La coppia

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura LI – Ayàt 49-50:

وَمِنْ كُلِّ شَيْءٍ خَلَقْنَا زَوْجَيْنِ لَعَلَّكُمْ تَذَكَّرُونَ.49
فَفِرُّوا إِلَى اللَّهِ إِنِّي لَكُمْ مِنْهُ نَذِيرٌ مُبِينٌ.50

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Di ogni realtà Noi creammo una coppia, affinché riflettiate. (49) Fuggite, perciò, (dal politeismo, rifugiandovi) presso Allàh! In verità, io per voi sono, da parte sua, chiaro ammonitore.(50)
  • Nota
    Quando dalla meditazione sul testo del Sublime Corano ci rendiamo conto che il suo Autore è Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, e riflettiamo sul significato di questa àyah, capiamo che quanto all’uomo, la coppia significa “maschio e femmina”. Per questo dobbiamo ripudiare la dottrina “gender”, che è espressione di “politeismo” e cercare rifugio in Allàh, l’Altissimo. Quindi, è dovere di chi ha compreso la verità, l’ammonire con precisione linguistica e chiarezza concettuale del carattere diabolico della suddetta dottrina.

066

FRANCESCO IN EGITTO

Una replica significativa

L’intenso abbraccio di pace di Papa Francesco ad Ahmad at-Tayyb, Imam dell’Università dell’Azhar, al Cairo.

L’intenso abbraccio di pace di Papa Francesco ad Ahmad at-Tayyb, Imam dell’Università dell’Azhar, al Cairo.

.

Dice il Sublime Corano:

E troverete come i più vicini a voi,
quelli che dicono: ‘Siamo cristiani!’”

È stato un incontro storico, quello del 28 aprile 2017, al Cairo, tra Papa Francesco e l’Imam dell’Università dell’Azhar, al Cairo.

In un momento particolare, in cui le forze oscure, capitanate dal “Principe di Questo Mondo”, scatenano guerra e terrorismo in tutto il mondo, con l’intento di creare caos, odio e divisione dappertutto, per gli scopi molto chiaramente enunciati da Papa Francesco stesso, che sono quelli di POTERE E DENARO, quest’incontro, voluto fortemente dal pontefice cattolico, ha suggellato, con un lungo e commovente abbraccio tra le personalità che in quel momento rappresentavano le due comunità religiose più numerose della terra, l’intento profondo di lottare assieme per la pace, per la convivenza religiosa, e contro tutte le guerre e tutte le forme di terrorismo.

Secoli fa, un altro famoso Francesco, da cui l’attuale pontefice ha preso il nome, si recò in Egitto, per essere ricevuto dal sultano al-Kamil.

Questi, nipote del famoso Salah-ud-Din (Saladino), si trovava assediato dalle truppe crociate. Aveva proposto, per arrivare alla pace, di lasciare ai crociati Gerusalemme, il cui re era Giovanni di Brienne, a condizione che togliessero l’assedio di Damietta e lasciassero l’Egitto. Il re e tutti i comandanti crociati erano d’accordo, ma come sempre succedeva in questi casi, l’inviato del Papa, il cardinale Pelagio Galvani, pose il veto, e l’accordo sfumò. Le proposte di pace del Sultano erano sincere, e ciò è dimostrato dal fatto che fu lui stesso, in seguito, a firmare con l’imperatore Federico II un accordo per la concessione decennale dei luoghi santi.

In questo contesto, arriva Francesco d’Assisi.

Dapprima, si mette nel campo crociato a predicare contro la guerra, poi si avvia verso le postazioni musulmane. Dopo aver insistito molto, riesce ad essere ricevuto dal Sultano.

Francesco espose le sue convinzioni religiose, in maniera molto appassionata, al Sultano, che le ascoltò con molta attenzione, anche perché sperava che nei discorsi di Francesco si potessero intravedere elementi di possibilità di accordi con i crociati.

L’abbraccio tra Francesco d’Assisi e il Sultano al-Kamil. Non è stato possibile capire chi sia l’autore di questo quadro.

L’abbraccio tra Francesco d’Assisi e il Sultano al-Kamil. Non è stato possibile capire chi sia l’autore di questo quadro.

 .

Ecco come ci descrive l’incontro lo storico cattolico Augustine Thompson, frate dell’Ordine dei Predicatori, nel suo libro “Francesco d’Assisi – Una nuova biografia” (pag. 88):

Dopo molte conversazioni protrattesi per un certo numero di giorni, e trovando che la discussione non faceva nessun passo in avanti politico, il sultano decise di porvi fine. Egli fece un’offerta finale: se i frati fossero rimasti abbracciando l’Islàm, egli avrebbe provveduto al loro benessere. Francesco e il suo confratello rifiutarono categoricamente l’offerta, dicendo che non erano venuti con l’intenzione di convertirsi, ma di predicare Cristo. Allora, con un gesto tipico dell’ospitalità mediorientale, al-Kamil fece preparare un tavolo con stoffe preziose e ornamenti d’oro e d’argento e li offrì in dono ai due confratelli. Con grande stupore del sultano, Francesco spiegò che la loro religione gli proibiva di accettare qualsiasi dono prezioso, denaro o beni di proprietà. D’altra parte, egli sarebbe stato lieto di accettare cibo per quel giorno. Allora, che abbia chiesto o meno a Francesco di pregare per lui, come pretendono alcune fonti cristiane, al-Kamil fu felice di offrire loro un magnifico pasto, dopo il quale ordinò che fossero respinti nelle linee crociate”.

Come si legge, non vi è traccia del famoso episodio della “prova del fuoco”.

Beato Angelico, “San Francesco davanti al Sultano”, Museo Lindenau, Altenburg.

Beato Angelico, “San Francesco davanti al Sultano”, Museo Lindenau, Altenburg.

.

Questa sarebbe consistita nel fatto che ad un certo punto Francesco, per convincere il Sultano della verità della fede cristiana, avrebbe camminato sui carboni ardenti per provare la verità della sua fede.

Giotto, “San Francesco e la prova del fuoco”. Il dipinto si trova nella Cappella Bardi, a Santa Croce, in Firenze.

Giotto, “San Francesco e la prova del fuoco”. Il dipinto si trova nella Cappella Bardi, a Santa Croce, in Firenze.

.

In verità, questo episodio non si è con tutta probabilità mai verificato storicamente, in quanto se ne comincia a parlare dopo la morte di Francesco.

Cominciò Tommaso da Celano, e poi San Buonaventura, che inaugurarono anche un “filone” esegetico che interpretava l’incontro non più in termini di scambio di opinioni e di conoscenze religiose, com’era stato effettivamente, ma come uno scontro dei cristiani contro dei nemici irriducibili, molto simili a dei diavoli.

 Giotto, “La prova del fuoco dinanzi al Soldano”, Assisi, Chiesa Superiore di San Francesco.

Giotto, “La prova del fuoco dinanzi al Soldano”, Assisi, Chiesa Superiore di San Francesco.

.

Del resto, in vista della canonizzazione di Francesco e del futuro sfruttamento del suo culto, bisognava accentuare il suo carattere di santità e di persona che cercava il martirio per fede.

Benozzo Gozzoli, “Francesco d’Assisi e il sultano al-Kamil”, Montefalco, Complesso museale di San Francesco.
Benozzo Gozzoli, “Francesco d’Assisi e il sultano al-Kamil”, Montefalco, Complesso museale di San Francesco.

.

In realtà, come ci spiega Gwenole Jeusset nel suo libro “Francesco e il Sultano”, Francesco si sentiva spiritualmente molto vicino al mondo musulmano. Tanto che, tornato in patria, scrisse nella prima stesura della Regola del suo Ordine, il capitolo 16.

E in tale capitolo Francesco istruiva i suoi frati su come comportarsi per poter instaurare il dialogo con i musulmani.

Dopo la visita al sultano Francesco scrisse, nella Regola del 1221, che i frati desiderosi di vivere tra i musulmani dovevano evitare ogni lite o disputa, ogni forma di apologetica, lo spirito di controversia, la volontà di vincere nella discussione e qualunque forma di ricerca del potere; al contrario, ha chiesto ai frati […] di essere consueti, pacifici, modesti, mansueti, umili.”

Queste direttive, che avrebbero probabilmente potuto cambiare di molto la storia dei rapporti fra musulmani e cristiani non solo di quei tempi, ma anche di quelli successivi, furono CENSURATE.

La cosiddetta “Regola non bollata”, la prima stesura della Regola francescana scritta dal Santo, venne rifiutata dal Papa che impose una pesante censura e costrinse Francesco ad eliminare il capitolo 16.

Come si vede, in ogni epoca ci sono, ovunque, uomini di pace, e uomini di guerra.

E noi desideriamo concludere questo articolo, inserendovi il testo integrale del famoso “Cantico delle Creature”, di Francesco d’Assisi.

Chi non lo conosce, soprattutto i nostri lettori musulmani, non potrà che apprezzarne la bellezza. E chi avesse la pazienza di studiarlo più attentamente, scoprirebbe che quasi tutti i brani trovano corrispondenza praticamente identica a molte ayaat del Sublime Corano.

Potrebbe essere benissimo una preghiera islamica.

«Altissimu, onnipotente, bon Signore,

tue so’ le laude, la gloria e ‘honore et onne benedictione.

Ad te solo, Altissimo, se konfàno et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore, de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle, in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli che ‘l sosterrano in pace, ca da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare: guai a quelli che morrano ne le peccata mortali; beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no ‘l farrà male.

Laudate et benedicete mi’ Signore’ et ringratiate et serviateli cum grande humilitate».

La più antica stesura del Cantico di Francesco che si conosca: quella riportata nel Codice 338, f.f. 33r - 34r, sec. XIII, custodito nella Biblioteca del Sacro Convento di San Francesco, Assisi.

La più antica stesura del Cantico di Francesco che si conosca: quella riportata nel Codice 338, f.f. 33r – 34r, sec. XIII, custodito nella Biblioteca del Sacro Convento di San Francesco, Assisi.

 .

Ed infine, nel ricordare le innumerevoli dichiarazioni di fraternità rivolte da Papa Francesco ai musulmani, ricordiamo anche queste belle parole del suo predecessore, Giovanni Paolo II, pronunciate il 28 settembre 1986:

Le nostre differenze sono numerose e profonde; sono state spesso, in passato, cause di scontri dolorosi. La comune fede in Dio ha un valore fondamentale: facendoci riconoscere ogni persona come creatura di Dio, essa ci fa scoprire la fraternità universale.”

La “costruzione” del cielo

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura LI – Ayah 47:

وَالسَّمَاءَ بَنَيْنَاهَا بِأَيْيدٍ وَإِنَّا لَمُوسِعُونَ.47

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Il cielo lo abbiamo costruito, magistralmente, e Noi ne allarghiamo di continuo gli spazi!(47)
  • Nota
    Con precisione linguistica e chiarezza concettuale Allàh, l’Altissimo, Autore del Sublime Corano, parla in quest’ayah di una realtà dell’universo scoperta 1400 dopo la “pubblicazione” del Libro. Chi, se non Allàh, rifulga lo splendor della sua Luce, poteva saperlo?

005

Prima KHUTBAH di RAMADAN

Nel nome di Allàh,
il Sommamente Misericordioso i
l Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo esclusivo per esser Destinatario di Lode. Soltanto a Lui, noi, suoi servi fedeli, la lode innalziamo. Soltanto di Lui, l’Onnipotente, nel bisogno invochiamo il soccorso. Soltanto a Lui, il Misericordioso il Clementissimo, va il nostro ringraziamento. Soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni.

Continua a leggere

La qualità del cibo

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura II – Ayah 61:

وَإِذْ قُلْتُمْ يَا مُوسَى لَنْ نَصْبِرَ عَلَى طَعَامٍ وَاحِدٍ فَادْعُ لَنَا رَبَّكَ يُخْرِجْ لَنَا مِمَّا تُنْبِتُ الأَرْضُ مِنْ بَقْلِهَا وَقِثَّائِهَا وَفُومِهَا وَعَدَسِهَا وَبَصَلِهَا قَالَ أَتَسْتَبْدِلُونَ الَّذِي هُوَ أَدْنَى بِالَّذِي هُوَ خَيْرٌ اهْبِطُوا مِصْرًا فَإِنَّ لَكُمْ مَا سَأَلْتُمْ وَضُرِبَتْ عَلَيْهِمْ الذِّلَّةُ وَالْمَسْكَنَةُ وَبَاءُوا بِغَضَبٍ مِنْ اللَّهِ ذَلِكَ بِأَنَّهُمْ كَانُوا يَكْفُرُونَ بِآيَاتِ اللَّهِ وَيَقْتُلُونَ النَّبِيِّينَ بِغَيْرِ الْحَقِّ ذَلِكَ بِمَا عَصَوْا وَكَانُوا يَعْتَدُونَ.61

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Voi diceste: “O Mūsā (Mosè), siamo stufi di mangiare sempre lo stesso cibo. Invoca per noi il tuo Signore, affinché ci fornisca del cibo vario, formato da ciò che la terra produce: legumi, cetrioli, cereali, lenticchie, cipolle!”. Disse: “Se voi preferite una qualità di cibo inferiore a una qualità di cibo superiore, scendete in Mìṣr e ivi troverete ciò che chiedete!”. Furono colpiti dall’umiliazione e dalla miseria, attirando su loro l’ira di Allàh. Ciò poiché rifiutavano di credere ai Segni di Allàh e uccidevano i Profeti, ingiustamente, e ciò perchè disobbedivano ed erano trasgressori (61).
  • Nota
    È un’àyah che ha per destinatari coloro, i quali preferiscono “a una qualità di cibo superiore una qualità di cibo inferiore”, che si trova nell’area culturale del politeismo idolatrico.

056

Verità e Paradiso

Zàyd bin Àrqam, che Allàh si compiaccia di lui, raccontò che l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ebbe a dire:

“Garantisco il Paradiso a chi di voi mi garantisce: di dire la verità, quando parla, di custodire con diligenza, quando gli viene affidata in deposito una cosa, di governare le proprie parti intime, di governare i propri sguardi, di tenere a freno le proprie mani!’”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Registrato da al-Bàyaqī.

006

Il Giorno del Giudizio

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura LI – Ayah 23:

فَوَرَبِّ السَّمَاءِ وَالأَرْضِ إِنَّهُ لَحَقٌّ مِثْلَ مَا أَنَّكُمْ تَنطِقُونَ.23

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Per il Signore del cielo e della terra, in verità, esso è, certamente, vero come il fatto, che voi parliate.(23)
  • Nota
    Il Giorno del Giudizio è vero come è vero che l’uomo è l’unica creatura parlante. Il Sublime Corano è vero Verbo Divino come è vero che l’uomo è l’unica creatura parlante.

054

RAMADAN KARIM
A TUTTI I MUSULMANI!

E’ iniziato il mese di Ramadàn,
e con esso il digiuno prescritto da ALLAH.

Formuliamo i migliori auguri
a tutti i Musulmani.

 

BOICOTTIAMO!
I prodotti che
i musulmani NON devono comprare

sfondopopup