Verità dell’onnipotenza divina

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XLVI – Ayah 3:

مَا خَلَقْنَا السَّمَاوَاتِ وَالأَرْضَ وَمَا بَيْنَهُمَا إِلاَّ بِالْحَقِّ وَأَجَلٍ مُسَمًّى وَالَّذِينَ كَفَرُوا عَمَّا أُنْذِرُوا مُعْرِضُونَ.3

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Noi non creammo i cieli, la terra e ciò che esiste tra essi due (come li creammo), se non per (far apparire chiaramente) la verità (dell’onnipotenza e dell’Unicità Divina) e per un tempo determinato (nella sua durata), ma coloro che rifiutano di credere, se ne stanno alla larga da quello su cui furono ammoniti.(3)
  • Nota
    L’Autore del Sublime Corano, parlando in plurale di maestà, afferma che in ognuna delle realtà dell’universo sensibile esistono prove inconfutabili dell’onnipotenza divina a prova dell’unità unicità e unipersonalità del Creatore e, quindi, della Verità delle Sue affermazioni. Tra queste affermazioni c’è che << in verità, la religione di Allàh è l’Islàm>>, ma << coloro che rifiutano di credere, se ne stanno alla larga>> da essa e si tengono stretti stretti alle loro perverse tradizioni religiose politeistiche ecclesiastiche o laiche.

066

Nel giorno della Resurrezione

Anas (che Allàh si compiaccia di lui) raccontò. L’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“Quando Allàh vuole il bene della sua creatura, lo punisce in questo mondo [per i suoi peccati] e quando vuole il male della Sua creatura la lascia godere in questa vita con i suoi peccati e poi per essi lo coglie di sorpresa nel giorno della Resurrezione!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Riferito da at-Tirmidhī.

073

La paternità del sublime corano

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXXVII – Ayah 2:

تَنْزِيلُ الْكِتَابِ مِنْ اللَّهِ الْعَزِيزِ الْحَكِيمِ.2

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    La discesa [rivelazione] del Libro [proviene] da Allàh al-’azìz (il Possente) il Sapiente.(2)
  • Nota
    L’Autore del Sublime Corano afferma la paternità divina del Libro. L’Autore del Libro è << Allàh al-’Azīz (il Possente) il Sapiente>>. Numerose sono nel Libro le prove in falsificabili, che suffragano l’affermazione, per mezzo di proposizioni nelle quali si ravvisano descrizioni di realtà, la cui esistenza sarà conosciuta 1400 anni dopo la del Libro.

074

Ho udito e obbedisco

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso 
il Clementissimo

La lode appartiene ad Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce.

Sì! Unicamente Allàh l’Altissimo ha titolo per essere lodato.

Sia Lodato Allàh per la Grazia dell’Islàm, che ci ha elargito.
Potente ed Eccelso Egli è!

La Lode appartiene ad Allàh, il Quale ci ha guidato alla Sua Luce, alla quale mai saremmo arrivati, se Egli non ci avesse guidato.

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Quando io affliggo un mio servo

Anas (che Allàh si compiaccia di lui) raccontò. L’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“Allàh Glorioso ed Esaltato ha detto:
<<< Quando io affliggo un mio servo privandolo della vista dei due occhi e lui pazientemente sopporta la privazione, in cambio dei due occhi gli do il Paradiso! >>>”. 
[O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Riferito da al-Bukhārī.

006

Nei giardini del Na’īm

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXXVII – Ayàt 44-49:

عَلَى سُرُرٍ مُتَقَابِلِينَ.44
يُطَافُ عَلَيْهِمْ بِكَأْسٍ مِنْ مَعِينٍ.45
بَيْضَاءَ لَذَّةٍ لِلشَّارِبِينَ.46
لاَ فِيهَا غَوْلٌ وَلاَ هُمْ عَنْهَا يُنزَفُونَ.47
وَعِنْدَهُمْ قَاصِرَاتُ الطَّرْفِ عِينٌ.48
كَأَنَّهُنَّ بَيْضٌ مَكْنُونٌ.49

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Nei giardini del Na’īm (44), su comodi letti, gli uni davanti agli altri, staranno sdraiati (45). Si girerà tra loro con una coppa (ricolma) del ma’īn (46), di color bianco! Per i bevitori sarà una squisitezza, che non darà loro il mal di testa e non saranno ubriachi per effetto di esso (47). Vicino a loro donne dallo sguardo limitato e dagli occhi grandi e belli (48), come uova (esse saranno) ben protette (49)
  • Nota
    Un flash su alcuni aspetti della vita paradisiaca dei beati.

058

Terrorismo, ci sono anche i templari

2 – Rituale satanico al Bataclàn

Nel post precedente, parlavo di Anders Behring Breivik, il terrorista massacratore di 77 giovani innocenti nell’isola di Utoya, in Norvegia. E provavo come costui non sia affatto un nazista, come lui, con la complicità di tutti i mass-media, vorrebbe far credere, ma piuttosto un adepto della massoneria scandinava neo-templare, e mostravo come il suo gesto, opera non solo sua ma di un commando vero e proprio, avesse il fine di condizionare tutta la cosiddetta “destra” europea ad abbandonare la causa palestinese, a sostenere l’entità sionista di Israele, ed a combattere in tutti i modi l’Islàm e i musulmani. Per leggerlo, o rileggerlo, cliccate qui.

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La resa incondizionata

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXXVII – Ayah 27:

وَأَقْبَلَ بَعْضُهُمْ عَلَى بَعْضٍ يَتَسَاءَلُونَ.27

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    <<< No, essi, oggi, si arrenderanno incondizionatamente (ad Allàh) (27) >>>.
  • Nota
    Mentre su suggestione dei loro cattivi maestri – agnostici, atei, evoluzionisti, e in una parola, materialisti – come pure i credenti nella diverse fiabe dell’aldilà – tacciavano i credenti della paternità divina del Sublime Corano e nella missione apostolico-profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, di puerilità, quando erano in vita, nel giorno della sentenza inappellabile nei loro confronti, non potranno più negare e il loro credere sarà per loro inutile in quel momento.

066

Sunna del fàǧr 4

‘Ā‹ishah, che Allàh si compiaccia di lei, raccontò che il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, nell’eseguire la devozione supererogatoria delle due ràk’ah [sunna] prima del rito d’adorazione dell’alba, era così leggero, da non saper dire se recitava, o no, la Madre del Libro.

Riferito da al-Bukhārī.

059