Indicazione metodologica

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XX – Ayah 114:

فَتَعَالَى اللَّهُ الْمَلِكُ الْحَقُّ وَلاَ تَعْجَلْ بِالْقُرْآنِ مِنْ قَبْلِ أَنْ يُقْضَى إِلَيْكَ وَحْيُهُ وَقُلْ رَبِّ زِدْنِي عِلْمًا.114

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Sia esaltato Allàh, il Re, il Vero. Non precipitare la recitazione del Corano, prima che sia finita la sua rivelazione a te, e di’: “Signore mio, accrescimi, quanto a scienza”. (114)
  • Nota
    Indicazione metodologica divina: prima bisogna imparare a memoria il testo e dopo recitarlo. Poi chiedere ad Allàh di farcene comprendere il significato, accrescendoci quanto a conoscenza, ai fini della traduzione in pratica dell’Insegnamento. L’àyah è la numero 114 e 114 è il numero delle Sure del Sublime Corano.

064

La misericordia

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e sorelle nell’Islàm,
c’è un proverbio astronomico italiano che in relazione alla “gobba” della luna nel suo percorso sulla volta celeste, dice: gobba a ponente [occidente] luna crescente, gobba a levante [oriente] e luna calante. È dall’avvistamento locale del primo hilāl che ha da avere inizio il digiuno. Il Sublime Corano, infatti, è esplicito: il mese di digiuno inizia a partire dall’arco diurno seguente alla notte, in cui è avvenuto l’avvistamento della prima falce di luna nascente, quando la luna è uscita dalla congiunzione con il sole.

C’è, però, un’altra dottrina secondo la quale quando l’avvistamento avviene in qualsiasi luogo del pianeta, per il principio del tawḥīd della Umma di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il mese del digiuno diventa obbligatorio per tutti i Musulmani. Questa duplicità di dottrina, ciascuna delle quali, come detto sopra, ha forte fondamento, porta spesso a una duplicità di inizio del digiuno e noi preghiamo Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, di accettare i digiuni, le veglie i riti di adorazione dei seguaci dell’una e dell’altra.

Il mese di Ramadan è il mese più sacro di tutto il calendario islamico, perché Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, il quale ha dato a ogni lasso di tempo un momento particolarmente più sacro [durante il giorno i cinque orari del rito di adorazione, durante la settimana il venerdì (il giorno festivo islamico], durante l’anno ha sottolineato la maggior sacertà del mese di Ramadan rispetto agli altri mesi.

In questo mese benedetto, di cui il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria ha chiamato sàyyidu-sh-shuhūr [il signore dei mesi], il musulmano, in obbedienza al precetto coranico, si astiene dal soddisfare, durante l’arco diurno del giorno, tutti i propri istinti, quali il mangiare, il bere, l’avere rapporti sessuali, cioè gli istinti basilari dell’esistenza: l’istinto di conservazione individuale e l’istinto di conservazione della specie.

Come disse il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il mese santo si divide in tre decadi: la prima decade è quella della misericordia; la seconda decade è quella del perdono e la terza è quella della salvezza dal fuoco, o come disse che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria. La misericordiosità è una caratteristica essenziale dell’identità divina, cioè di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, egli è Ar-Rahmān, questo è il Suo Nome proprio! Il Sommamente Misericordioso.

Nel famosissimo ḥadīth nel quale il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, enumera i Bellissimi Epiteti di Allàh, subito dopo il Suo nome proprio, Ar-Rahmān viene Ar-Raḥīm, anche esso irradiante il significato della misericordia che si esprime nella clemenza, Ar-Raḥīm, il Clementissimo, il Clemente in sommo grado. Con la Misericordia Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, esprime il suo Amore infinito e la misericordia di Ar-Rahmān è quella verso tutte le sue creature animate e inanimate, di cui l’espressione minima è quella della cammella che alza la sua zampa per non calpestare il cammellino, un amore che, quanto agli uomini è benefico per i credenti musulmani e i non credenti nella paternità divina del Sublime Corano e nella missione apostolico profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Dalla somma Clemenza di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, saranno beneficati soltanto i Musulmani nel Giorno del Giudizio. La Misericordia di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, Egli l’ha suddivisa in mille parti delle quali una è quella che Egli effonde nel creato, mentre le altre sono quelle di cui saranno beneficati i Musulmani nel giorno del Giudizio.

Il mese di Ramadàn è ricco di benefici per la salute dell’anima e del corpo del singolo, per la realizzazione dell’armonia dei rapporti familiari e dell’equilibrio nelle relazioni sociali.

A livello spirituale il mese sacro è una scuola, la scuola dei trenta giorni, come venne chiamata. Questa scuola, come una palestra, ci educa a controllare gli aspetti materiali della nostra vita, che ci sospingono all’appagamento delle nostre passioni e dei nostri istinti. Questo self-control promosso dal digiuno tiene a bada la malattia nefasta, che vede la materia sopraffare il sentimento.

Il nostro spirito si educa in questo mese alla pazienza e alla perseveranza ed è grazie anche al digiuno di ramadàn consapevolmente praticato come forma di ringraziamento ad Allàh per gli innumerevoli benefici della Sua Misericordia, che non pochi di noi sono riusciti ad allontanarsi da molti di quei vizi, che comportano dipendenze materiali.

In questo mese noi siamo costretti dell’Amore per Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, a provare la sofferenza di chi non mangia e non beve non per devozione, ma per l’ingiustizia che governa il mondo, dove impera il dio denaro, per cui la sofferenza non può non portarci a essere misericordiosi nei confronti di coloro che non trovano con cosa sfamare sé e la propria famiglia, come i profughi costretti dalla violenza ad abbandonare le loro case, a fare donazioni per i carcerati all’aria aperta di Ghaza per mezzo delle associazioni di Carità musulmane, che operano in Italia. Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce: «Usate misericordia se volete che vi sia usata misericordia!».

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
il digiuno ci educa al buon governo dello spirito e del corpo ed è medicina efficace per guarire molte malattie individuali e sociali, nonché di prevenirne l’insorgenza. Oltre a questi benefici materiali e spirituali nella vita terrena, il rispetto da parte nostra dei precetti del digiuno ci rende meritevoli di una grande ricompensa nella vita futura, un Paradiso nel quale, se Allàh vuole e grazie alla Sua Misericordia, potremo entrare attraverso una porta speciale, riservata ai digiunanti, la porta che si chiama Ar-Rayān.

-o-

Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi il perdono, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.

Egli abbraccia ogni cosa

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XX – Ayah 98:

إِنَّمَا إِلَهُكُمْ اللَّهُ الَّذِي لاَ إِلَهَ إِلاَّ هُوَ وَسِعَ كُلَّ شَيْءٍ عِلْمًا.98

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Il vostro ilāh (la vostra deità) è solamente Allàh! Tranne Lui non c’è divinità. Egli abbraccia ogni cosa, quanto a scienza (98).
  • Nota.
    Ilàh significa “titolare di potere assoluto, al quale è dovuta totale obbedienza e al quale soltanto il sottoposto ha l’obbligo di rivolgersi per avere sostegno”; queste caratteristiche sono sintetizzate nella parola “deità”. Nessuno, tranne Allàh ha titolo di essere destinatario, in quanto Creatore, del dovere di totale obbedienza, al Quale soltanto il sottoposto ha l’obbligo di rivolgersi per avere sostegno. In quanto Creatore di tutto ciò che esiste, Egli ha contezza di ogni oggetto della Sua creazione: dalla particella sub-atomica alla mega-galassia.

066

Khùtbah n. 1 di Ramaḍān 1439

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

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Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
tra qualche giorno avranno inizio le tre notti dell’interlunio, nelle quali la luna, essendo in congiunzione con il sole, sarà assente dal cielo, concludendo l’ottava rotazione annuale intorno alla Terra.

Quando essa apparirà nella regione occidentale del cielo poco dopo il tramonto del sole sotto forma di un’esile falce luminosa per pochi secondi, se Allàh, rifulga la Sua Luce, vuole, e con il suo avvistamento avrà inizio il Santo mese di Ramaḍān dell’anno 1439 dell’egira, il mese del digiuno, prescritto da Allàh, sempre rifulga lo splendor della Sua Luce, nel Sublime Corano, nel mese di Ramaḍān; il mese nel quale con la discesa della Sua Santissima Parola nel cuore di Muhàmmad ebbe inizio la Sua Missione Apostolico-profetica.

Noi siamo musulmani e la nostra vita la regoliamo in base ai Comandamenti di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, e ai Precetti del profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria. E cinque sono gli adempimenti fondamentli a cui siamo tenuti [al-arkānu-l-Islāmi-l-khàmasah] i quali come tutti voi sapete sono: la Testimonianza [aš-Šahādah], i quotidiani cinque riti d’adorazione [aṣ-ṣalawātu-l-khàmsah], l’imposta coranica sulla ricchezza [zakātu-l-māl], il digiuno del sacro mese di Ramadan [ṣàwmu Ramaḍān] e il pellegrinaggio alla Mecca, per chi ne ha le possibilità economiche e fisiche [ḥàggiu-l-bàyt].

Il digiuno del mese di Ramaḍān, sulla base dell’insegnamento del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria è il quarto pilastro dell’Islàm, esso è stato prescritto come mezzo di far trovare al credente il <Timore di Allàh> ed è stato prescritto in Ramadàn, perché in questo mese il Santo Corano è stato fatto scendere nel cuore di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Siamo in attesa dell’annuncio dell’avvistamento della prima falce di luna, con la gobba a ponente, perché è dall’avvistamento del hilāl che ha da avere inizio il digiuno. Il Sublime Corano, infatti, è esplicito: il mese di digiuno inizia a partire dall’arco diurno seguente alla notte, in cui è avvenuto l’avvistamento della prima falce di luna nascente, la qual cosa avviene quando la luna esce dalla congiunzione con il sole, dando inizio alla sua nona rotazione attorno alla Terra.

Quanto alla durata del digiuno il Profeta ebbe a dire: «Digiunate dall’avvistamento all’avvistamento!» o come disse, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il che significa che il digiuno dura fino all’avvistamento della falce di luna successiva, cioè al novilunio del decimo mese lunare.

Ramaḍān è il mese più sacro di tutto il calendario islamico, perché Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, il quale ha dato a ogni lasso di tempo un momento particolarmente più sacro [durante il giorno i cinque orari del rito di adorazione, durante la settimana il venerdì (il giorno festivo islamico], durante l’anno ha sottolineato la maggior sacertà del mese di Ramaḍān rispetto agli altri mesi.

In questo mese benedetto, che il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria ha chiamato sàyyidu-sh-shuhūr [il signore dei mesi], in obbedienza al precetto coranico, il credente nella paternità divina del Sublime Corano e nella missione apostolico-profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, digiuna dall’alba al tramonto – dalla chiamata del rito del fàgr alla chiamata del rito del maghrib – con somma devozione al solo scopo di meritare il compiacimento di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, il Quale generosamente abbonda di grazie e di benefici spirituali e materiali in questo mese.

E poiché Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, nel dare norme di vita alla Sua creatura umana ha posto nel Suo codice i principi base dell’equilibrio e della giustizia, Egli, rifulga lo splendor della Sua Luce, autorizza l’astinenza dal digiuno dal tramonto del sole al primo chiarore antelucano.

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
la pratica coscienziosa del digiuno di Ramaḍān è apportatrice, per grazia di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, di grandi benefici per la salute dell’anima e di quella del corpo, per la realizzazione e il mantenimento dell’armonia nei rapporti familiari come pure dell’equilibrio nelle relazioni sociali! Approfittiamo, quindi, di questo mese per temprare la nostra consapevolezza islamica e lucrare il favore di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce.

-o-

Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi il perdono, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.

Una pianura livellata

  • QUESTE SONO PAROLE D’IDDIO, Sura XX – Ayàt 106-107:

فَيَذَرُهَا قَاعًا صَفْصَفًا.106
لاَ تَرَى فِيهَا عِوَجًا وَلاَ أَمْتًا.107

  • QUESTO IL LORO SIGNIFICATO:
    Ti interrogano intorno alle catene montagnose. Di’: “Il mio Signore le ridurrà in polvere, e le soffierà via (riducendole) come una pianura livellata, (106) in cui non vedrai né anfrattuosità né ondulazioni del terreno”. (107)
  • Nota
    Immagine apocalittica di un evento, che si verificherà nel Giorno della Fine del mondo! La terra sarà “una pianura livellata” nella quale i resuscitati, attenderanno il Giudizio universale.

040

L’espiazione

Anas (che allàh sia compiaciuto di lui) raccontò. Un giorno l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse:

“L’espiazione per aver parlato male di qualcuno è chiedergli perdono dicendo: “Allahùmma ghfìr la-nā wa là-hu” (o Allàh, perdona noi e lui!) !”. [O come disse in arabo, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria].

Lo ha riferito al-Bàyhaqī.

043

MISFATTI E PROSPETTIVE DI UN “MASSONE ANOMALO” L’espansionismo del guerrafondaio Erdogan

3 – L’accordo con Israele e il tradimento della Palestina

Erdogan e Netanyahu, l’alleanza fra due terroristi.

Erdogan e Netanyahu, l’alleanza fra due terroristi.

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Il guerrafondaio Erdogan, contestualmente alla sua politica di ricerca, con mezzi leciti e illeciti, della leadership del mondo islamico, di tanto in tanto fa dichiarazioni apparentemente anti-sioniste, di solidarietà coi palestinesi, ecc.

Niente di più ignobilmente falso e fuorviante.

Nei primi due capitoli di questa inchiesta, abbiamo delineato la figura del super-massone Erdogan, inquadrandolo all’interno della sanguinaria e guerrafondaia Ur-Lodge “Hathor Pentalpha”, cui Erdogan è stato affiliato nel 2000, e che è responsabile di praticamente TUTTE LE GUERRE E TUTTI GLI ATTENTATI TERRORISTICI dall’11 settembre 2001 (compreso) in poi.

Al centro, il leader turco Erdogan. Tutto intorno i suoi confratelli massoni nella Ur-Lodge “Hathor Pentalpha”.

Al centro, il leader turco Erdogan. Tutto intorno i suoi confratelli massoni nella Ur-Lodge “Hathor Pentalpha”.

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Da questa terza puntata cominciamo ad analizzare COME Erdogan ha messo e mette in pratica la sua fratellanza massonica con USASIONSAUD.

Questa che ricordiamo qui è la storia di un tradimento e di un accordo infame, nota, ma che non tutti conoscono, e che comunque fa bene ricordare.

È la storia del tradimento della causa palestinese da parte di Erdogan, e la storia di un accordo infame dello stesso Erdogan col governo sionista, stipulato nel giugno 2016.

Dopo essersi proclamato per anni come il primo dei difensori dei diritti del popolo palestinese, il governo dell’AKP di Binali Yildirim, dietro mandato di Recep Tayyip Erdogan, ha siglato un accordo con il governo israeliano di Benyamin Netanyahu. Ha svenduto il popolo di Gaza, che si trova circondato da un blocco imposto da Israele sin dalla guerra d’aggressione lanciata contro questa parte della Palestina nel 2008-9 dallo Stato sionista. Erdogan non solo ha rinnegato la sua vecchia richiesta di far cessare il blocco di Gaza, un blocco totalmente disumano e devastante per il popolo palestinese, ma nel concreto si è spinto tanto oltre da riconoscerlo e da approvarlo sul piano legale. Erdogan con questo accordo ha di fatto legalizzato e autorizzato il criminale blocco di Gaza.

Binali Yildirim, Primo Ministro della Turchia, e capo del AKP, il partito di Erdogan, firmatario del patto infame con Israele.

Binali Yildirim, Primo Ministro della Turchia, e capo del AKP, il partito di Erdogan, firmatario del patto infame con Israele.

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LA STORIA DELLA “FREEDOM FLOTILLA”,
ANTEFATTO DELL’ACCORDO INFAME

L’accordo nasce da un antefatto. Nel maggio 2012 la “Mavi Marmara”, la nave ammiraglia della flotta (detta anche “Freedom Flotilla”) che stava portando aiuti umanitari al popolo di Gaza, in sfida al blocco imposto da Israele sulla Striscia, fu presa d’assalto da commando israeliani in acque internazionali, con la morte di dieci cittadini turchi. La Turchia, a seguito di questo fatto, irrigidì notevolmente le sue relazioni diplomatiche con Israele, ed Erdogan chiese che Israele si scusasse per l’accaduto, pagasse i danni alle famiglie dei defunti, e interrompesse il blocco di Gaza.

La nave “Mavi Marmara” prima dell’assalto terroristico sionista.

La nave “Mavi Marmara” prima dell’assalto terroristico sionista.

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Fino al 2013, le relazioni tra i due paesi rimasero congelate. Nell’anno seguente, sotto la pressione di Obama, che era in visita in Israele, Netanyahu chiamò Erdogan per scusarsi. Cominciò allora un lungo processo di negoziazioni, andato avanti per lo più segretamente, che ha portato all’accordo che illustriamo qui sotto.

Il fatto che Netanyahu si sia scusato nel 2013 per l’incidente della Mavi Marmara, per il quale fu lodato a gran voce dai suoi sostenitori, è stata tutt’altro che una netta vittoria per Erdogan. Come si legge qui sotto.

L’ACCORDO INFAME,
E IL TRADIMENTO DELLA PALESTINA

Ecco i punti salienti dell’accordo con Israele:

  • Viene stabilita la cooperazione tra i due paesi, che prevede persino il trasposto via gasdotto, ai porti turchi, del gas naturale dei giacimenti al largo di Gaza, che Israele rivendica senza averne il diritto. Ciò significa che la Turchia sarà un complice nel furto del gas naturale da parte di Israele a danno dei suoi legittimi proprietari, il popolo palestinese.

  • La Turchia garantisce che Israele abbia un canale diretto di cooperazione con la NATO.

  • La Turchia garantisce che non consentirà attività terroristiche contro Israele che partano dal suo territorio.
  • La Turchia garantisce che non agirà in nessun caso per danneggiare gli interessi di Israele in ambiti come quello delle Nazioni Unite o della NATO. La Turchia ha in questo modo abbandonato la sua opposizione di lunga data alla cooperazione e all’intelligence militare tra NATO e Israele. Questa è una concessione che nessun governo turco, nemmeno il più filo-USA, aveva mai fatto nei 64 anni di permanenza della Turchia nell’Alleanza Nord-Atlantica!

  • Israele ha accettato la seconda condizione di Erdogan, cioè il pagamento dei danni alle famiglie dei defunti: pagherà venti milioni di dollari ad un fondo umanitario. Ma in cambio di questo pagamento c’è una contropartita umiliante per la Turchia: dovrà far cadere tutte le denunce pendenti nelle corti turche contro gli ufficiali israeliani che hanno assaltato la “Mavi Marmara” e ucciso dieci cittadini turchi! Il pagamento avverrà solo quando la Turchia avrà approvato una legge in tal senso, secondo la stampa israeliana.

  • Erdogan e il governo dell’AKP hanno lasciato cadere la loro terza richiesta: la fine del blocco su Gaza. Per indorare la pillola, Israele ha permesso alla Turchia di continuare a mandare aiuti umanitari a Gaza. Nulla di particolare, dato che paesi come la Germania e il Qatar lo stanno facendo da molti anni. In cambio, la Turchia ha accettato che questi aiuti passino dal porto israeliano di Ahdod: ciò che Israele aveva offerto alla flotta [della Mavi Marmara] nel 2010! L’assalto israeliano infatti era avvenuto perché il comandante della flotta aveva rifiutato quest’offerta umiliante! Dunque il governo turco ha ceduto totalmente a Israele, arrivando ad una situazione più servile, nei confronti dello stato sionista, di quanto non fosse prima dell’assalto criminale israeliano, perché adesso la Turchia, di fatto, riconosce il blocco di Gaza.

Qui si può vedere la localizzazione dei giacimenti di gas al largo di Gaza.

Qui si può vedere la localizzazione dei giacimenti di gas al largo di Gaza.

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E per chi vuol saperne di più sulla costruzione del gasdotto che ruberà il gas ai palestinesi, e sarà costruito dalla italiana Edison, legga qui.

E chi vuol saperne di più sui giacimenti stessi e la loro storia, e la storia del furto alla Palestina, legga qui.

L’accordo-resa ad Israele è stato contestato fortemente in Turchia, per quel poco che è lecito contestare. La capitolazione è così incontestabile che perfino la IHH, un’associazione umanitaria sui generis affiliata all’AKP e sempre all’avanguardia nell’organizzare spedizioni d’assistenza, inclusa quella della “Mavi Marmara” che portò al collasso delle relazioni turco-israeliane sei anni fa, ha criticato e ripudiato l’accordo.

Anche il DIP, Partito Rivoluzionario dei Lavoratori, ha condannato severamente quest’accordo.

Soddisfatti pienamente, invece, gli israeliani. Molto eloquenti, a riguardo, le dichiarazioni di Netanyahu, che definisce l’accordo “di enorme portata” e “di importanza strategica” per Israele.

BREVE STORIA
DEL GRANDE AMORE TRA ERDOGAN E ISRAELE

Dunque, alla fine della fiera, Erdogan ha fatto il contrario che contrastare Israele, e difendere la causa palestinese, come sbandiera ignobilmente ai quattro venti: ha fatto l’accordo più amichevole con Israele di tutta la storia della Turchia, e ha completamente abbandonato la causa palestinese. Del resto, da quando è al governo della Turchia, Erdogan ha fin dall’inizio collaborato alla grande con Israele nel commercio, nel turismo, nelle commesse militari, nelle esercitazioni militari congiunte, nei servizi segreti, ecc. Un grande amore, insomma, a conoscenza di tutti gli esperti di politica internazionale, anche se per la gran parte del tutto nascosto al popolo, specie quello turco.

I rapporti, sia economici che militari, tra Israele e Turchia, sono del resto sempre stati ottimi. E Israele li ha sempre coltivati in funzione anti-araba. Ecco cosa diceva un giornalista di Al Jaziira nel giugno del 2010:

Il rapporto israeliano con la Turchia negli anni ’60 e ’70 ha rappresentato una carta per esercitare pressioni sui Paesi arabi, i quali si rendevano conto che lo Stato di Israele estendeva i propri rapporti sebbene gli arabi lo considerassero uno Stato occupante. Inoltre, Israele ha utilizzato questo rapporto per inviare un altro messaggio politico, la cui sostanza era che lo Stato ebraico aveva ottenuto la legittimazione da un Paese che era stato il centro del califfato islamico.

Se la questione della legittimazione e gli aspetti storici erano importanti per Israele, i fattori economici, politici, e di sicurezza lo erano in egual misura. La cooperazione militare fra i due Paesi, che si tradusse in esercitazioni congiunte, nell’acquisto di armi, nell’ammodernamento e nella manutenzione della macchina bellica turca, raggiunse nel 2008 un valore di oltre 1,07 miliardi di dollari.

Sotto il profilo della cooperazione economica, le esportazioni turche verso Israele raggiunsero nel 2008 un valore di circa 1,53 miliardi di dollari. Per altro verso, vi sono circa 250 società israeliane che operano in territorio turco, mentre oltre 580 società turche operano nei territori del 1948.

Le relazioni turco-israeliane si svilupparono nel contesto di un ampio sostegno occidentale, guidato dagli Stati Uniti. Il rapporto fra Ankara e lo Stato ebraico rientrava e continuerà a rientrare negli interessi americani. Washington è convinta che gli alleati nella regione mediorientale siano una necessità imprescindibile, e ogni volta che il numero di questi alleati aumenta gli Stati Uniti vedono rafforzata la loro agenda nella regione. In questo contesto rientra il ruolo della base di Incirlik in Turchia, che fu utilizzata dagli americani per rafforzare l’assedio contro l’Iraq. Allo stesso modo, Washington e l’alleato israeliano non poterono fare a meno di riconoscere un ruolo alla Turchia nelle forze dell’UNIFIL schierate nel sud del Libano. Per non parlare poi del ruolo turco in Afghanistan nell’ambito della NATO.”   Link

Il rapporto fra Ankara e Tel Aviv è dunque, da sempre, molto più d’amore che di odio, ed è sempre stato favorito dagli USA. Dopo i pochi anni di interruzione a seguito dell’incidente della “Mavi Marmara”, l’accordo fra Erdogan e Netanyahu, dunque, rappresenta una mera prosecuzione, nel senso però di un rafforzamento, di un qualcosa che è in piedi da tempo, nonostante Erdogan di tanto in tanto faccia sparate propagandistiche apparentemente anti-sioniste.

Chi vuole scorrere una storia delle relazioni diplomatiche tra Turchia e Israele, può leggere qui.

Una delle ultime sparate propagandistiche di Erdogan è stata quella in occasione della dichiarazione di riconoscimento, da parte di Trump, di Gerusalemme come capitale di Israele. Convocando un summit dei paesi musulmani in Turchia, ne ha dette di tutti i colori contro Israele.

Il vertice della Organizzazione per la Cooperazione Islamica (OIC), convocato nel dicembre 2017 a Istanbul da Erdogan. La solita ignobile sceneggiata che non ha interrotto gli ottimi rapporti tra la Turchia e Israele.

Il vertice della Organizzazione per la Cooperazione Islamica (OIC), convocato nel dicembre 2017 a Istanbul da Erdogan. La solita ignobile sceneggiata che non ha interrotto gli ottimi rapporti tra la Turchia e Israele.

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Ma era tutta una sceneggiata per il popolino credulone:

Passati sette anni, si ripete lo scontro fra Ankara e Tel Aviv, con Erdogan che grida contro Israele e guida il risentimento dei musulmani nei confronti di Israele e a favore della causa palestinese. L’ultima notizia, in ordine di tempo, è l’annuncio del presidente turco di aprire un’ambasciata presso lo Stato di Palestina Gerusalemme Est. Tuttavia, sbaglia chi crede che le parole di Erdogan rivelino un grande scontro fra Israele e Turchia. Perché in realtà, proprio sotto la guida del “sultano”, i rapporti economici fra i due Paesi sono stati tutt’altro che negativi. Anzi, nel quindicennio di Erdogan tra premierato e presidenza, il volume commerciale fra Turchia e Israele, come riporta Agi, è notevolmente aumentato. “Pecunia non olet” si direbbe in questi casi. E in effetti, sembra che al netto delle parole, sia israeliani che turchi sappiano perfettamente che essere partner commerciali vale molto più dello scontro sulla Palestina, a dimostrazione che la questione palestinese serva più a Erdogan come trampolino per la leadership mediorientale che come arma contro Israele.

Secondo i dati riportati, il ministero dell’Economia turco ha reso noto che nei primi otto mesi del 2017 il volume di affari tra aziende turche e israeliane ha raggiunto i 3,2 miliardi di dollari, con un aumento del 14% rispetto allo stesso periodo del 2016. E, del resto, è difficile credere che una potenza mediorientale in espansione come quella turca, con un tasso di crescita e di produzione industriale in netto aumento, possa rinunciare a un mercato unico nel panorama mediorientale quale quello israeliano. E stessa cosa può dirsi per le aziende israeliane, che evidentemente, a livello regionale, soprattutto a causa dell’ostilità con l’Iran, possono ambire quale mercato di livello superiore soltanto alla Turchia. Un trend in crescita che sarà interessante capire se sarà riconfermato anche successivamente a questa grave crisi diplomatica. Viste le ultime dichiarazioni, anche da parte israeliana, non sembra che le questioni politiche su Gerusalemme incideranno troppo sugli scambi commerciali e sui progetti economici condivisi dai due Stati. A confermarlo, è stato lo stesso ministro dell’Energia di Israele, Yisrael Katz, il quale ha detto, in un’intervista al quotidiano saudita Ilaf, che gli attacchi di Erdogan non avrebbero avuto ripercussioni negative sugli accordi economici ed energetici tra Ankara e Tel Aviv. E le conferme, in questo senso, arrivano anche da Ankara, dove non è un mistero che la questione del gas del Mediterraneo orientale sia un tema particolarmente importante, a tal punto da mettere in secondo piano anche la causa palestinese. Far diventare il proprio Paese un hub del gas, in collaborazione con Cipro, Israele e Grecia, per Erdogan vale certamente più di essere definito “re di Gaza”. Con buona pace della questione israelopalestinese.” Link

Più chiari di così… Questa è la cruda realtà del terrorista guerrafondaio Erdogan, al di là della propaganda e della menzogna.

Khutbah dell’ annuncio di Ramaḍān del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria

Nel nome di Allàh, il Sommamente Misericordioso il Clementissimo.

Unicamente Allàh, l’Altissimo, ha titolo per essere Degnissimo di Lode, per cui noi, suoi servi fedeli, soltanto a Lui innalziamo la lode e il ringraziamento; soltanto a Lui rivolgiamo la nostra invocazione di soccorso, soltanto a Lui chiediamo protezione dalle nostre passioni e dalle nostre trasgressioni; a Lui soltanto chiediamo perdono e a Lui, rifulga lo splendor della Sua Luce, chiediamo la guida sul retto sentiero. Infatti, solamente chi è guidato da Allàh cammina sulla retta via, mentre, per colui che Allàh non guida, non si troverà maestro in grado di metterlo sulla retta via.

Rendo testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh, il Quale è Uno, Unico e Uni-personale, il Quale non generò né fu generato, il Quale a nessun titolo ha compartecipi nella Sua Qualità divina. Egli, infatti, è l’unico Creatore, l’unico Autore delle leggi che governano il creato, il Quale è Unico nella Onni-potenza, nella Onniscienza, nella Onnipresenza, nella Onniaudienza, nella Onnivedenza, ed è Unico nell’Onniagenza. Egli perdona le trasgressioni e accetta il pentimento, ma è severo nel castigo.

Rendo testimonianza che Muhàmmad è Apostolo e Messaggero di Allàh, dal Quale fu inviato, come misericordia per tutti gli universi, con il Codice di vita per la salvezza dal fuoco e la Religione della Verità Oggettiva, per oscurare ogni altra verità. Egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, portò a termine la Sua missione, sforzandosi per il trionfo della Parola di Allàh su qualsiasi parola dell’uomo, fino a quando rese l’anima al suo Signore, lasciandoci un’eredità la cui notte è luminosa come il giorno, e di essa non fa tesoro solo chi è destinato alla perdizione.

O Allàh, benedici il Tuo servo e Apostolo Muhammad, dopo il quale non ci saranno più Messaggeri, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

Fratelli e Sorelle carissimi, vi esorto ed esorto me stesso al Timore di Allàh e all’obbedienza ai Suoi Comandamenti; vi metto, inoltre, in guardia dalla disobbedienza alle sue norme di fare e ai suoi divieti, perché un giorno,  “gli uomini saranno fatti uscire per categorie, affinché vedano le loro azioni. (6) Chi fece tanto bene quanto il peso di un atomo, lo vedrà (7) e chi fece tanto male quanto il peso di un atomo, lo vedrà  (8)”  [Sura del Terremoto / 99/ a.a. 6-7-8] .

 -O-

Eccellenti Fratelli e Sorelle Sorelle nell’Islàm,
Assalàmu ‘alày-kum wa rahmatu-llàhi wa barakàtu-Hu.

Allàh, rifulga lo splendore della Sua Luce, ha fatto dono a noi suoi servi ed ancelle fedeli, di un mese abbondante di benefici e di grazie; un mese, il ritorno del quale rinnova la gioia di noi Musulmani; un mese nel quale ci è data l’opportunità, ai fini della salvezza dal fuoco, di realizzare affari fruttuosi con le nostre devozioni.

«Sta per avere inizio per voi il mese di Ramaḍān, il signore dei mesi: sia esso il benvenuto!». Con queste parole il nostro beneamato Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria annunciava l’avvento di questo mese ai suoi Compagni, che Allàh si compiaccia di loro.

E con le parole del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, Fratelli e Sorelle, diamogli il benvenuto, quando ne sarà, se Allàh vuole, annunciato l’inizio il 16 di questo mese di maggio solare, come lo dava il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria:

«Marḥaban bi-hi wa àhlan!».

Sulàyman, il famoso Compagno persiano del Profeta, che Allàh si compiaccia di lui, del quale il Profeta disse: «Sulayman appartiene alla mia Famiglia!», raccontò:

Negli ultimi giorni di Sha‛bān, l’Apostolo di Allàh, Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ci tenne un sermone e disse:

«Sta per farvi ombra un mese sublime, un mese benedetto; un mese, nel quale c’è una notte, il cui bene equivale al valore del bene di mille mesi; un mese, nel quale Allàh ha reso obbligatori i suoi digiuni nell’arco diurno dei suoi giorni e facoltative le veglie notturne di adorazione.

Esso è il mese della pazienza e la ricompensa della pazienza è il Paradiso! Esso è il mese dell’uguaglianza, il mese, nel quale viene aumentata la provvidenza in favore dei credenti. Colui che in esso offre la rottura del digiuno a un digiunante, riceverà perdono e salvezza dal fuoco; inoltre avrà assegnata una ricompensa pari a quella del digiunante, al quale è stata offerta la rottura del digiuno, senza che nulla venga tolto a quest’ultimo!».

Appena l’Apostolo di Allàh, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ebbe detto queste ultime parole, qualcuno dei presenti disse: «O Apostolo di Allàh, non tutti noi abbiamo di che offrire la rottura del digiuno a un digiunante!».

Egli, allora, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, disse: «Riceve questa ricompensa chi offre la rottura del digiuno a un digiunante anche se solo con un dattero, oppure con un sorso d’acqua o un po’ di latte annacquato!».

Poi egli, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, continuò, dicendo:

«Questo è un mese del quale l’inizio è misericordia, la metà è perdono e l’ultima parte salvezza dal fuoco. In esso dovete accrescere quattro pratiche! Con due di esse otterrete il compiacimento del vostro Signore e alle altre due non dovrete assolutamente sottrarvi. Per quanto riguarda le prime due – con cui otterrete il compiacimento del vostro Signore – esse sono: (1) la Testimonianza che non c’è divinità, tranne Allàh e (2) che gli chiediate perdono! Per quanto riguarda le altre due, esse sono: (1) che gli chiediate il Paradiso e (2) gli chiediate protezione dal fuoco dell’inferno.

E infine, chi disseterà un digiunante, sarà dissetato da Allàh al ḥàuḍ [la vasca dell’abberveratoio all’ingresso del Paradiso] con un sorso, che gli toglierà la sete fino al momento della sua entrata nel Paradiso».

Eccellenti Fratelli e Sorelle nell’Islàm,
in questo sermone conciso, l’Apostolo di Allàh ci ragguaglia circa alcuni benefici del mese benedetto di Ramadàn e ci esorta alla scrupolosa diligenza nelle devozioni, per la pratica delle quali ha promesso la più alta delle ricompense. Perciò, temiamo Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, e ringraziamoLo per il ritorno di questo mese benedetto, preparandoci ad adempiere i nostri doveri di servi riconoscenti.

-o-

Che Allàh ci renda meritevoli del Suo Paradiso grazie alla Guida che Egli ci dà nel Suo Libro e Gli chiedo perdono per me, per voi e per tutti i Musulmani.

Chiedeteglielo anche voi il perdono, perché Egli è il Clementissimo e il Perdonatore.

Al-Hàmdu lillàhi ràbbi-l-‘ālamīn.

RAMADAN KARIM
A TUTTI I MUSULMANI!

E’ iniziato il mese di Ramadàn,
e con esso il digiuno prescritto da ALLAH.

Formuliamo i migliori auguri
a tutti i Musulmani.