Ogni azione

Abū Huràyrah riferì che il Messaggero di Allah, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ebbe a dire:

““Ogni azione del figlio di Adamo, egli la fa per sé, tranne il digiuno, che, in verità, lo fa per Me e ne sarò la ricompensa per esso””. Il digiuno è una protezione. Il giorno in cui qualcuno di voi digiuna si astenga da ogni atto [o preliminare] sessuale, dalle discussioni e dai litigi; se qualcuno lo insulta o lo aggredisce, il digiunante ha da dire: “Sono digiunante!”. Per colui nella cui mano sta l’anima di Muhammad, l’odore che viene dalla bocca del digiunante è presso Allah più gradevole del profumo del misk (muschio). Per il digiunante vi sono due momenti di gioia, momenti nei quali egli sarà felice e sono quello in cui rompe il digiuno, felice per [aver compiuto] il suo digiuno. e quello in cui incontra il suo Signore!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Sahih al-Bukhārī.

055

Maryam, madre di Gesù, pace su di loro

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

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La madre d Mosè

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXVIII – Ayah 7:

وَأَوْحَيْنَا إِلَى أُمِّ مُوسَى أَنْ أَرْضِعِيهِ فَإِذَا خِفْتِ عَلَيْهِ فَأَلْقِيهِ فِي الْيَمِّ وَلاَ تَخَافِي وَلاَ تَحْزَنِي إِنَّا رَادُّوهُ إِلَيْكِ وَجَاعِلُوهُ مِنَ الْمُرْسَلِينَ.7

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Noi rivelammo alla madre di Mūsā (Mosè): “Allattalo! E quando temerai per lui, gettalo nel fiume, non temere e non essere triste! In verità, Noi te lo restituiremo e ne faremo uno degli Apostoli!”. (7)
  • Nota
    La madre d Mosè, su lui la pace, è l’unica donna alla quale Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, parlò direttamente, dandole l’ordine di gettare nel fiume [il Nilo] Mosè lattante.

058

LA PROTEZIONE DELL’ISLAM AI CRISTIANI

Una storica lettera del Profeta Muhàmmad

Lo Sheykh ‘Abdurrahmàn Rosario Pasquini in una recente conferenza presso la Moschea del Misericordioso a Segrate.

Lo Sheykh ‘Abdurrahmàn Rosario Pasquini in una recente conferenza presso la Moschea del Misericordioso a Segrate.

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È recentemente stato pubblicato, dalle Edizioni del Càlamo, un opuscolo estremamente interessante. E questa non sarebbe in sé una novità, visto che lo Shaykh ‘Abdurrahmàn Rosario Pasquini pubblica da anni cose indispensabili a chiunque voglia conoscere il vero Islàm in lingua italiana, e che i nostri lettori possono visionare e ordinare cliccando sui nostri links.

L’opuscolo è il n. 143 della serie iniziata anni fa, e presenta un documento storico di portata eccezionale. Si tratta della “Lettera di protezione del Profeta Muhàmmad ai cristiani che vivono nelle terre dell’Islàm”.

La copertina dell’opuscolo n. 143, scritto dallo Shaykh ‘Abdurrahmàn Rosario Pasquini.

La copertina dell’opuscolo n. 143, scritto dallo Shaykh ‘Abdurrahmàn Rosario Pasquini.

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Questa lettera è stata conservata per secoli nella biblioteca del Monastero di Santa Caterina, nel Sinai, e poi trasferita, nel 1517, dagli Ottomani nel Museo Topkapi, ad Istanbùl, dove si trova tuttora.

Il monastero di Santa Caterina, nel Sinai.

Il monastero di Santa Caterina, nel Sinai.

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Abbiamo già trattato in passato su questo sito la questione della protezione riservata dall’Islàm ai cristiani. Chi vuole, può leggere, a titolo di esempio, qui.

Questo è documento di importanza ancor maggiore, se possibile, in quanto proveniente direttamente dal Profeta Muhàmmad, che IDDIO lo benedica e l’abbia in gloria.

Ne riportiamo brevi stralci, ed invitiamo caldamente i nostri lettori ad acquistarlo, cliccando qui.

“… A nessuno è permesso di depredare pellegrini, o distruggere, o rovinare, una delle loro chiese, o dei luoghi di culto, o di prendere una qualsiasi delle cose contenute all’interno di questi luoghi …”

“… Nessuno ha titolo per interferire nei loro affari, o per portare qualsiasi azione contro di loro …”

“… Il seguace dell’Islàm non deve fare nessuna disputa o discutere con loro, ma deve accordarsi secondo quanto previsto dal Corano…

“… sono i musulmani che hanno il dovere di proteggerli e difenderli contro gli altri…

“… Le loro chiese devono essere onorate e non devono esserci impedimenti nella costruzione di luoghi di preghiera, o nella riparazione dei loro conventi…

“… È dovere di ogni appartenente alla Umma (nazione) dell’Islàm di non violare questo giuramento e a rispettarlo fino al giorno della Fine del mondo e della Resurrezione.

Teniamo a ripetere che abbiamo qui pubblicato brevi stralci, e dunque rinforziamo l’invito ad acquistare l’opuscolo.

Le sottolineature sono nostre.

Riteniamo superfluo ogni commento.

L’ingresso del museo Topkapi, ad Istanbùl.

L’ingresso del museo Topkapi, ad Istanbùl.

Custode e responsabile del gregge

AbduLlah Bin Amr, che Allah si compiaccia di lui, riferì che L’Apostolo di Allàh, Che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ebbe a dire:

“Ognuno di voi è custode di gregge e ognuno di voi è responsabile del suo gregge: l’Imām è custode di gregge [i fedeli] ed è responsabile del suo gregge; l’uomo rispetto la sua famiglia è custode di gregge ed è responsabile del suo gregge [i componenti della famiglia]; anche la donna nella casa del marito è custode di gregge ed è responsabile del suo gregge [l’abitazione e i figli], e il servo (o servitore, chiunque lavori per conto di un altro) custode dei beni del suo datore di lavoro ed è responsabile del suo gregge [gli attrezzi]. Inoltre l’uomo è custode dei beni di suo padre, per cui ognuno di voi è custode ed ognuno è responsabile del suo gregge!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Riportato da Al-Bukhāri.

059

Ta‹ Sīn Mīm

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXVIII – Ayah 1:

طسم.1

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Ta‹ Sīn Mīm. (1)
  • Nota
    È l’àyah iniziale. Di essa non sappiamo il significato, perché né Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, né il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ne hanno dato spiegazione [Allàh nel Sublime Corano e il Profeta nel suo insegnamento dottrinale]. In verità, alcuni si sono cimentati nel volerne trovare il significato, ma il credente nella paternità divina del Sublime Corano e nella Missione Apostolico-profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, devono dire, come disse Omar ibn al-Khattàb, che Allàh si compiaccia di lui, rispondendo alla domanda del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria [Lo sai, o Omar, chi era?], “Allàhu wa rasūlu-Hu à’lam”. Dall’anatomia digitale del testo coranico è emerso un fatto strabiliante: ciascuna delle tre lettere ha nel testo della sura un numero di occorrenze multiplo di 19 e l’ordine quantitativo dei numeri è decrescente. Il numero 19 è quello delle lettere della frase araba bismi-llàhi-r-rahmàni-r-rahim. Nel nome di Allàh il sommamente Misericordioso il Clementissimo. La stessa cosa avviene in tutte le altre sure, delle quali l’inizio è costituito da lettere singole.

040

Guardatevi dal sospetto

Abū Hurayrah che Allàh si compiaccia di lui, raccontò che l’Apostolo di Allāh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ebbe a dire:

“Guardatevi dal sospetto, perché il sospetto è il peggiore dei falsi racconti; non spiatevi l’un l’altro; non cercate gli errori degli altri; non siate gelosi l’uno dell’altro; non invidiatevi l’un l’altro; non odiatevi l’un l’altro; e non abbandonatevi (evitandovi) l’un l’altro. O servi di Allāh, siate fratelli!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Riportato da Al-Bukhāri, Muslim e Abū Dāwūd.

041

Obbedienza e trionfo

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXXIII – Ayàt 70-71:

يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا اتَّقُوا اللَّهَ وَقُولُوا قَوْلاً سَدِيدًا.70
يُصْلِحْ لَكُمْ أَعْمَالَكُمْ وَيَغْفِرْ لَكُمْ ذُنُوبَكُمْ وَمَنْ يُطِعْ اللَّهَ وَرَسُولَهُ فَقَدْ فَازَ فَوْزًا عَظِيمًا .71

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    O voi che credete, siate timorati di Allàh, dite parola sensata (70) ed Egli vi sanerà le vostre azioni e vi perdonerà i vostri peccati! Colui che obbedisce ad Allàh e al suo Apostolo, trionferà un grandioso trionfo !(71)

044

Al-ghībah

Abū Huràyrah, che Allàh si compiaccia di lui, raccontò che l’Apostolo di Allāh, lo benedica Allàh e l’abbia in gloria, disse:

“Sapete cos’è al-ghībah?”. 

Dissero: “Allāh e il Suo Apostolo lo sanno meglio”. Egli disse:

“È il dire di tuo fratello qualcosa che non gli piace”.

Fu detto: “E se quello che dico di mio fratello è vero?”. Egli disse:

“Se quello che dici è vero, allora hai sparlato di lui, e se non è vero, allora lo hai calunniato!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Riportato da Muslim

045

O Profeta, temi Allàh!

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXXIII – Ayàt 1-2:

يَا أَيُّهَا النَّبِيُّ اتَّقِ اللَّهَ
وَلاَ تُطِعْ الْكَافِرِينَ وَالْمُنَافِقِينَ إِنَّ اللَّهَ كَانَ عَلِيمًا حَكِيمًا.1
وَاتَّبِعْ مَا يُوحَى إِلَيْكَ مِنْ رَبِّكَ إِنَّ اللَّهَ كَانَ بِمَا تَعْمَلُونَ خَبِيرًا.2

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    O Profeta, temi Allàh e non dare ascolto a coloro che rifiutano di credere, né agli ipocriti – in verità, Allàh è Sciente e Sapiente – (1) ma segui ciò che è stato rivelato a te dal tuo Signore! In verità, Allàh di ciò che voi fate è ben informato.(2)

073