luce sui veri burattinai.

In questo momento è però necessario mettere in primo piano la mobilitazione di tutti gli uomini e le donne di buona volontà, che ribadiscano la necessità di costruire assieme un consorzio civile, e che si oppongano con tutte le forze alla barbarie, affidandosi alla ragione e guidati dalla forza universale dell’amore.

Alle forze dell’ordine va dato tutto il nostro incoraggiamento a continuare la loro opera indispensabile (in Italia possiamo dire che finora è stato fatto un ottimo lavoro, con importanti arresti tempestivi), ma ci permettiamo di pregare affinchè si cerchi di catturare VIVI, queste bestie, in modo da essere in grado di trarne informazioni utili alle indagini. Comincia ad assumere contorni grotteschi il fatto che questi terroristi vengano immancabilmente individuati, localizzati, a volte anche circondati, e poi, quando è il momento di arrestarli… uccisi.

Ma la cosa più importante e urgente, per me che sono un musulmano italiano, e dunque non un immigrato, è quella di invitare tutti i musulmani alla mobilitazione permanente in difesa delle parrocchie, e naturalmente di tutti i luoghi di culto delle altre religioni. Condivido dunque totalmente le dichiarazioni dei musulmani della Liguria, che si sono dichiarati pronti fin d’ora a tale mobilitazione. Purtroppo, tale importante presa di posizione è stata del tutto ignorata dai mass-media, ad eccezione del Secolo XIX: mass-media, dove siete? Non state sollecitando, da mesi, i musulmani a farsi sentire? E adesso che si fanno sentire con delle dichiarazioni importanti, li censurate? Non si fomenta anche così il terrorismo, oscurando le iniziative di questo tipo?

Venendo al pratico, l’indicazione dei musulmani liguri di fare del prossimo 27 ottobre (15° giornata del dialogo cristiano-islamico) una mobilitazione sit-in con i musulmani in circolo a difendere simbolicamente una chiesa con i loro corpi è ottima, ma è troppo in là nel tempo. Bisogna organizzare qualcosa di analogo quanto prima.

Da parte mia, nel ribadire l’invito verso tutti i musulmani alla mobilitazione di cui sopra, sono a disposizione per qualsivoglia iniziativa fosse possibile mettere in piedi da ora ai prossimi giorni, presso qualsiasi chiesa del nord Italia fosse disponibile, per fare quantomeno una veglia/ sit-in con annessa conferenza-stampa.

E invito i musulmani, d’ora in poi, a fare dalla frase “Je Suis Père Jacques” lo slogan perenne, che ci dovrà accompagnare ovunque: scriviamolo dappertutto, sui manifesti, sui volantini, sulle t-shirt.

Massimo ‘Abdul Haqq Zucchi,
Responsabile di civiltaislamica.it

Entrerà in Paradiso

Sàhl bin Sa’d (che Allàh sia compiaciuto di lui) raccontò. Un giorno l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“Io assicuro che entrerà in Paradiso chi mi assicuri di governare come Allàh comanda quello che c’è tra le sue due mascelle e quello che c’è tra le sue due gambe!” [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Lo ha riferito al-Bukhārī.

053

Chiedi loro

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXXVII – Ayàt 149-150:

فَاسْتَفْتِهِمْ أَلِرَبِّكَ الْبَنَاتُ وَلَهُمْ الْبَنُونَ. 149
أَمْ خَلَقْنَا الْمَلاَئِكَةَ إِنَاثًا وَهُمْ شَاهِدُونَ.150

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Chiedi loro di farti capire se al tuo Signore le figlie e a loro i figli,(149) oppure se il sesso femminile lo abbiamo dato agli angeli, in loro presenza, quando li creammo! (150)
  • Nota
    I Meccani credevano che gli angeli fossero figlie di Allàh. Essi erano orgogliosi di avere figli maschi, mentre ritenevano un disonore avere femmine. Sarcasmo di Allàh! Poi Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, denuncia il carattere cervellotico dell’idea che i Meccani avevano del “sesso degli angeli”, facendoci capire con chiarezza che per fare affermazione veritiera bisogna fornirne come prova, qui, una testimonianza oculare [altrove, una prova documentale: atū burhāna-kum].

066

Il rito d’adorazione e la punizione dei peccatori

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso 
il Clementissimo

Soltanto Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, è il Glorioso Degnissimo di Lode noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui eleviamo la nostra lode e il nostro ringraziamento; soltanto a Lui chiediamo soccorso e solamente a Lui protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo di guidarci sulla retta via. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre per colui che Allàh fuorvia non troverai maestro in grado di metterlo sulla retta via.

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L’azione più cara ad Allàh

‘À‹ishah (che Allàh sia compiaciuto di lei) raccontò. Un giorno l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“L’azione che, tra le azioni, è la più cara ad Allàh è quella compiuta di continuo, anche se di minor importanza!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Lo hanno riferito concordemente i due Imām .

065

Non precipitare la recitazione

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XX – Ayah 114:

فَتَعَالَى اللَّهُ الْمَلِكُ الْحَقُّ وَلاَ تَعْجَلْ بِالْقُرْآنِ مِنْ قَبْلِ أَنْ يُقْضَى إِلَيْكَ وَحْيُهُ وَقُلْ رَبِّ زِدْنِي عِلْمًا.114

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Sia esaltato Allàh, il Re, il Vero. Non precipitare la recitazione del Corano, prima che sia finita la sua rivelazione a te, e di’: “Signore mio, accrescimi, quanto a scienza”. (114)
  • Nota
    Indicazione metodologica divina: prima bisogna imparare a memoria il testo e dopo recitarlo. Poi chiedere ad Allàh di farcene comprendere il significato, accrescendoci quanto a conoscenza, ai fini della traduzione in pratica dell’Insegnamento. L’àyah è la numero 114 e 114 è il numero delle Sure del Sublime Corano.

076

Condanniamo tutti i barbarici atti terroristi

con particolare riferimento all’abominevole uccisione del prete in Francia

Condanniamo, con tutte le nostre forze, tutti i barbarici atti terroristi del passato, del presente (con particolare riferimento all’abominevole uccisione del prete in Francia), e del futuro. Con altrettanza forza esprimiamo tutto il nostro dolore e tutta la nostra solidarietà alle famiglie delle vittime.

Con altrettanza forza, invitiamo tutti i musulmani a manifestare in tutti i modi, fisicamente e sui social, una condanna totale di tutti i terrorismi.

Ma, se possibile, con ancor più forza, invitiamo i lavoratori dell’informazione a sollecitare i governi e le forze dell’ordine a individuare e punire I VERI MANDANTI di queste stragi.

Non crediamo al “gihàd dei pazzi”, per il semplice motivo, talmente semplice che pare nessuno l’abbia notato, che i pazzi non possono impazzire tutti insieme, e per di più simultaneamente in diversi luoghi del pianeta.

Per evitare di risultare monotoni e ripetitivi, ed evitare di essere accusati di essere poco concreti, suggeriamo anche una proposta “operativa”, diretta soprattutto alle forze dell’ordine: bisognerebbe sforzarsi di arrestare questi terroristi VIVI, in maniera da cavarne informazioni. Non crediamo possibile, infatti, che questi terroristi vengano sempre individuati, circondati, e poi inesorabilmente uccisi. Forse si capisce il perché: i morti non possono più parlare.

Esecuzione del rito

Anas (che Allàh sia compiaciuto di lui) raccontò. Un giorno l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“Eseguite il rito ad agio, e quando siete stanchi, sedetevi!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Lo hanno riferito concordemente i due Imām .

063

Tranne Lui non c’è divinità

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XX – Ayah 98:

إِنَّمَا إِلَهُكُمْ اللَّهُ الَّذِي لاَ إِلَهَ إِلاَّ هُوَ وَسِعَ كُلَّ شَيْءٍ عِلْمًا.98

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Il vostro ilāh (la vostra deità) è solamente Allàh! Tranne Lui non c’è divinità. Egli abbraccia ogni cosa, quanto a scienza (98).
  • Nota.
    Ilàh significa “titolare di potere assoluto, al quale è dovuta totale obbedienza e al quale soltanto il sottoposto ha l’obbligo di rivolgersi per avere sostegno”; queste caratteristiche sono sintetizzate nella parola “deità”. Nessuno, tranne Allàh ha titolo di essere destinatario, in quanto Creatore, del dovere di totale obbedienza, al Quale soltanto il sottoposto ha l’obbligo di rivolgersi per avere sostegno. In quanto Creatore di tutto ciò che esiste, Egli ha contezza di ogni oggetto della Sua creazione: dalla particella sub-atomica alla mega-galassia.

060

Allàh non vi crea difficoltà

‘À‹ishah (che Allàh sia compiaciuto di lei) raccontò. Un giorno l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria disse:

“Non createvi difficoltà, perché Allàh non vi crea difficoltà, finché non siete voi a farlo!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Lo hanno riferito concordemente i due Imām.

067