MISFATTI E PROSPETTIVE DI UN “MASSONE ANOMALO” L’espansionismo del guerrafondaio Erdogan

2 – I confratelli massoni di Erdogan

Al centro, il leader turco Erdogan. Tutto intorno i suoi confratelli massoni nella Ur-Lodge “Hathor Pentalpha”.

Al centro, il leader turco Erdogan. Tutto intorno i suoi confratelli massoni nella Ur-Lodge “Hathor Pentalpha”.

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Nella prima puntata di questa inchiesta sul terrorista guerrafondaio Erdogan, abbiamo delineato il ruolo delle superlogge massoniche transnazionali (Ur-Lodges) nel cercare di costruire un Nuovo Ordine Mondiale, e in particolare il ruolo della superloggia “Hathor Pentalpha”, fondata nel 1996 da Bush Senior. Chi vuole, può leggerla o rileggerla cliccando qui.

Eravamo arrivati al momento dell’iniziazione a questa loggia del leader turco Erdogan. Ecco come questo evento viene descritto dal massone Gioele Magaldi, nel già da noi ampiamente citato libro “Massoni, società a responsabilità illimitata – La scoperta delle Ur-Lodges”:

“… il turco Recep Tayyip Erdogan, che possiamo considerare a cavallo tra Medio Oriente e Vecchio continente. Per inciso, il massone anomalo Erdogan volle essere iniziato tra i figli della vedova (cioè i massoni, ndr) della “Hathor” proprio per avere più carte prospettiche sul piano interno rispetto ai suoi avversari politico-militari…” legati ad altre Ur-Lodges.

Ho sottolineato il “volle essere iniziato” per evidenziare che, nel caso di Erdogan, non si è trattato di una iniziazione partita su iniziativa della Ur-Lodge, ma di ingresso avvenuto a seguito di insistita pressione da parte dello stesso Erdogan, che era già massone. Dunque, una manovra a puro scopo di potere, funzionale ad una crescita del suo ruolo personale nello scacchiere del Medio Oriente. Peraltro, si trova in queste pagine anche un cenno al ruolo di Erdogan nella vicenda-Isis, che viene confermato come partecipe, cinico e ambiguo, conferma esatta, del resto, di come egli è apparso a chiunque abbia seguito le vicende politico-militari internazionali di questi ultimi anni in Medio Oriente:

“… Da ultimo, un fatto per nulla trascurabile. E cioè il ruolo ambiguo e cinico che, rispetto all’avanzata delle truppe dell’Isis/Isil nei territori del cosiddetto Kurdistan iracheno ai confini di Siria e Turchia, sta interpretando un altro massone di rilievo della “Hathor Pentalpha”, ovvero Recep Tayyip Erdogan”.

Massone di rilievo”, dunque, si badi bene, e non l’ultimo arrivato. Un pezzo grosso della massoneria criminale internazionale, il nostro Erdogan. Con un ruolo “ambiguo e cinico”, che indica chiaramente complicità fattive coi terroristi dell’Isis. Complicità peraltro note, e manifestatesi in più occasioni e con diverse modalità. Ma questo lo vedremo in altre puntate.

Il libro di Gioele Magaldi è uscito nel 2014, e chiunque abbia seguito anche superficialmente i fatti di cronaca internazionale, non avrà potuto che avere conferma dell’ambiguità e del cinismo di Erdogan, da allora al giorno d’oggi.

Ma, per avere un’idea più precisa delle personalità di rilievo facenti parte di questa Ur-Lodges ultra reazionaria, cioè dei “confratelli massoni” più illustri di Erdogan, ecco un elenco di alcuni affiliati, della sola zona mediorientale:

Alla Hathor Pentalpha, nel 2000, si affiliarono:

  • il sultano dell’Oman Qàbùs bin Sa’ìd al-Sa’ìd con diversi notabili omaniti,

  • l’emiro del Bahrein Hamad bin ‘Isà al-Khalìfah e alcuni suoi stretti parenti e/o collaboratori,

  • i principi sauditi della dinastia regnante in Arabia Abdallah ibn ‘Abdelaziz al-Saud, Salman bin Abdelaziz al-Saud, Muqrin bin Abdelaziz al-Saud, Khaled al-Faisal, Nawwaf bin Abdelaziz al-Saud, Mutaib bin Abdelaziz al-Saud, Muhammad bin Nayyef bin Abdelaziz al-Saud,

  • gli iraniani Ali Akbar Hashemi Rafsanani, Mohammad Momen, Gholam-Hossein Mohseni Eje’i, Heydar Moslehi, Mahmoud Alavi, Valiollah Seif,

  • l’emiro del Qatar Hamad bin Khalifah al-Thani,

  • gli israeliani Ariel Sharon, David Klein, Stanley Fisher, Moshe Ya’alon,

  • e tanti altri… ”.

Si noti che i confratelli iraniani qui citati sono al momento attuale fuori da posti di governo in Iran. A tutti questi nomi illustri di confratelli massoni di Erdogan, vanno aggiunti naturalmente molti europei, tra cui Sarkoszy (assassino di Gheddafi e bombardatore della Libia), Tony Blair (alleato di Bush nel genocidio iracheno), e tanti altri in tutto il mondo.

Da questa lista, si evince chiaramente, a conferma di quanto abbiamo sottolineato nella puntata precedente, che la Ur-Lodge in questione, come del resto tutte le altre, non rappresenta affatto una emanazione della CIA o di un governo, USA o altri, ma piuttosto un potere altro e superiore, che, al contrario, è capace di infiltrare e indirizzare l’operato di governi e servizi segreti, così come di settori di eserciti o di eserciti al completo, per i propri fini. Ad esempio, un agente della CIA che fosse affiliato a questa, come ad altre, Ur-Lodges, si trova dunque a dover obbedire in primis alla superloggia massonica, e solo in maniera eventuale e subordinata alla CIA stessa.

IL RUOLO DEL FRATELLO MASSONE BIN LADEN

Anche il noto terrorista Osama Bin Laden, massone fin dal 1979, iniziato da Brieszninsky alla Ur-Lodge “Three Eyes” (la superloggia di Rockfeller, Soros, appunto Briesznisky, Kissinger, Agnelli, e, tra gli altri, il nostro Presidente della Repubblica Emerito, Napolitano…) fin dal 1979, è divenuto poi confratello di Erdogan nella “Hathor Pentalpha”. Ecco come viene descritto il periodo in questione:

“… Bin Laden, sia nella fase dal 1979 al 1988, sia dal 1988 ai primi anni Novanta, quando fu fondata ed implementata di concerto con noi la struttura denominata Al Qaeda, era funzionale alle strategie della “Three Eyes” prima, e della triarchia con la “Edmund Burke” e la “White Eagle” poi. Cioè, prima si era prestato a una lotta militare in Afghanistan, in funzione antisovietica. Poi era divenuto protagonista di una rappresentazione simbolica studiata ad arte, dove il suo terrorismo islamico integralista svolgeva su scala internazionale lo stesso ruolo di destabilizzazione/stabilizzazione incarnato negli anni Settanta e Ottanta dai terrorismi rossi e neri di ambito nazionale. A partire dal 1996, e poi in modo sempre più strutturato dal 2000-2001 in avanti, Osama Bin Laden e Al Qaeda vengono strappati al nostro controllo e ingaggiati dalle nuove Ur-Lodges egemoni, la Hathor Pentalpha e la Geburah (una superloggia alleata), per recitare in un nuovo copione. Una sceneggiatura che ha bisogno della figura mitologica e sfuggente del nemico pubblico numero uno e del suo virtualmente ubiquo potenziale terroristico, per realizzare un Nuovo Ordine Mondiale in cui la sicurezza collettiva interna venga anteposta alle libertà civili tradizionali e ai consueti controlli democratici…”.

LA LIBERAZIONE DEL “FRATELLO CALIFFO”

Anche il “califfo” dell’Isis, Abu Bakr al-Baghdadi, fa parte della meravigliosa lista di confratelli massoni di Erdogan.

“… quello che si è autoproclamato califfo di un nuovo Stato islamico a vocazione imperiale e globale, offerto alla percezione mondiale con il nome di Isis e anche quello di Isil, Islamic State of Iraq and the Levant, nel 2009 fu affiliato in segreto alla Hathor Pentalpha e poi miracolosamente e improvvisamente liberato dal campo iracheno di prigionia antiterroristica di Camp Bucca, dov’era detenuto sin dal 2004…”.

A seguire, esplodono le cosiddette “primavere arabe”, che ingannano persino i settori massonici progressisti, i quali all’inizio hanno supportato in vari modi queste proteste, salvo poi rendersi conto che non scaturivano da autentiche rivendicazioni popolari, ma che invece nascondevano tutt’altro disegno:

Un disegno macchiavellico, spregiudicato e guerrafondaio. Che lasciava trapelare all’esterno il volto feroce dell’integralismo islamico di Al Qaeda e di altre sigle terroristiche… Se, dopo i primi anni di affabulazione manipolatoria seguiti allo shock dell’11 settembre 2001, la narrazione huntingtoniana dello scontro delle civiltà applicata alla guerra al terrorismo islamico negli anni 2001-2005 era apparsa in tutta la sua inconsistenza e fallacia, adesso serviva un nemico meno evanescente e fantomatico di Osama Bin Laden e soci. I terroristi astratti che potevano colpire una tantum e poi sonnecchiare per anni non facevano più paura a nessuno. Ora serviva un nemico più strutturato, spietato e terribile, apparentemente inarrestabile nella sua prospezione antioccidentale in Medio Oriente e altrove. Qualcuno che rinnovasse le minacce del terrorismo ubiquo, che può colpire ovunque e in qualsiasi momento, a Roma come a Madrid, Bruxelles, Amsterdam, Londra, New York, eccetera. Ma anche qualcuno che, con perizia hollywoodiana, instillasse nelle plebi televisive di tutto il mondo l’orrore quotidiano delle sue campagne militari vittoriose, delle decapitazioni e dei proclami fondamentalisti contro la civiltà occidentale e persino contro la civiltà tout court, in nome di un Islàm di maniera che corrispondeva alla perfezione alla caricatura che ne avevano fatto gli epigoni più scriteriati del già scriteriato, in vecchiaia, fratello Samuel Huntington…”.

Ecco qui, il disegno è proprio quello di dare al mondo un’immagine il più orribile possibile dell’Islàm e dei musulmani, ai fini, come si è spiegato nella puntata precedente, di separare questa civiltà dalle altre. E di questo disegno, spero si sia capito, Erdogan è stato complice del tutto consapevole fin dall’inizio, intendendo trarne un ruolo da protagonista per sé, e per la Turchia quello di “stato-guida” del mondo islamico. L’attentato dell’11 settembre 2001 negli USA, che è ormai noto essersi trattato di operazione “interna” americana, dunque una di quelle operazioni false flag (falsa bandiera) cioè compiute sotto una “bandiera” diversa da quella effettiva (in questo caso, Al Qaeda e Bin Laden, che si prestavano a recitare la parte dei musulmani cattivi), messo in atto dalla “Hathor Pentalpha”, è infatti avvenuto circa un anno dopo l’affiliazione di Erdogan alla stessa. Erdogan, dunque, è stato totalmente e scientemente complice dell’operazione terrorista, anche se non coinvolto personalmente. Infatti, proprio nel 2001, dopo essere uscito dal carcere, dove era entrato a seguito di una condanna per incitamento all’odio religioso, Erdogan fonda il “Partito per la Giustizia e per lo Sviluppo (AKP). Con gli aiuti dei nuovi “confratelli”, che lo aiutano in maniera decisiva per avere la meglio sui militari e sul resto delle forze politiche, arriva in brevissimo tempo (solo due anni!) al governo del suo paese.

E nel 2003, appena arrivato al governo della Turchia, confermò il suo feeling totale con la NATO, dando il permesso di sorvolo aereo agli aerei americani che andarono a bombardare l’Iraq, sotto la guida del suo confratello massone Bush.

Ma il bello, nella “carriera” criminale di Erdogan, doveva ancora venire.

2 – continua.

Il cambiamento della qìblah

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
questo giumu’ah è il primo di questo nostro mese di sha’bàn del 1439 dell’Egira, disponiamoci a viverlo appassionatamente, con frequenti digiuni supererogatori sull’esempio del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, in trepidante attesa dell’arrivo del mese benedetto di Ramadàn, che il Profeta, Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, chiamò “il signore dei Mesi”. È di questo mese l’evento fondamentale per la caratterizzazione dell’Islàm: il cambiamento della direzione (qìblah) del rito d’adorazione.

La moschea remota, al-masǧidu-l-àqṣā, che si trova nel Ḥàram Sharīf a Gerusalemme, la quale fu la meta del viaggio notturno del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, e prima tappa del suo viaggio verso l’udienza metafisica nella dimensione divina alla presenza di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, nella notte di al-isrā‹ wa l-mì’rāg.

La Moschea di Bàytu-l-Màqdis, in cui, prima di ascendere, il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, guidò il rito d’adorazione di tutti i Profeti, che lo avevano preceduto nella missione profetica, era il luogo santo verso il quale il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria e i fedeli musulmani agli albori dell’Islàm si rivolgevano nell’esecuzione dei riti d’adorazione quotidiani. Essa era la prima al-qìblah.

Nella notte del 15 di Sha’bàn, Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, stava guidando il rito d’adorazione congregazionale del calar delle tenebre, rivolto verso Baytu-l-Maqdis in una Moschea a nord ovest di Medina, quando scese la rivelazione nella quale Allah, rifulga lo splendor della Sua Luce, ordinava di cambiare la direzione [la qiblah]. La nuova qìblah era verso la Nobile Kà’bah, cioè verso sud, essendo La Mecca a sud di Medina.

Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, rivolto al Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: «Abbiamo visto il tuo rivolgerti in direzioni diverse (guardando) nel cielo, perciò, sicuramente, ti facciamo volgere in una direzione che tu gradisci. Volgi, perciò, il tuo volto in direzione della Sacra Moschea e, dovunque voi siate, volgete i vostri volti in quella direzione. In verità, coloro ai quali, in precedenza, fu rivelato il Libro, sanno con certezza che esso (il Sublime Corano) è la verità proveniente dal loro Signore. E Allàh non è disattento a ciò che fanno.(144)».

Per inciso: ci sono Italiani che non sanno che esiste il PLURALE DI MAESTA’ per cui chiedono: <Perché il verbo è al plurale?>.

Dice Allàh, l’Altissimo: «Gli stolti che ci sono in mezzo agli uomini diranno: “Che cosa li ha distolti dalla direzione dell’adorazione quotidiana che avevano prima?” Di’: “Ad Allàh appartengono l’oriente e l’occidente. Egli guida chi vuole ad un retto sentiero!”».

Dice Allàh, l’Altissimo: «Abbiamo fatto di voi una comunità posizionata nel mezzo, affinché siate testimoni nei confronti dell’umanità e l’Apostolo sia testimone nei vostri confronti. Noi non abbiamo permesso che fosse eseguita la adorazione nella direzione, in cui tu ti rivolgevi, se non per sapere, chi sarebbe rimasto fedele all’Apostolo e chi si sarebbe ritirato. Tranne che per coloro i quali Allàh guidò, il fatto fu gravissimo, certamente! Allàh non permetterà che la vostra fede sia stata vana. In verità, Allàh è, di certo, benevolo verso gli uomini e clementissimo».

Dice Allàh, l’Altissimo: «Abbiamo visto il tuo rivolgerti in direzioni diverse (guardando) nel cielo, perciò, sicuramente, ti facciamo volgere in una direzione che tu gradisci. Volgi, perciò, il tuo volto in direzione della Sacra Moschea e, dovunque voi siate, volgete i vostri volti in quella direzione. In verità, coloro ai quali, in precedenza, fu rivelato il Libro, sanno con certezza che esso (il Sublime Corano) è la verità proveniente dal loro Signore. Ed Allàh non è disattento a ciò che fanno».

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, immediatamente si voltò verso sud in direzione della Mecca dove, al centro della Moschea Sacra, al-màsǧid al-Ḥarām, si erge la nobile Kà’bah, il primo santuario dedicato al culto di Allàh, edificato dal profeta Ibrāhīm (Abramo) e da suo figlio Ismā‹il, su ambedue la pace, la Nobile Kà’bah. I fedeli che seguivano il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, nel rito d’adorazione di quella notte del 15 sha’bān, fecero lo stesso e dopo questo evento, la Moschea in cui esso era avvenuto venne chiamata Màsǧid al-Qiblatàyn [la Moschea delle due qìble].

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
nel Ṣaḥīḥ al-Bukhārī è registrata una tradizione, che ha come fonte Abdullàh bin ‘Ùmar, che Allàh si compiaccia del padre e del figlio, il cui testo recita: “Mentre alcune persone stavano eseguendo il rito d’adorazione dell’alba [ṣalātu-l-fàǧr] nella Moschea di Quba, la prima Moschea dell’Islàm, dove eseguì il rito d’adorazione il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, al termine dell’Egira, alcun musulmani che erano stati presenti al cambiamento della qìblah nel rito d’adorazione della notte, notando che i fedeli eseguivano il rito rivolti verso Gerusalemme, li informarono del cambiamento della qìblah, dicendo: “Questa notte sono scese alcune āyāt del Corano, che hanno ordinato al Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, di cambiare la Qibla verso la Ka‛bah, perciò anche voi dovete voltarvi verso essa”. Immediatamente, le loro facce si spostarono verso Ka‛bah. In questo evento c’è un insegnamento importantissimo per noi: il Musulmano, quando viene citato un precetto del Sublime Corano e quando viene citato un precetto del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, con i riferimenti scritturali relativi a essi, deve dire: Ho udito e obbedisco!”.

-o-

Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi il perdono, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.

Una trasgressione sacrilega

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXXI – Ayah 12:


وَإِذْ قَالَ لُقْمَانُ ِلأَبْنِهِ وَهُوَ يَعِظُهُ يَابُنَيَّ لاَ تُشْرِكْ بِاللَّهِ إِنَّ الشِّرْكَ لَظُلْمٌ عَظِيمٌ.13

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Disse Luqmān a suo figlio, mentre lo ammoniva: “O figlio mio , non associare (falsi dei) ad Allàh, in verità, l’associazione (ad Allàh di falsi dei) è, di certo, una trasgressione sacrilega!” (13).
    NOTA
  • In questa āyah Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, per bocca di Luqmān il Savio, ammonisce l’uomo di guardarsi dal praticare i dogmi elaborati dall’empirismo, dal razionalismo, dall’edonismo, dall’utilitarismo, dal materialismo filosofico e pratico, dal naturalismo pedagogico, e da ogni forma di pratiche di culto [laico o ecclesiastico] a divinità fittizie inventate dal Diavolo.

072

Importanza della Sunna

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sa Luce, nel Sublime Corano, rivolto al Profeta, che Egli lo Benedica e l’abbia in gloria:

«E non ti abbiamo inviato, se non come misericordia per tutti gli universi!».
(Corano: Sura XXI: àyah107)

Grazie alla sua missione profetica, che egli attuò fino a quando ebbe raggiunto la certezza indubitabile, l’umanità fu fatta uscire dalle tenebre dell’ignoranza alla luce della conoscenza della Verità e fu benedetta dalla Guida dell’Altissimo, rifulga lo splendor della Sua Luce.

Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce: «Ricorda! In verità, giova ai credenti il ricordo».
(Corano: Sura LI/ àyah 55)

E oggi, in questo scorcio del mese sacro di Ragiab, il 27, nella notte del quale nell’anno precedente l’egira ebbe luogo il viaggio notturno e l’ascensione alla Divina Presenza e il precetto dell’adorazione quotidiana … oggi lo ricordiamo, rammentando le sue parole nel “Sermone dell’Addio”. Il sermone che egli pronunciò durante il suo Pellegrinaggio.

Quel Sermone non rappresentò soltanto un ultimo richiamo per noi musulmani ma anche un’importante ammonimento, che sanciva il termine della stessa missione profetica; esso fu pronunciato ad ‘Arafa nel nono giorno di Dhu l-Hìggiah, nel giorno più benedetto dell’anno. Impariamolo a memoria e teniamolo a mente per governare con esso la nostra vita!

Egli – che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria – dopo aver lodato e ringraziato l’Altissimo, disse:

«O Gente, prestatemi attenzione, poiché non so se dopo quest’anno, mi troverò ancora tra voi. Perciò ascoltate molto attentamente ciò che vi dico, e trasmettete queste parole a coloro che non sono presenti oggi.

O Gente, così come voi guardate a questo mese, a questo giorno e a questa città come sacri, allo stesso modo dovete considerare come sacri la vita e la proprietà di ogni Musulmano.

Restituite i beni che vi sono stati affidati in deposito ai loro proprietari.

Non offendete nessuno, di modo che nessuno vi offenda.

Ricordate che invero incontrerete il vostro Signore, e che invero egli farà il bilancio delle vostre opere.

Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, vi ha proibito di praticare l’usura (riba), perciò d’ora in poi dovrete rinunciare a ogni interesse sui prestiti, pur recuperando comunque tutto il vostro capitale.

Non infliggerete né danno né ingiustizia.

Fate attenzione a Satana, per la salvezza della vostra religione. Egli ha ormai perduto ogni speranza di farvi deviare per ciò che riguarda le questioni principali, per questo motivo fate attenzione a non seguirlo per ciò che riguarda quelle secondari.

O Gente, voi avete determinati diritti nei confronti delle vostre mogli, ma anche loro ne hanno nei vostri. Ricordate che le avete prese come spose, solo tramite un patto di fiducia dinanzi ad Allàh, e con il Suo permesso. Se esse rispettano i vostri diritti, voi rispettate il loro diritto di essere nutrite e vestite con premura. Trattate bene le vostre donne e siate gentili con esse, poiché sono le vostre compagne e il vostro sostegno. È vostro diritto che esse non stringano amicizia con coloro che voi disapprovate, e che non siano impudiche.

O Gente, ascoltatemi attentamente: adorate Allàh, eseguite le vostre cinque preghiere quotidiane, digiunate durante il mese di Ramadan, elargite la Zakat, ed effettuate il Pellegrinaggio, se ne avete la possibilità.

Tutta l’umanità proviene da Adamo ed Eva. Un Arabo non è superiore a un non-Arabo, né un non-Arabo è superiore a un Arabo; il bianco non è superiore al nero, né il nero è superiore al bianco; [nessuno è superiore ad un altro] se non per il timore di Allàh e per le sue buone azioni.

Sappiate che ogni Musulmano è fratello di ogni Musulmano, e che i Musulmani sono legati da un’unica fratellanza.

Nulla di ciò che spetta a un Musulmano può essere attribuito a un altro Musulmano, se non tramite uno scambio libero e consapevole, per cui non siate ingiusti con voi stessi.

Ricordate che un giorno comparirete dinanzi ad Allàh per rispondere delle vostre opere per cui fate attenzione a non abbandonare la retta via, dopo che io me ne sarò andato.

O Gente, né un profeta né un inviato verranno dopo di me, e nessuna nuova fede nascerà.

Ragionate bene e comprendete ciò che vi dico: lascio dietro di me due cose, il Corano e il mio esempio (Sunnah), e se li seguirete non sarete mai sviati.

Tutti coloro che hanno ascoltato da me le mie parole trasmettano le mie parole ad altri, e così faranno questi a loro volta; e può darsi che coloro i quali le riceveranno da altri le comprenderanno meglio di coloro che le hanno potute ascoltare direttamente.

Allahumma, siimi Testimone che ho trasmesso il Tuo messaggio al mio popolo».

Così egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, concluse il suo sermone.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
ricordiamo che subito dopo il sermone discese la Rivelazione:

«In questo giorno ho reso perfetta la vostra Religione, ho reso completa la Mia Grazia su voi, e ho scelto per voi l’Islam come sistema di vita»
(Corano: sura V, àyah 3).

Il ricordo di questa àyah è uno scudo impenetrabile, contro il quale, Allàh volendo, sono destinati al fallimento tutti i tentativi di Shayṭān per farvi uscire dalla Retta Via. E a tal proposito tenete a mente le parole del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il quale disse:

«Guardatevi dall’apportare modifiche [al sistema di vita rivelato da Allàh ai fini della vostra salvezza da fuoco], perché ogni modifica è innovazione, ogni innovazione è fuorviamento e ogni fuorviamento porta al fuoco dell’inferno!» [O come disse, che Allàh lo benedica e l'abbia in gloria].

-o-

Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi il perdono, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.

Abbiamo dato a Luqmān

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXXI – Ayah 12:


وَلَقَدْ آتَيْنَا لُقْمَانَ الْحِكْمَةَ أَنْ اشْكُرْ لِلَّهِ وَمَنْ يَشْكُرْ فَإِنَّمَا يَشْكُرُ لِنَفْسِهِ وَمَنْ كَفَرَ فَإِنَّ اللَّهَ غَنِيٌّ حَمِيدٌ.12

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Noi abbiamo dato a Luqmān la Sapienza e lo abbiamo ammaestrato così: “Sii riconoscente nei confronti Allàh” e “Chi è riconoscente, lo è a suo vantaggio, mentre colui che è ingrato (non farà danno alcuno ad Allàh)!”. In verità Allàh è Bastante a SE stesso e Laudabile (12).
  • NOTA
    In questa āyah Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, ammaestra l’uomo per bocca di Luqmān il Savio sull’importanza della riconoscenza della creatura verso il Creatore. La riconoscenza avvantaggia la creatura e l’ingratitudine non danneggia il Creatore, il quale è ESENTE DA OGNI BISOGNO ESISTENZIALE.

076

KHUTBAH di RAGIAB 2

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
Allàh – rifulga lo splendor della Sua Luce – dice: «Incondivisa è la divinità di Colui, che, in una notte, fece viaggiare il suo servo dalla Sacra Moschea alla Moschea al-àqṣā  - della quale abbiamo benedetto i dintorni – per mostrargli alcuni nostri segni. In verità, Egli è l’Audiente, l’Osservatore». È prima àyah della Sura XII del Sublime Corano, nella quale Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, accenna all’evento miracoloso di al-Isrā‹ wa l-mì‛rāǧ. Nel corso di questa notte, infatti, dal calar delle tenebre all’alba il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, fu trasportato con un Miracolo dell’Onnipotenza in un batter d’occhi dalla Moschea Sacra della Mecca alla Moschea Remota di Al-Quds [Gerusalemme], per poi, dopo averlo fatto ascendere alla Sua Divina Presenza, riportarlo prima dell’alba alla Mecca.

Fu in questa notte benedetta che il Profeta, Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ricevette da Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, il Comandamento dei cinque rituali della adorazione quotidiana, l’adempimento del quale, essendo stato esso impartito direttamente dal Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, è fondamentale nella vita quotidiana di noi credenti nella paternità divina del Sublime Corano e nella Missione apostolico-profetica di Muhàmmad,  che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, perché è ciò che ci distingue e caratterizza!

Nel suo viaggio dalla Moschea Remota di Al-Quds alla divina presenza di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, accompagnato da Gibrīl, su lui la pace, durante la salita incontrò nei vari cieli i più importanti Messaggeri di Allàh, l’Altissimo. Giunti che furono in uno dei cieli, il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, vide un uomo seduto che aveva alla sua destra una montagna altissima di anime e alla sua sinisrtra un’altra montagna altissima di anime. Quando l’uomo guardava alla montagna di destra il suo volto era illuminato e la gioia sprizzava da tutti i pori della sua pelle; quando, invece, guardava alla montagna alla sua sinistra il suo volto si rabbuiava e i suoi occhi sprizzavano lacrime a iosa, come due fontane zampillanti. Il Profeta, che Allàh, lo benedica e l’abbia in gloria, si rivolse a Gibrīl e gli chiese: «Chi è?» e Gibrīl, su lui la pace: «È tuo padre Ādam [Adamo]!» e il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: «Perché quando guarda a destra gioisce e quando guarda a sinistra si nota sul suo volto un immenso dolore?». Gibrīl:«Quando guarda a destra contempla le anime di quelli della sua progenie che andranno in Paradiso e quando guarda a sinistra vede le anime di quelli della sua progenie che andranno all’Inferno!».

Infatti, quando Allàh ebbe creato Ādam, gli passò la <mano> sul fianco destro prima e poi sul fianco sinistro. Ne uscirono una montagna di anime da destra e una da sinistra. Poi, rivolto alla montagna di destra disse: «Voi vi ho creato per il Paradiso» e rivolto alla montagna di sinistra disse:«Voi vi ho creato per l’inferno».

Durante quel miracoloso viaggio furono rivelate direttamente al Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, le due ayah che chiudono la Sura al Bàqarah:

«L’Apostolo ha creduto in ciò ch’è stato fatto scendere su lui dal suo Signore e (così pure) i credenti. Tutti hanno creduto in Allàh, nei Suoi angeli, nei Suoi Libri, nei Suoi Apostoli. Noi non facciamo distinzione tra nessuno degli Apostoli. Essi dissero: “Abbiamo udito ed abbiamo ubbidito! Perdonaci, o Signore nostro. In Te si conclude ogni ritorno!”.(285) Allàh non impone ad un’anima qualcosa, se non nei limiti delle sue forze. A favore di un’anima il suo merito ed a suo carico il suo demerito. Signor nostro, non prendertela con noi se dimentichiamo o se facciamo sbagli! O Signore nostro, non ci addossare un gravoso fardello, come l’hai addossato a quelli che ci hanno preceduto. Signor nostro, non ci gravare di cose superiori alle nostre capacità, ma sii indulgente con noi, perdonaci, usaci misericordia, Tu sei il nostro protettore, perciò sostienici, facendoci trionfare su coloro che rifiutano di credere. (286)».

Mentre sempre nella seconda recitazione del Sublime dopo quella di Suratu-l-Fàtihah è rito recitare almeno tre ayàt, queste due ayah sono sufficienti! Come fu riferito essere stato detto dal Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria [ o come disse].

Durante questo mese il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria frequentemente innalzava ad Allàh, rifulga lo splendor della sua luce,  una invocazione speciale:

«Allāhùmma, bārik la-nā fī Ràǧaba wa Sha’bāna wa bàlligh-nā Ramḍān!». [O Allah, dacci la Tua Benedizione nei mesi di Ràgiab e Sha’bān e facci giungere fino a Ramadàn].

Ibn Abbāṣ, che Allàh si compiaccia di lui e di suo padre, disse: «Ràgiab è il mese di Allah, rifulga lo splendor della Sua Luce; Sha‛bān è il mese del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria; Ramaḍān è il mese dei credenti». Anas bin Mālik, che Allàh si compiaccia di lui, riferì di aver udito dire dal Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria: «Nel Paradiso c’è un fiume che si chiama Ràgiab, che è più bianco del latte e più morbido del miele. Se qualcuno ha osservato un giorno di digiuno durante il mese di Ràgiab, Allah estinguerà la sua sete concedendogli di bere in questo fiume». Ancora, sempre da Anas bin Mālik, sappiamo che il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse: «Nel paradiso c’è un posto che è riservato a quelli che avevano l’abitudine di digiunare durante il mese di Ràgiab».

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
dobbiamo sforzarci di far tesoro degli Insegnamenti di Allàh, l’Altissimo, e di quelli del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, e di obbedire diligentemente al Precetto del Rito di Adorazione, all’inizio dell’orario di ciascuno di essi, eseguendoli con profonda umiltà, consapevoli della sua importanza ai fini della salvezza dal fuoco; digiuniamo supererogatoriamente in questo mese e quando recitiamo ad alta voce il Sublime Corano sappiamo che invece che tre ayàt nella seconda recitazione è sufficiente recitare la due ultime ayah dedi Sura al-Bàqarah,

-o-

Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi il perdono, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.

Egli volta le spalle

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XXXI – Ayah 7:


وَإِذَا تُتْلَى عَلَيْهِ آيَاتُنَا وَلَّى مُسْتَكْبِرًا كَأَنْ لَمْ يَسْمَعْهَا كَأَنَّ فِي أُذُنَيْهِ وَقْرًا فَبَشِّرْهُ بِعَذَابٍ أَلِيمٍ.7

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Quando gli vengono recitati i nostri Segni, egli volta le spalle con fare arrogante, come se non li avesse uditi e come se nelle sue orecchie ci fosse sordità. Da’ a lui la buona notizia di un castigo doloroso (7).
  • NOTA
    Il fare arrogante di chi rifiuta di credere alla Paternità Divina del Sublime Corano e si comporta come un sordo alla comunicazione verbale del suo Messaggio è causa di perdizione.

070

MISFATTI E PROSPETTIVE DI UN “MASSONE ANOMALO” L’espansionismo del guerrafondaio Erdogan

1 – Il ruolo della Turchia nel progetto massonico pentalphiano

Il leader turco Erdogan.

Il leader turco Erdogan.

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Da un po’ di tempo, dopo un primo periodo in cui si è dedicato alla scalata al potere, il leader turco Erdogan sta assumendo un ruolo decisamente interventista nel medioriente, dopo aver consolidato il suo potere anche per mezzo di numerosissimi arresti di suoi oppositori, veri o presunti,.

Ma questo ruolo non se lo è ritagliato e costruito solo grazie alle sue pur notevoli capacità, bensì gli è stato sostanzialmente assegnato (a lui come persona, ma anche al suo paese in quanto nazione, la Turchia), da circoli massonici internazionali molto potenti. In particolare, dalla Ur-Lodge (Super Loggia transnazionale) massonica “Hathor Pentalpha”.

IL VERO POTERE E’ MASSONE” – E’ la massoneria che ha, ma soprattutto gestisce, il potere, praticamente ovunque, o quasi. Ma il vero potere, quello decisivo, quello che si esercita a livello mondiale e internazionale, ha scavalcato da molto tempo le logge massoniche locali, o nazionali, per spostarsi e strutturarsi a livello sovranazionale: non sono più le logge quindi, quelle che contano veramente, ma le superlogge.

Le “Ur Lodges” massoniche sono, a detta del massone Gioele Magaldi,

“… superlogge che nascono costitutivamente su base cosmopolita e vocazione identitaria e operativa sovranazionale. Queste superlogge, da quando sono nate, hanno affiliato sempre e soltanto i più eminenti e ragguardevoli membri della massoneria ordinaria che si sono trovati così nella preziosa condizione di muoversi con disinvoltura in entrambi gli ambienti e di disporre dei migliori strumenti dell’uno e dell’altro circuito per conseguire le loro finalità. Aggiungiamoci l’iniziazione ex-novo di donne e uomini profani ma di particolare prestigio politico, economico-finanziario, mediatico, ecclesiale, intellettuale, artistico, eccetera…”.

Il libro del massone Gioele Magaldi, che porta per la prima volta alla conoscenza del grande pubblico l’esistenza delle superlogge transnazionali massoniche.

Il libro del massone Gioele Magaldi, che porta per la prima volta alla conoscenza del grande pubblico l’esistenza delle superlogge transnazionali massoniche.

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Quindi, oltre a presumibili interessi di tipo esoterico, è evidente come in cima a tutti gli interessi di questi signori, ci sia il potere. Non si spiega infatti diversamente l’iniziazione “ex-novo”, cioè di persone che non abbiano esperito il normale iter iniziatico massonico, di persone influenti in tutti i rami decisivi della società.

Le Ur-Lodge si dividono in due correnti principali: quelle “conservatrici”, e quelle “progressiste”. Metto tra virgolette questi termini perché possono valere come convenzioni approssimative, a patto di non assegnare a questi termini valore definitivo e/o esatto. Per di più, nel corso degli anni sono state costituite superlogge che si sono, almeno nelle intenzioni, volute collocare come “mediatrici” o “di compromesso” fra le due principali correnti di pensiero. Dunque, se è vero che esiste una progettualità che mira a costruire un “Governo Mondiale”, è anche vero che vi sono progetti diversi, e spesso molto conflittuali tra loro. E conflittuali significa che questi conflitti possono generare, e hanno infatti generato, catastrofici conflitti mondiali, con milioni e milioni di vittime.

La prima Ur-Lodge risale al 1849, ed è la progressista “Thomas Paine”.

Il Mahatma Gandhi era un affiliato alla Ur-Lodge progressista “Thomas Paine”

Il Mahatma Gandhi era un affiliato alla Ur-Lodge progressista “Thomas Paine”

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Quel che interessa ora, è rilevare come tutta la storia degli ultimi quasi due secoli sia stata decisa da queste superlogge, a volte in guerra coi rispettivi schieramenti, a volte in periodi di “pax massonica”.

Per la gran parte del tempo, lo scontro si è avuto tra una concezione più “democratica” della società, da una parte, e una concezione più aristocratica, dall’altra, con quest’ultima, dagli anni Sessanta-Settanta in poi, decisamente vincente.

A partire dagli ultimissimi anni Novanta, si è andato costituendo un gruppo di persone, che hanno rotto con l’ala neoaristocratica, in senso però ancora più estremista: nasce così la Ur-Lodge “Hathor Pentalpha”. Che si costituisce fin dall’inizio con un pacchetto ideologico-programmatico ben preciso, che ha un autore ed un manifesto ideologico facilmente individuabile.

George H. W. Bush, presidente USA dal 1989 al 1993 condusse la prima guerra della coalizione-USA contro l’Iraq, nel 1991. E’ stato il fondatore, con altri, della superloggia massonica “Hathor Pentalpha”, responsabile di tutto il terrorismo nel mondo dall’11 settembre 2001, compreso, in poi.

George H. W. Bush, presidente USA dal 1989 al 1993 condusse la prima guerra della coalizione-USA contro l’Iraq, nel 1991. E’ stato il fondatore, con altri, della superloggia massonica “Hathor Pentalpha”, responsabile di tutto il terrorismo nel mondo dall’11 settembre 2001, compreso, in poi.

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HUNTINGTON E LO “SCONTRO DELLE CIVILTA’” – Nel 1996 uscì un libro che è passato alla storia. S’intitolava “The clash of civilizations and the remaking of world order”, e lo scrittore era Samuel Huntington, docente accademico e studioso di politica estera. Dopo un suo articolo del 1993, che suscitò numerose critiche e interesse, sia in senso negativo che positivo, il libro ebbe un successo planetario, tanto che, a tutt’oggi, è considerato un classico del pensiero neoaristocratico, anche dai detrattori.

Il libro di Samuel Huntington, un vero e proprio manifesto programmatico della Ur-Lodge “Hathor Pentalpha”, origine di guerre e terrorismo in tutto il mondo

Il libro di Samuel Huntington, un vero e proprio manifesto programmatico della Ur-Lodge “Hathor Pentalpha”, origine di guerre e terrorismo in tutto il mondo

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La tesi di questo libro divide il pianeta, dopo il crollo del muro di Berlino, in nove aree stabilite come culturalmente omogenee, chiamate per brevità “civiltà”:

  • Civiltà occidentale (USA, Europa, Australia…)

  • Civiltà latino-americana

  • Civiltà africana

  • Civiltà islamica

  • Civiltà sinica (Cina e affini)

  • Civiltà indù

  • Civiltà ortodossa (Russia e affini)

  • Civiltà buddista

  • Civiltà giapponese.

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Huntington sosteneva che fosse opportuno mantenere queste civiltà sostanzialmente definite e separate, pur se collaboranti, all’interno di un futuro Nuovo Ordine Mondiale.

Naturalmente, lui guardava innanzitutto a quello che per lui è l’interesse dell’Occidente, in special modo degli USA, e da quel punto vista, secondo lui la politica USA avrebbe dovuto essere di collaborazione e influenza con le altre civiltà, ad eccezione di quella islamica e di quella sinica, da tenere a bada e contrastare in ogni tentativo di espansione socio-economico culturale.

Un mondo diviso, in sostanza il contrario di una umanità multietnica e multiculturale. Con gli USA che devono tenere unita a sé a tutti i costi l’Europa, e che devono tenere lontani l’Islàm e la Cina.

“… Al livello generale, o macrolivello, la frattura principale è fra l’Occidente e gli altri, con i conflitti più intensi destinati a scoppiare tra le società musulmane e asiatiche da un lato, e quella occidentale dall’altro. Gli scontri più pericolosi del futuro nasceranno probabilmente dall’interazione tra l’arroganza occidentale, l’intolleranza islamica e l’intraprendenza sinica.”.

Questa avversione profonda verso l’Islàm, e la contemporanea avversione, altrettanto e forse ancor più profonda, verso la Cina, furono comprese subito (fin dal 1994, cioè quando il libro di Huntington non era ancora uscito!) alla perfezione dal leader libico Gheddafi, che conseguentemente auspicò una vera e propria alleanza dei musulmani con la Cina:

Nuovo Ordine Mondiale significa che ebrei e cristiani controllano i musulmani, e se possono far questo, domani domineranno il confucianesimo e le altre religioni in India, Cina e Giappone… Ciò che cristiani ed ebrei vanno oggi affermando è questo: dopo aver distrutto il comunismo, ora l’Occidente deve distruggere l’islamismo e il confucianesimo… Noi ci schieriamo dalla parte del confucianesimo, e alleandoci ad esso e combattendo al suo fianco in un unico fronte internazionale elimineremo il nostro nemico comune. E dunque noi, in quanto musulmani, sosterremo la Cina nella sua lotta contro il nostro comune nemico… Auspichiamo la vittoria della Cina…”.

Ovviamente, non si tratta qui di questionare la giustezza o meno della impostazione di Huntington, ma di sottolinearne le applicazioni che ne sono state fatte in seguito, e soprattutto da chi, e come.

Per ora, sottolineo solo come, riguardo all’Islàm, Huntington sbagli di grosso le sue valutazioni, dando valore solo agli storici, o presunti tali, che vedono i rapporti storici tra Islàm e Occidente esclusivamente come conflittuali, mentre ignora del tutto i contributi di numerosi studiosi insigni, cito fra tutti l’italiano Franco Cardini, che invece sottolineano come, accanto a periodi di scontro bellico, vi siano stati anche lunghi periodi di pace, e anche di floridi scambi sia economici che culturali.

Oltre a questa grave errata valutazione della storia, si nota anche una sua conoscenza della religione islamica quantomeno lacunosa, allorché, essendo ignorante in materia, attribuisce, prendendo spunto dalla realtà della religione cristiana, carattere missionario anche a quella islamica:

“… Entrambe, infine, sono religioni a forte vocazione missionaria, convinte che i propri adepti abbiano l’obbligo di convertire i non credenti all’unica vera fede…”.

Ora, senza fare un discorso sulle conquiste, che ci porterebbe lontano, voglio solo sottolineare che, a differenza delle conquiste cristiane, che hanno portato, oltre a dei veri e propri genocidi in qualche caso, alla sparizione di ogni altra religione, comprese le cosiddette “eresie”, le conquiste islamiche hanno lasciato in vita le altre religioni, conferendo anzi loro lo status di religioni protette, e questo in ottemperanza a ben precisi precetti coranici, che vietano costrizioni di qualsiasi tipo in materia religiosa.

Dunque, questo presupposto falso, non so dire quanto in buona fede, porta Huntington a creare l’immagine artificiosa (si ricordi sempre che lui ha cominciato a scrivere queste cose nel 1993, quando ancora non si era avuta la stagione degli attentati terroristici “di matrice islamica”) dell’Islàm come minaccia per l’Occidente.

Per quel che più interessa noi europei, c’è un legame stretto, secondo Huntington, tra il contrasto all’Islàm e l’Unione europea, e l’unione-alleanza di questa con l’Occidente egemonizzato dagli USA:

Nello scontro di civiltà in atto, Europa e America sono destinate a restare unite o a perire”.

Questo, nell’applicazione che ne farà la massoneria succitata, vorrà dire che Europa e America vanno tenute insieme con le buone o con le cattive. Cioè, anche usando il terrorismo come metodo politico di “convincimento” (tutti gli attentati compiuti in Europa avevano ed hanno questo obbiettivo, cioè quello di creare una pressione sui governi dei paesi colpiti dal terrorismo, per influenzarne o modificarne gli indirizzi politici, oltre a quello di fomentare nell’opinione pubblica l’odio contro la religione islamica).

E riguardo ai rapporti con l’Islam, si rispolvera addirittura l’espressione “guerra fredda” del periodo 1945-1990; e lo si dice sottoscrivendo appieno le parole dello studioso inglese Barry Buzan:

“… una Guerra fredda contro l’Islàm aiuterebbe a rafforzare enormemente l’identità europea in un’epoca cruciale del processo di costruzione del processo di costruzione dell’Unione europea… potrebbe benissimo esistere in Occidente una vasta comunità disposta non solo a promuovere una Guerra fredda con l’Islàm, ma ad adottare strategie politiche volte ad incoraggiarla.”.

Ora, è chiaro a tutti che degli attentati terroristici che fanno strage (solamente) di civili, rivendicati da presunti stati islamici o organizzazioni islamiche, instillando nelle masse l’odio anti-islamico, facilitano molto la promozione di questa “Guerra Fredda” contro l’Islàm.

GLI STATI-GUIDA E IL MONDO ISLAMICO

Ma, come abbiamo già accennato, il disegno di Huntington, nonostante auspichi che l’Occidente mantenga una superiorità soprattutto tecnologica e militare sul resto del mondo, non si risolve affatto in una dittatura planetaria dell’Occidente stesso, ma prefigura invece una situazione in cui ogni civiltà si governi da sé, in spirito di non contaminazione con le altre civiltà, ma ognuna in sostanziale separazione e distinzione dalle altre.

Questo perché egli ritiene che una penetrazione solamente parziale della civiltà occidentale, che egli ritiene comunque superiore alle altre, all’interno delle altre civiltà, sia dannosa all’agognato Nuovo Ordine Mondiale. Dunque, se è da evitare il contaminare la civiltà occidentale con elementi di altre civiltà, viene paventato anche il movimento in senso opposto:

“… Viceversa, una volta inoculato in un’altra società, il virus occidentale è difficile da espungere. Non è letale ma permane nell’organismo; il paziente sopravvive, ma non guarisce mai. I leader politici possono fare la storia, ma non possono sfuggirvi. Producono paesi in bilico, non creano società occidentali. Infettano il proprio paese con una schizofrenia culturale che finisce col diventarne l’elemento costante e caratterizzante”.

Dunque, questa visione potrebbe essere definita come separatismo, in contrapposizione all’universalismo, che invece concepisce e auspica le culture di tutto il mondo in continua, pacifica, contaminazione reciproca e reciproco arricchimento e miglioramento, e dunque avvicinamento. E Huntington riassume il suo punto di vista molto efficacemente, nelle ultime pagine del suo libro, in due righe fulminanti:

In un mondo a più civiltà, l’unica strada costruttiva è rinunciare all’universalismo, accettare la diversità e cercare le comunanze”.

È dunque, questo immaginato da Huntington, un mondo multiculturale, ma fatto di società monoculturali, perché un governo mondiale monoculturale è da lui giudicato non realizzabile:

Un mondo multiculturale è inevitabile perché l’impero planetario è qualcosa di inconcepibile… La sicurezza del mondo richiede l’accettazione del pluralismo culturale su scala mondiale”.

E questo pluralismo funzionerà così:

Il mondo sarà ordinato per civiltà, o non lo sarà affatto. Al suo interno, gli stati guida delle diverse civiltà prendono il posto delle superpotenze, si ergono a tutori dell’ordine all’interno delle rispettive civiltà nonché, mediante negoziati con altri stati guida, nei rapporti tra esse”.

Ma perché, anziché combattere la conflittualità, bisogna accentuarla?

La conflittualità è universale. Odiare è umano. Per potersi definire e per trovare le opportune motivazioni, l’uomo ha bisogno di nemici: concorrenti in affari, avversari in qualsiasi tipo di competizione, rivali in politica…”.

Non si poteva essere più chiari: ci vuole un nemico, per cementare l’unità europea, e questo nemico è l’Islàm (con la Cina sullo sfondo, e con la Russia che ora è un nemico, in quanto Putin è giudicato “non consono” al progetto del Nuovo Ordine Mondiale). Bisogna capire, però, che queste convinzioni teoriche si sono poi tramutate in attentati terroristici, che fungono benissimo agli scopi suesposti. E naturalmente, questo tipo di progetto ha come perno principale il progettare e favorire tutto ciò che possa contribuire ad esasperare le differenze tra le civiltà, allo scopo di tenerle separate.

L’attentato al locale “Bataclan” di Parigi, dove furono massacrate più di cento persone, il giorno 13 dicembre del 2015. Abbiamo scritto un approfondimento sui retroscena massonici dell’attentato: http://www.civiltaislamica.it/terrorismo/templari-2/ .

L’attentato al locale “Bataclan” di Parigi, dove furono massacrate più di cento persone, il giorno 13 dicembre del 2015. Abbiamo scritto un approfondimento sui retroscena massonici dell’attentato: http://www.civiltaislamica.it/terrorismo/templari-2/ .

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Ma è stato poi chiaro che il metodo da seguire, verso questo mondo “separatista”, è quello di accentuare il più possibile le diversità (specialmente nei confronti di Cina e Islàm), con tutti i mezzi possibili e immaginabili. Compreso il terrorismo. Ed arriviamo così agli “stati-guida”.

In conseguenza di ciò, infatti Huntington giunge infine a teorizzare la necessità della formazione, laddove già non esistano, di stati che svolgano, all’interno di un “nuovo Ordine Mondiale” prefigurato come abbiamo illustrato, il ruolo di guida della civiltà cui appartengono.

Lo scrittore Samuel Huntington (1927-2008), autore del libro “Lo scontro delle civiltà e il Nuovo Ordine Mondiale”.

Lo scrittore Samuel Huntington (1927-2008), autore del libro “Lo scontro delle civiltà e il Nuovo Ordine Mondiale”.

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Rimanendo al mondo islamico, dopo aver passato in rassegna i paesi musulmani più importanti, ed averli scartati per motivi diversi, il nostro Samuel individua il paese giusto per fungere da stato-guida in questo modello, per le sue caratteristiche economico-geografiche, di popolazione e di storia: la Turchia. Eccone le motivazioni, con un interessante, ma solo apparentemente contraddittorio, invito ai turchi ad abbandonare il laicismo di matrice ataturkiana:

La Turchia possiede la storia, la popolazione, il livello medio di sviluppo economico, la coesione nazionale, la tradizione e la competenza militare necessari a fungere da stato-guida dell’Islàm… (ma) fino a quando la Turchia continuerà a proclamarsi uno stato laico, la leadership dell’Islàm le sarà preclusa. Cosa accadrebbe, tuttavia, se la Turchia mutasse la propria identità? Prima o poi, potrebbe decidersi ad abbandonare il proprio frustrante e umiliante ruolo di mendicante che implora di essere ammesso in Occidente e riappropriarsi del ben più prestigioso ruolo storico di principale interlocutore islamico e antagonista dell’Occidente… Tra i paesi musulmani, la Turchia è l’unica che possa vantare profondi legami storici con i musulmani dei Balcani, del Medio Oriente, del Nord Africa e dell’Asia centrale. Presumibilmente la Turchia potrebbe “fare come il Sudafrica”: abbandonare il proprio secolarismo in quanto estraneo alla propria natura, così come il Sudafrica ha abbandonato l’apartheid, trasformandosi così da stato paria a stato guida della propria civiltà. Avendo provato il meglio e il peggio dell’Occidente con il cristianesimo e l’apartheid, il Sudafrica è particolarmente qualificato ad assumere il ruolo di stato-leader dell’Africa. Avendo sperimentato il meglio e il peggio dell’Occidente in materia di secolarismo e democrazia, la Turchia potrebbe essere altrettanto qualificata al ruolo di leader dell’Islàm. Perché ciò possa accadere, tuttavia, la Turchia dovrebbe ripudiare l’eredità di Ataturk in modo ancor più deciso di quanto la Russia abbia ripudiato quella di Lenin. Avrebbe altresì bisogno di un leader del calibro di Ataturk, un uomo in grado di conquistare la legittimità religiosa e politica necessaria per trasformare la Turchia da un paese in bilico in uno stato guida”.

Certo, fa impressione leggere da un super neoaristocratico di destra americano, che non ha alcuna simpatia per l’Islàm, la perorazione della causa di uno stato-guida per l’Islàm, addirittura con tanto di augurio di trovare un leader “del calibro di Ataturk”! Ma proprio qui sta l’essenza del progetto di Huntington: per garantire l’ “ordine” da lui sognato, le diverse civiltà vanno “ordinate” assegnando, dove tale ruolo non c’è, uno stato-guida per ciascuna. Ovviamente, questi stati-guida devono essere rispettosi dell’ordine che si andrà a costituire. Il “patto” sta nel fatto di mandare al potere una persona contigua con questo progetto, e ricompensarla, oltre agli ovvi privilegi connaturati all’esercizio del potere, coll’alleanza garantita a chi assume coscientemente questo ruolo. Deve essere chiaro, cioè, che tutto avviene nell’ambito di reciproci patti. In poche parole, “ti mandiamo al potere, e diamo alla Turchia il ruolo di stato-leader dell’Islàm, ma tu in cambio garantisci fedeltà al progetto, tua e di chi ti succederà al potere”. Ingegnoso, ma chiarissimo.

Ma questo, sarà chiaro più avanti.

Intanto, entra in gioco il nostro Erdogan.

Infatti, il ramo più estremista e più terrorista della massoneria reazionaria e neo-aristocratica, sceglierà, fin dagli ultimissimi anni Novanta, la Turchia, e in particolare il massone Erdogan, come “guide” della civiltà dell’Islàm.

Nel 2000, il “massone anomalo” (così lo definisce Gioele Magaldi) Recep Tayyip Erdogan, viene affiliato alla Ur-Lodge massonica “Hathor Pentalpha”, responsabile di praticamente tutto il terrorismo nel mondo, dall’attentato alle Torri Gemelle fino ad oggi.

A seguito di sua insistita richiesta.

  1. continua.

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