Solo i credenti hanno titolo per stare in Moschea

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura IX – Ayah 18:

إِنَّمَا يَعْمُرُ مَسَاجِدَ اللَّهِ مَنْ آمَنَ بِاللَّهِ وَالْيَوْمِ الآخِرِ وَأَقَامَ الصَّلاَةَ وَآتَى الزَّكَاةَ وَلَمْ يَخْشَ إِلاَّ اللَّهَ فَعَسَى أُوْلَئِكَ أَنْ يَكُونُوا مِنْ الْمُهْتَدِينَ (التوبة: 18).

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Nelle moschee di Allàh (i luoghi della prosternazione) può stare chi crede in Allàh e nell’ultimo giorno, esegue l’adorazione quotidiana, paga l’imposta coranica e non ha timore di nessuno, tranne Allàh. Perciò, può darsi che quelli siano ammessi nel novero dei ben guidati (18).
  • NOTA
    Nel luogo di culto islamico, nel quale il destinatario dell’adorazione è solamente ed esclusivamente Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, hanno diritto di accesso solamente i credenti nel destino ultraterreno dell’uomo, secondo quanto attestato da Allàh, l’Altissimo, nel Sublime Corano e nell’Insegnamento del profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ma non basta! Essi hanno da eseguire l’adorazione quotidiana, pagare l’imposta coranica e non aver timore di nessuno, tranne Allàh. E, a fronte della loro sincera devozione, può darsi che siano ammessi nel novero dei ben guidati.

060

A chi non è concessa misericordia?

Abu Huràyrah (che Allàh sia compiaciuto di lui) raccontò. Disse un giorno [l’Apostolo di Allàh] Abu-l-Qāsim, il degno di fiducia su cui fare affidamento, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

“Della misericordia non è privato, se non chi è destinato all’inferno!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Lo hanno riferito Aḥmad e at-Tirmīdhī.

061

La Moschea è la casa di Allàh

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura IX – Ayah 17:

مَا كَانَ لِلْمُشْرِكِينَ أَنْ يَعْمُرُوا مَسَاجِدَ اللَّهِ شَاهِدِينَ عَلَى أَنفُسِهِمْ بِالْكُفْرِ أُوْلَئِكَ حَبِطَتْ أَعْمَالُهُمْ وَفِي النَّارِ هُمْ خَالِدُونَ.17

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Non sarà permesso a coloro che associano [divinità fittizie ad Allàh] di stare nelle moschee di Allàh, testimoniando contro le loro stesse anime il loro rifiuto di credere. Quelli sono coloro, le azioni dei quali non avranno alcun frutto ed essi rimarranno in eterno nel fuoco (17).
  • NOTA.
    Nel luogo di culto islamico, nel quale il destinatario dell’adorazione è Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, non ha da essere permesso l’esercizio di riti in cui il culto ha per destinatari altri che Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo. Infatti, destinare culto ad altri che Allàh, Potente Egli è ed Eccelso, integra gli estremi del sacrilegio di per cui non c’è altra destinazione che l’Inferno.

070

Sii misericordioso con gli uomini

Ǧarīr bin ‘Abdullàh (che Allàh sia compiaciuto di lui) raccontò. Disse un giorno l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

“Allàh non ha misericordia nei confronti di un uomo che non ha misericordia nei confronti della gente!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Lo hanno riferito concordemente i due sceicchi.

075

Episodio chiave della Grande Egira

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura IX – Ayah 40:

إِلاَّ تَنصُرُوهُ فَقَدْ نَصَرَهُ اللَّهُ إِذْ أَخْرَجَهُ الَّذِينَ كَفَرُوا ثَانِيَ اثْنَيْنِ إِذْ هُمَا فِي الْغَارِ إِذْ يَقُولُ لِصَاحِبِهِ لاَ تَحْزَنْ إِنَّ اللَّهَ مَعَنَا فَأَنزَلَ اللَّهُ سَكِينَتَهُ عَلَيْهِ وَأَيَّدَهُ بِجُنُودٍ لَمْ تَرَوْهَا وَجَعَلَ كَلِمَةَ الَّذِينَ كَفَرُوا السُّفْلَى وَكَلِمَةُ اللَّهِ هِيَ الْعُلْيَا وَاللَّهُ عَزِيزٌ حَكِيمٌ.40

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Se voi non lo sostenete, già lo sostenne Allàh – allorché coloro che rifiutano di credere lo espulsero lui, secondo di due, quando – avendo egli detto al suo compagno: “Non essere preoccupato! In verità, Allàh è con noi!” mentre erano nella caverna – Allàh fece scendere la Sua sakīnah su di lui e lo rafforzò con un esercito che voi non vedete, rendendo perdente la parola di quelli che rifiutano di credere e vincente la Parola di Allàh! Ed Allàh è Possente e Sapiente (40).
  • NOTA
    In data 25 ottobre – OGGI – ha avuto inizio l’anno lunare 1436° dell’Egira. L’anno del trasferimento della sede della missione apostolico-profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, dalla città della Mecca – idolatrica e politeista – all’oasi di Yàthrib, che con lo stabilirsi in essa dell’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, prende il nome di Madīnatu-n-Nabìyyi [Medina] la città-stato del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria. Il trasferimento ebbe inizio nell’ultima decade del secondo mese di quell’anno lunare (il mese di Sàfar) ed ebbe termine il 12 del mese successivo (Rabì’ primo) in coincidenza con la data di nascita e con la data del passaggio a miglior vita del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria. L’inizio dell’era islamica fu stabilito nell’anno dell’Egira 22 anni dopo da Omar bin al-Khattāb, il secondo dei quattro califfi ben guidati.

062

L’Egira

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso i
l Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo esclusivo
per esser Destinatario di Lode.
Soltanto a Lui, noi, suoi servi fedeli,
la lode innalziamo.
Soltanto di Lui, l’Onnipotente,
nel bisogno invochiamo il soccorso.
Soltanto a Lui, il Misericordioso il Clementissimo,
va il nostro ringraziamento.
Soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni
e dalle nostre trasgressioni.

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Quando voglio perdonare qualcuno…

Anas (che Allàh sia compiaciuto di lui) raccontò. Disse un giorno l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

“Il Signore, sia gloria a Lui l’Altissimo, dice: <<< Per la mia Maestà e la Mia Gloria, Quando Io voglio perdonare qualcuno non lo faccio uscire dal mondo fino a quando non gli ho messo addosso un numero di malattie nel suo corpo e di perdite nei suoi beni tali da compensare i suoi peccati! >>>”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Lo ha riferito Razin.

061

Prosternatevi ad Adamo

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XVIII – Ayah 50:

وَإِذْ قُلْنَا لِلْمَلاَئِكَةِ اسْجُدُوا ِلأَدَمَ فَسَجَدُوا إِلاَّ إِبْلِيسَ كَانَ مِنْ الْجِنِّ فَفَسَقَ عَنْ أَمْرِ رَبِّهِ أَفَتَتَّخِذُونَهُ وَذُرِّيَّتَهُ أَوْلِيَاءَ مِنْ دُونِي وَهُمْ لَكُمْ عَدُوٌّ بِئْسَ لِلظَّالِمِينَ بَدَلاً.50

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Noi dicemmo agli Angeli: “Prosternatevi ad Adamo!”. Tutti si prosternarono ad eccezione di Iblīs, il quale, essendo uno dei ginn, si allontanò dall’ordine del suo Signore. (Prima frase dell’àyah 50)
  • Nota
    In questo frammento di àyah c’è da notare che:
    1 – in quest’àyah, come spesso Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, in altri passi del Sublime Corano, usa il <<plurale della Maestà>> = Noi.
    2 – Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, ordina agli angeli di prosternarsi davanti ad Adamo, appena creato per sottolineare la posizione di grande rilievo da Lui data all’uomo nel creato.
    3 – Iblīs non è un angelo ribelle trasformato in diavolo per la sua disobbedienza, ma un ginn. La credenza degli angeli ribelli capeggiati da Lucifero, contraddice l’affermazione di Allàh il quale dice di essi: “Eseguono ciò di cui hanno ricevuto l’ordine di eseguire”.

074

Un tormento di compensazione

‘Ā‹ishah (che Allàh sia compiaciuto di lei) raccontò. Disse un giorno l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

“Quando i peccati di uno raggiungono un livello tale che non è possibile la loro compensazione con le sue buone azioni, Allàh lo mette a una prova con un tormento per compensare i suoi peccati!”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Lo ha riferito Ahmad.

075

L’appuntamento

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XVIII – Ayàt 47-48:

وَيَوْمَ نُسَيِّرُ الْجِبَالَ وَتَرَى الأَرْضَ بَارِزَةً وَحَشَرْنَاهُمْ فَلَمْ نُغَادِرْ مِنْهُمْ أَحَدًا .47
وَعُرِضُوا عَلَى رَبِّكَ صَفًّا لَقَدْ جِئْتُمُونَا كَمَا خَلَقْنَاكُمْ أَوَّلَ مَرَّةٍ بَلْ زَعَمْتُمْ أَلَّنْ نَجْعَلَ لَكُمْ مَوْعِدًا.48

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Il giorno, in cui faremo viaggiare le montagne, nel quale tu vedrai la terra spianata, nel quale li raduneremo senza lasciarne uno, e nel quale a schiere saranno presentati al tuo Signore, (47) (Egli dirà loro): “Siete venuti a Noi come vi abbiamo creato la prima volta! Eppure voi non ci credevate che vi avremmo dato appuntamento!”.(48)
  • Nota
    I materialisti e gli agnostici, i quali nella loro vita non hanno creduto alla creazione e tanto meno hanno creduto alla re-creazione dei corpi da parte di Allàh, nel Giorno del Giudizio, in cui, le loro anime essendo state accoppiate nuovamente ai loro corpi, essi saranno riuniti a schiere per l’appuntamento ai fini del Rendiconto davanti al Signore e saranno costretti a riconoscere la verità di ciò, che avevano discreduto. Si pentiranno di non averci creduto, ma il loro pentimento sarà inutile, ai fini della salvezza dal fuoco.

064